{"id":1463181,"date":"2018-02-21T08:19:23","date_gmt":"2018-02-21T07:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1463181"},"modified":"2024-09-06T10:40:51","modified_gmt":"2024-09-06T08:40:51","slug":"la-gravidanza-il-parto-ed-il-periodo-neonatale-nella-fattrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/la-gravidanza-il-parto-ed-il-periodo-neonatale-nella-fattrice\/","title":{"rendered":"La gravidanza, il parto ed il periodo neonatale nella fattrice"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Vediamo in dettaglio in che modo la diagnostica di laboratorio pu\u00f2 venire in aiuto al \u00a0veterinario esperto in riproduzione nella gestione delle importanti fasi che interessano la fattrice ed il puledro (gravidanza, parto, periodo neonatale), come discriminante tra situazioni fisiologiche e patologiche.<\/p>\n<h2>Gravidanza<\/h2>\n<p>Nelle prime fasi della gravidanza, fino a circa 75-90 giorni di gestazione, il <u>progesterone<\/u> \u00e8 principalmente prodotto dai corpi lutei ovarici, di seguito sia la componente utero \/ placentare che il feto assumono un ruolo attivo nel mantenimento di adeguati livelli di questo ormone che promuove il tono uterino e la chiusura della cervice. Nei casi di <u>gravidanza a rischio<\/u> si utilizza routinariamente l\u2019integrazione di progesterone esogeno come ausilio nel mantenimento della condizione, sia nelle prime fasi post ovulazione per agevolare l\u2019impianto della vescicola, che nelle fasi successive per ridurre la contrattilit\u00e0 del miometrio soprattutto in caso di patologie materne e\/o disturbi infiammatorio \/ circolatori placentari che potrebbero innescare il meccanismo di espulsione fetale. <u>Terapie a lungo termine<\/u> con il progesterone esogeno potrebbero non essere ottimali in caso di infezioni uterine subcliniche o se effettivamente non ci troviamo di fronte ad una carenza di questo ormone circolante, per una specie di effetto di accumulo sul feto (soprattutto in prossimit\u00e0 del parto) e nascita di puledri poco vitali per eccesso di progestinici placentari che hanno un effetto neuromodulatore a livello di sistema nervoso centrale con alterazione della coscienza e riduzione della risposta agli stimoli (Madigan et al.).<\/p>\n<p>Laboklin offre la possibilit\u00e0 di testare i livelli ematici materni degli ormoni qui di seguito elencati.<\/p>\n<p><strong>&#8211;\u00a0 Progesterone e 17-OH-Progesterone<\/strong> (siero)<\/p>\n<p>Si consigliano misurazioni seriali di questi parametri per una valutazione completa delle condizioni di sofferenza utero-placentare, in quanto esiste un\u2019estrema variabilit\u00e0 individuale in relazione all\u2019et\u00e0 gestazionale. Come regola generale, un calo improvviso od una concentrazione che permane al di sotto dei <em>2 <\/em>ng\/ml per pi\u00f9 di 3-4 giorni sono stati associati ad aborto o disfunzione feto-placentare grave. In alcuni casi di sofferenza cronica fetale si possono viceversa riscontrare dei livelli di progestinici troppo elevati in prossimit\u00e0 del parto quando invece fisiologicamente dovrebbero calare per permettere l\u2019aumento di estrogeni, relaxina e prostaglandine, necessari per il corretto espletamento della fase espulsiva. Purtroppo\u00a0 queste fluttuazioni ormonali non permettono di prevedere l\u2019insorgenza di aborti improvvisi da virus, traumi o patologie acute.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Estrone<\/strong> <strong>solfato<\/strong> (siero-plasma da eparina)<\/p>\n<p>Si tratta di un ormone prodotto dall\u2019unit\u00e0 fetoplacentare, importante per lo sviluppo del feto e la regolazione dei flussi ematici materno-fetali, che declina fisiologicamente in prossimit\u00e0 del parto. Viene utilizzato comunemente per effettuare la diagnosi di gravidanza dal 110 giorni fino a circa una settimana prima del parto stesso, su siero od anche urina. I range fisiologici nella fattrice gravida sono piuttosto ampi, questo rende l\u2019utilizzo di questo parametro controverso per la valutazione di una sofferenza dell\u2019asse materno-fetale.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Estradiolo<\/strong> (siero)<\/p>\n<p>\u00c8 solitamente prodotto dalle gonadi fetali e dalla placenta quindi, durante la gravidanza normale, dobbiamo aspettarci livelli elevati stabili o con leggere fluttuazioni. Se invece si riscontra un trend di brusco calo od un livello cronicamente basso, potremmo ipotizzare la presenza di un feto sofferente o anche di una placenta compromessa.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Amiloide<\/strong> <strong>sierica <\/strong>(siero)<\/p>\n<p>Secondo gli ultimi studi, questo importante marker infiammatorio appare strettamente correlato alle condizioni infiammatorie \/ infettive placentari, differentemente da quello che succede per fibrinogeno e WBC, che purtroppo non si alterano (se non in casi avanzati) nelle patologie urogenitali. L\u2019abbassamento dei livelli di questa proteina, molto elevati in caso di placentite, ha mostrato una buona correlazione con il successo terapeutico e la nascita di puledri vitali.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Tampone cervicale<\/strong><\/p>\n<p>Ricordiamo che <u>anche in gravidanza<\/u> \u00e8 possibile effettuare un tampone cervicale con speculum se si sospetta la presenza di una placentite batterica \/ micotica ascendente, in modo da poter utilizzare la terapia medica maggiormente efficace (Bucca et al.).<\/p>\n<h2>Parto<\/h2>\n<p>Le cavalle tendono a mascherare il momento del parto e purtroppo se si verificano problemi occorre intervenire il pi\u00f9 precocemente possibile per ottenere la nascita di puledro sano e vitale, che assuma colostro entro le prime 24h di vita. Ormai da molti anni \u00e8 emersa una chiara correlazione tra livelli di Ca-Na-K e pH nelle secrezioni mammarie e momento del parto nella fattrice a termine, anche primipara (unica eccezione la presenza \u00a0di placentite o mastite), secondo questo schema:<\/p>\n<p><strong>\u2022\u00a0\u00a0 calcio<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u2717 200-250 ppm valore soglia di maturit\u00e0 fetale per induzione od applicazione del birth alarm<\/p>\n<p>\u2717 tra 250 ed i 350\u00a0 ppm si consiglia di ripetere l\u2019esame ogni 24 ore<\/p>\n<p>\u2717 oltre i 350 \u00a0ppm il parto \u00e8 previsto entro le 24-48 ore<\/p>\n<p><strong>\u2022\u00a0\u00a0 sodio e potassio<\/strong><\/p>\n<p>Usualmente i livelli di questi due ioni appaiono correlati tra di loro in senso opposto, ovvero se la fattrice \u00e8 lontana dal parto si rileva Na molto alto e K molto basso. Di seguito, man mano che la fattrice si prepara, il\u00a0 Na tende ad abbassarsi\u00a0 e il\u00a0 K ad alzarsi.<\/p>\n<p>In ultimo, con il Ca oltre la soglia di 200 ppm, quando i due valori si incrociano, possiamo dire con buona approssimazione che il parto avverr\u00e0 nelle 24-48 ore successive.<\/p>\n<p><strong>\u2022\u00a0\u00a0 pH<\/strong><\/p>\n<p>Nelle ultime 24 ore prima del parto il pH del secreto mammario tende ad abbassarsi verso 6-6.5, questo valore pu\u00f2 essere facilmente testato con una cartina tornasole anche quando la fattrice produce pochissimo secreto (primipare).<\/p>\n<p>Tutte le secrezioni vanno prelevate alla sera dopo le ore 17.00 per maggior attendibilit\u00e0, e possono essere facilmente testate in campo con degli appositi kit di reagenti.<\/p>\n<h2>Puledro<\/h2>\n<p>Una volta avvenuto il parto, vediamo quali parametri possono aiutare il clinico di campo nella gestione delle pi\u00f9 comuni situazioni parafisiologiche o patologiche del redo.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Trasferimento<\/strong> <strong>dell\u2019immunit\u00e0<\/strong> <strong>colostrale<\/strong> (siero)<br \/>\nCon un semplice esame possiamo misurare l\u2019assorbimento delle IgG colostrali nel puledro: in laboratorio effettuiamo un\u2019elettroforesi delle proteine quindi possiamo quantificare numericamente la copertura immunitaria (ed anche confrontarla dopo trattamento) non con un approssimato valore soglia, come succede per i pi\u00f9 comuni test rapidi di Questo test viene eseguito dal luned\u00ec al sabato nella mattinata di arrivo del campione.<\/p>\n<p>Si consiglia di effettuare un prelievo al puledro di 18-24 ore di vita, quando ormai le possibilit\u00e0 di assorbimento enterico di IgG sono quasi nulle e quindi, se vi \u00e8 una carenza, bisogna intervenire tempestivamente somministrando plasma iperimmune.<\/p>\n<p>I valori soglia di IgG per il puledro neonato considerati sufficienti in letteratura sono di 400-600 mg\/dl, quelli ottimali sono oltre gli 800 mg\/dl.<\/p>\n<p><strong>&#8211;\u00a0 Glicemia \/ Lattatemia<\/strong><br \/>\nQualora non si disponesse di glucometro \/ lattatometro in campo, utilizzando le nostre provette con NaF (tappo grigio) \u00e8 possibile attuare una precisa valutazione di questi parametri che rimangono stabili in provetta per 24-48 ore.<\/p>\n<p>Una <u>ipoglicemia <\/u>potrebbe voler dire che il neonato non si alimenta correttamente, mentre la <u>lattatemia<\/u> pu\u00f2 essere anche piuttosto elevata nel neonato (oltre 3-4 mg\/dl) per effetto del parto, con per\u00f2 un trend in abbassamento costante nel corso dei giorni successivi. In caso di decubito, lesioni muscolari o convulsioni i lattati possono andare oltre 7-10 mg\/dl.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Fibrinogeno<\/strong> (plasma da sodio-citrato)<br \/>\nSi tratta di un parametro infiammatorio \u00a0e coagulativo importante per monitorare l\u2019evoluzione delle patologie neonatali e pediatriche, negli ultimi anni affiancato dalla amiloide sierica.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Amiloide<\/strong> <strong>sierica <\/strong>(siero)<br \/>\nCome precedentemente affermato, risulta essere particolarmente efficace nella\u00a0 gestione degli stati infiammatori e settici nel neonato ma anche nell\u2019adulto, in quanto parametro pi\u00f9 rapido, versatile e precoce nel seguire l\u2019evoluzione della cascata infiammatorio-settica rispetto a fibrinogeno o WBC, con un\u2019ampia variabilit\u00e0 di fluttuazione (12 ore) in risposta alle terapie.<\/p>\n<p>Si effettua dal luned\u00ec al sabato, nella giornata di arrivo al laboratorio.<\/p>\n<p>Vediamo in dettaglio alcuni <strong>\u201ccore<\/strong> <strong>test\u201d<\/strong> per la <strong>diagnostica<\/strong> <strong>delle<\/strong> <strong>pi\u00f9<\/strong> <strong>comuni<\/strong> <strong>patologie<\/strong> <strong>neonatali<\/strong>.<\/p>\n<p>Si veda anche l\u2019approfondimento: <strong>\u201cLa Diagnostica<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>laboratorio<\/strong> <strong>nel<\/strong> <strong>puledro\u201d<\/strong> &#8211; Aprile 2016.<\/p>\n<p><strong>Isoeritrolisi<\/strong> <strong>neonatale<\/strong><\/p>\n<p><u>Test di Coombs diretto<\/u> (sangue EDTA)<\/p>\n<p>In caso di sospetto per questa patologia, oltre a poter effettuare un test di agglutinazione diretta tra sangue del puledro e fattrice (nelle prime 24 ore), possiamo anche effettuare un controllo della presenza di anticorpi di origine materna sulla superficie dei globuli rossi del neonato tramite questo esame.<\/p>\n<p><strong>Red bag disease \/ Ipossia neonatale<\/strong><\/p>\n<p>In tutti i casi di insulto ipossico di varia origine, oltre ad un controllo emocromocitometrico completo ed alla titolazione delle IgG, per valutare precocemente l\u2019entit\u00e0 del danno tissutale, possiamo considerare:<\/p>\n<p><strong>&#8211; creatinina <\/strong>(siero-plasma): i tubuli renali che subiscono un insulto ipossico-ischemico durante la vita intrauterina o durante il parto perdono molto rapidamente la capacit\u00e0 di filtro. Questo si traduce in elevati livelli di questo enzima nel sangue (dovuti anche agli elevati livelli fisiologici placentari), con un trend di decisa \u00a0crescita \u00a0anzich\u00e9 abbassamento, di solito in seconda o terza giornata, secondo questo schema:<\/p>\n<ul>\n<li>giorno 0 : range normalit\u00e0 1,7-3,5 mg\/dl danno ipossico 4-20 mg\/dl<\/li>\n<li>giorno 1 : range normalit\u00e0 1,2-3 mg\/dl<\/li>\n<li>giorno 2\/3: range normalit\u00e0 0,4-2,1 mg\/dl<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>&#8211; BUN <\/strong>(plasma-siero): solitamente questo parametro \u00e8 molto basso nel puledro (8-30 mg\/dl), se risulta elevato \u00e8 indice di stress intrauterino, sepsi \/ ipossia perinatale<\/p>\n<p><strong>&#8211; bilirubina totale <\/strong>(plasma-siero): sebbene possano esserci molte cause di aumento di questo enzima nel puledro, una di queste comprende lo stress intrauterino che provoca una maturazione precoce degli enterociti con riassorbimento della bilirubina diretta contenuta nel meconio, tramite riattivamento della deconiugasi enterica:<\/p>\n<ul>\n<li>livello normale neonato: 0,9-2,8 mg\/dl<\/li>\n<li>livello normale giorno 3: 0,5-1,2 mg\/dl<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>&#8211; lattati ematici <\/strong>(NaF): possono essere anche molto elevati, soprattutto in caso di parto difficoltoso o distocia, non esistono limiti chiari ma si considera la clearance che nel puledro normale pu\u00f2 essere anche del 75% nella prima giornata di vita, in costante discesa. Si considera un livello accettabile di partenza dei lattati alla nascita di 1,6-3 mmol\/l, mentre la prognosi \u00e8 riservata per i soggetti con lattatemia oltre i 6-10 mmol\/l.<\/p>\n<p><strong>Rottura della vescica<\/strong><\/p>\n<p>Nei casi dubbi, se l\u2019esame clinico ed ecografico non sono esaustivi (rotture parziali), un controllo di \u00a0<u>alcuni elettroliti sierici<\/u> pu\u00f2 agevolare la diagnosi. Possiamo supporre una rottura vescicale in special modo se ci troviamo di fronte a ipo-Na\/Cl &#8211; iperK<\/p>\n<p>Ancor meglio, se si decide di effettuare una cistocentesi, sul liquido peritoneale possiamo valutare oltre agli usuali parametri e la citologia, anche il rapporto tra due importanti enzimi con i corrispondenti valori ematici, in dettaglio confermiamo una rottura se:<\/p>\n<ul>\n<li>rapporto BUN peritoneale \/ BUN ematica \u00e8 &gt;1<\/li>\n<li>rapporto Crea peritoneale \/ Crea ematica \u00e8 &gt;2<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Colica<\/strong><\/p>\n<p>I lattati sono un precoce indice di necrosi intestinale, rottura \/ torsione viscerale quindi possono essere utilizzati efficacemente nel monitoraggio delle patologie coliche del puledro essendo impossibile la palpazione transrettale e non sempre diagnostico l\u2019esame ecografico. Oltre a prendere in considerazione il livello \/ trend dei lattati ematici, attraverso una centesi possiamo valutare anche i lattati del liquido peritoneale e confrontarli:<\/p>\n<ul>\n<li>il rapporto lattati peritoneali \/ lattati ematici deve essere &lt; di 1 (e comunque entro 3 mmol\/l in valore assoluto) per una prognosi favorevole.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Prematurit\u00e0 \/ Dismaturit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Oltre all\u2019anamnesi, alla situazione clinica ed al livello di IgG in circolo, per una conferma di laboratorio di questa condizione possiamo valutare:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>cortisolo<\/strong> (siero): nel puledro prematuro abbiamo livelli decisamente bassi di questo ormone, ad espressione della scarsa maturazione delle ghiandole surrenali e di tutto l\u2019asse neuroendocrino (la soglia di normalit\u00e0 \u00e8 di 9-12 microgr\/dl alla nascita per i nati a termine)<\/li>\n<li><strong>WBC e inversione della formula: <\/strong>i puledri gravemente prematuri tendono ad avere bassissimi livelli di WBC (al di sotto dei 000 cell\/microL) ed una inversione del rapporto neutrofili \/ linfociti &lt; 2<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1700646673107{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725612016575{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1725612022666{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221; custom_color=&#8221;#e51e1e&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Flaboklin.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F11%2F2018_02_Fattrice_gravidanza.pdf|title:Die%20bakteriologische%20Untersuchung%20%E2%80%93%20ein%20wichtiger%20Bestandteil%20der%20zuchthygienischen%20Untersuchung%20der%20Stute|target:_blank&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243; 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