{"id":1463184,"date":"2018-01-24T08:26:47","date_gmt":"2018-01-24T07:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1463184"},"modified":"2024-09-06T10:45:48","modified_gmt":"2024-09-06T08:45:48","slug":"west-nile-disease-nel-cavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/west-nile-disease-nel-cavallo\/","title":{"rendered":"West Nile disease nel cavallo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]La malattia di West Nile nel cavallo si \u00e8 manifestata in Italia una prima volta nel 1998 (Toscana), successivamente dal 2008 con la comparsa di nuovi focolai (in Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e infine in Sicilia e Sardegna \u2013 regioni dove \u00e8 considerata endemica).<\/p>\n<p>La West Nile Disease (WND) o Febbre del Nilo Occidentale \u00e8 una zoonosi causata da un <em>Arbovirus<\/em><em> (<\/em>famiglia <em>Flaviviridae<\/em>, genere <em>Flavivirus)<\/em>.<\/p>\n<p>Gli uccelli selvatici, soprattutto delle zone palustri, sono il serbatoio del virus. Il virus \u00e8 <strong>trasmesso<\/strong> tra i volatili <strong>dalle<\/strong> <strong>zanzare<\/strong> del genere <em>Culex<\/em>. Lo spettro di ospiti in vivo comprende bovini e bufalini, ovicaprini, cervidi, cani, conigli, uccelli selvatici, mentre il cavallo e l\u2019uomo sono considerati ospiti occasionali, senza circolazione diretta di virus tra loro, in quanto la viremia nel torrente circolatorio di animali di grossa taglia non permette al virus di reinfettare la zanzara che dovesse pungere un soggetto malato. Per questo motivo si considera l\u2019infezione di uomo e cavallo un fondo cieco epidemiologico.<\/p>\n<p>E\u2019 descritta nell\u2019uomo anche la via di trasmissione transplacentare, non confermata nella specie equina.<\/p>\n<p>Trattandosi di una zoonosi, dal 2008 \u00a0la malattia \u00e8 soggetta a\u00a0 denuncia secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria DPR 320\/54, quindi appare particolarmente importante identificare le aree di circolazione virale sul territorio.<\/p>\n<h2>Sintomatologia<\/h2>\n<p>Il periodo di incubazione varia dai 2-15 giorni. Il primo sintomo \u00e8 rappresentato dalla febbre che coincide con la viremia, seguita dalle manifestazioni neurologiche.<\/p>\n<p>Devo considerare un caso neurologico nel cavallo come sospetto se, <u>in periodo di attivit\u00e0 dei vettori<\/u>, riscontro atassia locomotoria o morte improvvisa oppure, in alternativa, due di questi sintomi:<\/p>\n<ul>\n<li>movimenti di circolo<\/li>\n<li>incapacit\u00e0 alla stazione (frequente causa di eutanasia)<\/li>\n<li>paresi e paralisi, soprattutto a carico dei posteriori<\/li>\n<li>fascicolazioni muscolari<\/li>\n<li>deficit propriocettivi<\/li>\n<li>cecit\u00e0, ptosi del labbro, digrignamento dei denti<\/li>\n<li>debolezza del treno posteriore<\/li>\n<li>perdita della sensibilit\u00e0, coma<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcuni animali dopo la viremia presentano remissione dei sintomi e guarigione con sviluppo di immunit\u00e0. La forma clinica infatti interessa circa il 10-20% dei soggetti venuti in contatto con il virus (quindi sieropositivi).<\/p>\n<p>Anche una sieropositivit\u00e0 in assenza di sintomatologia va comunque segnalata come caso sospetto, confermabile tramite sieroconversione (IgM) o all\u2019esame necroscopico dell\u2019encefalo e midollo spinale, dove si osserva edema meningeo, vasculite con infiltrazioni linfocitarie perivasali, degenerazione delle cellule del Purkinje, poliomielite del tratto posteriore.<\/p>\n<h2>Test sierologici<\/h2>\n<p>Laboklin offre il test <em>Competitive<\/em> <em>ELISA<\/em> per la rilevazione di titolo anticorpale per il West Nile virus. L\u2019esito viene espresso in percentuale inversa (maggiore \u00e8 il titolo, minore \u00e8 la % rilevata), con possibilit\u00e0 di differenziare mediante un ulteriore esame il titolo anticorpale rilevato in IgG (sieropositivit\u00e0 tardiva) o IgM (sieropositivit\u00e0 da infezione recente).<\/p>\n<p>I soggetti vaccinati non andrebbero testati in quanto non risulta possibile differenziare le IgG di origine vaccinale da quelle prodotte da una pregressa infezione di campo. La rilevazione di IgM \u00e8 invece supportiva di infezione naturale recente: la sieropositivit\u00e0 andrebbe quindi valutata in termini di sieroconversione (quando possibile, in caso di sintomatologia lieve con superamento della malattia), unitamente alla valutazione clinica neurologica.<\/p>\n<p>La semplice sieropositivit\u00e0 da IgG non costituisce pertanto elemento sufficiente per la diagnosi, viceversa indica che \u00e8 avvenuto un contatto non recente con il virus che nella maggior parte dei casi decorre appunto in modo asintomatico.<\/p>\n<p>Sono possibili inoltre reazioni crociate di sieropositivit\u00e0 da ELISA con altri virus che provocano sintomi neurologici (p. es. Herpesvirus), non necessariamente correlati filogeneticamente al virus West Nile, in virt\u00f9 dell\u2019utilizzo di elementi proteici di \u00a0origine equina comuni a pi\u00f9 substrati presenti nei pozzetti ELISA.<\/p>\n<p>Non esistono terapie specifiche per combattere questo virus. Si attuano infatti terapie sintomatiche per controllare l\u2019infiammazione del tessuto nervoso e stimolare il sistema immunitario oltre alle cure supportive indispensabili per i soggetti in decubito (fluidi, nutrizione parenterale, protezioni, sedazione, etc.).<\/p>\n<p>I soggetti colpiti non sono contagiosi \u00a0quindi non \u00e8 necessario l\u2019isolamento od il blocco sanitario della scuderia. Vengono invece attivati &#8211; nel caso di sospetto diagnostico comunicato all\u2019Azienda Sanitaria dal veterinario curante &#8211; i cosiddetti \u201c<u>Piani di sorveglianza\u201d<\/u> con la demarcazione del territorio in:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>area<\/strong> <strong>con<\/strong> <strong>circolazione<\/strong> <strong>virale<\/strong> <strong>(ACV):<\/strong> la zona interessata dalla circolazione virale, che ha presentato casi conclamati nel corso dei due anni precedenti<\/li>\n<li><strong>area<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>sorveglianza<\/strong> <strong>esterna<\/strong> <strong>(AE):<\/strong> il territorio dei comuni compresi nel raggio di 20 km intorno ai casi pi\u00f9 esterni dell\u2019ACV o il territorio dei comuni precedentemente inclusi nell\u2019ACV e non interessati da circolazione virale nel corso dei due anni precedenti (per la Sardegna l\u2019AE comprende tutto il territorio non incluso nell\u2019ACV)<\/li>\n<li><strong>aree a rischio (AR): <\/strong>le aree che per caratteristiche ecologico-ambientali sono considerate a rischio di introduzione della malattia (aree paludose, foci, laghi, risorgive, etc.)<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Piano di sorveglianza nazionale<\/h2>\n<p>Ha lo scopo di individuare precocemente le aree di circolazione virale nel territorio nazionale nella popolazione di equidi (per valutare il passaggio del virus dagli uccelli ai mammiferi) ed individuare il periodo maggiormente a rischio per la trasmissione vettoriale. Questo piano \u00e8 attuato dal Ministero della Salute con la collaborazione dei veterinari, delle aziende sanitarie e degli istituti zooprofilattici che sono responsabili delle varie fasi del programma:<\/p>\n<ul>\n<li><u>sorveglianza ornitologica<\/u> con utilizzo di polli sentinella e controllo degli uccelli migratori (sieropositivit\u00e0 ed esame PCR dei capi morti)<\/li>\n<li><u>sorveglianza clinico-sierologica degli equidi<\/u><\/li>\n<li><u>sorveglianza entomologica<\/u> per la presenza dei vettori<\/li>\n<\/ul>\n<p>A tutt\u2019oggi in Italia sono considerate aree endemiche Veneto e Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Sicilia mentre alcuni casi sporadici si sono verificati in Toscana e Lazio. Controlli sierologici a campione con ricerca IgM sono possibili su tutto il territorio nazionale. \u00c8 inoltre obbligatorio segnalare tutti i casi sospetti di sintomatologia nervosa negli equidi e di mortalit\u00e0 negli uccelli selvatici.<\/p>\n<h2>Piani vaccinali<\/h2>\n<p>La vaccinazione degli equidi \u00e8 protettiva per i soggetti a rischio per\u00a0 circa 12 mesi dopo il completamento del protocollo di base. Appare quindi appropriato vaccinare nel periodo appena antecedente la comparsa dei vettori.<\/p>\n<p>I casi clinici nell\u2019uomo e nel cavallo seguono di solito i picchi di presenza del virus riscontrati nei vettori secondo questo schema:<\/p>\n<ul>\n<li>presenza virus nei vettori: luglio-agosto<\/li>\n<li>casi clinici uomo: agosto-settembre<\/li>\n<li>casi clinici cavallo: agosto-ottobre<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per il cavallo sono registrate in Italia due tipologie di vaccini &#8211; uno inattivato e l\u2019altro ricombinante, entrambi sicuri ed efficaci &#8211; che coprono per i due ceppi virali di <em>Lineage<\/em> <em>I <\/em>e <em>Lineage II<\/em> presenti nel nostro paese.<\/p>\n<p>Si ricorda che, proprio per evitare di testare per sieropositivit\u00e0 dei soggetti vaccinati, una volta eseguita l\u2019inoculazione deve esserne data comunicazione all\u2019Azienda Sanitaria competente per territorio entro 3 giorni dall\u2019avvenuta immunizzazione (modello 12).<\/p>\n<h2>Misure di controllo ambientali<\/h2>\n<p>Vertono principalmente sulla lotta ai vettori attraverso l\u2019utilizzo di repellenti ed insetticidi nelle zone di stabulazione degli equidi, disinfestazioni regolari con eliminazione dei luoghi dove le zanzare possono riprodursi (pozze, contenitori con acqua stagnante, etc.) ed uso di zanzariere.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; 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