{"id":1476237,"date":"2023-11-20T12:04:22","date_gmt":"2023-11-20T11:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/laboklin.com\/?p=1476237"},"modified":"2024-09-05T12:34:40","modified_gmt":"2024-09-05T10:34:40","slug":"il-laboratorio-nella-gestione-delle-patologie-ortopediche-del-puledro-dod","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/il-laboratorio-nella-gestione-delle-patologie-ortopediche-del-puledro-dod\/","title":{"rendered":"Il laboratorio nella gestione delle patologie ortopediche del puledro (DOD)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Le patologie ortopediche dello sviluppo del puledro comprendono una serie di disturbi della maturazione dell\u2019osso e delle cartilagini di accrescimento ed articolari, tutte riunite nell\u2019acronimo inglese DOD (Developmental Othopedic Diseases). Queste patologie sono caratterizzate da un\u2019eziopatogenesi complessa e multifattoriale, che comprende fattori genetici, ormonali, nutrizionali e traumatici, la cui influenza singola non \u00e8 stata ancora completamente chiarita.<\/p>\n<p>I segni clinici di solito si manifestano tra lo svezzamento ed i 24 mesi di vita e comprendono: irregolarit\u00e0 angolari degli arti, anomalie flessorie, anomalie radiografiche (osteocondrosi, fisite, ossificazione incompleta delle ossa tarsali, deformit\u00e0 vertebrali e cervicali) calore e gonfiore delle articolazioni, zoppia intermittente, decubito, atassia, scarso movimento e pattern di crescita alterati.<\/p>\n<p>Vediamo quali fattori nutrizionali appaiono importanti e come il laboratorio pu\u00f2 aiutarci nella gestione di queste situazioni, sia per i puledri a rischio che per le fattrici gravide.<\/p>\n<h2>Eccesso di energia<\/h2>\n<p>La fonte energetica pi\u00f9 frequentemente utilizzata nel puledro e nella fattrice \u00e8 rappresentata dai carboidrati. Questi si differenziano in zuccheri semplici (lattosio, maltosio, saccarosio) e polisaccaridi (amidi e cellulosa). In misura minore la fonte energetica pu\u00f2 essere costituita da lipidi e proteine. Una dieta troppo ricca di carboidrati (e quindi altamente energetica) nel puledro appare spesso associata ad una crescita troppo veloce in soggetti predisposti e questo si \u00e8 dimostrato deleterio, specialmente se associato a livelli bassi di proteina e livelli insufficienti di microelementi come Zn, Cu, Ca, P, Mg.<\/p>\n<p>La crescita veloce e l\u2019eccessivo peso infatti, causa sofferenza e disturbi nella nutrizione delle cartilagini, che si trovano pertanto sollecitate a dismisura ed impossibilitate ad una maturazione corretta, a causa della produzione di proteoglicani della matrice e glicoproteine del collagene alterati. Questo determina sia un disturbo della maturazione dei condrociti, che anomalie della crescita delle cartilagini stesse.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<br \/>\n<\/em>Un eccesso energetico pu\u00f2 essere dimostrato da livelli ematici di:<\/p>\n<ul>\n<li><em>glucosio ed insulina <\/em>persistentemente elevati, con un rapporto alterato tra di loro (insulinoresistenza)<\/li>\n<li>f<em>ruttosamine<\/em>: un valore alto dimostra che la glicemia persiste per troppo tempo oltre i livelli normali<\/li>\n<li><em>IGF: <\/em>un valore elevato di questo ormone sembra predisporre alla formazione di osteocondrosi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche nella fattrice in gravidanza una dieta ricca di energia, soprattutto se caratterizzata da picchi glucidici persistenti, predispone il puledro che nascer\u00e0 all\u2019insulinoresistenza: questi controlli possono essere fatti in prevenzione alle fattrici che hanno gi\u00e0 presentato redi con queste problematiche.<\/p>\n<h2>Proteine<\/h2>\n<p>Non \u00e8 ancora stato completamente chiarito se un eccesso proteico possa incrementare l\u2019incidenza di DOD. I puledri necessitano comunque di un mangime con livelli di proteina grezza, tra il 13%-17%, con aminoacidi essenziali quali metionina, treonina e lisina, indispensabili per un corretto sviluppo.<br \/>\nMentre la carenza di proteine nella la dieta del soggetto in crescita si rileva facilmente attraverso una generale perdita di massa muscolare, valutare l\u2019eccesso di proteine non sembra altrettanto intuitivo: il cavallo gestisce metabolicamente un eccesso proteico tramite la produzione di azoto che viene eliminato attraverso l\u2019urea nelle urine. Questo processo richiede un dispendio energetico notevole e molta acqua e tende a produrre acidosi metabolica, perch\u00e9 porta pi\u00f9 facilmente la muscolatura a lavorare in condizione di anaerobiosi, con produzione di acido lattico. I soggetti che assumono una razione ricca di proteine bevono molto e producono urina con forte odore di ammoniaca.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>BUN : <\/em>in animali sani (senza patologie renali od intenso catabolismo muscolare) un innalzamento di questo valore indica un eccesso di proteine nella dieta. In caso di carenza proteica o malassorbimento possiamo invece riscontrare un livello di BUN, proteine totali ed albumine molto bassi.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Lipidi<\/h2>\n<p>Nella necessit\u00e0 di limitare la presenza di carboidrati nella dieta del puledro, \u00e8 necessario aggiungere una certa quota di lipidi per assicurarsi un corretto bilancio energetico ed un sufficiente apporto di vitamine liposolubili (A , D, E, K), fosfolipidi e glicolipidi di membrana e ormoni.<\/p>\n<p>Nel mangime di un puledro in crescita, dallo svezzamento fino ai 24 mesi, la percentuale di grassi deve attestarsi attorno al 7- 10%. \u00c8 possibile inoltre aggiungere vari oli (mais, soia, lino, fegato di merluzzo, \u2026) ad un concentrato qualora dovesse presentare un livello basso di materia grassa. Un eventuale eccesso di grassi con la dieta potrebbe ridurre l\u2019assimilazione di Ca nel puledro od ostacolare le corrette fermentazioni intestinali. Particolare attenzione deve essere prestata per la conservazione di alimenti grassati, specialmente con temperature ambientali elevate, per il rischio di irrancidimento.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Trigliceridi: <\/em>animali obesi o con iperlipidemia non devono assumere molti grassi con la dieta, pertanto questo parametro ematologico pu\u00f2 aiutare l\u2019alimentarista nella formulazione di una dieta corretta.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Calcio e fosforo (Ca e P)<\/h2>\n<p>Sono due micronutrienti essenziali per la formazione della parte minerale dell\u2019osso e vengono mobilizzati dall\u2019osso stesso in caso di bisogno, pertanto una loro carenza \/ eccesso nella dieta pu\u00f2 compromettere in modo negativo lo sviluppo del puledro. Un corretto apporto di Ca \u00e8 indispensabile per la cascata coagulativa, la contrazione muscolare, lo stimolo nervoso, i processi digestivi. Il latte materno non ha un contenuto regolare di Ca, che tende a decrescere nel tempo a partire dai 40 giorni post-parto. Pertanto dopo questo lasso di tempo \u00e8 necessaria un\u2019integrazione. L\u2019assorbimento di questo elemento per via enterica avviene principalmente nel piccolo intestino, attraverso una proteina legante (calbindina) con la compartecipazione per una piccola parte della vitamina D. L\u2019ossalato di calcio invece, presente in alcuni foraggi, non viene assimilato. L\u2019assorbimento stesso \u00e8 influenzato negativamente dalla presenza di lipidi, dall\u2019utilizzo cronico di medicazioni antiacide e dalla presenza di fitati contenuti nei cereali. Una eventuale carenza viene compensata attraverso la secrezione di PTH che agisce mobilizzandolo direttamente dall\u2019osso. L\u2019eccesso invece viene eliminato tramite le urine ed in minor misura con le feci. Inoltre il rapporto ottimale Ca\/P nella dieta deve essere 2:1 (oscillando da un minimo di 1,4:1 fino ad un massimo di 3:1) in quanto un eccesso di P pu\u00f2 compromettere l\u2019assorbimento di Ca, causando un iperparatiroidismo secondario, dannoso per la formazione dell\u2019osso. Le DOD quindi sembrano associate con pi\u00f9 frequenza alla presenza di osso demineralizzato, mentre un eccesso di Ca nella dieta non sembra aumentare l\u2019incidenza di anomalie, se accompagnato da una sufficiente quantit\u00e0 di P.<\/p>\n<p>Il latte materno costituisce un\u2019ottima fonte di Ca e P per il puledro fino ai 3\u20134 mesi di vita, dopo i quali \u00e8 consigliata un\u2019integrazione (creep-feed). I fieni possono essere una buona fonte di Ca (erba medica, trifoglio) mentre cereali, legumi, polpe e crusche sono invece generalmente molto ricchi di P.<\/p>\n<p>Una carenza acuta di Ca in circolo determina tetania, flutter diaframmatico e disturbi muscolari.<\/p>\n<p>Il P \u00e8 principalmente contenuto nell\u2019osso, nel muscolo, in alcuni enzimi (ATP) e viene anch\u2019esso assorbito dal primo tratto intestinale, anche se associato ai fitati delle piante, perch\u00e9 viene scisso dai batteri del microbioma.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Ca\/P<\/em>: sono due importanti parametri ematologici da considerare per un corretto accrescimento. Il livello di Ca potrebbe non rispecchiare l\u2019effettivo intake dietetico se ci troviamo in una condizione di iperparatiroidismo,<\/li>\n<li><em>AP<\/em>: fornisce un indice del rimodellamento osseo ed \u00e8 naturalmente pi\u00f9 elevata nel puledro in crescita rispetto all\u2019adulto<\/li>\n<li><em>PTH<\/em>: un livello elevato di questo ormone indica che sta avvenendo una demineralizzazione dell\u2019osso e quindi la dieta del puledro \u00e8 povera di Ca, anche se i livelli ematici sono nella norma.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Rame (Cu)<\/h2>\n<p>Una carenza di Cu nel puledro in crescita potrebbe portare a condrodisplasia, in quanto il principale enzima responsabile della sintesi di collagene, la lisil-ossidasi, necessita appunto di Cu per il suo corretto funzionamento. Inoltre questo microelemento protegge la cartilagine dagli effetti delle interleuchine (prodotte da stress articolare). Il latte materno \u00e8 povero di Cu e il feto ha una buona capacit\u00e0 di accumulo nel fegato durante la gestazione, pertanto i puledri nati da madri che hanno avuto una corretta integrazione di questo microelemento durante la gravidanza sono meno a rischio. L\u2019assorbimento orale del Cu nel puledro neonato fino a due mesi non \u00e8 ottimale, pertanto non risulta efficace supplementarlo in questa fase di et\u00e0, oltretutto nelle fattrici che avessero sofferto di carenza durante la gestazione, la somministrazione parenterale non permette di aumentarne i livelli nel latte. Il Cu si localizza principalmente nel fegato e si lega alle proteine di trasporto (transcupreina, ceruloplasmina).<\/p>\n<p>I cereali sono poveri di Cu, mentre il legumi ne contengono una quantit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p>Per i foraggi invece il contenuto di questo microelemento varia in rapporto alle condizioni del suolo, all\u2019uso di fertilizzanti e alla maturazione delle specie erbacee che compongono il fieno.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<br \/>\n<\/em>Questo valore ematologico potrebbe non rispecchiare un\u2019eventuale carenza nella dieta se il puledro possiede delle buone riserve epatiche di questo minerale (quindi se la dieta della fattrice \u00e8 stata integrata correttamente durante la gravidanza). La formulazione di una razione bilanciata ed integrata con questo elemento costituisce un parametro pi\u00f9 affidabile per la gestione del puledro in crescita. E\u2019 possibile anche la rilevazione di questo minerale sul pelo (mineralogramma).<\/p>\n<h2>Zinco (Zn)<\/h2>\n<p>Questo microelemento \u00e8 presente in molti enzimi (AP), nei muscoli, nella pelle ed annessi e nel fegato, \u00e8 indispensabile per la divisione cellulare e per la corretta formazione dello zoccolo. La sua carenza provoca ipercheratosi. Pu\u00f2 compromettere l\u2019assorbimento di Cu e Ca a livello enterico quando presente in grandi quantit\u00e0, dato che compete per gli stessi recettori intestinali, quindi particolare attenzione deve essere prestata nella formulazione delle razioni per puledri in crescita, anche se le maggiori problematiche vengono evidenziate nei casi di tossicosi. Il rapporto ottimale Zn\/Cu nella razione si aggira tra il 4:1 ed il 5:1.<\/p>\n<p>I cereali contengono variabili quantit\u00e0 di Zn che per\u00f2 sono poco assimilabili per la presenza di fitati, idem per i fieni, a meno che non siano contaminati dall\u2019inquinamento ambientale.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<br \/>\n<\/em>Per questo parametro ematologico vale quanto affermato per il Cu e si consiglia piuttosto un corretto bilanciamento della razione. Anche di questo minerale \u00e8 possibile la rilevazione tramite mineralogramma su pelo.<\/p>\n<h2>Cadmio<\/h2>\n<p>Questo metallo pesante \u00e8 presente nell\u2019ambiente come contaminante e potrebbe essere rilevato in fieni e mangimi, oltre che nelle acque potabili. Il cavallo tende ad accumulare questo elemento nel corso del tempo e un suo eccesso riduce l\u2019assorbimento del Cu similmente a quello che si riscontra nelle diete con eccesso di Zn (1).<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Possiamo misurare questo parametro sia su siero che sul mantello (mineralogramma) se si sospetta un\u2019intossicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Vitamina D<\/h2>\n<p>Questa importante vitamina \u00e8 presente in due forme: D2 o ergocalciferolo, D3 o colecalciferolo, che si formano da precursori (colesterolo) attraverso l\u2019esposizione alla luce. Viene assorbita a livello intestinale attraverso la via linfatica, viene metabolizzata dal fegato ed il suo metabolita attivo \u00e8 il calcitriolo (1,25ODH). Quest\u2019ultimo stimola la corretta mineralizzazione dell\u2019osso e delle cartilagini, favorisce l\u2019assorbimento di Ca attraverso l\u2019intestino, il riassorbimento renale e la corretta funzione degli osteoblasti. Anche altre funzioni biologiche sono influenzate dalla presenza di vitamina D, come la corretta fisiologia delle cellule dell\u2019epidermide, del sistema immunitario ed ematopoietico. Non \u00e8 ancora chiara la sua influenza nello sviluppo di DOD, anche se \u00e8 dimostrato che una sua carenza provoca osteoporosi ed un suo eccesso pu\u00f2 provocare calcinosi, ovvero deposizione di Ca nei tessuti molli, con gravi ripercussioni per la salute generale.<\/p>\n<p>I foraggi ed il latte non hanno normalmente elevati livelli di vitamina D. Alcuni fieni fasciati od essiccati alla luce diretta del sole possono averne un livello maggiore, mentre i mangimi completi sono di solito correttamente integrati.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Vitamina D(25OH), <\/em>detta anche (25-idrossicolecalciferolo, calcidiolo o calcifediolo): si tratta del precursore della forma metabolicamente attiva della vitamina D3 e il suo livello ematico \u00e8 un marker attendibile di eventuali carenze od eccessi.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Vitamina A (Retinolo)<\/h2>\n<p>Anche questa vitamina svolge un ruolo particolarmente importante nel rimodellamento osseo e cartilagineo, oltre che essere indispensabile per una buona regolazione ormonale, per la fertilit\u00e0, per il sistema immunitario ed i processi visivi (rodopsina). Fortunatamente, i soggetti che hanno accesso al pascolo o a verdure fresche, coprono i loro fabbisogni con i carotenoidi presenti nelle foglie verdi (principalmente \u00dfcarotene, che viene convertito in retinolo), mentre una certa perdita di questa vitamina si verifica naturalmente durante i processi di essiccamento dei fieni. Inoltre, le granaglie ne sono quasi sprovviste. L\u2019aggiunta di olio alla razione sembra agevolare l\u2019assorbimento di retinolo. Molti oli sono addizionati con vitamina A.<\/p>\n<p>Una volta assorbita dal tratto gastroenterico, viene accumulata nel fegato, il retinolo viene coniugato a proteine di trasporto arrivando poi con il circolo in tutti i tessuti. La conservazione dei fieni e dei mangimi pu\u00f2 esporre questa vitamina a fenomeni di ossidazione o degradazione, quindi si consiglia l\u2019integrazione nelle fattrici che allattano. Il colostro \u00e8 molto ricco di vitamina A ma tende ad abbassarsi nel corso della lattazione, pertanto \u00e8 preferibile integrare con creep-feed la dieta del puledro dai tre mesi di vita in poi.<\/p>\n<p>La carenza, ma anche l\u2019eccesso, di vitamina A assunto con la dieta incrementa il rischio di sviluppare DOD a causa dei suoi effetti tossici.<\/p>\n<p><em>Dal laboratorio<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Vitamina A<\/em>: a causa dell\u2019accumulo di retinolo nel fegato, l\u2019eventuale carenza potrebbe non essere manifestata con la misurazione dei livelli di questa vitamina nel sangue. \u00c8 pertanto preferibile un corretto bilanciamento della razione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dott.ssa Susanna Mereghetti<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1704884431445{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Referenze<\/strong><\/h5>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>(1) Environmental zinc and cadmium pollution associated with generalized osteochondrosis, osteoporosis, and nephrocalcinosis in horses. DE Gunson, DF Kowalczyk, CR Shoop, CF Ramberg Jr.<\/strong><\/span><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_row_inner equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; gap=&#8221;10&#8243;][vc_column_inner width=&#8221;1\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725532450826{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1725532457184{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221; custom_color=&#8221;#e51e1e&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Flaboklin.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2024%2F01%2F2023_11_Il-Laboratorio-nella-gestione-delle-patologie-ortopediche-del-puledro-DOD.pdf|target:_blank&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;3\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725532465618{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1725532476619{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;]<a href=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2023_11_Il-Laboratorio-nella-gestione-delle-patologie-ortopediche-del-puledro-DOD.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il laboratorio nella gestione delle patologie ortopediche del puledro (DOD)<\/strong><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le patologie ortopediche dello sviluppo del puledro comprendono una serie di disturbi della maturazione dell\u2019osso e delle cartilagini di accrescimento ed articolari, tutte riunite nell\u2019acronimo inglese DOD (Developmental Othopedic Diseases).<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":1460559,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"%%post_title%%","_seopress_titles_desc":"%%post_excerpt%%","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[453],"tags":[],"table_tags":[],"class_list":["post-1476237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aggiornamenti-laboklin-cavallo-camelidi-2023","category-453","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1476237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1476237"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1476237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1518264,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1476237\/revisions\/1518264"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1460559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1476237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1476237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1476237"},{"taxonomy":"table_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/table_tags?post=1476237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}