{"id":1418914,"date":"2021-11-08T08:22:58","date_gmt":"2021-11-08T07:22:58","guid":{"rendered":"https:\/\/staging-wp-int.laboklin.com\/feline-infectious-peritonitis-fip-an-update\/"},"modified":"2024-09-05T11:25:03","modified_gmt":"2024-09-05T09:25:03","slug":"peritonite-infettiva-felina-fip-un-aggiornamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laboklin.com\/it\/peritonite-infettiva-felina-fip-un-aggiornamento\/","title":{"rendered":"Peritonite infettiva felina (FIP): un aggiornamento"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]La peritonite infettiva felina (FIP) si sviluppa in circa l&#8217;1\u20133% (1) fino al 5\u201312% (2, 3) dei gatti infettati dal coronavirus enterale felino (FECV). Il coronavirus felino (FCoV) comprende il FECV e la sua forma mutata: il virus della peritonite infettiva felina (FIPV).<br \/>\nAd oggi non sono state chiarite tutte le fasi della patogenesi della FIP e il percorso verso la diagnosi \u00e8 possibile solo attraverso metodiche invasive o con l&#8217;inclusione di numerosi test di laboratorio, soprattutto con la forma non effusiva o secca della FIP.<\/p>\n<h2>Epidemiologia ed eliminazione del FECV<\/h2>\n<p>Il FCoV pu\u00f2 essere rilevato in moltissimi gatti che vivono in casa (4) o in rifugi per animali in tutto il mondo, in particolare sono interessati i gatti che convivono con numerosi altri gatti (2, 5). I gatti di et\u00e0 inferiore ai 12 mesi hanno 2,5 volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 di espellere il FECV nelle feci rispetto ai gatti di et\u00e0 compresa tra 1 e 5 anni (4). La maggior parte dei gatti si infetta a 6-10 settimane di et\u00e0 (di solito attraverso la madre). L&#8217;eliminazione fecale di solito non avviene prima della 9a settimana di vita, ma \u00e8 stata dimostrata anche l&#8217;eliminazione dalla 4a settimana di vita (4). Il FECV pu\u00f2 essere diffuso nelle feci per un periodo di 18 mesi dopo l&#8217;infezione. In generale, dopo l&#8217;infezione, circa il 10-13% dei gatti diventa escretore permanente (escrezione del virus cronico), il 70-80% dei gatti ha un&#8217;infezione transitoria, cio\u00e8 risultano escretori inter- mittenti, il 5 &#8211; 10% dei gatti sviluppa resistenza (1, 6). I gatti che emettono permanentemente il FECV diffondono il virus all&#8217;interno della popolazione felina, ma personalmente sembrano sviluppare meno spesso la FIP (1).<\/p>\n<h2>Mutazione del FcoV<\/h2>\n<p>In generale, i virus a RNA hanno un genoma molto grande e la loro polimerasi tende a commettere errori di lettura durante la replicazione del virus, il che significa che \u00e8 generalmente pi\u00f9 probabile che mutino (5).<br \/>\nSecondo lo stato attuale delle conoscenze, le sequenze amminoacidiche dei ceppi mutati (FIPV) e non mutati (FECV) di FCoV differiscono solo in pochissime posizioni della sequanza sequenza (2).<br \/>\nQuesti pochi cambiamenti nella sequenza amminoacidica possono tuttavia portare ad un cambiamento nel tropismo cellulare del FCoV. Si presume che il FIPV non penetri negli enterociti dell&#8217;intestino come il FECV, ma nei macrofagi e nei monociti e l\u00ec si riproduca. Di conseguenza, non viene pi\u00f9 escreto nelle feci dopo la mutazione. Di conseguenza, un gatto con FIP non pu\u00f2 trasmettere il virus mutato ad altri gatti.<br \/>\nFinora, non \u00e8 nota alcuna mutazione che causi sicuramente la FIP in caso di infezione. Si ipotizzano quattro regioni per possibili mutazioni genetiche del FCoV, che sono originariamente responsabili dei cambiamenti nel tropismo cellulare del virus.<br \/>\nQueste includono ORF -. &#8220;3a-c ORF&#8221; (il significato della mutazione non \u00e8 ancora chiaro; un virus con una mutazione in quest&#8217;area di sequenza non viene pi\u00f9 escreto nelle feci), il &#8220;7a-b ORF&#8221; (il significato della mutazione non \u00e8 ancora chiaro, ma viene rilevato in modo discontinuo nei casi di FIP), il gene M (che \u00e8 responsabile di una proteina di membrana del virus) e il gene S per la cosiddetta &#8220;proteina spike&#8221; (questa proteina \u00e8 responsabile della capacit\u00e0 del virus di \u201centrare\u201d nelle cellule) (5).<br \/>\nL&#8217;obiettivo principale della ricerca \u00e8 attualmente l&#8217;individuazione di mutazioni nella proteina spike, poich\u00e9 si ritiene che questa sia la ragione principale del cambiamento nel tropismo cellulare. Una mutazione nella proteina spike \u00e8 stata trovata nel 91% dei campioni di tessuto di gatti con FIP clinica, d&#8217;altra parte, il 9% dei gatti con FIP clinica non aveva mutazioni nella proteina spike. Inoltre, \u00e8 stata rilevata una mutazione nella proteina spike anche nell&#8217;89% dei campioni di tessuto di gatti che non mostravano un quadro clinico di FIP (3). Si \u00e8 quindi concluso che una mutazione nella proteina spike pu\u00f2 essere utilizzata come marker per la diffusione sistemica del virus piuttosto che per una diagnosi affidabile di FIP (3, 7). Una PCR negativa per le mutazioni deve essere valutata criticamente, poich\u00e9 pu\u00f2 essere comunque presente una mutazione del FCoV. Un motivo potrebbe essere che la mutazione si trova in una posizione di sequenza diversa o che non \u00e8 presente nel materiale inviato. Altrettanto criticamente deve essere valutata la PCR positiva per le mutazioni poich\u00e9, come descritto sopra, anche i gatti senza malattia clinica possono portare una mutazione FCoV.<br \/>\nAltri studi suggeriscono che devono essere presenti pi\u00f9 mutazioni affinch\u00e9 il gatto sviluppi il quadro clinico della FIP (5). Di conseguenza, gli esatti meccanismi di mutazione e i loro effetti che portano alla FIP, e in definitiva anche i benefici e il modo in cui viene rilevata la mutazione, non sono stati completamente chiariti.<\/p>\n<h2>Fattori di rischio per lo sviluppo della FIP<\/h2>\n<p>In letteratura sono descritti vari fattori di rischio che possono essere correlati allo sviluppo della FIP. L&#8217;et\u00e0 del gatto \u00e8 un sicuro fattore. Ad esempio, i gatti di et\u00e0 inferiore ai 2 anni manifestano il pi\u00f9 alto rischio di sviluppare la FIP (4, 5). Ancora, il rischio di FIP, in particolare la forma secca, sembra aumentare di nuovo solo con l&#8217;et\u00e0 avanzata degli animali (6).<br \/>\nUn altro sicuro fattore di influenza \u00e8 lo stress in qualsiasi forma, ad esempio un cambio di proprietari, un trasferimento in un rifugio per animali, operazioni o cambiamenti di gerarchia in famiglia. Inoltre, molti gatti con FIP provengono da famiglie con un&#8217;alta densit\u00e0 di soggetti (5). Secondo gli studi, l&#8217;escrezione di FECV nelle feci del gatto aumenta di 10 volte dopo un cambio di residenza (cambio di proprietario o rifugio per animali) &#8211; in alcuni gatti anche fino a 10<sup>6<\/sup> (1). I maschi non castrati hanno un rischio maggiore, mentre i gatti sterilizzati hanno meno probabilit\u00e0 di sviluppare la FIP (6). Inoltre, dovrebbe venir preso in considerazione un fattore genetico, pi\u00f9 precisamente il numero di alleli che codificano per l&#8217;antigene leucocitario felino (FLA) e che differiscono nelle diverse razze. Si dice che i Birmani abbiano meno alleli rispetto alle altre razze (1). Ci\u00f2 potrebbe comportare una minore diversit\u00e0 del FLA e di conseguenza questi gatti potrebbero sviluppare una difesa immunologica pi\u00f9 scarsa (1). Tuttavia, \u00e8 disponibile un&#8217;ampia variet\u00e0 di studi nel campo della FIP che dipende dalla razza, alcuni dei quali fanno affermazioni contraddittorie sulle stesse razze o in cui non \u00e8 stato possibile replicare la dipendenza razziale (1, 4, 6).<br \/>\nLa teoria che il gene dell&#8217;interferone-\u03b3 e le sue varianti siano associati al rischio di malattia FIP non \u00e8 stata ancora confermata (4).<\/p>\n<h3>Diagnosi di FIP<\/h3>\n<p>Finora, il gold standard per il rilevamento della FIP rimane la colorazione dell&#8217;antigene virale all&#8217;interno dei macrofagi, che sono circondati da lesioni del tessuto piogranulomatoso, mediante esami istopatologici o immunoistochimici (7). Sfortunatamente, l&#8217;alto livello di sicurezza di questo metodo \u00e8 compensato dall&#8217;altrettanto alto livello di invasivit\u00e0 per l&#8217;ottenimento di campioni di tessuto.<br \/>\nCome ulteriore componente diagnostica per rilevare il FCoV pu\u00f2 essere eseguita una PCR (di norma la PCR real time da fluido proveniente da versamenti cavitari ha la massima sensibilit\u00e0). Secondo le attuali conoscenze, tutti i campioni di fluido o tessuto che mostrano una PCR positiva per le mutazioni hanno anche una PCR FCoV positiva (3, 7). Poich\u00e9 la mutazione del virus nella FIP significa che il FECV non venga pi\u00f9 escreto nelle feci oppure, poich\u00e9 un gatto pu\u00f2 reinfettarsi contemporaneamente con FCoV non mutato nonostante abbia la FIP (7), la PCR per FCoV da campioni fecali \u00e8 di poco aiuto in questa diagnosi. In generale, il risultato della PCR per FCoV dovrebbe sempre essere valutata in relazione ai risultati di ulteriori test. Quindi rimangono componenti importanti per la diagnosi di FIP, tra gli altri, la prova di Rivalta, l&#8217;elettroforesi delle proteine sieriche, la citologia del liquor o dei versamenti e, se necessario, l&#8217;esame ecografico (1, 6).<\/p>\n<h2>Diagnosi di (non) eliminatori di FECV<\/h2>\n<p>Quando si determinano gli escretori cronici e intermittenti, va ricordato che dopo un&#8217;infezione iniziale con FECV, il virus pu\u00f2 essere escreto per oltre 18 mesi. La PCR per FCoV pu\u00f2 quindi essere positiva per un lungo periodo di tempo senza che il gatto debba necessariamente essere uno escretore permanente.<br \/>\nNon esiste una raccomandazione uniforme sulla durata dell\u2019intervallo nel periodo di controllo (cio\u00e8 a che intervallo di tempo devono essere ripetuti i test PCR per FcoV dalle feci), cos\u00ec da confermare poi il gatto come non pi\u00f9 escretore. Si trovano varie indicazioni che vanno da 5 &#8211; 30 giorni (4), a almeno ogni 5 mesi (6) o anche ogni 9 mesi (1).<br \/>\nLa tendenza comunque \u00e8: pi\u00f9 lungo \u00e8 il periodo deciso, pi\u00f9 sicuro sar\u00e0 lo stato dell&#8217;animale.<\/p>\n<h2>Terapia<\/h2>\n<p>Finora non esiste un&#8217;opzione terapeutica per evitare l&#8217;esito fatale della FIP. Ci sono solo pochi dati sui tentativi di terapia con, ad esempio, corticosteroidi, clorambucile e ciclofosfamide, poliprenile immunostimolante o pentossifillina (6). Inoltre, per molti farmaci mancano studi di controllo adeguati o un numero adeguato di casi (6).<br \/>\nUna piccola molecola del gruppo degli analoghi nucleosidici, GS-441524, \u00e8 attualmente in discussione come l&#8217;opzione terapeutica pi\u00f9 promettente. Il meccanismo d&#8217;azione descritto \u00e8 che questa molecola venga incorporata come substrato alternativo nella catena di RNA del virus durante la replicazione e che quindi l&#8217;allungamento della catena di RNA venga interrotto, poich\u00e9 non possono essere aggiunti ulteriori acidi ribonucleici. Secondo i primi studi, possono venire raggiunti livelli efficaci adeguati anche nella camera oculare e nel liquor. In vitro e dopo i primi tentativi di infezione, un&#8217;iniezione sottocutanea quotidiana di GS-441524 sembra ridurre i sintomi clinici della malattia da FIP, migliorare le condizioni generali dei gatti e aumentare significativamente la durata della vita dopo la diagnosi da 8 a 17 mesi (8 , 9).<\/p>\n<h2>Prevenzione<\/h2>\n<p>La migliore e unica prevenzione sicura della FIP \u00e8 impedire al gatto di contrarre il FCoV.<br \/>\nSe si deve introdurre in casa un nuovo gatto FcoV-negativo, dopo la morte di un altro gatto, idealmente si dovrebbero aspettare 3 mesi per garantire che qualsiasi FCoV rimasto in casa abbia perso la sua infettivit\u00e0 (6). Il FCoV pu\u00f2 rimanere infettivo in un ambiente asciutto per almeno 7 settimane.<br \/>\nTuttavia, il virus \u00e8 sensibile a quasi tutti i detersivi convenzionali. La candeggina \u00e8 descritta come particolarmente adatta (1).<br \/>\nUn&#8217;altra raccomandazione per ridurre la carica virale \u00e8 quella di pulire la toilette del gatto ogni giorno; se possibile, le lettiere dovrebbero trovarsi in stanze diverse da quelle dove sono le ciotole per il cibo e l\u2019acqua (6).<br \/>\nSecondo le ultime ricerche, la scelta della lettiera per gatti pu\u00f2 aiutare a ridurre la carica virale o ridurre la trasmissione di virus. Le varianti della lettiera per gatti con materia prima a base di minerale argilloso prevengono l&#8217;infezione delle cellule con il FECV <em>in vitro <\/em>e riducono il titolo del virus (10).<br \/>\nTuttavia, \u00e8 pi\u00f9 probabile che questi risultati siano attribuibili a una capacit\u00e0 di legame del virus (poich\u00e9 il minerale argilloso di solito lega proteine e grassi) rispetto alla capacit\u00e0 di neutralizzazione del virus (10). \u00c8 in discussione se questa propriet\u00e0 di legame del virus sia pienamente efficace se un gatto non copre completamente le feci con la lettiera per gatti. Le varianti di lettiera per gatti la cui materia prima \u00e8 basata sulla segatura non sembrano avere propriet\u00e0 di legame o neutralizzazione del virus. Per determinarne l&#8217;efficacia degli effetti, devono essere effettuati ulteriori studi sul campo (10).<br \/>\nUn&#8217;alimentazione adatta, ovvero una riduzione degli acidi grassi insaturi e una riduzione del rapporto tra omega-6 e omega-3, pu\u00f2 contribuire al fatto che l&#8217;ambiente nell&#8217;intestino o nell&#8217;animale risulti meno pro-infiammatorio. Se nell&#8217;animale sono presenti condizioni meno proinfiammatorie, i monociti e i macrofagi mostrano una minore tendenza all&#8217;adesione o alla migrazione, per cui si riduce il contatto tra virus e cellule immunitarie e quindi qualsiasi penetrazione e replicazione del virus nei monociti o macrofagi (1) .<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dott.ssa Eva-Maria Wittauer<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1704787817531{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>References<\/strong><\/h5>\n<ol>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>\u00a0Addie, D.D. (2012): Feline Coronavirus Infections. In: Greene CE (Hrsg.), Infectious diseases of the Dog and Cat. 4th ed., St. Louis, Mo.: Elsevier Saunders, 92-108.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>\u00a0McKay, L.A., Meachem, M., Snead, E., Brannen, T., Mutlow, N., Ruelle, L., Davies, J.L., v.d.Meer, F.: Prevalence and mutation analysis of the spike protein in feline enteric coronavirus and feline infectious peritonitis detected in household and shelter cats in western Canada. Can J Vet Res 2020, 84(1):18-23.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Porter, E., Tasker, S., Day, M.J., Harley, R., Kipar, A., Siddell, S.G., Helps, C.R.: Amino acid changes in the spike protein of feline coronavirus correlate with systemic spread of virus from <\/strong><\/span><span style=\"color: #808080;\"><strong>the intestine and not with feline infectious peritonitis. Veterinary Research 2014, 45(1):49.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Klein-Richers, U., Hartmann, K., Hofmann-Lehmann, R., Unterer, S., Bergmann, M., Rieger A., Leutenegger, C., Pantchev, N., Balzer, J., Felten, S.: Prevalence of Feline Coronavirus Shedding in German Catteries and Associated Risk Factors. Viruses 2020, 12(9): 1000.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Kennedy, M.A.: Feline Infectious Peritonitis: Update on Pathogenesis, Diagnostics, and Treatment. Vet Clin Small Anim Pract. 2020, 50(5): 1001-1011.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong> Hsieh, B., Burney, D.P.: Feline Infectious Peritonitis. Cliniciansbrief. com, 2014.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Emmler, L., Felten, S., Matiasek, K., Balzer, HJ, Pantchev, N., Leutenegger, C., Hartmann, K.: Feline coronavirus with and without spike gene mutations detected by real-time RT-PCRs <\/strong><\/span><span style=\"color: #808080;\"><strong>in cats with feline infectious peritonitis. J Feline Med Surg. 2020, 22(8): 791-799.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Murphy, B.G., Perron, M., Murakami E., Bauer, K., Park, Y. Eckstrand, C., Liepnieks, M., Pedersen, N.C.: The nucleoside analog GS-441524 strongly inhibits feline infectious peritonitis\u00a0 <\/strong><\/span><span style=\"color: #808080;\"><strong>(FIP) virus in tissue culture and experimental cat infection studies. Vet Microbiol. 2018, 219: 226-233.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Pedersen, N.C., Perron, M., Bannasch, M., Montgomery, E., Murakami, E., Liepnieks, M., Liu, H.: Efficacy and safety of the nucleoside analog GS-441524 for treatment of cats with <\/strong><\/span><span style=\"color: #808080;\"><strong>naturally occurring feline infectious peritonitis. J Feline Med Surg. 2019, 21(4): 271-281.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><span style=\"color: #808080;\"><strong>Addie, D., Houe, L., Maitland, K., Passantino, G., Decaro, N.: Effect of cat litters on feline coronavirus infection of cell culture and cats. J Feline Med Surg. 2020, 22(4): 350-357.<\/strong><\/span><\/h6>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row type=&#8221;vc_default&#8221; gap=&#8221;10&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; content_placement=&#8221;middle&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1704788375076{margin-top: 30px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725528272280{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-pdf&#8221; color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;xl&#8221; align=&#8221;center&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1725528279194{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221; custom_color=&#8221;#e51e1e&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Flaboklin.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F03%2F2021_11_Peritonite_infettiva_felina_FIP_Un_aggiornamento.pdf|title:LABOKLIN%20aktuell%2011.2021|target:_blank&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;5\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1725528292317{background-color: #e7e7e7 !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1725528300933{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;padding-top: 20px !important;padding-bottom: 20px !important;}&#8221;]<a href=\"https:\/\/laboklin.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/2021_11_Peritonite_infettiva_felina_FIP_Un_aggiornamento.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Peritonite infettiva felina (FIP): un aggiornamento<\/strong><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La peritonite infettiva felina (FIP) si sviluppa in circa l&#8217;1\u20133% (1) fino al 5\u201312% (2, 3) dei gatti infettati dal coronavirus enterale felino (FECV). <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1371822,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"none","_seopress_titles_title":"%%post_title%%","_seopress_titles_desc":"%%post_excerpt%%","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[443],"tags":[],"table_tags":[],"class_list":["post-1418914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aggiornamenti-laboklin-2021","category-443","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1418914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1418914"}],"version-history":[{"count":27,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1418914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1518250,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1418914\/revisions\/1518250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1371822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1418914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1418914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1418914"},{"taxonomy":"table_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/laboklin.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/table_tags?post=1418914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}