{"id":1512871,"date":"2024-02-09T10:00:13","date_gmt":"2024-02-09T09:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/laboklin.com\/?p=1512871"},"modified":"2025-10-21T12:48:03","modified_gmt":"2025-10-21T10:48:03","slug":"la-leptospirosi-nel-cavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/la-leptospirosi-nel-cavallo\/","title":{"rendered":"La Leptospirosi nel cavallo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Le leptospire sono microrganismi spiraliformi, molto sottili, gram negativi, asporigeni, dotati di endoflagelli, di una parete e di una membrana con lipopolisaccaridi, appartenenti al phylum <em>Spirochete<\/em>.<\/p>\n<p>Sono caratterizzate da una scarsa resistenza all\u2019ambiente esterno: la loro sopravvivenza appare infatti legata a particolari condizioni di umidit\u00e0, presenza di ossigeno, temperatura e costituzione dei terreni (pH neutro) oltre che all\u2019assenza di luce diretta (sono favorevoli quindi le acque stagnanti e paludose, il clima piovoso e le temperature non molto basse).<\/p>\n<p>La trasmissione nel cavallo avviene di solito per via orale tramite ingestione di foraggio od acqua contaminati da urina di vettori infetti. La penetrazione del microrganismo pu\u00f2 avvenire pertanto tramite le mucose dell\u2019apparato digerente, oculocon-giuntivale, nasale, genitale, od attraverso soluzioni di continuo della cute in casi pi\u00f9 rari.<\/p>\n<p>I vettori sono generalmente roditori, rettili, anfibi, che tollerano molto bene l\u2019infezione, ma anche animali domestici (suini e ruminanti) che possono diffondere il batterio con le urine, in modo intermittente e senza mostrare sintomi clinici.<\/p>\n<p>\u00c8 anche descritta la trasmissione venerea, transplacentare, da contatto con feti, invogli fetali abortiti e latte di fattrici colpite, o tramite artropodi ematofagi (Ixodes) che fungono da ospiti di mantenimento.<\/p>\n<p>La sintomatologia \u00e8 spesso variabile ed aspecifica e si ritiene che la diagnosi venga con frequenza sottostimata nella specie equina, non sono peraltro disponibili vaccini efficaci come invece succede per il cane.<\/p>\n<p>Una volta che le <em>leptospire <\/em>penetrano nell\u2019organismo, si verifica una rapida batteriemia che nel corso di 3\u201310 giorni pu\u00f2 portare ad una fase setticemico-endotossiemica acuta, caratterizzata dalla comparsa di gravi sintomi (anoressia, abbattimento, febbre, fotofobia, lacrimazione, miosite, mioglobinuria, aborto o nascita di puledri prematuri \/ disvitali), cui segue la seconda fase, ovvero quella di localizzazione, dove le <em>leptospire <\/em>stesse raggiungono fegato, reni e, soprattutto nel neonato, meningi.<\/p>\n<p>Durante la fase acuta, non solo l\u2019urina ma anche il latte, altri secreti ed ovviamente il sangue, possono diffondere il batterio nell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Nella specie equina sono pi\u00f9 frequenti le forme subcliniche paucisintomatiche a localizzazione prevalentemente renale, caratterizzate da nefrite interstiziale cronica ed escrezione intermittente, il coinvolgimento oculare (uveite ricorrente) e l\u2019aborto o la natimortalit\u00e0.<\/p>\n<p>La virulenza e la sintomatologia dipendono sia dalla quantit\u00e0 di batteri che penetrano nell\u2019ospite che dal tipo di sierotipo coinvolto.<\/p>\n<p>Nel cavallo sono frequenti le variante <em>bratislava<\/em>, <em>kirschneri <\/em>ed <em>interrogans. <\/em>Il sierotipo <em>pomona <\/em>sembra essere quello maggiormente responsabile di aborto equino (Williams et al, 1994). Altre sierovarianti rilevate sono <em>copenagheni, grippotyphosa ed icterohaemorragica.<\/em><\/p>\n<h2>Sindrome ittero-emorragica \/ insufficienza renale<\/h2>\n<p>Le sindromi di carattere acuto non sono fortunatamente frequenti nella specie equina.<\/p>\n<p>Spesso riguardano i puledri neonati o prematuri nati da madri infette, dove la localizzazione della spirocheta interessa principalmente il fegato ed i reni: possiamo avere ittero, anemia, diarrea, oliguria, epatomegalia, coliche ricorrenti, polmonite con atelettasia, nefrite con insufficienza renale.<\/p>\n<p>Se il decorso \u00e8 iperacuto si pu\u00f2 verificare setticemia con interessamento meningeo, con grave sintomatologia neurologica associata a decubito, coma e morte.<\/p>\n<p>Esami di laboratorio:<\/p>\n<ul>\n<li>esame emocromocitometrico: possiamo avere neutrofilia \/ leucocitosi ed anemia<\/li>\n<li>parametri biochimici: sono frequenti iperbilirubinemia, enzimi epatici alterati, iperazotemia, ipercreatininemia<\/li>\n<li>titolazione anticorpale: possiamo effettuare su siero la titolazione di molti sierotipi contemporaneamente, appunto perch\u00e9 molte sierovarianti possono essere responsabili della malattia nel cavallo. La comparsa degli anticorpi in circolo avviene in genere dopo 7-8 giorni post-infezione, quindi questa metodica appare maggiormente indicativa nelle forme croniche o subcliniche, dove la tempistica permette di effettuare agevolmente una sieroconversione. Il titolo del campione sar\u00e0 dato dall\u2019ultima diluizione che provoca agglutinazione e la positivit\u00e0 \u00e8 indicata per ogni titolo maggiore o uguale a 100. Un\u2019eventuale sieroconversione va interpretata con cautela se la terapia \u00e8 stata iniziata precocemente, dato che l\u2019antibiotico \u00e8 di solito molto efficace nell\u2019inibire la moltiplicazione batterica. La tecnica utilizzata presso Laboklin \u00e8 la microagglutinazione o MAT, riconosciuta come molto sensibile e specifica nella rilevazione dei diversi sierotipi testati: <em>canicola, icterohaemorragie, grippotyphosa, saxkoebing, bratislava, sejroe, autumnalis, australis, pomona.<\/em><\/li>\n<li>esame delle urine: sono possibili bilirubinuria, albuminuria, leucocitosi ed ematuria se il danno renale \u00e8 importante. Su questo materiale \u00e8 indicata la ricerca della Leptospira tramite PCR: sono richiesti pi\u00f9 prelievi seriali date le caratteristiche di escrezione intermittente del batterio. Non sono necessarie particolari accortezze per l\u2019invio al laboratorio, differentemente da quello che succede per la ricerca tramite coltura, che richiede invece particolari terreni di trasporto e potrebbe risultare negativa se il campione non viene conservato appropriatamente, data la scarsa resistenza di questo agente eziologico all\u2019ambiente esterno. Questo test permette di rilevare l\u2019infezione precocemente, anche prima della positivit\u00e0 sierologica, di identificare i portatori sani od anche i soggetti guariti che per\u00f2 potrebbero comunque risultare eliminatori della <em>Leptospira <\/em>nell\u2019ambiente, svolgendo un ruolo epidemiologico importante.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Uveite ricorrente<\/h2>\n<p>Si ritiene che le spirochete svolgano un ruolo decisivo nel determinare la produzione degli autoanticorpi che, nel soggetto colpito, ciclicamente aggrediscono la cornea provocando quindi l\u2019uveite ricorrente (monolaterale o bilaterale) caratterizzata da episodi di gravit\u00e0 sempre maggiore, fino a portare nel tempo a cecit\u00e0 causata da un opacamento corneale progressivo da deposizione di fibrina e neutrofili.<\/p>\n<p>Il paziente di solito non mostra altri sintomi correlati, dato che l\u2019infezione potrebbe essere avvenuta anche molto indietro nel tempo ed il danno appare associato ad altri fattori (ambientali o genetici) che esplicano la loro azione nel corso di mesi od anni.<\/p>\n<p>I sierotipi maggiormente coinvolti sono <em>pomona, grippotyphosa e icterohaemorragie.<\/em><\/p>\n<p>Esami di laboratorio<\/p>\n<p>In questi casi \u00e8 indicato in primis il test sierologico, dato che il danno corneale ricorrente \u00e8 collegato alla formazione di immunocomplessi e l\u2019agente eziologico potrebbe non essere gi\u00e0 pi\u00f9 presente al momento delle manifestazioni cliniche.<\/p>\n<p>\u00c8 comunque possibile effettuare una PCR sui fluidi oculari (camera anteriore) con ricerca della Leptospira, mentre l\u2019esame citologico indica spesso solamente un\u2019uveite infiammatoria specifica.<\/p>\n<h2>Aborto<\/h2>\n<p>Nella fattrice gravida dopo la fase viremica la Leptospira passa attraverso la placenta, causando una placentite con infiammazione del cordone che potrebbe portare a sofferenza fetale ed aborto generalmente asintomatico (dopo circa 2 mesi dall\u2019infezione) o nascita di puledri prematuri o disvitali, gi\u00e0 infetti. Gli annessi embrionali si presentano edematosi, ingrossati, itterici con presenza di essudato, trombi e fibrina.<\/p>\n<p>Non tutte le fattrici sieropositive presentano aborto o puledri malati, poich\u00e9 la sintomatologia dipende anche dalla quantit\u00e0 di spirochete, dal sierotipo infettante, dalla risposta del sistema immunitario materno e dalla presenza di ulteriori fattori predisponenti.<\/p>\n<p>Le varianti maggiormente coinvolte in caso di aborto equino sono <em>interrogans e pomona.<\/em><\/p>\n<p>Esami di laboratorio<\/p>\n<p>Fondamentale in questi casi prendere in esame feto ed invogli fetali abortiti:<br \/>\nall\u2019esame istologico della placenta si riscontrano segni di infiammazione, aree di necrosi perivascolare, ittero, infiltrazioni diffuse di cellule della serie bianca, ispessimenti ed edemi (Sebastian et al, 2005).<\/p>\n<p>Nel feto abortito le lesioni riguardano generalmente il fegato che appare itterico e friabile, i reni che si presentano edematosi con striature bianche, petecchie e microascessi, (Donahue et al, 2000), il polmone che spesso mostra infiammazione, trombi ed emorragie, la milza che pu\u00f2 essere aumentata di volume e mostrare vasculite e perivasculite (Whitwell et al, 2009).<\/p>\n<p>PCR<\/p>\n<p>Le spirochete possono essere evidenziate nel materiale abortivo tramite questa metodica, specialmente a livello di villi, cordone, fegato, rene e polmoni fetali che come abbiamo visto appaiono macroscopicamente alterati.<\/p>\n<p>Per l\u2019esecuzione di questo test i tessuti devono essere posti in soluzione fisiologica, oppure \u00e8 possibile inviare dei tamponi a secco effettuati sulle parti lesionate prima di immetterle in formalina per un eventuale esame istologico successivo.<\/p>\n<p>Nella fattrice che ha abortito \u00e8 consigliabile effettuare una titolazione anticorpale ad ulteriore conferma dell\u2019avvenuta infezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; 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