{"id":1462377,"date":"2013-06-23T08:10:28","date_gmt":"2013-06-23T06:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1462377"},"modified":"2024-09-05T10:37:02","modified_gmt":"2024-09-05T08:37:02","slug":"alimentazione-animale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/alimentazione-animale\/","title":{"rendered":"Alimentazione animale"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Quando si parla di <strong>allergia alimentare <\/strong>negli animali, vengono spesso usati come sinonimi termini del tipo: ipersensibilit\u00e0 alimentare (FH), intolleranza alimentare, risposta anomala al cibo, reazione cutanea allergica verso componenti alimentari o dermatite atopica indotta dal cibo (FIAD = food induced atopic dermatitis). Risposte anomale al cibo o intolleranze alimentari hanno un significato generico e si riferiscono ad una reazione clinica esagerata verso una componente alimentare, senza soffermarsi sulla eziologia. L\u2019allergia alimentare \u00e8 una forma dell\u2019intolleranza alimentare in cui vi \u00e8 una reazione immunologica anormale. Tuttavia spesso questo termine viene usato in modo non corretto, senza che sia stata confermata la base immunologica. Al contrario, l\u2019intolleranza alimentare \u00e8 una risposta anomala al cibo senza alcuna base immunologica. L\u2019intolleranza pu\u00f2 avere origine idiosincrasica, metabolica, farmacologica o tossicologica. L\u2019ipersensibilit\u00e0 alimentare (\u201cla vera allergia alimentare\u201d) e l\u2019intolleranza alimentare spesso tuttavia non sono differenziabili clinicamente.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 100%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-1462377 gallery-columns-1 gallery-size-large'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"1\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"862\" data-large_image_height=\"589\"href='https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-27.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"862\" height=\"589\" src=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-27.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-1462378\" srcset=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-27.jpg 862w, https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-27-300x205.jpg 300w, https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-27-768x525.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1462378'>\n\t\t\t\t\tFig. 1: Novit\u00e0 dal 1.7.2013\n\t\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1710504692301{margin-top: 10px !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Sintomi clinici<\/h2>\n<p>Non vi sono limiti di et\u00e0, ci\u00f2 significa che possono essere colpiti per la prima volta animali molto giovani cos\u00ec come molto vecchi. A livello clinico possiamo avere una sintomatologia dermatologica ma anche gastrointestinale, o una combinazione di queste due. Come <strong>sintomo dermatologico principale <\/strong>nel cane si osserva prurito con o senza efflorescenze secondarie, anche se il 40% dei cani mostra una piodermite secondaria e il 15% una malassezia. Anche una dermatite piotraumatca (\u201ehot spot\u201c) pu\u00f2 risultare come sintomo di una FH. Il prurito solitamente non \u00e8 stagionale e non risponde bene ai corticosteroidi. Possiamo avere una qualsiasi distribuzione del prurito e delle lesioni, tuttavia nel 80% dei casi osserviamo un interessamento auricolare, di questi nel 24% dei soggetti vengono colpite solo le orecchie. Nel 61% dei casi abbiamo un interessamento delle zampe, nel 53% dell\u2018inguine, nel 37% delle ascelle, nel 31% della zona periorbitale e nel 31% del muso. Capitano tuttavia anche cani che sviluppano una FH che clinicamente sembra esattamente uguale ad una allergia da pulci (interessamento di dorso e attaccamento della coda).<\/p>\n<p>Le allergie del tratto gastroenterico clinicamente spesso assomigliano a una malattia cronica infiammatoria intestinale. I <strong>sintomi gastroenterici <\/strong>non sono patognomonici e includono vomito, diarrea (spesso non cos\u00ec grave da portare a chiedere un consulto al medico veterinario), flatulenza, borborigmi, variata consistenza delle feci, aumentata frequenza di defecazione, perdita di peso e rallentato sviluppo corporeo. Inoltre si osservano anche diarrea emorragica abbondante, da liquida a mucosa o emorragica, dolore addominale intermittente, tenesmo e appetito variabile.<\/p>\n<p>I gatti mostrano come principale sintomo il prurito. Un aspetto comune \u00e8 quello delle ferite da graffio auto-inflitte procurate dal prurito, soprattutto su testa e collo (automutilazione). Ma nei gatti con FH, possiamo avere anche, singolarmente o in combinazione,\u00a0 alopecia\u00a0 simmetrica auto-indotta, dermatite migliare o una componente del complesso granulomatoso eosinofilico. Circa il 30% dei gatti che soffrono di FH non possono essere controllati con una dieta commerciale, solo il 31% viene controllato con una dieta della durata di 3 settimane e circa il 50% non risponde ai corticosteroidi.<\/p>\n<h2>Diagnosi<\/h2>\n<p>La metodica di scelta per la <strong>diagnosi <\/strong>delle reazioni avverse al cibo \u00e8 una dieta ad eliminazione seguita da una dieta \u201edi provocazione\u201c. Il test sierologico pu\u00f2 aiutare nella scelta di come impostare la dieta di esclusione, ma non pu\u00f2 venire usato per diagnosticare un\u2018allergia alimentare.<br \/>\nLa <strong>diagnosi <\/strong>si deve basare sull\u2018anamnesi e sull\u2018esame clinico dermatologico, sull\u2018esclusione di tutte le altre diagnosi differenziali, cos\u00ec come su una risposta positiva ad una dieta di esclusione (\u201egolden standard\u201c) con successiva stimolazione con il cibo precedente o una parte di esso. La diagnosi di allergia alimentare dovrebbe sempre essere una diagnosi clinica e il test allergologico dovrebbe venire eseguito solo per sapere quali allergeni siano coinvolti in modo da poterli eliminare dalla dieta.<\/p>\n<p>Da diversi anni presso il nostro laboratorio eseguiamo il test per allergie alimentari sviluppato dal Prof. Halliwell per identificare gli anticorpi (IgE e IgG) allergene-specifici. In questo modo il miglioramento dei sintomi clinici \u00e8 facilitato grazie ad un cambio di dieta mirato. Il test sierologico allergologico identifica quegli allergeni contro i quali vengono formati gli anticorpi (anticorpi IgE e IgG allergene specifici verso diverse componenti dei mangimi). Fino ad ora, questi sono stati gli allergeni testati nel nostro profilo allergologico alimentare per il <u>cane<\/u>: manzo, agnello, pollo, tacchino, anatra, soia, frumento, mais, riso, uova, latte, maiale, orzo, patate, avena, pesce bianco; nel <u>gatto<\/u> invece: manzo, agnello, pollo, tacchino, anatra, soia, frumento, mais, riso, uova, latte, maiale, salmone, tonno, pesce bianco, patate.<\/p>\n<p>Dal momento che nei mangimi in commercio abbiamo una sempre maggiore variet\u00e0 di fonti proteiche, la ricerca di proteine cosiddette \u201eesotiche\u201c (con le quali il soggetto non \u00e8 mai stato alimentato in passato) diventa sempre pi\u00f9 difficile. Attraverso il <u>profilo allergeni alimentari esteso<\/u> offerto da Laboklin, si avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di testare questi allergeni, per poter cos\u00ec adeguare la dieta casalinga o per scegliere il cibo commerciale pi\u00f9 adatto.<br \/>\nFino ad ora questo pannello, per il cane e il gatto, comprendeva i seguenti allergeni: cavallo, struzzo, cervo, coniglio, cinghiale, renna, amaranto, miglio.<\/p>\n<p>Data la continua comparsa sul mercato di nuove variet\u00e0 di mangimi e carni, abbiamo cercato di venire incontro e soddisfare le nuove richieste, aggiornando gli allergeni nel nostro profilo allergologico alimentare. Pertanto, Le presentiamo i seguenti nuovi allergeni compresi nei profili a partire <strong>dal 1\u00b0 di luglio 2013<\/strong>: per il <u>cane<\/u>, nel Sensitest-Profilo allergeni alimentari,\u00a0 vengono compresi gli allergeni come salmone, coniglio e cervo in <u>aggiunta<\/u> agli allergeni precedentemente testati; nel profilo esteso, cervo e coniglio vengono sostituiti da canguro e pastinaca. Per il <u>gatto<\/u>, tutto rimane uguale eccetto che nel profilo esteso, nel quale la lepre viene sostituita con il coniglio.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro del Prof. Dr. Ralf M\u00fcller ha presentato uno studio della Clinica universitaria dei piccoli animali a Monaco, che dimostrava come il valore predittivo negativo di questo test, prendendo in considerazione entrambi gli anticorpi, era del 81,1%1). Questo significa che, usando gli alimenti che sono risultati negativi a entrambi gli anticorpi, in 4 cani su 5 si riesce a formulare la pi\u00f9 corretta dieta di eliminazione. Ci\u00f2 significa anche, che gli anticorpi alimentari specifici risultano utili per la scelta dei componenti della dieta di eliminazione, dato il loro alto valore predittivo negativo. La compliance del proprietario nell\u2018effettuare tale dieta sar\u00e0 molto maggiore in conseguenza di un esito positivo del test e di consigli dietetici mirati. Il successo della terapia con il cambio di alimento, tenendo conto dei risultati della prova, \u00e8 risultato dal nostro questionario di oltre il 70%.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 significativo questo test alimentare sierologico?<br \/>\nLa qualit\u00e0 di un test di laboratorio si misura, tra le altre cose, paragonando i risultati di questo rispetto ad un test considerato \u201egold standard\u201c. Per le allergie alimentari il \u201egolden standard\u201c \u00e8 dato dalla combinazione di: (1) il successo ottenuto eliminando l\u2018alimento dubbio in questione dalla razione quotidiana dell\u2018animale e (2) dalla recidiva nel caso di una dieta di provocazione (= re-inserimento nella dieta dell\u2018alimento dubbio che era stato escluso). In base al nostro questio- nario abbiamo rilevato il 92% di recidive dopo la dieta di provocazione con l\u2018allergene identificato dal test. Questo risultato supporta l\u2018utilit\u00e0 del test allergologico alimentare come validissimo aiuto in caso di sospetto di allergia alimentare. Il <u>trat<\/u><u>tamento<\/u> di una allergia alimentare al momento rimane quello di eliminare l\u2018agente causale. Per perseguire questo scopo abbiamo 3 possibili scelte: diete ipoallergeniche, idrolizzate o casalinghe (anche la BARF).<\/p>\n<ul>\n<li>Dieta ipoallergenica (purtroppo il 30-50% dei pazienti NON pu\u00f2 venire controllata con questa). Un recente studio pubblicato negli USA ha esaminato gli alimenti ipoallergenici pre-senti al Come controllo-negativo \u00e8 stata usata una dieta veterinaria con selvaggina. Le diete dello studio avrebbero dovuto contenere solo selvaggina, senza soia, manzo e pollame. Tutti gli alimenti furono testati tramite ELISA per la ricerca degli antigeni di soia, bovino e pollame. I risultanti sorprendenti furono che tutti i mangimi provenienti dal supermercato risultavano contaminati da soia, pollame e\/o manzo e uno addirittura con riso (che secondo l\u2018etichetta del produttore non doveva assolutamente essere presente; la problematica \u00e8 simile alle avvertenze presenti sul cibo umano, \u201epu\u00f2 contenere tracce di arachidi\u201c). La conclusione di questo studio \u00e8 che le diete ipoallergeniche al momento disponibili sul mercato, non possono essere considerate attendibili al 100%; si dovrebbe convincere assolutametne i proprietari che come diete ipoallergeniche dovrebbe acquistare esclusivamente quelle veterinarie, dal medico veterinario stesso.<\/li>\n<li>Dieta idrolizzata (il 10-20% degli animali mostrano una recidiva verso una proteina idrolizzata). L\u2018idrolizzazione delle proteine riduce la soglia di stimolazione Il pricipio \u00e8 il seguente: minore \u00e8 la dimensione molecolare, tanto pi\u00f9 improbabile diventa provocare una risposta immunitaria. In medicina umana tuttavia sono state documentate anche diete con prodotti altamente idrolizzati (massa molecolare &lt;1,5 kDa) che risultavano scatenare comunque delle incompatibilit\u00e0. Quindi c\u2018\u00e8 sempre un rischio residuo che la dieta di eliminazione, anche se impostata con prodotti idrolizzati, non porti al completo evitamento dell\u2018allergene.<\/li>\n<li>Dieta casalinga (cotta o BARF)<br \/>\n\u00c8 utile preparare individualmente la dieta di eliminazione, a seconda dell\u2018anamnesi, diversa per ogni paziente. Per l\u2018attuazione pratica di una dieta di eliminazione viene scelta una proteina non ancora usata come alimento e risultata negativa al test ( cavallo, pesce, agnello, struzzo, coniglio, etc.) (importante l\u2018esatta anamnesi\/storia alimentare), in combinazione con un carboidrato, possibilmente non ancora utilizzato e negativo al test (patata, miglio, pastinaca, riso, etc.). Al proprietario deve essere molto chiaro che l\u2018animale, per l\u2018intera durata della dieta di eliminazione, non dovr\u00e0 assumere nessun altro alimento, nemmeno avanzi dalla tavola, premietti, biscotti o articoli da masticare. All\u2018interno di una dieta di eliminazione dovrebbero essere evitati anche medicinali sottoforma di tavolette masticabili (contengono p.es. amido come legante), preparati vitaminici, farina d\u2018ossa, condroprotettori, prodotti aromatizzati o antielmintici, che spesso contengono aromi a base di carne.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <u>durata minima di una dieta ad eliminazione<\/u> dovrebbe essere di 2-3 mesi.<\/p>\n<p>La diagnosi di sospetta FH \u00e8 confermata quando, nel corso di una dieta di provocazione con l\u2018alimento originale o con un componente dello stesso, abbiamo la ricomparsa della sintomatologia clinica. La ricomparsa della sintomatologia si \u00e8 potuta osservare nel 20% degli animali nell\u2018arco di 1-2 ore, nel 71% dei casi nei 1-3 giorni seguenti, nel 7% dei pazienti nei 7-9 giorni seguenti e infine nel 2% dei soggetti si \u00e8 dovuto aspettare fino a 14 giorni. Anche la reintroduzione dei componenti alimentari deve essere quindi realizzata \u2013 cos\u00ec come la precedente riduzione a pochi ingredienti \u2013 in un lungo intervallo di tempo. Per garantire l\u2018assenza di sintomi, nel caso di una allergia alimentare, la dieta da seguire deve proseguire per l\u2018intero arco di vita del soggetto. Una profilassi o una possibile funzione di prevenzione pu\u00f2 venir effettuata con una alimentazione controllata durante episodi di gastroenterite acuta con vomito e\/o diarrea. Ci sono riscontri secondo i quali l\u2018assunzione orale di alimenti ricchi di proteine durante una gastroenterite acuta possano portare ad allergie alimentari acquisite.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1710504765651{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1710504796189{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; custom_color=&#8221;#e51e1e&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Flaboklin.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F03%2F2013_09-lab_akt_1309_it.pdf|title:LABOKLIN%20aktuell%20june%202022|target:_blank&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1710504788234{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/2013_09-lab_akt_1309_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Alimentazione animale<\/strong><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di allergia alimentare negli animali, vengono spesso usati come sinonimi termini del tipo: ipersensibilit\u00e0 alimentare (FH), intolleranza alimentare, risposta anomala al cibo, reazione cutanea allergica verso componenti alimentari o dermatite atopica indotta dal cibo (FIAD = food induced atopic dermatitis).<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":1462395,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"Alimentazione animale","_seopress_titles_desc":"%%post_excerpt%%","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[451],"tags":[],"table_tags":[],"class_list":["post-1462377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aggiornamenti-laboklin-2013","category-451","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1462377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1462377"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1462377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1511897,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1462377\/revisions\/1511897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1462395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1462377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1462377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1462377"},{"taxonomy":"table_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/table_tags?post=1462377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}