{"id":1439859,"date":"2020-07-07T14:51:59","date_gmt":"2020-07-07T12:51:59","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1439859"},"modified":"2024-09-06T09:28:54","modified_gmt":"2024-09-06T07:28:54","slug":"diagnostica-di-laboratorio-in-neonatologia-equina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/diagnostica-di-laboratorio-in-neonatologia-equina\/","title":{"rendered":"Diagnostica di laboratorio in neonatologia equina"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nei parti non assistiti ci si pu\u00f2 trovare di fronte ad un puledro che sembra clinicamente normale ma che, avendo sofferto durante la nascita o a causa di un ambiente uterino patologico, potrebbe mostrare delle alterazioni clinico-metaboliche importanti dopo le prime 24-48 ore.<\/p>\n<p>Vediamo quali parametri di laboratorio si alterano precocemente e possono quindi aiutarci a prendere delle decisioni tempestive, prima dell\u2019aggravarsi dei sintomi.<\/p>\n<h2>Distocia \/ Red bag disease<\/h2>\n<p>Dopo questo evento (distacco placentare prematuro con ipossia fetale) possiamo trovarci di fronte a puledri che, pur avendo sofferto un insulto ipossico, appaiono normali.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Creatinina:<\/em> questo parametro risulta normalmente elevato nel puledro neonato, \u00e8 presente nel liquido amniotico e se si \u00e8 verificata un\u2019aspirazione al momento del parto od un\u2019ipossia, tende a non abbassarsi col passare delle ore.<\/li>\n<li><em>Creatinchinasi e lattati:<\/em> questi due parametri si innalzano &#8211; e permangono elevati &#8211; nei soggetti che rimangono in decubito per molte ore. Costituiscono un segno precoce di patologia, non sempre notato dal proprietario al momento della visita.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Deficit di trasferimento passivo di immunit\u00e0<\/h2>\n<p>Si verifica quando il puledro non si alimenta normalmente nelle primissime ore di vita, perdendo la possibilit\u00e0 di assumere anticorpi con il colostro.<\/p>\n<p>Si tratta di una condizione che espone il neonato all\u2019insorgenza di infezioni e setticemia.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo per prevenire complicanze \u00e8 una diagnosi precoce di questa condizione, ottenibile misurando il livello di anticorpi nel sangue:<\/p>\n<ul>\n<li><em>misurazione delle IgG:<\/em> \u00e8 possibile effettuare un test per la misurazione di anticorpi ematici gi\u00e0 a circa a 16 \/ 18 ore dopo la nascita, in quanto l\u2019assorbimento enterico dopo questo lasso di tempo \u00e8 molto basso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se si riscontra un livello di anticorpi insufficiente (al di sotto dei 400 ng\/dl), \u00e8 possibile intervenire con la somministrazione parenterale di plasma iperimmune.<\/p>\n<ul>\n<li><em>glicemia:<\/em> risulta sempre piuttosto bassa (al di sotto di 90 mg\/dl) nei puledri che non si alimentano normalmente<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche questo pu\u00f2 farci capire se vi \u00e8 stata una regolare assunzione di colostro nelle ore precedenti la visita.<\/p>\n<h2>Infiammazione e setticemia<\/h2>\n<p>Se sospettiamo questa condizione &#8211; che nel puledro si verifica anche in assenza di febbre e di una sintomatologia chiara &#8211; possiamo effettuare questi esami:<\/p>\n<ul>\n<li><em>esame emocromocitometrico:<\/em> non sempre \u00e8 indicativo in questi casi, possiamo infatti avere sia leucopenia che un livello normale di leucociti, raramente leucocitosi in quanto il neonato non ha molta reattivit\u00e0 immunologica<\/li>\n<li><em>amiloide sierica:<\/em> si tratta di un parametro molto affidabile per diagnosticare la presenza di infezione. I suoi livelli si alzano molto velocemente (e si abbassano altrettanto velocemente in caso di risposta alla terapia antibiotica) nell\u2019arco di 12 ore, permettendo uno stretto monitoraggio della situazione clinica del soggetto a rischio, prima dell\u2019aggravarsi della patologia, quando la condizione metabolica del neonato potrebbe essere gi\u00e0 irrimediabilmente compromessa.<\/li>\n<li><em>fibrinogeno:<\/em> anche questo parametro \u00e8 utile. Veniva molto utilizzato in passato nella gestione dei soggetti setticemici, si innalza per\u00f2 con minor prontezza e si abbassa nell\u2019arco di 2\u20133 giorni.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Isoeritrolisi neonatale<\/h2>\n<p>Si tratta di una condizione derivata dalla incompatibilit\u00e0 tra i globuli rossi del puledro ed il siero &#8211; e quindi il colostro &#8211; materno, caratterizzata da emolisi massiva, ittero, anemia, debolezza che insorgono tipicamente intorno ai 3\u20134 giorni di vita dopo l\u2019assunzione degli anticorpi tramite il colostro.<\/p>\n<p>Il quadro clinico appare solitamente molto chiaro, gli esami ematologici supportano in modo deciso la diagnosi con il riscontro di una spiccata anemia ed un aumento deciso della bilirubina indiretta, il siero e le mucose appaiono inoltre decisamente itteriche.<\/p>\n<h2>Prematurit\u00e0 e dismaturit\u00e0<\/h2>\n<p>Si tratta di soggetti che non sono maturati a sufficienza o per patologie uteroplacentari (dismaturi a termine) o per aver dovuto lasciare l\u2019ambiente uterino in anticipo (prematuri). Di solito il sistema immunitario e il sistema nervoso sono molto compromessi in questi pazienti che, per questo motivo, necessitano di cure infermieristiche intense nei primi giorni di vita.<\/p>\n<p>Non disponiamo di molti parametri che ci permettano di diagnosticare questa condizione con sicurezza. Un attento esame clinico e la valutazione approfondita della condizione metabolica permettono di inquadrare con maggior precisione la situazione, in particolare sono riscontri tipici:<\/p>\n<ul>\n<li>debolezza, peso insufficiente, difficolt\u00e0 ad alzarsi ed assenza di riflesso della suzione, poco pelo, coda e criniera molto corti od assenti<\/li>\n<li>placenta anormale per peso, aspetto, rottura non in corrispondenza della stella cervicale ma in altre localizzazioni, presenza di ematomi diffusi<\/li>\n<li>lacerazioni vulvari nella madre<\/li>\n<li>aspetto letargico o viceversa iperattivit\u00e0 del puledro<\/li>\n<li>lassit\u00e0 legamentosa, orecchie pendule e fronte bombata<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono riscontri di laboratorio comuni invece:<\/p>\n<ul>\n<li>linfopenia generale con rapporto neutrofili \/ linfociti &lt; 1,5 (nei puledri a termine \u00e8 di solito &gt; 3)<\/li>\n<li>proteine totali ematiche prima della poppata &lt; di 5 gr\/dl<\/li>\n<li>una leggera iperbilirubinemia (indiretta) dovuta all\u2019aumentato catabolismo dei globuli rossi fetali che permane oltre i primi giorni di vita<\/li>\n<li>la bilirubina e le ggt molto elevate indicano un\u2019insufficiente funzionalit\u00e0 epatica<\/li>\n<li>un\u2019iperglicemia persistente dopo la poppata \u00e8 sintomo di un deficit di regolazione del metabolismo dovuto generalmente ad un eccesso di catecolamine circolanti<\/li>\n<li>un\u2019ipoglicemia persistente indica invece un\u2019insufficiente od irregolare assunzione di latte<\/li>\n<li>creatinina: \u00e8 un parametro che pu\u00f2 riscontrarsi elevato nel puledro neonato normale, fino a 3\u20134 mg\/dl nelle prime 36 ore, poi decresce in condizioni fisiologiche. Se permane alterato potrebbe indicare una patologia renale (di solito conseguente ad ipossia) od una sofferenza placentale pregressa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo stesso trend si riscontra nei valori di azotemia, che si abbassa per effetto dell\u2019intenso metabolismo aminoacidico tipico delle fasi di crescita veloce di questi soggetti, quando sono esenti da patologie.<\/p>\n<h2>Ritenzione di meconio<\/h2>\n<p>Questa patologia \u00e8 di solito clinicamente evidente per frequente tenesmo e mancanza di feci del puledro nel box, alcune volte per\u00f2 il blocco pu\u00f2 essere molto craniale e non evidente alla palpazione digitale del retto, quindi sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici (ecografia o radiografia addominale).<\/p>\n<p>In questi casi anche alcuni parametri di laboratorio ci aiutano nella gestione medica di questa condizione oppure, viceversa, possono indirizzarci verso una chirurgia, evento raro ma possibile:<\/p>\n<ul>\n<li><em>ematocrito elevato, iperazotemia ed iperproteinemia:<\/em> indicano disidratazione e necessit\u00e0 di una fluidoterapia aggressiva<\/li>\n<li><em>leucocitosi \/ linfopenia, iperglicemia:<\/em> indicano uno stress metabolico importante, derivato dal fatto che questi puledri non assumono regolarmente il latte per effetto della tensione e dolorabilit\u00e0 addominale<\/li>\n<li><em>lattati:<\/em> un valore persistentemente elevato o comunque al di sopra dei 2 mmol\/l indica grave compromissione del transito intestinale con sofferenza vascolare viscerale e rischio di rottura.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutti questi parametri alterati indicano la necessit\u00e0 di un intervento tempestivo di supporto, non escludendo una chirurgia per la rimozione del meconio.<\/p>\n<h2>Rottura di vescica<\/h2>\n<p>Anche in questo caso la diagnosi \u00e8 prettamente clinica (assenza o scarsa produzione di urina, tenesmo, ingrossamento \u201ca botte\u201d dell\u2019addome in assenza di dolore acuto, uraco pervio, tachicardia, dispnea.<\/p>\n<p>La diagnosi certa si effettua con l\u2019ausilio dell\u2019ecografia ma, quando questa non risulta disponibile, la medicina di laboratorio pu\u00f2 fornire delle indicazioni importanti tramite il riscontro di questi parametri:<\/p>\n<ul>\n<li><em>iponatriemia ed ipercaliemia:<\/em> sono disturbi elettrolitici ematici derivanti dall\u2019accumulo di urina nell\u2019addome<\/li>\n<li><em>creatinina ematica:<\/em> questo valore si innalza per effetto della mancata eliminazione dei cataboliti urinari.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Centesi peritoneale<\/h2>\n<p>Si tratta di una procedura diagnostica sicura anche nel neonato che permette la raccolta e l\u2019analisi del fluido peritoneale; un aumento di potassio, fosforo, un rapporto creatinina peritoneale \/ creatinina ematica &gt; 2:1 e soprattutto la presenza di urina, sangue o materiale alimentare, permettono di diagnosticare con sicurezza una rottura vescicale od enterica nei casi di addome acuto.<\/p>\n<p>Il drenaggio del liquido presente in addome permette inoltre di stabilizzare il soggetto in attesa della chirurgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dott.ssa Susanna Mereghetti<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1700483364744{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725607710004{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1725607715543{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221; 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