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	<title>LABOKLIN Europe</title>
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	<description>Laboratory for clinical diagnostics</description>
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		<title>La diarrea da agenti infettivi nel puledro: virus e batteri</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-diarrea-da-agenti-infettivi-nel-puledro-virus-e-batteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 12:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il puledro è particolarmente esposto alle patologie enteriche, soprattutto se non ha assunto sufficienti quantità di colostro nelle prime ore di vita, o se in anamnesi abbiamo una gravidanza a rischio o un parto difficoltoso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Il puledro è particolarmente esposto alle patologie enteriche, soprattutto se non ha assunto sufficienti quantità di colostro nelle prime ore di vita, o se in anamnesi abbiamo una gravidanza a rischio o un parto difficoltoso. Molti agenti (infettivi e non) possono essere responsabili di enterite o colite nel puledro nei primi giorni di vita, determinando forme diarroiche gravi, diversamente dalla “diarrea da calore di parto”. Quest’ultima rispecchia la colonizzazione batterica e il completamento del microbioma del tratto gastroenterico del neonato, è di solito autolimitante e si gestisce con semplice terapia di supporto, in quanto non causa di solito complicanze sistemiche.</p>
<p>In questo <em>Aktuell </em>prenderemo invece in esame le cause infettive (batteriche e virali) che possono causare una diarrea potenzialmente fatale nel puledro e vedremo come diagnosticarle rapidamente per poter instaurare una terapia efficace il prima possibile.</p>
<p>Il materiale fecale utilizzato per la diagnostica deve essere raccolto e spedito rispettando le normali regole di biosicurezza (prelievo con guanti in contenitori appositi riempiti per 2/3 e dotati di guscio protettivo) per evitare travasi accidentali durante il trasporto.</p>
<p>È possibile utilizzare sia la coltura batterica con semina su piastra, che la PCR. Per quest’ultima metodica possono essere sufficienti uno o due tamponi a secco di materiale fecale, dato che vengono amplificate parti di DNA dell’agente eziologico ricercato. Per il <em>Parvovirus </em>Laboklin effettua la PCR su siero.</p>
<p>Da ultimo, sempre sul materiale fecale, offriamo la ricerca di parassiti e, per alcuni di questi, i test antigenici (affronteremo questi argomenti nel prossimo <em>Aktuell</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Virus enterici:</h2>
<p><strong>Rotavirus A, Parvovirus, Coronavirus</strong></p>
<p>I virus enterici sono molto pericolosi per i puledri neonati entro i primi 4 mesi di vita, soprattutto se presente deficit di trasferimento di immunità materna, dato che l’insufficiente assunzione di colostro e di fattori protettivi mucosali (immunoglobuline, lisozima, lattoferrina, fattori di crescita…..) rende il neonato più suscettibile all’ingresso di microrganismi per via enterica. Questi microrganismi sono ubiquitari e infettano molte specie animali, incluso l’uomo.</p>
<p>I <strong><em>Rotavirus A </em></strong>sono degli RNA virus privi di envelop, quindi piuttosto resistenti nell’ambiente. La loro trasmissione avviene per via orofecale da soggetti infetti, ma anche da portatori asintomatici (per esempio la fattrice stessa). Una volta introdotti nel tratto gastroenterico si localizzano sui villi degli enterociti distruggendoli, questo causa diarrea acquosa e malassorbimento, principalmente per deficit di produzione di lattasi e ristagno di lattosio indigerito nel lume. La diarrea è di solito autolimitante, ma la terapia sintomatica deve essere rapida, in quanto i puledri si disidratano velocemente e, oltre alla diarrea acquosa profusa, mostrano anoressia, depressione, sintomi colici, letargia.</p>
<p>I soggetti colpiti diffondono il virus nell’ambiente anche fino a 8 – 10 gg dopo la guarigione e la trasmissione può avvenire per via diretta da puledro malato a sano, ma anche tramite il personale se non vengono rispettate le normali norme di biosicurezza in allevamento.</p>
<p>Il <strong><em>Parvovirus </em></strong>è un virus a DNA, anch’esso sprovvisto di envelope, che infetta gli enterociti causando diarrea acquosa, epatite, malassorbimento e disidratazione.</p>
<p>Anche il <strong><em>Coronavirus</em></strong><em>, </em>un RNA virus dotato di envelope che in altre specie provoca di solito patologie respiratorie, nel cavallo causa principalmente enterite e diarrea, pertanto anche i puledri possono essere colpiti.</p>
<p>Sia <em>Coronavirus </em>che <em>Parvovirus </em>tendono a provocare più facilmente una diarrea di tipo autolimitante e svolgono piuttosto un importante ruolo immunodepressivo, aprendo la porta a complicanze batteriche / parassitarie secondarie o a grave compromissione metabolica con disidratazione e tossicosi.</p>
<p>Per tutti questi virus la sintomatologia appare sovrapponibile, pertanto la diagnosi eziologica è fondamentale per instaurare terapie precoci ed efficaci e per attuare il prima possibile le norme di biosicurezza, al fine di limitare i contagi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
Laboklin offre nei suoi profili la <strong>PCR </strong>per <strong><em>Rotavirus A </em>e <em>Coronavirus </em>su feci</strong>, mentre per il <strong><em>Parvovirus </em></strong>è possibile effettuare una PCR <strong>su siero o sangue intero in EDTA</strong>.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Batteri enterici:</h2>
<p><strong>Salmonella, Clostridi, Rhodococcus</strong></p>
<p>La <strong><em>Salmonella </em></strong>è un batterio enterico gram negativo, anaerobio facoltativo, che può contagiare i puledri tramite la via intrauterina o orofecale, durante il parto o durante i primi tentativi di accesso alla mammella, dato che alcune fattrici possono essere portatrici asintomatiche. Abbiamo già affermato che il tratto gastroenterico del neonato non possiede una microflora completa e le difese mucosali prima dell’assunzione del colostro sono parziali. Dopo aver attraversato la mucosa intestinale i batteri raggiungono il circolo linfatico e si possono localizzare nei linfonodi o in altri organi (polmone, fegato, articolazioni) con setticemia e produzione di tossine citotossiche e infiammatorie che causano diarrea e shock settico. I soggetti colpiti sono eliminatori del batterio e questa condizione può persistere (anche intermittente) dopo la guarigione.<br />
Nelle fattrici gravide può verificarsi aborto.</p>
<p>La diagnosi si effettua tramite esame colturale o PCR sulle feci e la terapia deve essere precoce, aggressiva e mirata a limitare la batteriemia e la diffusione di tossine (fluidi, antibiotici, antitossici ed adsorbenti intestinali). In alcuni casi di grave compromissione del paziente possono essere indicate la somministrazione di plasma iperimmune e la nutrizione parenterale al fine di mettere a riposo la mucosa enterica e fornire adeguato supporto nutrizionale.</p>
<p>In caso di episodi di salmonellosi sono indispensabili delle strette procedure di biosicurezza e igiene ambientale e del parto, sia per la fattrice (pulizia del perineo e della mammella) che delle sale parto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
Per la fattrice che ha abortito è disponibile un <strong>test sierologico </strong>per <em>Salmonella abortus equi</em>.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>Clostridi enterici </strong>sono batteri gram positivi, anaerobi, di solito dotati di flagelli, che producono spore in ambiente sfavorevole. Molti tipi di clostridi possono causare patologie enteriche: ricordiamo <em>Clostridium difficile</em>, responsabile della cosiddetta colite pseudomembranosa (o colite indotta da antibiotico) nell’uomo.<br />
Questa patologia inizia con l’alterazione della normale flora intestinale e con la colonizzazione da parte delle spore di <em>Clostridium difficile </em>presenti nel terreno che sopravvivono all’ambiente gastrico per poi germinare nell’ultimo tratto dell’intestino, producendo poi le tossine (enterotossina A e citotossina B) causa di danno mucosale, infiammazione, richiamo di fluidi nel lume, e quindi diarrea emorragica profusa. Le tossine provocano anche perdita di proteine, acidosi metabolica, disidratazione, intossicazione sistemica. Anche <em>Clostridium perfringens (tipi A, B, C, D</em>) produce differenti tipi di enterotossine, con effetti sia locali che sistemici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
Laboklin offre una <strong>PCR fecale </strong>sia per la rilevazione dell’<strong>agente eziologico</strong>, che delle <strong>differenti tossine </strong>prodotte (tossine A e B per <em>Clostridium difficile, </em>gene enterotossina, gene alfatossina e gene NetF per <em>Clostridium perfringens</em>).
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’isolamento del solo batterio non è sufficiente a fare diagnosi di clostridiosi, in quanto solo i ceppi produttori di tossine sono patogeni.</p>
<p><strong><em>Rhodococcus hoagii </em></strong>è un batterio intracellulare facoltativo, gram positivo, ubiquitario, che di solito si trasmette tramite aerosol, dal pulviscolo e dalle secrezioni di altri puledri malati, localizzandosi generalmente a livello polmonare, causando sintomi respiratori ed ascessi. Può avere occasionalmente diverse localizzazioni: osteo-articolare, oculare e anche intestinale, causando enterite o ascessi addominali.<br />
Possiamo avere l’eliminazione intestinale del microrganismo non solo nelle forme enteriche, ma anche in quelle respiratorie, poiché viene ingerito con le secrezioni bronchiali o assunto dal terreno in ambienti fortemente contaminati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
Per questo motivo Laboklin offre la ricerca tramite <strong>PCR su feci </strong>per questo microrganismo, con la <strong>differenziazione </strong>dei <strong>ceppi produttori della proteina VapA</strong>, fattore che indica la patogenicità del ceppo batterico eventualmente rilevato.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda le indicazioni di <strong>biosicurezza </strong>da applicare in caso di focolai di malattie diffusive:</p>
<blockquote><p>
Laboklin offre dei <strong>test di contaminazione / di efficacia della disinfezione delle superfici</strong>, con apposite piastre da contatto ambientali che vengono fornite su richiesta.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti</em></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1772713241985 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038983342"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1772799954574 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Diarrea_nel_puledro_virus_e_batteri.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038998255"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Diarrea_nel_puledro_virus_e_batteri.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La diarrea da agenti infettivi nel puledro: virus e batteri</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mycoplasma haemolamae</title>
		<link>https://laboklin.com/it/mycoplasma-haemolamae/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 08:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’infezione da Mycoplasma haemolamae nei camelidi presenta aspetti epidemiologici e clinici particolari. I micoplasmi sono batteri appartenenti al genere Mollicutes, si tratta di organismi pleomorfi, privi di parete cellulare, quindi poco resistenti all’ambiente esterno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>L’infezione da <em>Mycoplasma haemolamae </em>nei camelidi presenta aspetti epidemiologici e clinici particolari. I micoplasmi sono batteri appartenenti al genere Mollicutes, si tratta di organismi pleomorfi, privi di parete cellulare, quindi poco resistenti all’ambiente esterno.<br />
Alcuni micoplasmi per sopravvivere parassitano i globuli rossi, localizzandosi sulla loro superficie e per questo motivo sono stati caratterizzati come “micoplasmi emotropi” o “emoplasmi”.</p>
<p>Non producono generalmente tossine, ma presentano delle “adesine”: proteine di adesione alle cellule, che favoriscono la loro azione patogena, dato che tendono a danneggiare la cellula ospite su cui aderiscono &#8211; in questo caso i globuli rossi dei camelidi parassitati &#8211; provocando emolisi e anemia nei soggetti colpiti. Questo meccanismo è mediato dal sistema immunitario stesso, che può confondere gli antigeni del <em>Mycoplasma haemolamae </em>con quelli delle cellule del sangue dell’ospite, innescando anche una reattività di tipo immunomediato, che amplifica di fatto l’azione patogena e rende molto difficile eliminare l’agente eziologico una volta superata la malattia, come vedremo di seguito (1).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Infezione e segni clinici</h2>
<p>Gli studi epidemiologici per valutare i meccanismi di trasmissione di questo agente sono ancora in corso. Dato che si tratta di un batterio emotropo si suppone che siano coinvolti la via iatrogena (trasfusioni e utilizzo di emoderivati, aghi non sterili, o anche per soluzioni di continuo della cute durante la tosa), gli insetti e gli artropodi ematofagi. La via transplacentare e la trasmissione durante il parto sono state dimostrate, anche da madri non batteriemiche ma solo positive alla PCR (3,5).</p>
<p>Negli animali infetti la batteriemia è transitoria e ciclica. Molti soggetti positivi non sviluppano mai la malattia e risultano carrier asintomatici, altri possono sviluppare una forma cronica subclinica di difficile diagnosi.<br />
L’azione patogena del <em>Mycoplasma haemolamae </em>si manifesta causando emolisi dei globuli rossi nelle fasi batteriemiche, con conseguenti anemia emolitica, debolezza, calo di peso, disoressia e mucose pallide. La sintomatologia può essere più grave nei soggetti colpiti da parassitosi intestinali concomitanti, carenze nutrizionali, altre malattie infettive o metaboliche, stress cronici e spostamenti che contribuiscono all’indebolimento del sistema immunitario, favorendo quindi l’azione del batterio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Diagnostica di laboratorio</h2>
<p>Quali sono gli esami di laboratorio che possono aiutare il veterinario di campo per la diagnosi?</p>
<p><strong>Esame emocromocitometrico: riscontro di anemia</strong></p>
<p>Questo esame permette di valutare la presenza di anemia, testimoniata da un basso valore di ematocrito, globuli rossi ed emoglobina. Nessun valore particolare della conta cellulare è stato associato fino ad ora all’azione di questo agente eziologico in caso di animali che non mostrano segni clinici (4), mentre in animali sintomatici si riscontra spesso un’anemia rigenerativa normocromica normocitica, che nei camelidi indica generalmente una perdita cronica di sangue, che può peraltro verificarsi anche per parassitosi, ulcere gastriche oltre che per emolisi (Tvedten 2022). Non vi sono in letteratura descritti casi di anemia emolitica autoimmune nei camelidi, come invece si riscontra in altre specie (5).</p>
<p>Per alpaca e lama l’anemia viene classificata in:</p>
<ul>
<li><em>lieve: </em>ematocrito tra 0,25 e 0,20</li>
<li><em>moderata: </em>ematocrito tra 0,20 e 0,15</li>
<li><em>severa</em>: ematocrito tra 0,15 e 0,10</li>
<li><em>fatale: </em>ematocrito inferiore a 0,10 (Wittek and Franz 2021).</li>
</ul>
<p>Questi parametri sono generalmente più bassi rispetto alla classificazione delle anemie nelle altre specie, poiché la maggiore efficienza dei globuli rossi permette a questi animali di sopperire al loro calo numerico in modo più efficace. Le trasfusioni di sangue in caso di necessità sono attuabili anche in campo e le reazioni avverse a questa pratica medica sono piuttosto rare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Striscio ematico</h3>
<p>Si consiglia sempre &#8211; date le caratteristiche peculiari delle emazie di questa specie &#8211; di eseguire uno striscio ematico che verrà letto da un patologo specializzato unitamente all’esame emocromocitometrico una volta che il campione arriva in laboratorio. In questo modo è possibile diagnosticare la presenza di anomalie morfologiche che possono coadiuvare il veterinario clinico nella diagnosi: in caso di anemia rigenerativa è frequente riscontrare anisocitosi (variazione di dimensioni), poichilocitosi (variazione di forma) e presenza di dacriociti e reticolociti con policromasia (Hawkins and Hill 2014). Anche la presenza di normoblasti, ovvero globuli rossi immaturi con nucleo ancora presente, indicano anemia rigenerativa.</p>
<p>Lo striscio potrebbe essere utile nella diagnosi diretta della presenza di <em>Mycoplasma haemolamae, </em>anche se la sua assenza all’osservazione diretta su vetrino non permette di escludere la malattia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PCR su sangue intero</h3>
<p>Questo test si è dimostrato efficace nella diagnosi di infezione da <em>Mycoplasma haemolamae</em>, dato che rispetto allo striscio ematico su vetrino permette l’amplificazione di piccole quantità di DNA batterico rilevabili in circolo. In Europa l’incidenza di soggetti positivi oscilla tra il 15% e il 19%, ma come abbiamo visto non tutti i soggetti positivi sviluppano malattia o sintomi clinici, che tra l’altro sono spesso aspecifici e sfumati: non solo debolezza, mucose pallide, letargia, perdita di peso, ma anche tachicardia / tachipnea, aborto in fattrici gravide e, a volte, costipazione intestinale per disordini vascolari del tratto enterico (5).</p>
<p>Dato che il quadro clinico è spesso complesso e sfumato, la PCR è indicata a conferma del sospetto diagnostico. Dobbiamo tuttavia sottolineare che la letteratura concorda nell’affermare che la semplice positività a questo test in assenza di sintomi clinici chiari non giustifica il trattamento con ossitetraciclina, che oltretutto non sempre riesce ad eliminare il micoplasma dall’ospite, pur essendo efficace nel miglioramento della sintomatologia e dei parametri ematologici (aumento di ematocrito, emoglobina e globuli rossi).</p>

		</div>
	</div>
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			<h5><span style="color: #000000;"><strong>Reference</strong></span></h5>
<ol>
<li>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>J. Quinn, B.K. Markey, F.C. Leonard, E.S. FitzPatrick, S. Fanning, P.J. Hartigan &#8211; <em>Veterinary Microbiology and Microbial Disease </em>(2011)</strong></span></h6>
</li>
<li>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>G. Sala, G. Ratti, V. Ferrulli, D. Scavone, A. Stranieri, A. Giordano, A. Boccardo, D. Pravettoni, S. Lauzi &#8211; First detection of “Candidatus Mycoplasma haemolamae” in alpaca (Vicugna pacos) in Italy<em>, UniMi </em>(2022)</strong></span></h6>
</li>
<li>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Almy FS, Ladd SM, Sponenberg DP, Crisman MV, Messick JB – Mycoplasma haemolamae infection in a 4-day-old cria: support for in utero transmission by use of a polymerase chain reaction assay, <em>Canadian Veterinary Journal </em>(2006)</strong></span></h6>
</li>
<li>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Lisa Viesselmann, Ricardo Videla2, John Schaefer, Aly Chapman &#8211; Mycoplasma haemolamae and intestinal parasite relationships with erythrocyte variables in clinically healthy alpacas and llamas, <em>Journal of Internal Vet medicine </em>(2019)</strong></span></h6>
</li>
<li>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>M. G. Wagener, H. Marahrens, M. Ganter, S. Neubert, et al. &#8211; Anaemia in South American camelids – an overview of clinical and laboratory diagnostics, <em>Vet Res Commun </em>(2024)</strong></span></h6>
</li>
</ol>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Mycoplasma_haemolamae.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mycoplasma haemolamae</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (3) &#8211; Emoparassiti e altri patogeni</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-diagnostica-delle-malattie-infettive-nel-cavallo-pcr-e-test-sierologici-3-emoparassiti-e-altri-patogeni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[La Piroplasmosi equina è una patologia causata da emoprotozoi parassiti che si localizzano negli eritrociti, causando emolisi in fase replicativa. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Emoparassiti</h2>
<p><strong>Theileria equi / Babesia caballi</strong></p>
<p>La Piroplasmosi equina è una patologia causata da emoprotozoi parassiti che si localizzano negli eritrociti, causando emolisi in fase replicativa. La <em>Theileria equi </em>ha una fase replicativa e di quiescenza all’interno delle cellule della serie bianca, ed appare maggiormente resistente alle terapie. La trasmissione all’ospite equide avviene tramite zecche infette, che agiscono da riserva replicativa e propagano l’infezione con il pasto di sangue da un soggetto infetto ad un soggetto sano.</p>
<p>Possiamo riconoscere diverse forme di questa patologia:</p>
<ul>
<li><em>forma inapparente: </em>questi pazienti mostrano bassi livelli di parassitemia e scarsi sintomi clinici, le fattrici possono trasmettere al feto la malattia e spesso sviluppano aborto</li>
<li><em>forma cronica: </em>questi pazienti mostrano segni clinici aspecifici e lievi, a carattere ricorrente</li>
<li><em>forma subacuta / acuta: </em>caratterizzata da febbre elevata, ittero, anemia, anoressia, coliche, decubito, insufficienza epatica e renale, tachipnea, debolezza, morte nei casi gravi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La PCR è indicata in fase acuta quando il paziente mostra febbre, mentre nelle forme croniche o inapparenti è più attendibile   il   test   sierologico. È importante considerare un’eventuale sieroconversione nei soggetti con sospetto di malattia in aree endemiche, dove la semplice sieropositività non è diagnostica.</p>
<p>La differenziazione <em>Thelieria equi / Babesia caballi </em>è necessaria per impostare una corretta terapia, in quanto i protocolli previsti della somministrazione del farmaco (Imidocarb dipropionato) sono differenti per i due emoparassiti.</p>
<p>Si ricorda inoltre che l’asino risulta essere particolarmente sensibile agli effetti tossici del farmaco, quindi i dosaggi in questi casi devono essere particolarmente accurati.</p>
<p>I pazienti dopo trattamento e remissione della sintomatologia possono mostrare una PCR positiva a <em>Theileria equi</em>, dato che questo agente ha una fase quiescente nelle cellule della serie bianca, e quindi il trattamento farmacologico potrebbe non eliminare completamente il parassita dall’ospite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<strong>Laboklin offre per Theileria equi e Babesia caballi </strong>sia la <strong>PCR su sangue e zecca </strong>&#8211; per la rilevazione dell’agente eziologico (con differenziazione), che un <strong>test sierologico</strong>
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anaplasma phagocytophilum (ex Ehrlichia equi)</strong></p>
<p>Questo microrganismo si localizza nelle cellule della serie bianca (principalmente granulociti neutrofili o eosinofili) e si trasmette anch’esso tramite zecche. Dopo l’infezione si sviluppa una batteriemia che provoca la distruzione delle cellule della serie bianca, quindi causa pancitopenia, febbre, depressione, inappetenza, lieve ittero, lieve anemia, atassia, riluttanza al movimento.</p>
<p>Nelle forme acute (con febbre) può essere indicata una PCR su sangue, dato che il paziente è sicuramente in fase batteriemica, mentre nelle forme croniche o ricorrenti è più indicato un test sierologico, con valutazione della sieroconversione (per approfondimenti vedi <em>Aktuell </em>“Malattie da emoparassiti nel cavallo” &#8211; Luglio 2021).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<strong>Laboklin offre per Anaplasma phagocytophilum </strong>sia una <strong>PCR su sangue e zecca </strong>che un <strong>test sierologico</strong>
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Altri patogeni</h2>
<p><strong>Hepacivirus</strong></p>
<p>Si tratta di un gruppo di virus appartenenti alla famiglia dei <em>Flavividae &#8211; </em>la stessa famiglia che comprende il virus della West Nile Disease e il virus dell’epatite C nell’uomo. Quando infettano il paziente, determinano l’insorgenza di un’epatite generalmente subclinica a decorso cronico, con sintomatologia aspecifica come perdita di peso, diarrea intermittente, letargia, disoressia. La trasmissione può avvenire per via iatrogena tramite emoderivati infetti, probabilmente anche per contatto diretto tramite secrezioni o per via oro-fecale, anche alcuni vettori potrebbero essere coinvolti (insetti ematofagi, zecche ma anche roditori): gli studi epidemiologici sono ancora in corso.</p>
<p>La viremia può durare molti mesi, i virus si localizzano nel tessuto epatico (da biopsia o post-mortem) e vengono rilasciati in circolo, pertanto sono rilevabili nel siero e plasma dei soggetti colpiti.</p>
<p>La PCR è un test diagnostico affidabile (vedi <em>Aktuell </em>“Gli Hepacivirus nel cavallo”-Dicembre 2024).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<strong>Laboklin offre per Hepacivirus </strong>una <strong>PCR su siero, sangue e tessuto epatico</strong>.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Borrelia burgdorferi (Malattia di Lyme)</strong></p>
<p>Questa spirocheta, trasmessa dalle zecche durante il pasto di sangue sull’ospite, può provocare la Malattia di Lyme nel cavallo. I sintomi sono molto vaghi ed aspecifici: possiamo avere debolezza, atassia, febbre, zoppie migranti, edemi agli arti, letargia, miosite, calo di performance.</p>
<p>Il test sierologico non permette una diagnosi di certezza, perché solamente il 10% dei soggetti sieropositivi sviluppa la malattia, e la diagnosi è spesso per esclusione di altre patologie. Il test sierologico che offriamo permette di misurare le IgM e le IgG, rendendo possibile valutare se l’infezione è recente (se abbiamo presenza di IgM) e quindi possa essere responsabile del quadro clinico riscontrato al momento dell’esecuzione del test, oppure più lontana nel tempo. La presenza di anticorpi risulta rilevabile dopo almeno 3 settimane dall’esposizione alla spirocheta, ma non si riscontra una correlazione certa tra entità del titolo anticorpale e malattia. La valutazione della sieroconversione potrebbe essere di ulteriore aiuto diagnostico nei casi dubbi.</p>
<p>La <em>Borrelia burgdorferi </em>si localizza dapprima in corrispondenza del morso del vettore, poi,una volta entrata nel circolo sanguigno, infetta i leucociti e le cellule delle membrane sinoviali, innescando nei soggetti sintomatici una reazione infiammatoria e autoimmunitaria grave, che peggiora la sintomatologia. Può verificarsi la localizzazione a livello di sistema nervoso (neuroborreliosi), nell’occhio (uveite), oltre alle classiche zoppie intermittenti dovute a poliartrite e polisinovite.</p>
<p>La PCR su liquido articolare / sinoviale in caso di artrite o edemi delle guaine tendinee, oppure su liquor in caso di forma neurologica, o sulla cute in caso di lesioni dermatologiche (papule e pustole nel punto di infezione), è più affidabile del test sierologico per la diagnosi.</p>
<p>E’ possibile anche testare le zecche e rilevare tramite PCR la presenza di <em>Borrelia burgdorferi </em>nell’artropode, permettendo la conferma epidemiologica (vedi <em>Aktuell </em>“Malattia di Lyme nel cavallo”-Maggio 2024).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<strong>Laboklin offre per Borrelia </strong>sia una <strong>PCR su liquido sinoviale, cute, liquor, zecca </strong>che <strong>test sierologico IgG+IgM </strong>e <strong>Immunoblot</strong>.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti</em></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1772713241985 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038983342"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1772713271426 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte_3.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038998255"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte_3.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (3) &#8211; Emoparassiti e altri patogeni</strong></a></p>

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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (2) &#8211; Patogeni neurologici e causa di aborto</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-diagnostica-delle-malattie-infettive-nel-cavallo-pcr-e-test-sierologici-2-patogeni-neurologici-e-causa-di-aborto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la diagnosi in caso di forma neurologica data da virus erpetici (di solito causata  dal sierotipo 1 variante neuro-logica, (D752) ma in alcuni casi anche dal sierotipo senza variante  specifica, oppure dal sierotipo 4) è indicata la PCR su liquido cefalorachidiano, in quanto il virus si localizza nel tessuto nervoso. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Patogeni neurologici</h2>
<p><strong>EHV1</strong></p>
<p>Per la diagnosi in caso di forma neurologica data da virus erpetici (di solito causata  dal sierotipo 1 variante neurologica, (D752) ma in alcuni casi anche dal sierotipo senza variante  specifica, oppure dal sierotipo 4) è indicata la PCR su liquido cefalorachidiano, in quanto il virus si localizza nel tessuto nervoso. Il prelievo di liquor nell’animale in vita non è particolarmente complicato ed è possibile anche dallo spazio lombare, non solamente a livello cervicale, nell’animale in decubito o in anestesia. Post mortem è invece possibile effettuare questo test su tessuto cerebrale.</p>
<p>La forma neurologica si manifesta dopo la viremia, e una  semplice sieropositività non permette di diagnosticare con sicurezza questa patologia, la cui sintomatologia potrebbe essere causata da altri virus neurotropi o da fattori traumatici (vedi <em>Aktuell ”</em>Herpesvirus equino 1, 4” &#8211; Marzo 2021).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>West Nile Virus / Encefalite da morso di zecca (TBE)</strong></p>
<p>Si tratta di due patologie causate da virus della famiglia dei <em>Flaviviridae,</em> trasmessi tramite vettori (zecche o insetti ematofagi).</p>
<p>La <strong>West Nile Disease</strong> è una malattia neurologica causata dal <em>Virus West Nile </em>che si manifesta con febbre, decubito, encefalite, deficit neurologici gravi. La trasmissione avviene tramite gli insetti ematofagi che si infettano pungendo uccelli migratori viremici.</p>
<p>Per questa malattia disponiamo di un test sierologico che misura le IgG e le IgM, quindi possiamo agevolmente differenziare tra infezione recente (entro il mese di manifestazione della sintomatologia neurologica, testimoniato dalla presenza di IgM) e positività vaccinale o da infezione pregressa (testimoniate dalla presenza di IgG).</p>
<p>La PCR su sangue non è molto indicativa nel cavallo, perché la viremia è lieve e questo animale è fondo cieco dell’infezione, mentre è diagnostica  su liquido cefalorachidiano o su tessuto cerebrale.</p>
<p>Il controllo ambientale degli insetti ematofagi svolge un ruolo importante nelle strategie di prevenzione (vedi <em>Aktuell</em> “Il Virus West Nile nel cavallo: aggiornamenti” &#8211; Settembre 2023).</p>
<p>L’<strong>Encefalite da morso di zecca</strong> <strong>(TBE)</strong> è invece causata dal <em>Virus dell’Encefalite da morso di zecca </em>e si trasmette tramite artropodi del genere Ixodes, il cui controllo nelle zone endemiche assume particolare importanza.</p>
<p>I sintomi neurologici non sono patognomonici e la sola sieropositività non permette una diagnosi di certezza, pertanto dobbiamo sempre valutare la presenza di IgM per  diagnosticare un’infezione recente.</p>
<p>Laboklin offre per la West Nile un test che rileva IgG per Flavivirus e IgM specifico per West Nile Virus, oltre che una PCR su sangue intero o liquido cefalorachidiano. Per la TBE è possibile ricercare IgG e IgM da siero, ma anche IgG da liquor. La PCR per TBE può essere eseguita su liquido cefalorachidiano, siero e sulla zecca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Malattia di Borna</strong></p>
<p>La Malattia di Borna è causata da un <em>Bornavirus, </em>sembra  diffondersi tramite contatto diretto di secrezioni (saliva, urina, feci) da soggetto malato a soggetto sano, con probabilmente coinvolgimento di alcuni roditori. Il virus penetra generalmente nel sistema nervoso centrale tramite il nervo olfattorio, dando luogo a sintomi neurologici aspecifici di varia entità (sonnolenza, apatia, letargia, alterazioni comportamentali di vario genere).  In linea generale una sieropositività non è sufficiente per emettere la diagnosi, ma è necessario valutare la sieroconversione, oppure considerare una PCR su sangue intero o liquor / umor acqueo in fase acuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Patogeni causa di aborto</h2>
<p><strong>Herpesvirus 1,4</strong></p>
<p>Le fattrici vengono di solito regolarmente vaccinate contro l’<em>Herpesvirus 1,4</em> che può causare aborto e mortalità neonatale. Il vaccino in commercio è efficace nella prevenzione della viremia fetale, causa diretta della morte del feto e del conseguente aborto (il passaggio del virus in utero causa una vasculite e trombosi dei vasi con distacco placentale e aborto).</p>
<p>Se in una fattrice si sospetta un aborto da rinopolmonite, di solito l’esame sierologico non è indicato, proprio a causa delle vaccinazioni pregresse somministrate. Appare invece indicato un test PCR su invogli, fegato, milza e polmoni del feto espulso. Si consiglia quindi l’isolamento della fattrice interessata dall’aborto e l’eliminazione rapida del materiale abortivo, per evitare la disseminazione virale nell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leptospira</strong></p>
<p>La <em>Leptospira</em> è una spirocheta che viene diffusa tramite urina e feci di animali  malati e roditori infetti, si mantiene vitale negli ambienti umidi a temperature miti, quindi il periodo di massima diffusione corrisponde alla primavera e all’autunno.</p>
<p>La sintomatologia è variabile nel cavallo, può causare un’epatite o nefrite, oppure anche solamente aborto, con un decorso di infezione inapparente, o nascita di puledri disvitali con forme neurologiche (meningoencefalite). La <em>Leptospira</em> può causare un’uveite ricorrente nei pazienti adulti, anche dopo mesi o anni dall’infezione.</p>
<p>Nei casi cronici è indicato un test sierologico, dato che il soggetto colpito potrebbe aver già superato la malattia ed aver eliminato il batterio, mentre è diagnostica la PCR su sangue intero, urine, liquido oculare (camera anteriore) o materiale abortivo nelle forme acute, in caso di sindrome ittero-emorragica, nefrite, uveite o aborto. Questo test permette inoltre di identificare gli eventuali portatori sani eliminatori, che contribuiscono attivamente alla diffusione del batterio nell’ambiente (vedi <em>Aktuell </em>”La Leptospirosi nel cavallo” &#8211; Febbraio 2024).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Arterite virale equina</strong></p>
<p>L<em>’Arterivirus </em>causa l’arterite, quindi un’infiammazione con distruzione dell’endotelio vasale nel soggetto colpito.  La sintomatologia è molto varia: febbre ricorrente, abbattimento, ittero, fotofobia, edemi, sintomi respiratori e diarrea (nei puledri), mentre nelle fattrici gravide determina aborto a causa della viremia, che provoca stress fetale (1). La maggior parte dei soggetti colpiti supera la malattia con decorso subclinico o inapparente, ma può rimanere portatore / eliminatore del virus tramite le secrezioni nasali, oculocongiuntivali, urina nelle fasi acute della malattia e, nello stallone escretore, tramite il seme. Il virus rimane attivo anche nel materiale seminale refrigerato o congelato.</p>
<p>Lo stallone può rimanere escretore per molto tempo dopo aver superato la malattia sistemica, in quanto il virus si localizza nelle vie genitali maschili, mentre le fattrici contagiate tendono a eliminare il virus (anche dopo un aborto) nell’arco di un mese, rimanendo sieropositive.</p>
<p>Il test sierologico appare più indicato per le forme croniche, mentre la PCR su sangue intero è diagnostica per le forme acute con febbre e viremia. È possibile anche effettuare una PCR su sperma, tampone oculo-congiuntivale o nasale,   a seconda della sintomatologia prevalente. Negli stalloni con positività sierologica è richiesta una PCR negativa sul seme per poter dare inizio alla stagione riproduttiva (almeno due prelievi negativi a distanza di 15 gg), per escludere lo stato di escretore attivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Listeria</strong></p>
<p>La Listeriosi non è molto frequente nella specie equina,  è causata da un batterio intracellulare  ubiquitario <em>(Listeria monocytogenes)</em> che può essere assunto dal terreno o da cibi contaminati da feci, urine, materiale abortivo infetto, oppure tramite aerosol o contatto diretto con le mucose. Le fattrici infette possono contagiare il neonato tramite il latte e per via transplacentale. Dopo l’ingresso del microrganismo nel tratto gastroenterico dell’ospite, questo si moltiplica provocando setticemia, dolori addominali, diarrea, febbre, meningoencefalite, aborto e &#8211; in alcuni casi &#8211; una cherato-congiuntivite ulcerativa.</p>
<p>È una zoonosi, e nell’uomo l’infezione si trasmette principalmente tramite assunzione di alimenti contaminati (1).</p>
<p>Laboklin offre un test sierologico per due sierotipi di Listeria, 1 e 4b, oltre alla PCR inclusa nel “Profilo aborto” da effettuarsi su materiale abortivo o tampone a secco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti</em></p>

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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h5><strong>Bibliografia</strong></h5>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>(1) Debra C. Sellon, Maureen T. Long  Equine Infectious Diseases &#8211; Saunders (2007)</strong></span></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1761038971222 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038983342"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1765969352121 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte2.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038998255"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte2.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (2) &#8211; Patogeni neurologici e causa di aborto</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sessaggio nei serpenti</title>
		<link>https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN volatili/rettili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laboklin.com/sex-determination-in-snakes/</guid>

					<description><![CDATA[Determinazione genetica del sesso nei serpenti: sicura, affidabile, indolore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>La detenzione di rettili in cattività viene spesso intrapresa con l&#8217;obiettivo di riprodurre la specie in questione. Un prerequisito fondamentale per un allevamento di successo è la conoscenza del sesso degli animali. Inoltre, questa informazione è necessaria perché gli individui dello stesso sesso di molte specie possono manifestare comportamenti territoriali, in particolare al raggiungimento della maturità sessuale, che nei casi peggiori può sfociare in incontri aggressivi.</p>
<p>Sebbene molti rettili, tra cui numerose specie di serpenti, presentino un chiaro dimorfismo sessuale, questo è raramente evidente negli animali giovani, poiché generalmente si sviluppa solo nel tempo.<br />
In molte specie, il dimorfismo sessuale si esprime pienamente solo al raggiungimento della maturità sessuale (Fig. 1).<br />
Un esempio significativo è l&#8217;anaconda (genere Eunectes), in cui le femmine adulte crescono molto più grandi dei maschi. Un altro esempio è il crotalo di Wagler (Tropidolaemus wagleri), in cui, oltre al dimorfismo sessuale, è presente anche il bicromatismo sessuale, ovvero una differenza sesso-specifica nella colorazione e nel disegno.</p>
<p>Mentre la determinazione del sesso negli individui adulti di molte specie è relativamente semplice, diventa difficile negli animali subadulti o giovani.<br />
Identificare correttamente il sesso dei piccoli è particolarmente importante, poiché questi animali vengono solitamente trasferiti a nuovi proprietari in questa fase iniziale.</p>
<p>Esistono diversi <strong>metodi manuali per la determinazione del sesso</strong>, ognuno dei quali presenta spesso i suoi svantaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>1. Popping</h2>
<p>La cosiddetta tecnica del &#8220;popping&#8221; consiste nell&#8217;eversione manuale degli emipeni dei serpenti maschi dalle tasche emipeniene (Fig. 2). Questo metodo presenta lo svantaggio di essere spesso<br />
applicabile solo a serpenti molto giovani, poiché gli emipeni degli individui più anziani non possono più essere eversi. Esiste anche un rischio considerevole di lesioni alla regione spinale a causa della flessione della coda e dell&#8217;applicazione di pressione immediatamente distale alla cloaca. Inoltre, esiste sempre il rischio di un&#8217;identificazione errata, poiché i maschi possono essere erroneamente classificati come femmine se l&#8217;eversione degli emipeni non riesce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>2. Sondaggio</h2>
<p>Il sondaggio consiste nell&#8217;inserire una sonda metallica negli emipeni o nelle tasche emiclitoridee appena distalmente alla cloaca. La profondità di inserimento è misurata dal numero di squame sottocaudali attraversate dalla sonda. Le tasche emipeniene più profonde dei serpenti maschi consentono un inserimento maggiore della sonda. Lo svantaggio principale è che il sondaggio di serpenti molto piccoli non è semplice a causa del rischio di lesioni, come la perforazione dell&#8217;emiclitoride delle femmine (Fig. 3). Esiste anche sempre il rischio di un&#8217;identificazione errata, che può verificarsi in entrambe le direzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>3. Ispezione visiva</h2>
<p>Alcune caratteristiche possono indicare il sesso di un serpente senza ulteriori manipolazioni. Tra queste, ad esempio, la forma della coda o i tratti sessuali visibili, come le tasche emipeniene sulle squame dorsali dei colubridi (Fig. 4). Tuttavia, questi metodi richiedono una notevole esperienza, sono altamente inaffidabili e devono essere applicati con grande cautela.</p>

		</div>
	</div>
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<a href='https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/sexual_dimorphism_steppe_rat_snake-2/'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake--1024x682.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Sexual dimorphism in the steppe rat snake (Elaphe dione), male above, female below" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake--1024x682.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake--300x200.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake--768x512.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake--1536x1024.jpg 1536w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sexual_dimorphism_steppe_rat_snake-.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/everted_hemipenis-2/'><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis-1024x682.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Everted hemipenis in a juvenile Archelaphe bella chapaensis" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis-1024x682.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis-300x200.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis-768x512.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis-1536x1024.jpg 1536w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Everted_hemipenis.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/hatchlings-2/'><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings-1024x682.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Hatchlings of many species should not be probed due to the high risk of injury" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings-1024x682.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings-300x200.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings-768x512.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings-1536x1024.jpg 1536w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Hatchlings.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Hemipenal pockets can sometimes be observed on the dorsal scales of adult colubrids" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets-1024x683.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets-300x200.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets-768x512.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Dorsal_scales_of_adult_colubrids_with_hemipenal_pockets.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/sessaggio-nei-serpenti/pcr_gel_snake_sex_determination-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="719" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination-1024x719.jpg" class="attachment-large size-large" alt="In PCR, a gene segment on the W chromosome of females is amplified, which can subsequently be visualised on a gel" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination-1024x719.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination-300x211.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination-768x539.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination-1536x1078.jpg 1536w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/PCR_Gel_Snake_Sex_Determination.jpg 1790w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>


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			<p>A causa dei numerosi inconvenienti dei metodi classici, abbiamo sviluppato un <strong>approccio di biologia molecolare</strong> che consente una determinazione affidabile del sesso in molte specie. Questo metodo rileva geni specifici sul cromosoma W delle femmine di serpente (Fig. 5). I campioni idonei includono pelle morta, tamponi mucosali o sangue in EDTA.<br />
I vantaggi sono evidenti: la determinazione del sesso può essere eseguita indipendentemente dall&#8217;età e non vi è alcun rischio di lesioni. La raccolta dei campioni è molto semplice e quindi non presenta difficoltà per gli allevatori di serpenti.</p>
<p>Abbiamo già applicato con successo il nostro metodo a oltre 80 specie di serpenti e continuiamo ad ampliare la nostra offerta. La determinazione genetica del sesso è attualmente disponibile per vipere, crotali e la maggior parte delle specie di colubridi. Tutte le specie comunemente allevate, come il serpente del grano, il serpente reale e il serpente porcino, possono essere sessate in modo affidabile.<br />
Per boa e pitoni, stiamo attualmente sviluppando un metodo separato, con l&#8217;obiettivo di fornire in futuro un test genetico per la determinazione del sesso anche per questi gruppi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La determinazione del sesso nei serpenti, in particolare nei neonati, è stata a lungo una sfida. Il test genetico offre ora un&#8217;alternativa sicura e affidabile ai metodi tradizionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em> </em><em>Dott. Gregor Geisler</em></p>

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			<h5><strong>Approfondimenti</strong></h5>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Pyron RA, Burbrink FT, Colli GR, de Oca AN, Vitt LJ, Kuczynski CA, Wiens JJ. The phylogeny of advanced snakes (Colubroidea), with discovery of a new subfamily and comparison of support methods for likelihood trees. Mol Phylogenet Evol. 2011 Feb;58(2):329-42. doi: 10.1016/j. ympev.2010.11.006.</strong></span></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1760344428548 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1760343156428"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1766147394332 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sessaggio_nei_serpenti.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1760343165360"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/12/Sessaggio_nei_serpenti.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sessaggio nei serpenti</strong></a></p>

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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ipotiroidismo canino: diagnosi migliorata con particolare attenzione a rT3 e LC-MS/MS</title>
		<link>https://laboklin.com/it/ipotiroidismo-canino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laboklin.com/canine-hypothyroidism/</guid>

					<description><![CDATA[Quando si tratta di diagnosticare con precisione l'ipotiroidismo canino, la misurazione dell'rT3 e le analisi basate sulla LC-MS/MS forniscono informazioni cruciali, specialmente nei casi dubbi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>L&#8217;ipotiroidismo canino è considerato una classica endocrinopatia con manifestazioni cliniche caratteristiche. Nonostante i sintomi clinici apparentemente chiari, stabilire una diagnosi accurata rimane una sfida significativa.<br />
Numerosi studi retrospettivi hanno dimostrato che fino al 70% dei cani trattati con levotiroxina (L-tiroxina) non presenta effettivamente ipotiroidismo. La sostanziale discrepanza tra il tasso diagnostico riportato e la prevalenza reale (stimata tra lo 0,07 e lo 0,23%) evidenzia la necessità di un approccio diagnostico più affinato.</p>
<p>Le malattie non tiroidee (NTI), gli effetti dei farmaci e le interpretazioni errate legate al metodo complicano ulteriormente il processo diagnostico. L&#8217;inizio indiscriminato della terapia con levotiroxina comporta il rischio di trascurare patologie sottostanti rilevanti e di aumentare inutilmente lo stress metabolico. In presenza di una concomitante malattia cardiaca o di un ipoadrenocorticismo non trattato/non riconosciuto, questo può portare a scompenso e può essere potenzialmente fatale.</p>
<p>In questa zona grigia diagnostica, nuovi approcci come la misurazione della T3 inversa (reverse-T3 &#8211; rT3) e l&#8217;analisi dei parametri rilevanti mediante cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) forniscono preziose opzioni diagnostiche aggiuntive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Nozioni di base sulla fisiologia e diagnostica della tiroide</h2>
<p>La funzione tiroidea è regolata dalla complessa interazione all&#8217;interno dell&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-tiroide. Il TRH rilasciato dall&#8217;ipotalamo stimola la secrezione di TSH nell&#8217;ipofisi, che a sua volta stimola la tiroide a sintetizzare e secernere ormoni tiroidei, principalmente tiroxina (T4). Nel siero, oltre il 99% della T4 è legata alle proteine, con la T4 totale che comprende sia la frazione legata alle proteine che quella libera. Solo la frazione libera (fT4) viene assorbita dalle cellule, dove subisce una 5&#8242;-deiodazione ed è metabolizzata a triiodotironina (T3), l&#8217;ormone biologicamente attivo a livello cellulare.</p>
<p>In alternativa, fT4 può essere convertito in T3 inversa (rT3) biologicamente inattiva, che si ritiene svolga un ruolo nella regolazione cellulare e nella prevenzione di livelli eccessivi di T3 attiva.</p>

		</div>
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<a href='https://laboklin.com/it/ipotiroidismo-canino/guida_diagnostica_per_rt3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="352" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Guida_diagnostica_per_rT3-1024x352.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Guida diagnostica per rT3" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Guida_diagnostica_per_rT3-1024x352.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Guida_diagnostica_per_rT3-300x103.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Guida_diagnostica_per_rT3-768x264.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Guida_diagnostica_per_rT3.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/ipotiroidismo-canino/valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_t4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="753" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-1024x753.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Valutazione iniziale di una ridotta concentrazione di T4 nel sangue" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-1024x753.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-300x221.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-768x565.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-1536x1129.jpg 1536w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Valutazione_iniziale_di_una_ridotta_concentrazione_di_T4-2048x1506.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>


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			<h2>L&#8217;insidia diagnostica: NTI e limitazioni metodologiche</h2>
<p>In un caso tipico, la diagnosi di ipotiroidismo canino si basa sulla combinazione di anamnesi compatibili, segni clinici, risultati ematologici e biochimici, insieme a una concentrazione di T4 inferiore all&#8217;intervallo di riferimento e un contemporaneo aumento del TSH.</p>
<p>Tuttavia, questo quadro non è presente in tutti i casi in cui si sospetta un ipotiroidismo. Molte malattie possono sopprimere secondaria-mente le concentrazioni di ormone tiroideo senza alcuna anomalia funzionale e/o strutturale della tiroide. Questa cosiddetta sindrome del malato eutiroideo (ESS o NTIS) è caratterizzata da basse concentrazioni di T4 e/o fT4 con TSH normale.<br />
L&#8217;interpretazione di tali risultati è problematica senza ulteriori accertamenti diagnostici.</p>
<p>Ulteriori sfide derivano dalle concentrazioni inferiori di iodotironina specifiche per razza (ad esempio, levrieri, Basenji) e dall&#8217;interferenza di proteine leganti o autoanticorpi (tireoglobulina, T3, T4) con i kit immunoenzimatici di routine.<br />
Inoltre, anche vari farmaci (ad esempio, glucocorticoidi, fenobarbital, sulfonamidi) possono influenzare i parametri tiroidei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LC-MS/MS: un potenziale nuovo metodo di riferimento</h2>
<p>La LC-MS/MS si è affermata come tecnica analitica altamente precisa. A differenza degli immunoenzimatici, la LC-MS/MS consente la quantificazione diretta e specifica di T4, T3 e rT3 senza interferenze da parte di autoanticorpi o farmaci. Questo la rende particolarmente preziosa nei casi diagnostici difficili. Ad esempio, mentre i test immunoenzimatici possono produrre risultati falsamente bassi o falsamente alti in presenza di autoanticorpi anti-tireoglobulina, la LC-MS/MS fornisce una rappresentazione affidabile della reale concentrazione ormonale.</p>
<p>Presso Laboklin, un metodo per la misurazione di T4, T3 e rT3 mediante LC-MS/MS è stato messo a punto e validato per la medicina veterinaria nell&#8217;ambito di una tesi di dottorato. Ciò consente una diagnosi altamente specifica, in particolare nei casi poco chiari. Può anche rappresentare un&#8217;opzione affidabile per il monitoraggio della terapia o in caso di sospetto ipotiroidismo nonostante le concentrazioni di T4 siano entro l&#8217;intervallo di riferimento.</p>
<p>Nell&#8217;interpretazione dei valori di T3 e T4 misurati mediante LC-MS/MS, è necessario tenere conto degli intervalli di riferimento specifici del metodo, poiché differiscono da quelli ottenuti con altre tecniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>T3 inversa (rT3): distinguere l&#8217;NTI dall&#8217;ipotiroidismo</h2>
<p>L&#8217;rT3 viene prodotto principalmente in caso di eccesso di T4 o quando la conversione in T3 attiva è sottoregolata. Nell&#8217;ipotiroidismo, solo quantità minime di T4 sono disponibili per la conversione, con conseguente riduzione delle concentrazioni di rT3. Al contrario, l&#8217;NTI porta tipicamente a livelli di rT3 normali o elevati: è disponibile una quantità sufficiente di T4, ma il fabbisogno fisiologico di T3 è contemporaneamente notevolmente ridotto (Fig. 1).</p>
<p>Studi iniziali confermano il valore diagnostico di questo parametro:</p>
<ul>
<li>rT3 &lt; 50 pg/ml, in combinazione con una bassa concentrazione di T4, suggerisce fortemente</li>
<li>rT3 &gt; 109 pg/ml rende l&#8217;ipotiroidismo altamente improbabile, anche quando i livelli di T4 sono ridotti (Fig. 2).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Indicazioni</h2>
<p>Questo parametro è particolarmente utile quando le concentrazioni di T4 o fT4 sono basse, ma non è presente un aumento del TSH per confermare il sospetto di ipotiroidismo. Questa situazione può verificarsi nel 20-30% dei cani con ipotiroidismo, ma più frequentemente indica una patologia non tiroidea (NTI).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Esperienze precedenti con il parametro</h2>
<p>Un primo studio multicentrico su rT3 è stato presentato a un congresso internazionale (ECVIM) nel 2024.<br />
Lo studio ha dimostrato che i cani sani, i cani con ipotiroidismo e quelli con basse concentrazioni di T4 secondarie a una patologia non tiroidea (NTI) potevano essere distinti in modo affidabile.<br />
Un cut-off di 50 pg/ml è stato identificato come altamente specifico per la presenza di ipotiroidismo, mentre concentrazioni superiori a 109 pg/ml erano incompatibili con l&#8217;ipotiroidismo. Valori compresi tra queste soglie rappresentavano una zona grigia.<br />
Per stabilire un intervallo di riferimento per rT3, Laboklin ha condotto uno studio su una popolazione più ampia di cani eutiroidei clinicamente sani. Questo studio ha determinato un intervallo di riferimento di 109–533 pg/ml.</p>
<p>Oltre agli studi condotti, sono ora disponibili dati di campo di grande valore.</p>
<p>Tra marzo 2024 e giugno 2025, il parametro rT3 è stato richiesto 3.052 volte presso Laboklin, di cui 1.887 richieste riguardavano solo rT3 e 1.165 sono state eseguite come parte di un profilo o come aggiunta ai parametri tiroidei inizialmente richiesti.</p>
<p>Tra i 491 casi con una concentrazione di rT3 inferiore a 50 pg/ml, anche la T4 è stata misurata nel nostro laboratorio in 289 casi. Di questi, il 92% dei cani presentava concentrazioni di T4 inferiori all&#8217;intervallo di riferimento, a conferma della stretta relazione funzionale tra triiodotironina inversa e tiroxina.</p>
<p>Solo in 22 casi (7,6%) con una concentrazione di rT3 inferiore a 50 pg/ml la concentrazione di T4 rientrava nell&#8217;intervallo di riferimento. Questo fenomeno può essere attribuito principalmente ai limiti degli immunodosaggi utilizzati di routine per la misurazione della T4 (ad esempio, Immulite 2000; Siemens, Germania). Risultati di T4 falsamente elevati possono essere dovuti alla presenza di autoanticorpi o a una qualità del campione non ottimale (campioni emolitici o lipemici). Questi fattori interferenti sono ben noti e possono complicare l&#8217;interpretazione dei risultati nella diagnostica di routine.</p>
<p>In 570 cani con concentrazioni di T4 contempora-neamente basse, i livelli di rT3 erano chiaramente entro l&#8217;intervallo di normalità (&gt; 109 pg/ml). Tale risultato non supporta una diagnosi di ipotiroidismo, ma piuttosto indica una malattia non tiroidea (NTI). Naturalmente, una singola misurazione di parametri di laboratorio, anche altamente specifici, non può determinare in modo definitivo che questi cani non soffrissero effettivamente di ipotiroidismo, ma piuttosto di una malattia non tiroidea (NTI).<br />
In tutti i casi che siamo stati in grado di esaminare in colloqui personali con i veterinari curanti, la valutazione è stata, tuttavia, confermata.</p>
<p>Studi precedenti ed esperienze cliniche suggeriscono un importante progresso nella diagnosi dell&#8217;ipotiroidismo canino. Il parametro sembra mantenere le sue promesse. Dovrebbe essere considerato uno strumento aggiuntivo nella cassetta degli attrezzi dell'&#8221;ipotiroidismo&#8221;. L&#8217;rT3 non è inteso come parametro di screening iniziale, ma piuttosto come un&#8217;aggiunta a un profilo tiroideo esistente. Di conseguenza, dovrebbe essere interpretato nel contesto dei risultati clinici e di altri parametri tiroidei (Fig. 3).</p>
<p>Per ulteriori accertamenti diagnostici, è possibile determinare autoanticorpi anti-tireoglobulina, T3 e T4 tramite profili tiroidei estesi. Un&#8217;altra opzione è la misurazione delle concentrazioni di T3 e T4 mediante cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), che non è influenzata da fattori interferenti come la qualità del campione o gli autoanticorpi, consentendo risultati più specifici e precisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La diagnosi precisa di ipotiroidismo canino richiede più della semplice valutazione di T4 e TSH. In particolare, la misurazione di rT3 e le analisi basate su LC-MS/MS forniscono informazioni cruciali in caso di incertezza diagnostica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Jennifer von Luckner, Dott. Niklas Wiesner, Dott.ssa Ruth Klein</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>
<strong>I nostri servizi relativi all&#8217;ipotiroidismo</strong></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">T4, TSH, fT4</span></li>
<li><span style="color: #000000;">T3, fT3</span></li>
<li><span style="color: #000000;">rT3</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Profilo tiroideo (T4, fT4, T3, fT3, TSH, ATG, T4-AK, T3-AK)</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Profilo ipotiroidismo/NTI (T4, fT4, reverse T3, TSH)</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Monitoraggio tiroideo (T4, TSH, creatinina, SDMA, ALT, AP, Troponina I)</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Spettrometria di massa tiroidea (T4, T3, rT3 mediante HPLC-MS/MS)</span></li>
</ul>
</blockquote>

		</div>
	</div>
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			<h5><span style="color: #000000;"><strong>Approfondimenti</strong></span></h5>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Giunti M, Troia R, Battilani M, Giardino L, Dondi F, Andreani G, Fracassi F. </strong></span><span style="color: #808080;"><strong>Retrospective evaluation of circulating thyroid hormones in critically ill dogs with systemic inflammatory response syndrome. J Vet Sci. 2017 Dec 31;18(4):471-477. doi: 10.4142/jvs.2017.18.4.471.</strong></span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Graham PA, Mooney CT. Laboratory evaluation of hypothyroidism and hyperthyroidism. BSAVA Manual Clinical Pathology 2016: 233-252.</strong></span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Kantrowitz LB, Peterson ME, Melián C, Nichols R. Serum total thyroxine, total triiodothyronine, free thyroxine, and thyrotropin concentrations </strong></span><span style="color: #808080;"><strong>in dogs with nonthyroidal disease. J Am Vet Med Assoc. 2001 Sep 15;219(6):765-9. doi: 10.2460/javma.2001.219.765.</strong></span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Rus J, Schwens C, Glos K, Meindl C, Ritz S, Müller D, Müller R. Measurement of reverse triiodothyronine concentration in healthy dogs, dogs with hypothyroidism and nonthyroidal illness syndrome. J Vet Intern Med. 2024; 38 (6): 3537 – 3694.</strong></span></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1733824624772 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824634434"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1773058926205 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Ipotiroidismo_canino_focus_su_rT3_e_LC-MS-MS.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824644825"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Ipotiroidismo_canino_focus_su_rT3_e_LC-MS-MS.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ipotiroidismo canino: diagnosi migliorata con particolare attenzione a rT3 e LC-MS/MS</strong></a></p>

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	</div>
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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (1) &#8211; Patogeni enterici e respiratori</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-diagnostica-delle-malattie-infettive-nel-cavallo-pcr-e-test-sierologici-1-patogeni-enterici-e-respiratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’incidenza di numerose malattie infettive, sia a causa delle modificazioni climatiche che hanno dilatato i tempi e le zone di sopravvivenza degli eventuali artropodi vettori, che per effetto dell’aumento della vita media dei nostri pazienti, e delle intense movimentazioni (anche internazionali) degli equini sportivi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’incidenza di numerose malattie infettive, sia a causa delle modificazioni climatiche che hanno dilatato i tempi e le zone di sopravvivenza degli eventuali artropodi vettori, che per effetto dell’aumento della vita media dei nostri pazienti, e delle intense movimentazioni (anche internazionali) degli equini sportivi.</p>
<p>Fortunatamente anche la diagnostica si è molto affinata negli ultimi anni, rendendo più comodi, rapidi e veloci i test diagnostici per queste patologie: vediamo in dettaglio quali test per quali malattie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Test sierologici</h2>
<p>Si basano sulla rilevazione di anticorpi nel siero di animali che hanno avuto un contatto con l’agente patogeno (virale, batterico o parassitario). Si tratta quindi di una metodica diagnostica indiretta, che comporta la scelta del momento idoneo per il prelievo (di solito alcuni giorni dopo l’insorgenza dei sintomi) e uno sforzo supplementare per l‘interpretazione dei risultati: una sieropositività infatti definisce un contatto diretto attuale o pregresso con l’agente eziologico ricercato, ma anche, semplicemente, una vaccinazione. Sono disponibili differenti metodiche: i test più moderni utilizzano la tecnica ELISA che è caratterizzata da sensibilità e specificità molto elevate e utilizza una reazione colorimetrica in presenza di anticorpi, mentre in assenza di anticorpi il campione non mostra alcun colore. Alcuni test utilizzati oltre alla classica ELISA (diretta/indiretta, reverse, competitive), sono l’immunofluorescenza indiretta (IFAT), l’inibizione dell’emoagglutinazione (HAH), l’agglutinazione (MAT), la fissazione del complemento (CFT), l’immunodiffusione in gel di agar (AGID), la sieroneutralizzazione virale (VN).</p>
<p>Per una diagnostica di certezza tramite test sierologici è necessario valutare la <em>sieroconversione</em>, ovverosia l’aumento significativo del titolo anticorpale per il dato patogeno in due prelievi distanziati di 15 / 45 gg uno dall’altro (vedi approfondimento “La diagnostica sierologica nella clinica equina: valutazione dei titoli anticorpali” &#8211; Aprile 2017), oppure considerare la presenza di IgM, che testimoniano un contatto recente (nei 20 gg precedenti) con l’agente eziologico cercato. In questo modo possiamo con ragionevole certezza ricondurre la sintomatologia corrente alla positività riscontrata.</p>
<p>Laboklin offre per molti test sierologici la rilevazione delle IgM, anche se la misurazione di questo tipo di anticorpi non è possibile per tutte le patologie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>PCR</h2>
<p>Questa metodica, perfezionata negli anni 80 del secolo scorso, permette di rilevare nei liquidi biologici, in vari tessuti, in tamponi a secco la presenza di parti di DNA dell’agente eziologico ricercato, con cicli ripetuti di amplificazione in vitro. Questa tecnica si è evoluta con molteplici varianti (Real time, Nested, etc&#8230;) permettendo la rilevazione dei microrganismi per via diretta, senza basarsi sulla reattività del sistema immunitario del paziente.</p>
<p>Queste amplificazioni comportano una sensibilità maggiore rispetto alla coltura, in quanto i diversi cicli ripetuti vanno ad esaltare la presenza anche di piccole parti di DNA del patogeno ricercato nella matrice fornita. Non è possibile quindi rilevare alcuna informazione sulla virulenza o vitalità del microrganismo isolato e non per tutte le metodiche è possibile la sua quantizzazione.</p>
<p>L‘estrazione del genoma è possibile da molti materiali: sangue intero, siero, cute, croste e peli, tampone a secco (senza medium) proveniente da scoli, tessuti vari preferibilmente non fissati, feci, urina e sperma, liquidi cavitari, etc. in base alle caratteristiche peculiari della malattia (vedi approfondimento “La diagnostica PCR nella clinica equina”- maggio 2017).</p>
<p>Vediamo in dettaglio per le singole malattie quando è preferibile avvalersi del test sierologico e quando è invece indicato utilizzare una PCR per la diagnosi e su quale materiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><u>Patogeni enterici</u></h2>
<p><strong>Clostridiosi</strong></p>
<p>Per queste patologie abbiamo a disposizione delle PCR specifiche che utilizzano come matrice feci e contenuto gastrico, sia per la rilevazione dell’agente eziologico come <em>Clostridium difficile / perfringens / botulinum </em>che per le loro tossine: A, B, F e botulinica.</p>
<p>I test sierologici sono generalmente poco indicati per le clostridiosi enteriche, date le caratteristiche iperacute di questo gruppo di malattie, per le quali la presenza dell’agente patogeno nelle feci è sufficiente per la diagnosi ed è inoltre importante rilevare i soggetti diffusori asintomatici.</p>
<p>Per <em>Clostridium botulinum </em>disponiamo invece anche di un test sierologico per la ricerca della tossina e dell’agente patogeno in circolo, date le caratteristiche sistemiche della malattia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Salmonella</strong></p>
<p><em>Salmonella enterica </em>è ricercabile tramite PCR su feci ed è anche disponibile un test sierologico per <em>Salmonella abortus equi, </em>da proporre alle fattrici che hanno abortito.</p>
<p>Non è disponibile invece la PCR sugli invogli fetali specifica per questo tipo di agente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Coronavirus equino</strong></p>
<p>Nell’equino l’infezione da <em>Coronavirus </em>si manifesta con una sintomatologia enterica e non prettamente respiratoria, quindi la diagnosi si effettua con una PCR su feci o su piccole biopsie intestinali di tessuto non fissato in formalina (vedi approfondimento “Coronavirus equini” &#8211; Aprile 2021).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parvovirus, Lawsonia intracellularis, Rotavirus A e Rhodococcus oagii nel puledro</strong></p>
<p>Si tratta di patogeni enterici caratterizzati da un decorso acuto di malattia con pesanti sintomi intestinali, per i quali Laboklin offre la PCR per la rilevazione dell’agente eziologico nelle feci o nel tessuto intestinale post-mortem. Possiamo rilevare anche <em>Rhodococcus oagii </em>nelle feci di puledri malati, sebbene la rodococcosi si presenti principalmente con sintomi respiratori ed ascessi polmonari: ne parleremo estesamente nel prossimo capitolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><u>Patogeni respiratori</u></h2>
<p><strong>Streptococcus equi / zooepidemicus</strong></p>
<p>Per la diagnosi di adenite da <em>Streptococcus equi / zooepidemicus </em>è indicata la PCR su lavaggio delle tasche gutturali e, come alternativa, da tampone nasale o da linfonodo ascessuale. Questa metodica permette inoltre di identificare i portatori sani eliminatori, che rappresentano un problema epidemio- logico importante e contribuiscono alla diffusione  del  batterio  nell’ambiente. E’ possibile anche una coltura da tampone con medium, con tempistiche però maggiori rispetto all’esecuzione della PCR.</p>
<p>Il test sierologico non è indicato, sia per l’esistenza del vaccino (anche se non presente in Italia) che per il fatto che la sieropositività testimonia un contatto con l’agente eziologico che potrebbe essere avvenuto anche molto lontano nel tempo, e quindi non particolarmente utile ai fini diagnostici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Herpesvirus 1, 4</strong></p>
<p>Le malattie erpetiche nel cavallo possono originare forme respiratorie, neurologiche, o abortive. Per la forma respiratoria da Herpesvirus 1,4 la PCR da tampone nasale è diagnostica nel caso di fase diffusiva, dato che il virus si localizza e viene escreto dalla mucosa nasale. Sappiamo però che i virus erpetici attraversano delle fasi variabili di quiescenza, pertanto la PCR su sangue &#8211; e potenzialmente anche da tampone nasale &#8211; è indicata in una fase acuta viremica e in presenza di febbre. Viceversa il test sierologico è maggiormente attendibile nelle forme croniche ricorrenti dato che la presenza di anticorpi (e un’eventuale sieroconversione) testimoniano che si è avuta viremia nel tempo intercorrente tra i due prelievi presi in esame.</p>
<p>Ricordiamo che l’interpretazione del test sierologico deve tener presente che sono disponibili in Italia dei vaccini somministrati principalmente per la prevenzione dell’aborto virale nelle fattrici gravide. Per le forme neurologiche e abortive è possibile l’esecuzione di PCR su liquor, umor acqueo e invogli fetali (le patologie causa di aborto verranno trattate nel prossimo approfondimento).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Herpesvirus 2, 5</strong></p>
<p>L’infezione da Herpesvirus 2 causa prevalentemente forme respiratorie delle prime vie e oculari, mentre l’infezione da Herpesvirus 5 può causare patologie polmonari (EMPF, Fibrosi polmonare multinodulare equina). La diagnostica si avvale della PCR su tamponi nasali, oculo-congiuntivali, umor acqueo, fluidi da BAL / TW e parenchima polmonare per la polmonite nodulare. Anche in questo caso la diagnostica sierologica è maggiormente indicata nelle forme subacute / croniche ricorrenti. Una sieropositività al sierotipo 2 si riscontra frequentemente in soggetti affetti da altre patologie respiratorie e il suo significato patogeno non è ancora stato chiarito completamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Influenza A</strong></p>
<p>Per la diagnosi dell’Influenza A è indicata la PCR su tamponi a secco del tratto respiratorio o da fluido da BAL. La diagnostica sierologica è utile per la valutazione del titolo anticorpale dopo vaccinazione, ma non particolarmente per la diagnosi di patologia, in quanto l’infezione naturale stimola prevalentemente un’immunità di tipo umorale mucosale e cellulo-mediata, difficilmente valutabile in laboratorio (vedi approfondimento “Valutazione dello stato vaccinale nel cavallo” &#8211; Agosto 2025).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Puledri: Rhodococcus oagii</strong></p>
<p>Questo batterio intracellulare penetra nell’ospite dall’ambiente (dal terreno, tramite aerosol, dal pulviscolo e con le secrezioni di altri puledri malati) e si localizza principalmente nei macrofagi, distruggendoli. Di solito la rodococcosi si presenta nei puledri fino a 6 mesi di età con sintomi respiratori e ascessi polmonari, ma può avere occasionalmente diverse localizzazioni: intestinale (enterite o ascessi addominali), osteo-articolare (osteomielite, artrite settica o polisinovite immunomediata), oculare (hypopyon). Possiamo avere l’eliminazione intestinale del microrganismo non solo nelle forme enteriche, ma anche in quelle respiratorie, poiché viene ingerito con le secrezioni bronchiali o assunto dal terreno in ambienti fortemente contaminati.</p>
<p>La diagnostica in questi casi si effettua con una PCR su tampone nasale o da liquido da TW / BAL, feci, liquido articolare, umor acqueo, a seconda del distretto colpito.</p>
<p>Il test sierologico non è indicato perché si tratta di un patogeno con una scarsa reattività umorale, stimolando infatti prevalentemente un’immunià di tipo citotossico ne consegue che l’infezione attiva non sempre dà luogo ad una sieroconversione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti</em></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1761038971222 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038983342"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1761039043354 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte_1.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1761038998255"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/La_diagnostica_delle_malattie_infettive_nel_cavallo_parte_1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La diagnostica delle malattie infettive nel cavallo: PCR e test sierologici (1) &#8211; Patogeni enterici e respiratori</strong></a></p>

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</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tumori spontanei nella cavia (Cavia porcellus): Valutazione retrospettiva dei tumori da campioni inviati di routine</title>
		<link>https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 06:47:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laboklin.com/spontaneous-tumours-in-guinea-pigs/</guid>

					<description><![CDATA[Tumori spontanei nei porcellini d'India: frequenza, localizzazione, istologia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Secondo un&#8217;indagine del 2020 condotta dall&#8217;Associazione tedesca dell&#8217;industria degli animali domestici, in Germania vivono 5 milioni di piccoli animali domestici nel 5% delle famiglie. Un importante rappresentante di questo gruppo è la cavia. Questi animali provengono originariamente dal Sud America, ma furono introdotti in Europa dai marinai spagnoli già nel XVI secolo. Nel loro habitat naturale vengono utilizzati come animali da reddito per la produzione di carne. Nell&#8217;Europa centrale, tuttavia, la cavia domestica viene tenuta come animale domestico.<br />
Le cavie vivono spesso più a lungo se tenute come animali domestici che in natura. Questo porta inevitabilmente a malattie che colpiscono gli animali adulti e anziani, come i tumori.</p>
<p>Esistono solo pochi articoli sui tumori spontanei che si verificano nelle cavie (Dobromylskyj et al., 2023).</p>
<p>Tuttavia, negli ultimi anni, la disponibilità dei proprietari di animali domestici a sottoporre i propri animali a visita e trattamento in caso di malattia è aumentata.</p>
<p>Per ottenere una panoramica dei tumori che svolgono un ruolo nelle cavie, sono stati valutati i casi di tumori presentati a Laboklin dal 2013 al 2020.<br />
I criteri di inclusione erano l&#8217;indicazione della sede del tumore e campioni in cui fosse possibile una diagnosi chiara. Durante il periodo esaminato, questi criteri sono stati applicati a 1.017 tumori.</p>
<p>Nella sezione seguente vengono analizzate più in dettaglio le sedi da cui hanno avuto origine questi tumori, quali tumori sono stati diagnosticati più frequentemente, se predominavano neoplasie benigne o maligne e quali tumori insoliti si sono verificati in questi animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Localizzazioni dei tumori</h2>
<p>I tumori presentati provenivano da un&#8217;ampia varietà di sedi, con i tumori del tessuto (sotto-)cutaneo più frequentemente sottoposti a diagnosi. Seguono tumori della ghiandola mammaria, dell&#8217;utero e del tessuto linfatico. Sono stati presenti anche tumori della tiroide. Le alterazioni neoplastiche in altri organi sono state sottoposte a diagnosi molto meno frequentemente (Fig. 1). Poiché i tumori del tessuto sottocutaneo vengono notati dai proprietari durante la manipolazione e la cura degli animali, questo è probabilmente uno dei motivi per cui le neoplasie in questa sede sono state sottoposte a diagnosi più frequentemente, mentre possibili processi negli organi interni potrebbero non essere necessariamente evidenti ai proprietari o richiedere interventi chirurgici più complessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Diagnosi tumorali</h2>
<p>Tra i campioni inviati, il lipoma è stata la diagnosi tumorale più comune nelle cavie. I tumori del follicolo pilifero sono seguiti al secondo posto. Sono state effettuate numerose altre diagnosi tumorali (Fig. 2). Poiché la cute e il tessuto sottocutaneo predominavano come siti di campionamento, non sorprende che i tumori del tessuto adiposo e i tumori del follicolo pilifero fossero le diagnosi più comuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Frequenza dei tumori benigni/maligni</h2>
<p>Per ottenere una migliore panoramica del rapporto tra tumori benigni e maligni, è stato creato lo schema nella figura seguente che riguarda i tumori più frequentemente sottoposti a diagnosi (Fig. 3).</p>
<p>I tumori mesenchimali ed epiteliali (sotto-)cutanei più comuni sono stati ulteriormente suddivisi per ottenere una migliore panoramica e valutare se predominassero neoplasie benigne o maligne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tumori mesenchimali (sotto-)cutanei</h2>
<p>Nelle cavie, predominavano i tumori mesenchimali del (sotto-)cute. Sono stati diagnosticati 508 tumori mesenchimali in totale, di cui 365 benigni e 143 neoplasie classificate come maligne. I tumori sono stati suddivisi in 325 lipomi, 13 fibromi, 13 fibrolipomi e 6 emangiomi. Sono stati diagnosticati altri 8 tumori benigni. Inoltre, sono stati sottoposti a screening 80 sarcomi (non è stato possibile determinare con certezza la popolazione cellulare di origine). Sono stati diagnosticati 29 fibrosarcomi, 24 liposarcomi (Fig. 4) e 10 altre neoplasie mesenchimali maligne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tumori epiteliali (sotto-)cutanei</h2>
<p>Sono stati sottoposti a screening un totale di 157 tumori epiteliali. Di questi, 142 erano benigni e 15 maligni. Sono stati diagnosticati 124 tricofolliculomi (Fig. 5), 5 tricoepiteliomi, 3 pilomatricomi, 3 adenomi e 7 altre neoplasie benigne. Inoltre, sono stati descritti cinque adenocarcinomi, cinque carcinomi non identificati, tre carcinomi squamocellulari e due carcinomi sebacei.</p>
<p>Altri tumori (sotto-)cutanei diagnosticati includevano 11 linfomi cutanei, 3 melanomi, 1 fibropapilloma e 1 carcinosarcoma.</p>

		</div>
	</div>
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<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="828" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-1024x828.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Localizzazione dei tumori nelle cavie nei campioni inviati a Laboklin (2013-2020)" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-1024x828.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-300x243.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-768x621.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Localizzazione_dei_tumori_nelle_cavie_nei_campioni_inviati.jpg 1055w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="1024" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-1004x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Diagnosi tumorali nelle cavie nei campioni inviati a Laboklin (2013-2020) *NOS: not otherwise specified" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-1004x1024.jpg 1004w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-294x300.jpg 294w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati-768x784.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Diagnosi_tumorali_nelle_cavie_nei_campioni_inviati.jpg 1079w" sizes="auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di-1024x663.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Distribuzione dei tumori benigni/maligni nei siti di campionamento più frequentemente inviati" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di-1024x663.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di-300x194.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di-768x497.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/09/Distribuzione_dei_tumori_benigni-maligni_nei_siti_di.jpg 1164w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/liposarcoma-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="728" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Liposarcoma-1024x728.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Liposarcoma (colorazione HE, ingrandimento 100x)" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Liposarcoma-1024x728.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Liposarcoma-300x213.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Liposarcoma-768x546.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Liposarcoma.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/trichofolliculoma-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="728" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Trichofolliculoma-1024x728.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Tricofolliculoma (colorazione HE, ingrandimento 20x)" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Trichofolliculoma-1024x728.jpg 1024w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Trichofolliculoma-300x213.jpg 300w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Trichofolliculoma-768x546.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Trichofolliculoma.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<a href='https://laboklin.com/it/tumori-spontanei-nella-cavia/cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-576x1024.jpg" class="attachment-large size-large" alt="Quadro clinico, cavia femmina: escrescenze ulcerativo-crostose in un caso di linfoma epiteliotropico cutaneo" srcset="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-576x1024.jpg 576w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-169x300.jpg 169w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-768x1366.jpg 768w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma-864x1536.jpg 864w, https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Cutaneous_epitheliotropic_lymphoma.jpg 899w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a>


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			<h2>Linfomi</h2>
<p>Anche i linfomi si verificano regolarmente nelle cavie. Oltre al linfoma, è stata descritta anche una forma di leucemia nelle cavie.<br />
La leucemia colpisce in particolare gli animali giovani adulti (di età inferiore ai 3 anni). Gli animali di solito muoiono entro poche settimane.<br />
I 46 linfomi inclusi in questo studio erano localizzati prevalentemente nei linfonodi (n=31), ma anche nella pelle (n=11), negli organi interni (n=3) e nell&#8217;occhio (n=1).</p>
<p>Una forma particolare di linfoma cutaneo è il linfoma epiteliotropico cutaneo (sin. micosi fungoide). Si tratta di una malattia tumorale progressiva con caratteristica infiltrazione di linfociti T tumorali (cellule T della memoria) nell&#8217;epidermide e negli annessi (Moore, P.F. e Olivry, T., 1994). L&#8217;eziologia di questa malattia non è ancora completamente compresa. Questa forma di linfoma si manifesta anche nelle cavie e spesso inizialmente non viene riconosciuta come tumore.<br />
Clinicamente, possono essere presenti eritema, alopecia e desquamazione. Pertanto, spesso si sospetta inizialmente una malattia cutanea. Solo con il progredire della malattia si possono sviluppare escrescenze nodulari (Fig. 6).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tumori mammari</h2>
<p>I tumori mammari della cavia, a differenza di altre specie animali, si verificano regolarmente anche nei maschi (Tabella 1) (Schöniger et al., 2025). Durante il periodo di studio, sono stati sottoposti a osservazione 157 tumori. Di questi, 75 tumori provenivano da animali femmine e 58 neoplasie da animali maschi.<br />
Il sesso di 24 animali era sconosciuto. Sono stati diagnosticati 78 adenomi, 7 fibroadenomi, 71 adenocarcinomi e 1 carcinoma indifferenziato.</p>
<p><strong>Tab.1</strong>: Distribuzione dei tumori mammari per genere</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="76"><strong>Diagnosi</strong></td>
<td width="60"><strong>Quantità</strong></td>
<td width="37"><strong>F</strong></td>
<td width="47"><strong>FC</strong></td>
<td width="41"><strong>M</strong></td>
<td width="40"><strong>MC</strong></td>
<td width="34"><strong>X</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="76"><strong>Totale</strong></td>
<td width="60">157</td>
<td width="37">74</td>
<td width="47">1</td>
<td width="41">44</td>
<td width="40">14</td>
<td width="34">24</td>
</tr>
<tr>
<td width="76"><strong>Benigni</strong></td>
<td width="60">85</td>
<td width="37">47</td>
<td width="47">–</td>
<td width="41">17</td>
<td width="40">7</td>
<td width="34">14</td>
</tr>
<tr>
<td width="76"><strong>Maligni</strong></td>
<td width="60">72</td>
<td width="37">27</td>
<td width="47">1</td>
<td width="41">27</td>
<td width="40">7</td>
<td width="34">10</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em><strong>Legenda</strong>: <strong>F</strong>: femmina, <strong>FC</strong>: femmina sterilizzata, <strong>M</strong>: maschio, <strong>MC</strong>: maschio castrato, <strong>X</strong>: sconosciuto</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tumori uterini</h2>
<p>A differenza dei conigli, le cavie presentano un&#8217;ampia gamma di alterazioni uterine.<br />
Queste possono essere non neoplastiche/proliferative. Possono verificarsi tumori semplici benigni o maligni. Tuttavia, possono essere diagnosticati anche tumori misti (Laik-Schandelmaier et al., 2017).<br />
Tra il 2013 e il 2020, sono stati sottoposti a diagnosi 60 tumori della regione uterina. Di questi, 37 erano benigni e 23 maligni. I tumori potevano essere suddivisi in 28 tumori epiteliali, 27 mesenchimali e 5 tumori misti. Tra le alterazioni epiteliali, 19 adenomi predominavano su 9 adenocarcinomi. Inoltre, tra le neoplasie mesenchimali sono stati riscontrati 17 leiomiomi, 8 leiomiosarcomi e 2 sarcomi indistinguibili. Al contrario, solo un tumore misto era benigno, mentre 4 sono stati diagnosticati come tumori misti maligni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tumori tiroidei</h2>
<p>A differenza di altri piccoli mammiferi, le cavie presentano frequentemente anche tumori alla tiroide. Durante il periodo di studio, sono stati diagnosticati 15 adenomi e 14 carcinomi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Nel presente studio sui tumori spontanei nelle cavie, predominano le neoplasie benigne del (sotto-)cute e delle mucose. Il lipoma è di gran lunga il tumore più comune, seguito dal tricofolliculoma.<br />
I linfomi epiteliotropici cutanei possono essere clinicamente difficili da distinguere dalle malattie infiammatorie della pelle.<br />
I tumori mammari si verificano sia nelle cavie femmine che nei maschi. Le femmine sterilizzate e i maschi castrati sono stati colpiti meno frequentemente rispetto alle cavie intere nello studio.</p>
<p>L&#8217;esame istopatologico è un esame importante per la valutazione prognostica delle dimensioni tumorali, poiché le neoplasie della mammella, dell&#8217;utero e della tiroide, in particolare, possono essere sia benigne che maligne.</p>
<p>Questo studio ha dimostrato che un tumore nelle cavie non significa necessariamente una condanna a morte per l&#8217;animale. In molti casi, la causa sottostante è benigna e, se individuato tempestivamente da un veterinario e rimosso il tumore, consente all&#8217;animale di continuare a vivere una vita sana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Claudia Schandelmaier</em></p>
<blockquote><p>
<strong>Esami disponibili sull‘argomento</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8211; Istopatologia</span><br />
<span style="color: #000000;">&#8211; Citologia</span>
</p></blockquote>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1713769814380 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<h5><span style="color: #000000;"><strong>Approfondimenti</strong></span></h5>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Dobromylskyj MJ, Hederer R, Smith KC. Lumpy, bumpy guinea pigs: a retrospective study of 619 biopsy samples of externally palpable masses submitted from pet guinea pigs for histopathology. J Comp Pathol. 2023 May;203:13-18. doi: 10.1016/j.jcpa.2023.04.001.</strong></span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Laik-Schandelmaier C, Klopfleisch R, Schöniger S, Weiffenbach G, Staudacher M, Aupperle H. Spontaneously Arising Tumours and Tumour-like Lesions of the Cervix and Uterus in 83 Pet Guinea Pigs(Cavia porcellus). J Comp Pathol. 2017 May;156(4):339-351. doi: 10.1016/j.jcpa.2017.03.002.</strong></span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><strong>Moore PF, Olivry T. Cutaneous lymphomas in companion animals. Clin Dermatol. 1994 Oct-Dec;12(4):499-505. doi: 10.1016/0738-081x(94)90216-x. Schöniger S, Schandelmaier C, Aupperle-Lellbach H, Koppel C, Zhang Q, Schildhaus HU. Neoplastic and Non-Neoplastic Proliferative Mammary Gland Lesions in Female and Male Guinea Pigs: Histological and Immunohistochemical Characterization. Animals (Basel). 2025 May 28;15(11):1573. doi: 10.3390/ani15111573.</strong></span></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1733824624772 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824634434"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1761911260577 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Tumori_spontanei_nella_cavia_valutazione-retrospettiva.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824644825"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/Tumori_spontanei_nella_cavia_valutazione-retrospettiva.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Tumori spontanei nella cavia (Cavia porcellus): Valutazione retrospettiva dei tumori da campioni inviati di routine</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il panel di esperti Laboklin sull&#8217;anaplasmosi granulocitaria (Anaplasma phagocytophilum)</title>
		<link>https://laboklin.com/it/il-panel-di-esperti-laboklin-sullanaplasmosi-granulocitaria-anaplasma-phagocytophilum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 08:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laboklin.com/the-laboklin-expert-panel-on-granulocytic-anaplasmosis/</guid>

					<description><![CDATA[Valutazioni specialistiche dei sintomi, della diagnosi e del trattamento dell'anaplasmosi granulocitica nei piccoli animali e nei cavalli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>I panel di esperti Laboklin sono molto popolari. Questa volta, l&#8217;attenzione si è concentrata sull&#8217;<strong>anaplasmosi granulocitaria in cani, gatti e cavalli</strong>. Abbiamo riassunto per voi i risultati e le valutazioni più importanti degli esperti.<br />
Lo scambio è stato vivace, orientato alla pratica e ricco di preziosi spunti provenienti dalla pratica clinica, dal lavoro di laboratorio e dalla ricerca.</p>
<p>I partecipanti al panel di esperti erano:<br />
<strong>Prof. Dr. Reto Neiger</strong>, PhD, Specialista EBVS e Diplomato ECVIM (Medicina Interna), Dipl. ACVIM (SAIM), Direttore Medico del IVC Evidensia DACH;<br />
<strong>Prof. Dr. Jessica-Maximilliane Cavallieri</strong>, Specialista EBVS e Diplomato ECVIM, Specialista in Medicina Equina, Specialista in Medicina Interna Equina, Responsabile di Medicina Interna presso il Centro Clinico per Cavalli, Vetmed. Università di Vienna;<br />
<strong>PD Dr. Barbara Willi</strong>, PhD, Specialista EBVS e Diplomato ECVIM (Medicina Interna), Dipl. ACVIM. Docente e Medico Senior presso la Clinica per Piccoli Animali, Vetsuisse Facoltà dell&#8217;Università di Zurigo, Specialista in Medicina Interna e Malattie Infettive presso la Clinica Veterinaria Aarau Ovest;<br />
<strong>Dott. Ingo Schäfer</strong>, M.Sc., Specializzando ECVCP in Diagnostica di Laboratorio presso Laboklin, con focus sulle malattie trasmesse da vettori;<br />
<strong>Prof.ssa Dott.ssa Christina Strube</strong>, PhD, Specialista in Parassitologia, Direttrice dell&#8217;Istituto di Parassitologia presso l&#8217;Università di Medicina Veterinaria Hannover.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sintomi e osservazioni cliniche</h2>
<p>Reto Neiger fornisce una panoramica introduttiva dei segni clinici nei <strong>cani </strong>con anaplasmosi. Descrive i sintomi come prevalentemente aspecifici: letargia, anoressia e febbre sono comuni, ma si possono osservare anche zoppia, disturbi gastrointestinali, disturbi della coagulazione e persino versamenti pericardici.<br />
Sottolinea in particolare che la zoppia è spesso più una generale riluttanza a muoversi.<br />
Ingo Schäfer osserva che è stata descritta l&#8217;insorgenza di encefalite nei cani, sebbene rara. Fa riferimento a casi isolati in cui il patogeno è stato rilevato nel liquido cerebrospinale.</p>
<p>Barbara Willi aggiunge che nei <strong>gatti </strong>i sintomi sono piuttosto aspecifici e letargia, febbre, anoressia e riduzione dell&#8217;appetito sono stati descritti più frequentemente.</p>
<p>Nei <strong>cavalli</strong>, descrive Jessica Cavallieri, febbre alta, apatia e ittero sono particolarmente evidenti. Possono verificarsi atassia e persino crisi epilettiformi. Sono stati descritti anche casi atipici con rabdomiolisi o disfagia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Alterazioni tipiche degli esami del sangue</h2>
<p>Alla domanda sulle alterazioni dei valori di laboratorio, Ingo Schäfer spiega che nei <strong>cani </strong>la <strong>trombocitopenia </strong>è il riscontro ematologico più comune, sebbene non sia sempre presente.<br />
Altre anomalie includono anemia, linfocitosi e globuline elevate con contemporanea ipoalbuminemia.</p>
<p>Barbara Willi sottolinea che nei <strong>gatti </strong>la trombocitopenia è spesso meno pronunciata e può essere misurata erroneamente a causa degli aggregati piastrinici. Pertanto, l&#8217;esame microscopico è essenziale.</p>
<p>Jessica Cavallieri descrive che nei <strong>cavalli</strong>, oltre all&#8217;iperbilirubinemia, si verificano frequentemente leucopenia e lievi anemie. SAA e fibrinogeno sono solitamente significativamente elevati, mentre l&#8217;albumina è diminuita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Trasmissione e prevalenza</h2>
<p>Alla domanda su cosa siano specificamente gli Anaplasma, Jessica Cavallieri spiega che si tratta di batteri intracellulari che dipendono da componenti della cellula ospite. <em>Anaplasma </em>(<em>A.</em>) <em>phagocytophilum </em>infetta principalmente i neutrofili (e in misura minore gli eosinofili), da cui il nome anaplasmosi granulocitaria.</p>
<p>Christina Strube sottolinea che la <strong>trasmissione avviene tramite zecche </strong>del genere Ixodes ricinus. Sebbene il DNA di Anaplasma sia stato trovato anche in altre specie di zecche, ciò non significa necessariamente che agiscano effettivamente come vettori. Riferisce che la trasmissione avviene solitamente 48 ore dopo la puntura. Sebbene sia tipica una ricorrenza stagionale con un picco primaverile, la malattia dovrebbe essere monitorata tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Ingo Schäfer conferma che la sieroprevalenza è elevata. In Germania, il tasso di incidenza varia del 20-30% sia nei cani che nei <strong>cavalli</strong>, con differenze regionali. Reto Neiger riferisce che l&#8217;incidenza clinica della malattia nei <strong>cani </strong>non è aumentata nel corso degli anni.<br />
Jessica Cavallieri conferma inoltre che per i <strong>cavalli</strong>, il rischio di infezione è onnipresente nei paesi di lingua tedesca, anche ad altitudini più elevate, ma il tasso di malattia è relativamente moderato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Diagnostica</h2>
<p>Barbara Willi mette in guardia dal <strong>sovrastimare l&#8217;importanza degli anticorpi</strong>.<br />
A causa della loro elevata sieroprevalenza, non sono adatti per rilevare un&#8217;infezione acuta e come base per decidere se sia presente un&#8217;anaplasmosi granulocitaria clinicamente rilevante e trattabile. Un singolo titolo anticorpale positivo non giustifica la terapia.</p>
<p>La diagnosi dovrebbe basarsi sulla <strong>rilevazione diretta del patogeno</strong>. Reto Neiger sottolinea l&#8217;importanza della PCR per la diagnosi. In presenza di sintomi clinici, si dovrebbe prima esaminare uno striscio di sangue per individuare le <strong>morule</strong>, per poi eseguire la PCR. Barbara Willi spiega che le morule sono tipiche inclusioni basofile nei granulociti che possono essere la prova di un&#8217;infezione. La ricerca delle morule in uno striscio di sangue è uno strumento diagnostico rapido e indicativo. Concorda con Ingo Schäfer, tuttavia, sul fatto che la loro identificazione richieda pratica. Inoltre, le morule compaiono solo entro un intervallo di tempo limitato dopo l&#8217;infezione e possono essere facilmente trascurate. Jessica Cavallieri conferma che questo vale anche per i cavalli.</p>
<p>Un test <strong>PCR </strong>positivo è un prerequisito per la diagnosi. Una terapia basata esclusivamente sul sospetto e su un test anticorpale positivo non è consigliabile. Ingo Schäfer sottolinea inoltre che la determinazione degli anticorpi, anche in casi negativi, non è necessariamente utile. Nelle malattie acute, potrebbe essere ancora troppo presto per la produzione di anticorpi. Un titolo anticorpale negativo non esclude quindi automaticamente l&#8217;infezione.</p>
<p>I partecipanti vogliono sapere se un campione di siero accoppiato che mostra un aumento del titolo anticorpale sia un possibile modo per diagnosticare l&#8217;anaplasmosi. Reto Neiger è critico al riguardo. L&#8217;anaplasmosi granulocitaria è una malattia acuta che deve essere trattata di conseguenza nella sua fase sintomatica. La decisione di iniziare il trattamento non può basarsi su un aumento del titolo anticorpale rilevabile 2-4 settimane dopo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Terapia e prognosi</h2>
<p>Alla domanda sulle raccomandazioni terapeutiche, Reto Neiger menziona un dosaggio di <strong>doxiciclina </strong>di 5 mg/kg due volte al giorno (BID) o 10 mg/kg una volta al giorno (SID). A differenza della durata del trattamento precedentemente spesso raccomandata di quattro settimane, oggigiorno il trattamento dura spesso solo <strong>due o tre settimane</strong>.</p>
<p>Barbara Willi conferma che una durata del trattamento di due o tre settimane è sufficiente nella maggior parte dei casi. Non sono disponibili dati basati sull&#8217;evidenza. In linea di principio, una durata ridotta del trattamento è ben accetta dal punto di vista della gestione antimicrobica.</p>
<p>Un&#8217;ampia revisione sistematica della letteratura sulle infezioni da <em>A. phagocytophilum </em>nell&#8217;uomo ha rivelato una durata media del trattamento di 13 giorni. Attualmente è difficile stabilire se una durata del trattamento inferiore a due settimane sia sufficiente. Al momento, non è raccomandata.</p>
<p>Per i <strong>gatti</strong>, Ingo Schäfer continua a raccomandare una durata del trattamento di 21 giorni con 10 mg/kg SID per via orale. Anche in caso di rapido miglioramento clinico, la terapia deve essere somministrata completamente.<br />
Tuttavia, è essenziale notare che la doxiciclina deve essere somministrata con un pasto o con acqua. Se la compressa rimane nell&#8217;esofago, può portare a gravi reazioni infiammatorie e stenosi.</p>
<p>Jessica Cavallieri spiega che nei <strong>cavalli</strong>, si utilizzano ossitetraciclina o doxiciclina, a seconda della situazione clinica e della tollerabilità.</p>
<p>Il monitoraggio della terapia tramite PCR non è necessario. Quest&#8217;ultima affermazione è confermato anche dagli altri esperti per cani e gatti. Il successo della terapia viene valutato principalmente in base al miglioramento dei sintomi clinici e alla scomparsa delle alterazioni dei valori di laboratorio.</p>
<p>Tutti gli esperti sono ottimisti sulla <strong>prognosi</strong>. Non sembra verificarsi cronicità. Tuttavia, sono possibili reinfezioni. Un&#8217;infezione da <em>A. phagocytophilum </em>lascia anticorpi, ma a quanto pare non un&#8217;immunità robusta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Profilassi e protezione dalle zecche</h2>
<p>Christina Strube chiarisce che i <strong>repellenti per zecche </strong>acquistabili presso uno studio veterinario rappresentano la migliore prevenzione. Si consiglia cautela con i prodotti alternativi disponibili nei negozi di animali, poiché alcuni non offrono una protezione affidabile. Anche alla domanda su rimedi casalinghi popolari come estratti di lavanda o rosmarino, si mostra critica, poiché questi non forniscono la necessaria protezione dalle zecche. Raccomanda invece preparati personalizzati in base alle circostanze specifiche, previo consulto con un veterinario.<br />
È importante che i prodotti agiscano abbastanza rapidamente, idealmente entro il periodo precedente la trasmissione dell&#8217;agente patogeno. La protezione è consigliabile anche in inverno, poiché le zecche sono attive tutto l&#8217;anno grazie alle temperature miti.</p>
<p>Sebbene esistano molti farmaci antiparassitari di comprovata efficacia per cani e gatti, la profilassi contro le zecche nei <strong>cavalli </strong>non è così semplice. I preparati a base di permetrina esistenti devono essere applicati molto frequentemente per mantenere un&#8217;efficacia costante. I farmaci antiparassitari orali, come quelli utilizzati per cani e gatti, hanno una biodisponibilità sfavorevole nei cavalli, quindi probabilmente non rappresenteranno un&#8217;alternativa in futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Jennifer von Luckner</em></p>

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</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1733824624772 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824634434"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1773132080765 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fa fa-solid fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Anaplasmosi_granulocitaria.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1733824644825"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2026/03/Anaplasmosi_granulocitaria.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il panel di esperti Laboklin sull&#8217;anaplasmosi granulocitaria (<em>Anaplasma phagocytophilum</em>)</strong></a></p>

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		<title>La Blue Tongue nei camelidi</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-blue-tongue-nei-camelidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nadja Hartmann]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 10:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il virus della Blue Tongue (o Febbre catarrale) è un Orbivirus della famiglia delle Reoviridae, RNA virus a doppio filamento senza envelope, presente in 24 sierotipi (1 – 24) a trasmissione tramite vettori (Culex, descritte anche le zecche degli ovini e la via iatrogena), che interessa sia ruminanti domestici che selvatici.]]></description>
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			<p>Il virus della Blue Tongue (o Febbre catarrale) è un <em>Orbivirus </em>della famiglia delle <em>Reoviridae</em>, RNA virus a doppio filamento senza envelope, presente in 24 sierotipi (1 – 24) a trasmissione tramite vettori (<em>Culex, </em>descritte anche le zecche degli ovini e la via iatrogena), che interessa sia ruminanti domestici che selvatici. L’infezione si verifica specialmente nelle zone temperate e nella stagione estivo-autunnale, in presenza di aree umide e clima mite, che favoriscono la proliferazione del virus e degli insetti. Il vettore si infetta da un soggetto viremico e dopo un periodo di incubazione (4 – 20 gg) può pungere e infettare un altro ruminante, il quale sviluppa viremia dopo un periodo di latenza di 2 – 4 gg. Quindi la prima linea di difesa contro questa patologia è il controllo dei vettori, sia con repellenti sull’animale che tramite disinfestazione ambientale.</p>
<p>Il virus causa una grave vasculite, che provoca danni allle mucose, edemi sottocutanei e compromissione dell’apparato cardio-polmonare.</p>
<p>I camelidi non sono considerati particolarmente sensibili alla malattia e le forme cliniche riscontrate non sono frequenti, mentre le pecore appaiono più suscettibili, sviluppando spesso una grave patologia sistemica caratterizzata da una mortalità elevata. I bovini mostrano una viremia elevata persistente nel tempo, pur in assenza di sintomatologia. Per questo motivo possono, assieme ai camelidi e ai ruminanti selvatici, costituire ospiti di riserva e bacino di infezione permanente.</p>
<p>La malattia è endemica in Europa da molti anni, anche se alcune regioni italiane risultavano indenni fino a pochi mesi fa, e ha sempre causato ingenti danni economici nel comparto zootecnico a seguito di perdita di produttività, aborti, malformazioni fetali, restrizioni alla movimentazione. Non esiste una terapia specifica efficace, ma solo una terapia sintomatologica e di supporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Caratteristiche della malattia nei camelidi</h2>
<p>Vi sono pochi report descrittivi della malattia nei camelidi, nei quali sembra avere un’incidenza minore rispetto ai piccoli ruminanti domestici. In letteratura sono riportati sintomi vaghi e aspecifici, come debolezza, decubito, febbre, seguiti da stress respiratorio, tachipnea e morte improvvisa, a volte anche in assenza di sintomi prodromici (1). All’ispezione post-mortem è possibile rilevare cianosi, schiuma da naso e bocca (come conseguenza di edema polmonare) e grave insufficienza cardio-respiratoria. Non si riscontrano invece le classiche lesioni orali, l’edema sottocutaneo o del legamento nucale come descritti negli ovicaprini domestici (3). Sono stati rilevati casi riguardanti cammelli africani che hanno mostrato zoppia, perdita di appetito, aborto, necrosi gengivale e congiuntivite e che poi si sono rivelati positivi al virus della Blue Tongue (2). Lo sviluppo di sintomatologia nei camelidi non è comunque tanto frequente quanto nei ruminanti domestici, la maggior parte di camelidi si infetta e supera brillantemente la malattia senza mostrare alcun sintomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Rilievi necroscopici</h2>
<p>Nel caso di morte improvvisa di un camelide in area endemica e in presenza di focolai bisogna sempre sospettare un caso di Blue Tongue e richiedere pertanto un esame necroscopico.</p>
<p>All’apertura della cavità toracica e pericardica si riscontra frequentemente la presenza di fluido acquoso-emorragico, i polmoni appaiono ingrossati, edematosi, congesti e di colore rosso scuro con abbondante schiuma rosata. Il pericardio può mostrare emorragie diffuse e fibrina &#8211; la morte infatti avviene per un’insufficienza cardio-respiratoria acuta. La conferma diagnostica si ottiene con la rilevazione del virus tramite PCR su parenchima polmonare e della milza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Diagnostica di laboratorio</h2>
<p>È possibile effettuare un esame PCR da sangue intero in soggetti con sospetto di malattia (ed anche da organi come milza o polmone, inviati in soluzione fisiologica per una diagnostica post-mortem). Gli altri rilievi ematologici non offrono indicazioni specifiche, soprattutto nella forma iperacuta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Profilassi vaccinali</h2>
<p>Non esiste un vaccino registrato per camelidi, ma viene correntemente utilizzato il prodotto disponibile per i ruminanti domestici, secondo il protocollo pensato per gli ovicaprini (dosaggio, via di somministrazione e tempistica). Questi vaccini si sono dimostrati sicuri ed efficaci anche nei camelidi al fine della riduzione della sintomatologia, anche se non prevengono l’infezione (4), e sono indicati in caso di circolazione virale per permettere la movimentazione dei capi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott.ssa Susanna Mereghetti</em></p>

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</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1742819133375"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h5><span style="color: #000000;"><strong>Bibliografia</strong></span></h5>
<h6><strong><span style="color: #808080;">(1) Joaquìn Ortega, Beate Crossley, Julie E. Dechant, Clifton P. Drew, N. James MacLachlan &#8211; Fatal Bluetongue virus infection in an alpaca (Vicugna pacos) in California, <em>Llama and Alpaca Care Cebra Anderson Tibary (2014)</em></span></strong></h6>
<h6><strong><span style="color: #808080;">(2) H. C. Chauhan, B.S. Chandel, H.N. Kher, A.I. Dadawala and H.R. Parsani – An overview of Blue Tongue in camels, <em>Journal of Camel Practice and Research (2009)</em></span></strong></h6>
<h6><strong><span style="color: #808080;">(3) Sophette Gers, Christiaan Potgieter, Isabella Wright and Belinda Peyrot &#8211; Natural Bluetonguevirus infection in alpacas in South Africa , <em>Veterinaria Italiana (2016)</em></span></strong></h6>
<h6><strong><span style="color: #808080;">(4) Zanolari, R. Fricker, C. Kaufmann, M.Mudry, C. Griot, M. Meylan &#8211; Humoral response to 2 inactivated bluetongue virus serotype-8 vaccines in South American camelids, <em>J Vet Internal Medicine (2010)</em></span></strong></h6>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2025/10/La_Blue_Tongue_nei_camelidi.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Blue Tongue nei camelidi</strong></a></p>

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