{"id":1439133,"date":"2022-09-08T10:32:54","date_gmt":"2022-09-08T08:32:54","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/?p=1439133"},"modified":"2024-09-05T13:06:22","modified_gmt":"2024-09-05T11:06:22","slug":"il-monitoraggio-nutrizionale-del-puledro-allo-svezzamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/il-monitoraggio-nutrizionale-del-puledro-allo-svezzamento\/","title":{"rendered":"Il monitoraggio nutrizionale del puledro allo svezzamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]In condizioni di normalit\u00e0, lo svezzamento di un puledro in salute avviene intorno ai 6 mesi di vita, oltre questo termine il latte materno comincia infatti a perdere importanza come intake calorico e a ridursi in quantit\u00e0 e qualit\u00e0. La microflora intestinale acquista la quasi completa capacit\u00e0 assimilativa nei confronti degli alimenti solidi a partire dai 4 mesi di vita, dopo questa et\u00e0 quindi, passare al mangime rispetta appieno la fisiologia equina.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre consigliabile iniziare intorno al primo mese di vita a far assumere appositi alimenti solidi al puledro, i cosiddetti \u201ccreep-feed\u201d, ovvero mangimi precotti caratterizzati da un contenuto elevato di grassi (attorno al 6%) e proteine (circa 16% &#8211; 18%), opportunamente bilanciati con vitamine e micronutrienti, composti in piccoli pellet adatti ad essere assunti con masticazioni ridotte, utilizzando apposite mangiatoie selettive. Questo permette al piccolo di abituarsi in modo graduale all\u2019alimentazione solida evitando un eccessivo stress allo svezzamento, condizione che predispone all\u2019insorgenza di gastrite ed ulcere. Queste patologie determinano uno scadimento della condizione corporea recuperabile con difficolt\u00e0 in questa fase di crescita. La supplementazione con creep-feed \u00e8 inoltre indicata anche quando la fattrice ha poco latte o viceversa ne produca talmente tanto da perdere condizione corporea: nel primo caso si aiuta il puledro nella crescita, mentre nel secondo lo si aiuta a consumare meno alimento liquido per \u201crisparmiare\u201d la fattrice, magari gi\u00e0 di nuovo gravida.<\/p>\n<p>Il puledro, intorno ai 6 mesi di vita, ha generalmente raggiunto il 40% del peso corporeo che avr\u00e0 da adulto. In questa importante fase potrebbe succedere che:<\/p>\n<ul>\n<li>la curva di crescita ne risenta in modo negativo, se la dieta non soddisfa i fabbisogni energetici e nutrizionali caratteristici dell\u2019et\u00e0 (questa condizione comporta una successiva rapida crescita compensatoria non fisiologica)<\/li>\n<li>la curva di crescita sia troppo rapida per eccesso energetico, magari con sbilanciamento nutrizionale (alimenti con troppi cereali).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Entrambe queste situazioni comportano un elevato fattore di rischio per tutte le patologie ortopediche dello sviluppo, condizionando pesantemente la carriera sportiva dei soggetti colpiti.<\/p>\n<h2>Svezzamento regolare<\/h2>\n<p>Negli allevamenti solitamente si predilige uno svezzamento drastico, principalmente per problemi logistici: i puledri vengono separati dalle madri mettendo i soggetti dello stesso sesso e di simile costituzione assieme, in modo che possano stabilire facilmente dei legami sociali e non andare in competizione eccessiva per il cibo. Il puledro deve avere la compagnia di consimili per ultimare il proprio sviluppo psico-fisico e sociale, di modo da avere un soggetto adulto sano ed equilibrato. Gli errori alimentari e\/o gestionali in questa fase producono effetti, sia fisici che psicologici, a lungo termine non completamente compensabili in et\u00e0 adulta: disturbi gastroenterici cronici, stereotipie, aggressivit\u00e0, anomalie dello sviluppo.<\/p>\n<p>In alcuni allevamenti si opta per lo svezzamento \u201clight\u201d separando per un lasso di tempo variabile madri e figli solamente nelle ore diurne e rimettendoli assieme di notte. Questo \u00e8 certamente uno svezzamento pi\u00f9 fisiologico anche se piuttosto complicato logisticamente, soprattutto per gli allevamenti pi\u00f9 grossi.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019utilizzo di mangimi appositi, si consiglia di affiancare un fieno di ottima qualit\u00e0 non troppo grossolano e con un buon contenuto proteico, di facile accesso per tutti i soggetti del gruppo, dato che nel branco di giovani si stabiliscono velocemente gerarchie sociali che potrebbero esporre i pi\u00f9 remissivi a carenza di cibo.<\/p>\n<p>Il controllo costante della situazione corporea dei soggetti appena svezzati \u00e8 molto importante, anche per intuire le dinamiche gerarchiche del nuovo gruppo di giovani.<\/p>\n<p>Vediamo ora quali sono i parametri di laboratorio che possono aiutarci nel monitorare il corretto accrescimento dei puledri in questa delicata fase di vita:<\/p>\n<p><strong>Esame emocromocitometrico<\/strong><\/p>\n<p>Situazioni di anemia, leucocitosi o leucopenia, disidratazione possono essere monitorati efficacemente con una semplice conta cellulare abbinata ad uno striscio ematico.<\/p>\n<p><strong>Proteine totali \/ albumina:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>molto elevate:<\/u> potrebbero indicare un eccesso con la dieta o disidratazione<\/li>\n<li><u>molto basse:<\/u> indicano una carenza nella dieta, la presenza di ulcere e\/o gastrite (perdita di albumina, malassorbimento), parassitosi o grave sbilanciamento nutrizionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Azotemia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>se elevata:<\/u> in un soggetto sano pu\u00f2 indicare una razione troppo ricca di proteine (spesso abbinata a rialzo delle proteine totali) oppure un problema renale o ancora la presenza di catabolismo muscolare spinto (condizione sempre negativa in un soggetto in crescita)<\/li>\n<li><u>se molto bassa:<\/u> indica viceversa una razione povera di proteine (spesso abbinata a proteine totali\/albumine basse), oppure un mancato assorbimento (patologie enteriche, parassiti, \u2026).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Calcio<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>livelli elevati<\/u> indicano eccessiva assunzione, quindi una dieta troppo ricca (erba medica, integrazione), oppure una patologia renale cronica che ne limita l\u2019escrezione<\/li>\n<li><u>livelli bassi<\/u> sono la spia di carenze nutrizionali (eccesso di cereali, assenza di integrazione).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Fosforo<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><u>carenza:<\/u> una dieta prevalentemente lattea in un soggetto in crescita veloce espone a carenza di fosforo se non vi \u00e8 un\u2019adeguata integrazione oppure indica una patologia renale<\/li>\n<li><u>eccesso:<\/u> si pu\u00f2 verificare per errori alimentari come l\u2019assunzione di crusca in elevata quantit\u00e0 oppure per rabdomiolisi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una carenza di Ca associata ad un eccesso di P nei puledri in rapida crescita, espone a gravi squilibri ormonali (iperparatiroidismo nutrizionale) che condiziona pesantemente lo sviluppo scheletrico (osteodistrofia fibrosa), il rapporto ottimale Ca\/P nella dieta deve essere maggiore di 2.<\/p>\n<p>Anche una carenza di P espone a demineralizzazione ossea.<\/p>\n<p><strong>Fosfatasi alkalina<\/strong><\/p>\n<p>Fisiologicamente elevata nei giovani a causa dell\u2019intenso rimaneggiamento osseo tipico di questa fascia di et\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Vit E \/ selenio<\/strong><\/p>\n<p>I livelli di questi elementi condizionano lo sviluppo e la funzionalit\u00e0 delle fibre muscolari: sappiamo che i nostri fieni ne sono piuttosto carenti e l\u2019accesso ad un pascolo di qualit\u00e0 \u00e8 molto difficoltoso al momento dello svezzamento che di solito si verifica nei mesi autunnali\/invernali. Il monitoraggio ematologico di questi valori \u00e8 indispensabile per una corretta integrazione in quanto sia le carenze che gli eccessi vanno evitati (soprattutto per il selenio c\u2019\u00e8 pericolo di tossicit\u00e0, non per la vitamina E per la quale non vi sono rischi di tossicit\u00e0 anche per un\u2019integrazione a lungo termine). Sono descritte patologie carenziali anche in puledri neonati in quanto il latte materno non ne contiene quasi (debolezza generalizzata, decubito, scarso sviluppo muscolare)<\/p>\n<p><strong>Rame<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un minerale fondamentale per lo sviluppo della matrice cartilaginea articolare e la sua carenza espone alla formazione di anomalie articolari cartilaginee (chip articolari). Livelli elevati possono indicare anche infiammazione \/ infezione o stimolazione del sistema immunitario in quanto presente in circolo associato a proteine di fase acuta<\/p>\n<p><strong>Zinco<\/strong><\/p>\n<p>Una sua carenza espone a ritardi di crescita ed anomalie cutanee, un suo eccesso riduce l\u2019assorbimento di calcio e rame.<\/p>\n<p>Per il monitoraggio di zinco, rame e selenio ed altri microelementi e metalli pesanti, Laboklin propone un apposito <strong>\u201cProfilo minerali<\/strong>\u201d da effettuarsi sui peli del mantello, da cui possiamo avere una stima dell\u2019accumulo di queste sostanze nel tempo.<\/p>\n<p>Si deduce quindi, che appare importante utilizzare sempre per lo svezzamento mangimi integrati appositamente studiati per questa fase di crescita e non la semplice miscelata di cereali (o peggio un\u2019unica tipologia di cereale) senza integrazione, in quanto sia i nostri fieni \u2013 anche se di ottima qualit\u00e0 \u2013 che i cereali semplici non contengono le sufficienti quantit\u00e0 di tutti i micronutrienti (specialmente selenio, rame, zinco e calcio) indispensabili per il corretto sviluppo osteoarticolare dei puledri che dovranno affrontare la carriera sportiva. Allo stesso modo bisogna evitare di incorrere in un sovradosaggio di integrazione, ugualmente deleterio per l\u2019armonico e corretto sviluppo di un soggetto sportivo.<\/p>\n<h2>Svezzamento anticipato<\/h2>\n<p>Particolari accortezze appaiono necessarie quando ci si trova a dover svezzare precocemente un puledro, perch\u00e8 orfano o per gravi patologie materne. Si considera lo svezzamento anticipato quando effettuato attorno ai 4 mesi di vita, che sarebbe il termine minimo di maturazione degli enterociti a supporto del passaggio all\u2019alimentazione solida senza incorrere in gravi problematiche dovute alla insufficiente assimilazione (coliche, diarrea, carenze).<\/p>\n<p>Questi puledri appaiono generalmente pi\u00f9 piccoli rispetto ai loro coetanei e il rischio che si ritardi la crescita in questa fase \u00e8 maggiore: la masticazione del fieno non \u00e8 efficiente come per i puledri pi\u00f9 grandi, la digestione della fibra non risulta completa e lo stomaco \u00e8 troppo piccolo per l\u2019ingestione della quantit\u00e0 di fieno adeguata a coprire i fabbisogni energetici e nutrizionali di un soggetto in crescita rapida.<\/p>\n<p>All\u2019esame emocromocitometrico e biochimico, similmente a quanto illustrato per lo svezzamento standard, \u00e8 consigliabile abbinare un esame delle feci (parassitologico, ricerca di sangue occulto e dimensione delle particelle) specialmente se si verificano episodi di diarrea e grave scadimento della condizione corporea: anche se in questa fascia di et\u00e0 tutti i puledri dovrebbero essere stati gi\u00e0 sverminati almeno una volta con molecole adatte all\u2019eliminazione di nematodi, sono descritte in questi soggetti infestazioni da Giardia o Lawsonia intracellularis che richiedono una ricerca particolare (antigenica o tramite PCR) nelle feci e, quando presenti, vanno trattate con una terapia mirata.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dott.ssa Susanna Mereghetti<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; 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