{"id":1525636,"date":"2025-01-30T10:48:43","date_gmt":"2025-01-30T09:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/laboklin.com\/?p=1525636"},"modified":"2025-01-30T10:51:45","modified_gmt":"2025-01-30T09:51:45","slug":"aggiornamenti-eceim-copenhagen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/aggiornamenti-eceim-copenhagen\/","title":{"rendered":"Aggiornamenti ECEIM, Copenhagen"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h2>Congresso annuale dell\u2019European College of Equine Internal Medicine<\/h2>\n<h2>Endocrinologia<\/h2>\n<p><strong>\u00df-Endorfine in cavalli affetti da Pituitary Pars Intermedia Dysfunction (PPID)<\/strong><\/p>\n<p><em>Nathalie Elisa Fouch\u00e9, Swiss Institute of Equine Medicine, Berna, Svitzerland<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 stato validato un test competitivo immunologico (umano) per l\u2019utilizzo su siero equino. Sono state misurate in luglio le concentrazioni di \u00df-Endorfine in cavalli affetti da PPID ed in luglio ed ottobre sia in cavalli affetti da PPID che in cavalli di controllo sani. I gruppi sono stati definiti sulla base delle concentrazioni di ACTH. I coefficienti di variabilit\u00e0 inter ed intratest erano rispettivamente del 3.37% e del 3.24%. La concentrazione di \u00df-endorfine si mostrava significativamente pi\u00f9 alta in cavalli affetti da PPID rispetto ai cavalli di controllo. La concentrazione di ACTH e di \u00df-endorfine si \u00e8 dimostrata correlata in modo significativo nei cavalli con PPID ma non nei cavalli di controllo.<\/p>\n<p>Riguardo alle differenze stagionali, si \u00e8 rilevato che le concentrazioni di \u00df-endorfine apparivano significativamente pi\u00f9 alte nei soggetti con PPID in luglio ed ottobre rispetto ai cavalli di controllo sani. Le concentrazioni di \u00df-endorfine che superavano i 91 pg\/mL misurate in luglio hanno mostrato una sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0 rispettivamente del 76% e 96% per la rilevazione della PPID. Il test utilizzato \u00e8 quindi adatto alla misurazione delle concentrazioni di \u00df-endorfine nel cavallo.<\/p>\n<p>Lo studio ha inoltre evidenziato che le \u00df-endorfine sono pi\u00f9 alte nei cavalli affetti da PPID rispetto ai controlli, e che le concentrazioni superiori a 91 pg\/mL possiedono del potenziale diagnostico per la rilevazione di PPID. Pertanto le concentrazioni di \u00df-endorfine potrebbero essere utilizzate potenzialmente come un biomarker per la diagnosi di PPID o potrebbero servire come parametro per modulare il trattamento con pergolide.<\/p>\n<p>Sono previsti ulteriori studi sulle \u00df-endorfine nei primi mesi del 2025 utilizzando questo test validato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Profili lipoproteici dopo trattamento con Dapagliflozin o Ertugliflozin, in cavalli affetti da disregolazione dei livelli di insulina (ID)<\/strong><\/p>\n<p><em>Edward J. Knowles, Royal Veterinary College, London, UK<\/em><\/p>\n<p>Lo studio prende in esame gli effetti del Dapaglifozin sui cavalli affetti da iperinsulinemia. Questi effetti non sono stati ancora completamente analizzati. Sebbene l\u2019iperlipidemia sia rara, l\u2019ipertrigliceridemia \u00e8 spesso associata al trattamento con SGLT2i. Lo scopo dello studio era quello di prendere in esame i profili lipoproteici dei cavalli sotto trattamento.<\/p>\n<p>Trenta giorni dopo l\u2019inizio del trattamento, i livelli di insulina e il grado di zoppia sono diminuiti in modo significativo, mentre i valori di trigliceridi e colesterolo aumentavano. Non sono state rilevate differenze tra Dapaglifozin ed Ertuglifozin. Le alterazioni dei profili di trigliceridi e lipoproteine apparivano generalmente secondarie, sebbene sia stata occasionalmente osservata una marcata ipetrigliceridemia. Sono stati inoltre riscontrati livelli elevati di \u00df-idrossibutirrato, cosa che suggerirebbe l\u2019insorgenza di una chetosi, una via metabolica che \u00e8 stata precedentemente considerata irrilevante nel cavallo.<\/p>\n<p>I rilievi mostrano che il Dapaglifozin e l\u2019Ertuglifozin sono efficaci nell\u2019abbassare i livelli di insulina e nel miglioramento delle zoppie in soggetti affetti da iperinsulinemia. Bench\u00e8 risultassero generalmente lievi gli effetti sui trigliceridi ed i profili delle lipoproteine, alcuni soggetti sperimentavano un\u2019ipertrigliceridemia significativa. L\u2019aumento osservato dei corpi chetonici suggerisce che la chetosi potrebbe rappresentare una via metabolica pertinente nei cavalli trattati con questi farmaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Stagionalit\u00e0 delle concentrazioni di insulina<\/strong><\/p>\n<p><em>Ana L. Lopes, Liphook Equine Hospital, Liphook, UK<\/em><\/p>\n<p>In un\u2019analisi dei dati di laboratorio del Liphook Equine Hospital dal 2012 al 2023, i livelli di insulina hanno mostrato delle variazioni stagionali significative ed erano pi\u00f9 alti in inverno e pi\u00f9 bassi in tarda estate, confrontandoli con i valori primaverili. Lo schema annuale dei valori di insulina appariva sostanzialmente simile in tutte le razze tranne per i livelli di insulina a riposo nei purosangue che mostravano un valore pi\u00f9 elevato in giugno e per gli asini che mostravano il livello pi\u00f9 elevato di insulina in maggio.<\/p>\n<p>I cambiamenti annuali dell\u2019insulina rilevavano valori pi\u00f9 elevati durante l\u2019inverno e valori pi\u00f9 bassi in estate ed autunno. Questo fatto potrebbe riflettere un adattamento fisiologico all\u2019aumento dell\u2019ingestione di zuccheri durante le stagioni dove \u00e8 disponibile il pascolo, essendo associato ad una diminuita risposta delle cellule \u00df del pancreas. In alternativa, la causa potrebbe essere costituita dai cambiamenti stagionali nella sensibilit\u00e0 periferica all\u2019insulina (e quindi dei valori basali a riposo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Malattie infettive<\/h2>\n<p><strong>Risposta immunologica umorale a lungo termine contro il Virus West Nile<\/strong><\/p>\n<p><em>C.H. Tolnai; University of Veterinary Medicine Budapest, Budapest, Hungary<\/em><\/p>\n<p>Il livello di anticorpi neutralizzanti (nAc) si correla in modo ottimale con la protezione contro gli Othoflavivirus. I cavalli infetti sintomatici hanno mantenuto un livello protettivo di nAc fino a 4 anni post-infezione, tuttavia, il titolo anticorpale notevolmente ridotto degli animali che si sono infettati ma non hanno sviluppato sintomi clinici potrebbe non essere protettivo nei confronti della re-infezione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Infezioni da Coronavirus equini nei cavalli adulti: pattern di diffusione<\/strong><\/p>\n<p><em>H.C. Smith, Faculty Veterinary Medicine, Utrecht University, Utrecht, Belgium<\/em><\/p>\n<p>Il 50% dei casi di Malattia da Coronavirus Equini (ECov) vengono identificati dalla sieroconversione o da un significativo aumento del titolo anticorpale. Il momento migliore per la rilevazione dell\u2019ECov tramite PCR \u00e8 al secondo giorno dall\u2019inizio dei sintomi clinici. Si \u00e8 riscontrata una diffusione intermittente del virus nell\u2019arco di 16 giorni nelle le feci. L\u2019analisi di pi\u00f9 campioni raccolti in giorni differenti potrebbe aumentare le possibilit\u00e0 di rilevare ECov tramite PCR. Aanche dimostrare una sieroconversione od un aumento significativo del titolo anticorpale potrebbe costituire un utile test aggiuntivo di affiancamento alla PCR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Oncologia<\/h2>\n<p><strong>Attivit\u00e0 della timidina chinasi 1 nel siero e fluidi cavitari dei cavalli affetti da linfoma, Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (IBD) ed altre patologie gastroenteriche non infiammatorie<\/strong><\/p>\n<p><em>K.D. Drozdzewska, FU Berlin, Sophie Burde, Laboklin, Germany<\/em><\/p>\n<p>Lo studio prende in esame i livelli di timidina chinasi 1 nel siero (TK1s) e nel liquido peritoneale \/ pleurico (TK1pf) in 29 cavalli: 10 con linfoma, 8 con IBD, e 11 controlli.<\/p>\n<ul>\n<li>Livelli di TK1s: i soggetti affetti da linfoma avevano un livello di TK1 significativamente pi\u00f9 alto (3.45 U \/ L) rispetto ai controlli (0.49 U \/ L, p=0.02), ma non rispetto ai cavalli affetti da IBD (0,67 U \/ L)<\/li>\n<li>Livelli di TK1pf: questo valore era significativamente pi\u00f9 alto (3,52 U \/ L; 18 \u2013 14,15 U \/ L p=0.001) rispetto al TK1s (0.69 U \/ L; 0.49 \u2013 1.89 U \/ L)<\/li>\n<\/ul>\n<p><u>Correlazione:<\/u> si \u00e8 notata una correlazione moderata tra i livelli di TK1s e TK1pf, pi\u00f9 forte nel gruppo di controllo.<\/p>\n<p><u>Limiti<\/u>: sono state rilevate delle significative differenze tra i gruppi di TK1s, ma non nei livelli di TK1pf. Non \u00e8 emersa una chiara differenziazione tra i casi di linfoma ed IBD usando la TK1s.<\/p>\n<p><u>Conclusione:<\/u> la TK1 \u00e8 un utile biomarker per distinguere i casi di il linfoma dai soggetti sani, ma \u00e8 un enzima meno specifico per la diagnosi di IBD. La misurazione della TK1pf si \u00e8 rivelata fattibile e pu\u00f2 essere effettuata di routine su liquido peritoneale \/ pleurico durante la diagnostica oncologica. La TK1pf ha mostrato un rialzo di rilievo rispetto alla TK1s nella maggior parte dei cavalli con linfoma, ma il rialzo \u00e8 stato pure osservato in pochi soggetti affetti da IBD.<\/p>\n<p>L\u2019infiammazione che accompagna la patologia gastroenterica potrebbe contribuire al rialzo del livello di Tks e potenzialmente anche del valore di Tkpf, fatto che dovrebbe essere considerato nella misurazione della TK1.<\/p>\n<p>I limiti di riferimento nel cavallo per laTK1 peritoneale \/ pleurica dovrebbero venire validati per l\u2019utilizzo clinico in futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Neonatologia<\/h2>\n<p><strong>Disfunzione neuronale ed astrogliale in puledri neonati gravemente malati<\/strong><\/p>\n<p><em>K.D. Dembek, North Carolina State University, Raleigh, NC, USA<\/em><\/p>\n<p>La disfunzione neurologica \u00e8 spesso diagnosticata nei puledri gravemente malati che si presentano con setticemia o Sindrome da Disadattamento Neonatale (NMS). Le proteine di origine astrocitaria e neuronale, come la proteina fibrillare acida della glia (GFAP), la proteina astrocitaria S100B e il fattore neurotropico di derivazione cerebrale (BDNF) potrebbero venire utilizzate per il monitoraggio e la prognosi dei puledri gravemente malati.<\/p>\n<p>Una concentrazione aumentata di BDNF al momento del ricovero in puledri setticemici o affetti da MNS \u00e8 coerente con il suo ruolo nello sviluppo post-natale del cervello, nella genesi delle sinapsi, e con la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Una ridotta concentrazione di GFAP in puledri setticemici ed affetti da NMS suggerisce una disfunzione astrogliale od una astrogliogenesi postnatale ritardata e potrebbe essere utilizzata come un potenziale marker prognostico per la non sopravvivenza. Entrambi BDNF e GFAP potrebbero essere utilizzati come fattori prognostici nei puledri gravemente malati.<\/p>\n<p>Sono necessari ulteriori studi per la misurazione di questi biomarker del liquido cerebrospinale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Asini<\/h2>\n<p><strong>Rilevazione del Virus dell\u2019Epatite B degli equidi nel fegato di due asini con iperlipemia<\/strong><\/p>\n<p><em>V. Zehetner, University of Veterinary Medicine, Vienna, Austria<\/em><\/p>\n<p>Uno studio recente ha rilevato alcune similitudini tra il virus dell\u2019Epatite B degli equidi scoperto da poco (EqHBV) ed il virus dell\u2019Epatite B nell\u2019uomo (HBV). Questo virus EqHBV \u00e8 stato rilevato nel 3.2% dei campioni di asini e zebre con una sieroprevalenza del 5.4% e mostra una distribuzione mondiale. Tutti i cavalli testati finora sono risultati invece negativi. Negli asini il virus mostra un trofismo per il tessuto epatico e pu\u00f2 portare ad infezioni croniche con rilievi istopatologici come infiammazione e fibrosi che assomigliano a quello che si vede nelle infezioni da HBV nell\u2019uomo. Si \u00e8 potuto rilevare l\u2019EqHBV in 2 fegati su 5 di asini a cui era stata diagnosticata iperlipemia, mentre tutti i fegati dei cavalli sono risultati negativi. Si ipotizza la persistenza del virus in forma subclinica, a causa dei carichi virali bassi che sono stati misurati e delle caratteristiche istopatologiche non specifiche, ma sono richiesti ulteriori studi per meglio caratterizzare la rilevanza clinica dell\u2019infezione di EqHBV negli asini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alta prevalenza dell\u2019infezione virale subclinica di Epatite B degli equidi in un allevamento di asini in Romania<\/strong><\/p>\n<p><em>D. Lale, Institute of Virology, Vetsuisse Faculty, University of Zurich, Switzerland<\/em><\/p>\n<p>In questo studio pilota sono stati analizzati per la ricerca del DNA del virus dell\u2019EqHBV (Hepacivirus degli equidi) e dell\u2019EqPHV (Epatite da Parvovirus) tramite PCR quantitativa (qPCR) e per la ricerca dell\u2019RNA dell\u2019EqHV (Hepacivirus equino) tramite RT-qPCR, 100 campioni di siero prelevati per la diagnostica di routine da un gruppo di asini per la produzione di latte nel nord-ovest della Romania. Il 32% dei 100 campioni presi in esame \u00e8 risultato positivo per il DNA dell\u2019EqHBV, mentre non si sono rilevati n\u00e8 RNA di EqHV e nemmeno DNA di EqPVH. Il gruppo di asini era composto da 76 asine e 24 maschi, che non hanno mostrato alcuna anomalia durante l\u2019esame clinico di routine.<\/p>\n<p>L\u2019infezione subclinica del recente virus EqHBV \u00e8 stata pertanto rilevata in un gruppo di asini clinicamente sani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Biomarker<\/h2>\n<p><strong>Il ruolo dello stress ossidativo nella patogenesi dell\u2019asma equina<\/strong><\/p>\n<p><em>S. Hansen, Department of Veterinary Clinical Sciences, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark<\/em><\/p>\n<p>La superossido dismutasi (SOD), un antiossidante enzimatico, pu\u00f2 parzialmente contrastare lo stress ossidativo. Lo scopo dello studio era di investigare la concentrazione locale di SOD del fluido polmonare di cavalli colpiti da asma equina (EA). E\u2019 stato validato un test spettrofotometrico disponibile in commercio (Randox LTD) per la misurazione della SOD nei campioni da tracheal wash (TW) e lavaggio broncoalveolare (BAL). Si \u00e8 rilevato un significativo abbassamento nella concentrazione di SOD nel fluido recuperato da BAL sia in cavalli affetti da asma equina con una componente neutrofilica da lieve a moderata, che anche asma severa rispetto ai soggetti sani. Inoltre, cavalli con un\u2019asma equina severa mostravano valori di SOD pi\u00f9 bassi nel liquido da TW rispetto ai soggetti sani.<\/p>\n<p>I risultati di questo studio confermano il coinvolgimento dello stress ossidativo e, pi\u00f9 in specifico, della carenza di SOD nei fluidi da BAL come parte della componente patogenetica dell\u2019asma equina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Colite equina acuta: utilizzo della siero amiloide A e dell\u2019L-lattato come biomarker diagnostici e prognostici<\/strong><\/p>\n<p><em>Tina Holberg Pihl, University of Copenhagen, Denmark<\/em><\/p>\n<p>I ricercatori hanno esplorato l\u2019utilizzo della Siero Amiloide A (SAA) e dell\u2019L-lattato come marker diagnostici e prognostici nella colite equina acuta.<\/p>\n<ul>\n<li>La SAA pu\u00f2 servire a differenziare tra differenti tipi di colica (chirurgica vs non chirurgica) ma non \u00e8 utile per predire la sopravvivenza nel caso di colite acuta. Negli stadi precoci della malattia possiamo avere dei livelli bassi di SAA, e misurazioni ripetute non si sono dimostrate predittive della sopravvivenza a causa dell\u2019elevata mortalit\u00e0 precoce.<\/li>\n<li>L\u2019L-lattato \u00e8 un marker per l\u2019ipossia tissutale. Elevati livelli di questo valore sono associati a mancata sopravvivenza nella colite. Le misurazioni ripetute di Lattato aumentano l\u2019accuratezza diagnostica, riflettendo la risposta al trattamento ed alla fluidoterapia.<br \/>\nAbbinare il valore del lattato alla valutazione delle variabili cliniche (es. frequenza cardiaca, et\u00e0) aumenta ulteriormente la possibilit\u00e0 di prevedere la sopravvivenza. Le differenze di razza (es. cavalli islandesi) possono influenzare i livelli di lattato e la prognosi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La SAA e l\u2019L-lattato hanno valore per la diagnosi e per presagire la guarigione nella colite equina. Mentre la SAA ha un valore prognostico limitato, l\u2019L-lattato \u00e8 un indicatore efficace per la sopravvivenza, specialmente se associato agli altri dati clinici. La diagnosi ed il trattamento precoci sono cruciali per aumentare il tasso di sopravvivenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019utilizzo dell\u2019Amiloide Sierica A ed altre proteine di fase acuta per migliorare la gestione del paziente<\/strong><\/p>\n<p><em>Stine Jacobsen, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark<\/em><\/p>\n<p><u>Risposta di fase acuta<\/u>: nel cavallo la SAA \u00e8 la principale proteina di fase acuta, con le concentrazioni che aumentano in modo drammatico (fino a 1000 volte) durante l\u2019infiammazione. La sua risposta rapida (8\u201312 ore dopo l\u2019inizio dell\u2019infiammazione) e la sua emivita corta (30\u2013120 minuti) lo rendono ideale per tracciare il processo infiammatorio in tempo reale.<\/p>\n<p><u>Uso diagnostico<\/u>: la SAA \u00e8 un marker specifico per l\u2019infiammazione sistemica, aiutando a differenziare tra malattie infettive e non infettive. E\u2019 inoltre utile per la rilevazione dell\u2019infiammazione subclinica nei cavalli sani o prima di una chirurgia.<\/p>\n<p><u>Misurazione specifica per compartimenti<\/u>: la SAA si rileva non solo nel sangue ma anche in altri fluidi cavitari come colostro, saliva, liquidi sinoviale e peritoneale, permettendo il monitoraggio dell\u2019infiammazione localizzata.<\/p>\n<p><u>Metodi di misura:<\/u> vengono utilizzati dei test automatizzati (es. VET-SAA, Stable Lab) per misurare la SAA, con alcuni macchinari portatili che forniscono risultati veloci ma meno precisi. La scelta del test giusto \u00e8 cruciale per ottenere misurazioni attendibili, specialmente in caso di elevate concentrazioni.<\/p>\n<p><u>Utilizzo clinico:<\/u> la SAA \u00e8 utilizzata nella diagnosi, prognosi e nel monitoraggio della terapia, in modo particolare per le infezioni e le condizioni infiammatorie. Aiuta inoltre ad accertare la progressione della malattia e la risposta al trattamento, come per esempio nella guarigione post-chirurgia o nella gestione delle infezioni.<\/p>\n<p>La SAA \u00e8 uno strumento essenziale in medicina equina per la diagnosi, il monitoraggio, e la gestione dell\u2019infiammazione. La sua rapida risposta rende questo test un utile strumento per tracciare i cambiamenti nell\u2019attivit\u00e0 infiammatoria, ma la sua interpretazione richiede un\u2019attenta considerazione del contesto della malattia e del test utilizzato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Analisi della Paraoxonasi\u20131 come marker infiammatorio e dello stress ossidativo nei cavalli con colite<\/strong><\/p>\n<p><em>M. Winther, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark<\/em><\/p>\n<p>Lo stress ossidativo legato all\u2019infiammazione gioca un ruolo importante nella colite equina, ma il suo esatto impatto non \u00e8 ancora ben compreso. L\u2019enzima Paraoxonasi \u2013 1 (PON-1), che diminuisce durante lo stress ossidativo e l\u2019infiammazione, \u00e8 stato studiato come potenziale marker prognostico e diagnostico nei cavalli con colite. Nonostante le differenze statistiche, l\u2019attivit\u00e0 della PON-1 risultava molto variabile tra i cavalli affetti da colite e non rifletteva in modo affidabile lo stato clinico o la prognosi.<\/p>\n<p>Questo valore ha mostrato una debole correlazione con altri marker affermati e non monitora la risposta al trattamento. La PON-1 ha quindi un valore prognostico e diagnostico limitato nella colite equina non aggiungendo informazioni significative al di l\u00e0 degli altri marker esistenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Nutrizione<\/h2>\n<p><strong>Nutrizione equina &#8211; L\u2019evidenza scientifica dell\u2019utilizzo della fitoterapia <\/strong><strong>per varie patologie<\/strong><\/p>\n<p><em>Ingrid Vervuert, University of Leipzig, Germany<\/em><\/p>\n<p>L\u2019interesse nell\u2019utilizzo delle erbe per la salute equina \u00e8 aumentato, in particolare nelle condizioni come PPID, EMS e patologie gastroenteriche o respiratorie (EA). L\u2019evidenza scientifica sull\u2019efficacia e sui meccanismi farmacologici di queste erbe \u00e8 comunque limitata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Erbe per la regolazione ormonale<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Agnus castus (Agnocasto): <\/strong>\u00e8 comunemente utilizzato per la PPID del cavallo. Gli studi mostrano che pu\u00f2 alleviare i sintomi della PPID, similmente agli effetti della pergolide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Erbe per lo stomaco ed il fegato<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Olivello spinoso: <\/strong>potrebbe contribuire alla cicatrizzazione della mucosa gastrica ma mancano delle evidenze conclusive.<\/p>\n<p><strong>Aloe vera: <\/strong>non ha mostrato alcun beneficio significativo rispetto all\u2019omeprazolo per le ulcere gastriche nei cavalli e pu\u00f2 avere effetti avversi.<\/p>\n<p>Il <strong>Cardo mariano (Sylibum marianum): <\/strong>ha propriet\u00e0 epatoprotettive, aumentando il metabolismo energetico, sebbene le evidenze cliniche per il suo utilizzo nelle patologie epatiche siano tuttora carenti.<\/p>\n<p><strong>Carciofo: <\/strong>\u00e8 utilizzato per la protezione del fegato ma mancano degli studi specifici sul cavallo. Vi sono perfino studi dove gli equini che ricevevano un\u2019integrazione con carciofo e cardo mariano per il fegato mostravano un aumento dell\u2019attivit\u00e0 delle gGT. Bisogna considerare anche la contaminazione dei mangimi complementari epatoprotettivi da parte degli alcaloidi della pirrolizidina!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Erbe per le patologie respiratorie (malattie infettive o asma equina)<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Echinacea: <\/strong>ha mostrato degli effetti di potenziamento immunitario nei cavalli sani, ma servono ulteriori ricerche per valutare l\u2019immunomodulazione nei soggetti compromessi.<\/p>\n<p><strong>Le miscele di erbe <\/strong>(es. anice, finocchio, aglio) hanno mostrato risultati misti in cavalli con problemi respiratori come AE. Sono stati rilevati alcuni miglioramenti nella pressione polmonare e nella resistenza delle vie aeree, ma non si sono riscontrati cambiamenti clinici importanti. L\u2019integrazione con aglio in dosi elevate per un periodo di tempo prolungato potrebbe persino portare all\u2019anemia a corpi di Heinz!<\/p>\n<p>Le erbe mostrano quindi un potenziale per il supporto di vari aspetti della salute dei cavalli, ma sono necessari pi\u00f9 studi clinici per confermare la loro efficacia, particolarmente per il fegato e le patologie respiratorie. Allo stato attuale il loro utilizzo dovrebbe essere considerato come complementare e basato su una maggiore quantit\u00e0 di ricerca per la validazione clinica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dott.ssa Svenja M\u00f6ller<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1734601336372{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1734601203438{background-color: #E7E7E7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1738230463896{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221; custom_color=&#8221;#e51e1e&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Flaboklin.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2025%2F01%2FAggiornamenti_ECEIM_Copenhagen.pdf|target:_blank&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1734601217119{background-color: #E7E7E7 !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1738230580454{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221;]<strong><a href=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Aggiornamenti_ECEIM_Copenhagen.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aggiornamenti ECEIM, Copenhagen<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Congresso annuale dell\u2019European College of Equine Internal Medicine<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":1460559,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"%%post_title%%","_seopress_titles_desc":"%%post_excerpt%%","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[452],"tags":[],"table_tags":[],"class_list":["post-1525636","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aggiornamenti-laboklin-cavallo-camelidi","category-452","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1525636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1525636"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1525636\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1525656,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1525636\/revisions\/1525656"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1460559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1525636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1525636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1525636"},{"taxonomy":"table_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/table_tags?post=1525636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}