{"id":1463562,"date":"2017-02-15T13:11:28","date_gmt":"2017-02-15T12:11:28","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1463562"},"modified":"2024-09-06T10:57:27","modified_gmt":"2024-09-06T08:57:27","slug":"liperlipemia-nel-cavallo-e-diagnostica-di-laboratorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/liperlipemia-nel-cavallo-e-diagnostica-di-laboratorio\/","title":{"rendered":"L\u2019iperlipemia nel cavallo e diagnostica di laboratorio"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il termine iperlipemia o iperlipidemia indica un\u2019abnorme concentrazione nel sangue di lipidi che potrebbe indicare un grave disordine metabolico<em>.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta di una patologia multifattoriale: iniziamo con l\u2019affermare che esiste sia una predisposizione genetica o di razza per quanto riguarda i ponies e gli equidi ed una predisposizione metabolica per le cavalle gravide, i cavalli anziani, tutti i cavalli in forte sovrappeso e per i soggetti affetti da EMS, PPID ed endotossiemia.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>eziopatogenesi<\/strong> di questa affezione \u00e8 piuttosto complessa: in soggetti predisposti infatti, un improvviso calo del bilancio energetico conseguente a deprivazione di cibo, per esempio per patologie orali, coliche, febbre elevata, grave infezione parassitaria o dolore \/ stress cronici, stimolano la lipolisi del tessuto adiposo attraverso l\u2019enzima lipasi che idrolizza i trigliceridi con liberazione di acidi grassi, glicerolo e corpi chetonici. Se questa mobilitazione diventa massiva, come per esempio nei soggetti obesi, affetti da insulinoresistenza (per EMS o PPID \u2013 l\u2019insulina inibisce la lipasi, l\u2019eccesso di cortisolo ed ormoni dello stress invece la stimola), si verifica una produzione abnorme di acidi grassi che vengono via via rimossi dal fegato, esterificati a trigliceridi e immessi nuovamente in circolo od utilizzati come fonte energetica, con produzione di corpi chetonici (via betaossidativa). Questo eccesso di lipidi circolanti si deposita poi nei tessuti di alcuni organi come fegato, reni e cervello, aggravando i problemi metabolici. \u00c8 possibile inoltre riscontrare una steatosi epatica con distruzione degli epatociti. Infine, l\u2019anoressia e il malassorbimento peggiorano a tal punto da innescare un circolo vizioso di difficile risoluzione che porta il soggetto ad un progressivo aggravamento della patologia con pericolo per la vita.<\/p>\n<p>La <strong>sintomatologia <\/strong>nelle fasi inizali della malattia \u00e8 piuttosto lieve ed aspecifica: depressione, anoressia, diarrea intermittente. Quando la compromissione metabolica diventa pi\u00f9 grave si pu\u00f2 avere invece letargia, dimagrimento, tremori, steatorrea e diarrea profusa, edemi, ascite, ittero, chetoacidosi, iperazotemia e morte per disfunzione multiorgano.<\/p>\n<p>Nonostante un rilievo ecografico di epatomegalia, steatosi con iperecogenicit\u00e0 diffusa del parenchima epatico, ascite, alterazioni dello spessore della parete dell\u2019intestino ed infiltrazione lipidica renale (in un soggetto con anamnesi di restrizione calorica e fattori predisponenti), possa suggerire una diagnosi di iperlipemia, la conferma definitiva e, non ultimo, il monitoraggio metabolico in corso di terapia, sono possibili solamente tramite la diagnostica di laboratorio.<\/p>\n<p>Sebbene il livello di lipoproteine circolanti sia definito da trigliceridi e colesterolo, per la diagnosi di questa condizione patologica si utilizza principalmente la misurazione dei trigliceridi, in quanto il loro livello aumenta considerevolmente: il materiale richiesto \u00e8 siero\/plasma o sangue in litioeparina<em>, <\/em>prelevati lontano dal pasto di concentrati (solo fieno povero nelle 12 ore che precedono il prelievo). Spesso gi\u00e0 nella provetta del prelievo \u00e8 visibile un siero\/plasma opaco, lattescente o rosato, indice appunto di un eccesso di lipoproteine circolanti.<\/p>\n<h2>Diagnostica di laboratorio<\/h2>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>cavallo adulto <\/strong>si considerano queste soglie:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>1-5,7 mmoli\/L<\/strong>: iperlipidemia senza segni di malattia sistemica, lieve aspetto torbido ad occhio nudo del campione, di solito conseguente a periodi di digiuno<\/li>\n<li><strong>&gt;5,7 mmoli\/L<\/strong>: iperlipidemia con compromissione metabolica, abbiamo segni clinici marcati (anoressia, dimagramento, diarrea, \u2026) e possiamo avere un aspetto opaco o lattescente del campione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fanno eccezione i cavalli affetti da PPID che possono mostrare in alcuni casi valori elevati di lipidi senza sintomatologia come effetto del cortisolo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda <strong>cavalle<\/strong> <strong>gravide\/<\/strong> <strong>ponies <\/strong>si considerano queste soglie:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>1-2,8 mmmoli\/L<\/strong>: sono valori considerati ancora nella norma, in assenza di sintomatologia specifica<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando il disordine metabolico \u00e8 ormai in <strong>stato avanzato<\/strong>, con deposizione di lipoproteine negli organi interni, la sintomatologia diventa grave e manifesta con diarrea profusa e colica, anoressia, edemi ventrali, steatosi epatica, intossicazione progressiva.<\/p>\n<p>La diagnostica di laboratorio ci mostra queste alterazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>emocromocitometrico: policitemia, leucocitosi neutrofila, piastrinopenia e disturbi coagulativi<\/li>\n<li>fibrinogeno e amiloide sierica: elevati<\/li>\n<li>enzimi epatici\/muscolari: GGT\/AST, proteine, bilirubina totali, azotemia elevate; BUN e albumina tendono ad abbassarsi; CK\/ALKP, LDH, lattati sono di solito elevati<\/li>\n<li>iperinsulinemia<\/li>\n<li>creatinina: elevata in presenza di danno renale, con squilibri elettrolitici gravi<\/li>\n<li>iper \/ ipoglicemia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Da ricordare inoltre che l\u2019iperlipidemia disturba la misurazione di molti parametri epatici, ormonali, la misurazione degli elettroliti, ALKP e glucosio. Questi valori pertanto non vanno considerati singolarmente ma devono essere presi in esame nella valutazione complessiva del paziente.<\/p>\n<p>Il <strong>trattamento<\/strong> pu\u00f2 essere, nei casi iniziali (a parte cercare di risolvere la patologia sottostante, se presente), <strong>dietetico<\/strong>: si punta a ristabilire un corretto intake energetico, somministrando piccoli pasti frequenti a base di cereali a rapida assimilazione e frutta\/verdure fresche, pochi grassi, molte fibre melassate ed appetibili perch\u00e9 vi \u00e8 disoressia. Da considerare anche l\u2019uso di una sonda rinogastrica fissa attraverso cui introdurre direttamente a livello gastrico delle farine o delle polpe di barbabietola con aggiunta di melasso o malto, in alimentazione forzata.<\/p>\n<p>Nelle <strong>forme medio\/avanzate<\/strong>, quando \u00e8 evidente la compromissione metabolica, \u00e8 preferibile una terapia endovenosa:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>nutrizione<\/strong> <strong>parenterale<\/strong> con soluzioni a base di destrosio ed aminoacidi senza lipidi, monitorando la glicemia ogni 1-4 ore e l\u2019insulinemia per evitare pericolosi Rivalutare serialmente il livello di trigliceridi (che dovrebbero rientrare nell\u2019arco di 6-12 ore di fluidoterapia), permette di emettere una prognosi favorevole.<\/li>\n<li><strong>terapia<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>supporto<\/strong> <strong>\/ disintossicanti<\/strong> <strong>epatici<\/strong> per agevolare il ripristino della funzionalit\u00e0 degli epatociti.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Iperlipemia negli equidi<\/h2>\n<p>Un discorso a parte va fatto per gli equidi, per i quali disponiamo di ampia letteratura in proposito (\u201cThe complete book of the Donkey \u2013 Dr Elizabeth Swendsen &#8211; The Donkey Sanctuary\u201d) ai quali si fa riferimento nel capitolo dedicato.<\/p>\n<p>Asini, muli\u00a0 e bardotti sono predisposti a questa patologia\u00a0 a causa\u00a0 di\u00a0 un metabolismo molto efficiente che mal tollera quindi l\u2019obesit\u00e0 e l\u2019eccesso calorico. Molto spesso questi animali, selezionati per il lavoro e per ottimizzare l\u2019assimilazione degli alimenti (arrivando a nutrirsi anche con le fibre pi\u00f9 grossolane come quelle della paglia e dei pascoli poveri), si trovano attualmente a consumare cereali e fieni di ottima qualit\u00e0 con scarsa o nulla attivit\u00e0 fisica. Questo li porta ad ingrassare ed accumulare lipidi con molta facilit\u00e0, specialmente nella zona del collo e spalle. A questo aggiungiamo che generalmente non sono trattati e seguiti come i cavalli sportivi in caso di coliche o laminiti, pensando erroneamente di trovarsi di fronte a soggetti rustici, di poche pretese. Inoltre gli equidi mostrano un\u2019elevata tolleranza al dolore e non manifestano disagio cos\u00ec prontamente come i\u00a0 cavalli, limitandosi ad una generale \u201capatia\u201d o scarsa interazione ambientale in presenza di dolore o malattia.<\/p>\n<p>Per gli asini sono disponibili in letteratura alcuni valori soglia ematici dei trigliceridi che rendono sfavorevole in termini percentuali la riuscita di un\u2019eventuale terapia, in dettaglio:<\/p>\n<ul>\n<li>il valore considerato nella norma sale fino a 4 mmoli\/L<\/li>\n<li>5-8 mmoli\/L: forma lieve, trattabile anche con nutrizione enterale e pascolo per stimolare l\u2019appetito<\/li>\n<li>8-10 mmoli\/L: forma trattabile con buoni risultati anche tramite nutrizione enterale forzata<\/li>\n<li>10-15 mmoli\/L: forma trattabile con nutrizione parenterale e buona prognosi se i parametri rientrano velocemente<\/li>\n<li>15-20 mmoli\/L: forma grave, trattamento enteroparenterale aggressivo, prognosi riservata<\/li>\n<li>oltre 15-20 mmoli\/L: forma molto grave, esclusiva terapia intensiva endovenosa, prognosi infausta.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; 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