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	<title>Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015 &#8211; LABOKLIN Europe</title>
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	<description>Laboratory for clinical diagnostics</description>
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		<title>Patalogie respiratorie del cavallo e diagnostica di laboratorio</title>
		<link>https://laboklin.com/it/patalogie-respiratorie-del-cavallo-e-diagnostica-di-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 14:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cavallo l‘apparato respiratorio assume una notevole importanza per la performance atletica del soggetto sportivo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Nel cavallo l‘apparato respiratorio assume una notevole importanza per la performance atletica del soggetto sportivo.</p>
<p>Le principali patologie di questo apparato sono: malattie infiammatorie (tracheo-bronchiti, polmoniti, pleuropolmoniti ad eziologia virale, batterica o fungina), polmoniti interstiziali, polmoniti parassitarie, malattie di tipo allergico a decorso acuto o cronico-ostruttivo (IAD/RAO), emorragie polmonari indotte da sforzo (EIPH).</p>
<p>La sintomatologia clinica è aspecifica e spesso sovrapponibile: tosse, scolo nasale, febbre, murmure polmonare, polipnea o dispnea e scarso rendimento.</p>
<p>E‘ quindi indispensabile per una diagnosi corretta l‘utilizzo di mezzi quali l‘endoscopia, l‘ecografia, la radiologia e la diagnostica di laboratorio ad essi associata:</p>
<ul>
<li><u>emogramma</u></li>
<li><u>batteriologia</u> (delle prime vie aeree, da lavaggio broncoalveolare o da liquidi endocavitari)</li>
<li><u>citologia</u> di liquidi endocavitari e/o pleurici ed <em>istologia</em> da biopsie.</li>
</ul>
<h2>BAL o lavaggio broncoalveolare</h2>
<p>E‘ una procedura che permette di ottenere campioni sia per la citologia che la  batteriologia delle vie aeree inferiori (bronchi ed alveoli) e può essere effettuato sia tramite l‘utilizzo di un endoscopio o per mezzo di un lungo catetere localizzato alla cieca nell‘albero bronchiale. E‘ una metodica molto adatta per la diagnosi delle patologie polmonari diffuse, mentre nelle patologie focali parenchimatose o localizzate appare di minor accuratezza diagnostica.</p>
<p>In pratica, viene effettuato un lavaggio dei bronchi e bronchioli con boli di 50ml di soluzione salina sterile tiepida che viene poi successivamente recuperata ed utilizzata sia per un esame batteriologico che citologico.</p>
<p>E‘ possibile inviare al laboratorio sia il liquido di lavaggio in toto (in EDTA o provetta da siero) che il tampone con terreno (Amies) ed uno striscio su vetrino del sedimento risultante dopo centrifugazione dal liquido di lavaggio medesimo.</p>
<p>Per un buon esame batteriologico è indispensabile che venga curata l‘asepsi dello strumentario utilizzato e che venga prestata particolare attenzione alla contaminazione nel passaggio delle prime vie aeree (cavità nasali e laringe soprattutto).</p>
<h2>Malattie infiammatorie</h2>
<p>Possono essere causate da numerosi agenti eziologici: batterici, virali, fungini, ma anche innescate da un meccanismo di tipo allergico verso polveri o sostanze chimiche inalate.</p>
<p>Caratteristiche cliniche salienti sono: iperreattività delle vie aeree con abbondante produzione di scolo nasale mucopurulento e tosse persistente, febbre, tachipnea di solito evidente dopo sforzo, scadimento della performance.</p>
<p><u>Emogramma</u></p>
<p>Poco specifico, di solito si rileva un innalzamento dei parametri infiammatori: aumento WBC, fibrinogeno ed amiloide sierica.</p>
<p><u>Citologia BAL</u></p>
<ul>
<li>neutrofili: indicano di solito una componente batterica, da approfondire con la coltura e <u>relativo antibiogramma</u></li>
<li>mastociti ed eosinofili: indicativi di una componente predominante di tipo allergico.</li>
</ul>
<p>Le terapie comprendono: antibiotici dopo antibiogramma e mucolitici nel primo caso, o broncodilatatori/cortisonici nel secondo, sia per via sistemica che per aerosol.</p>
<h2>Polmoniti interstiziali croniche</h2>
<p>Si tratta di un gruppo di patologie a carattere cronico coinvolgenti il parenchima polmonare, caratterizzate da eziologia multipla: micobatteri, EHV5, fibrosi ed eosinofilia idiopatica da cause sconosciute.</p>
<p>La sintomatologia è aspecifica: tosse e dispnea, perdita di peso cronica e scarsa risposta alle terapie classiche, forti murmuri all‘ascoltazione.</p>
<p><u>Emogramma</u>: di solito non mostra alterazioni specifiche</p>
<p><u>Citologia BAL</u>: non risulta diagnostica, si osservano infatti reperti variabili ed aspecifici</p>
<p>Si consiglia di effettuare un <u>esame citologico</u> da agoaspirato ecoguidato del parenchima polmonare, che di solito mostra presenza di macrofagi con corpi inclusi e cellule parenchimatose degenerate.</p>
<p>La radiografia del polmone mostra la presenza di infiltrato interstiziale nodulare o miliare.</p>
<p>La patologia non è trattabile, possono essere utilizzati corticosteroidi sia sistemici che per aerosol come terapia palliativa.</p>
<h2>Polmoniti parassitarie</h2>
<p>I cavalli, di solito soggetti giovani, si infestano ingerendo le larve di Strongylus al pascolo che poi migrano in sede polmonare causando tosse secca persistente e  dispnea con respiro addominale (simile alla RAO). L‘esame delle feci può risultare negativo, mentre una endoscopia potrebbe mostrare la presenza di larve nelle basse vie aeree.</p>
<p><u>Citologia BAL</u></p>
<p>Si rileva spesso una marcata eosinofilia e a volte si osservano nello striscio piccole larve.</p>
<p>La terapia si basa sulla somministrazione di Ivermectina / Moxidectina per os.</p>
<h2>Malattie di tipo allergico acute o croniche</h2>
<p>Possono avere decorso rapido o cronico progressivo, con sintomatologia variabile ed aspecifica, con tosse sia secca che con scolo generalmente mucoso e condizione generale buona, solitamente senza temperatura. Quando la condizione si aggrava, subentrano alcune caratteristiche peculiari degli atti respiratori (dispnea espiratoria bifasica, narici dilatate), grave compromissione delle performance sportive, oltre ad un progressivo dimagramento.</p>
<p>L‘esame endoscopico permette di valutare la situazione delle vie aeree che possono apparire edematose o collassate durante gli sforzi espiratori, con muco di aspetto variabile (anche emorragico).</p>
<p><u>Emogramma</u>: poco specifico, generico aumento dei markers infiammatori.</p>
<p><u>Citologia BAL</u>: neutrofili e mastociti predominanti.</p>
<p>L‘<u>esame batteriologico</u> potrebbe avere esito negativo.</p>
<p>La terapia si basa principalmente sull‘utilizzo di broncodilatatori e corticosteroidi sia sistemici che per aerosol, e controllo degli allergeni ambientali se non è già presente fibrosi del parenchima polmonare (enfisema).</p>
<h2>Emorragie polmonari indotte da sforzo</h2>
<p>Si tratta di una patologia tipica del purosangue sottoposto ad intenso sforzo (corse di galoppo): per effetto infatti dell‘aumento della pressione arteriosa si verificano delle rotture in corrispondenza delle arteriole polmonari con emorragie di varia entità e localizzazione, non sempre seguite da epistassi.</p>
<p>La presenza di microemorragie polmonari causa uno scadimento della performance sportiva, gravi emorragie portano a morte per dissanguamento.</p>
<p><u>Emogramma</u>: poco specifico, a volte lieve anemia</p>
<p><u>Citologia BAL:</u> RBC ed emosiderociti</p>
<p>A volte tramite endoscopia è possibile evidenziare direttamente la sede delle emorragie.</p>
<p>La terapia si bassa sull‘utilizzo di broncodilatatori, diuretici e capillaroprotettori naturali.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1700736123610 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725614445946"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1725614453978 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_12-Patologie_respiratorie_cavallo_webpage.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725614462488"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_12-Patologie_respiratorie_cavallo_webpage.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Patalogie respiratorie del cavallo e diagnostica di laboratorio</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Poluria / Polidipsia ormonale vs. psicogena nel cavallo</title>
		<link>https://laboklin.com/it/poluria-polidipsia-ormonale-vs-psicogena-nel-cavallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 14:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1464086</guid>

					<description><![CDATA[Per poliuria si intende un aumento della quantità di urina prodotta superiore al  5% in peso corporeo al giorno (20-25 lt circa al giorno), per polidipsia invece si intende un aumento dell’assunzione di acqua oltre il 10% del peso corporeo (50 lt circa al giorno) in assenza di sintomi... ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Per <strong>poliuria </strong>si intende un aumento della quantità di urina prodotta superiore al  5% in peso corporeo al giorno (20-25 lt circa al giorno), per <strong>polidipsia</strong> invece si intende un aumento dell’assunzione di acqua oltre il 10% del peso corporeo (50 lt circa al giorno) in assenza di sintomi e condizioni ambientali o di performance sportive che potrebbero giustificarne un aumentato consumo (p.es.: lattazione, diarrea, temperature elevate &#8211; solo polidipsia &#8211; dieta con tenore proteico elevato,  eccessivo consumo di sali, somministrazione di glucocorticoidi &#8211; poliuria/polidipsia).</p>
<p>Oltre alle <strong>cause</strong> <strong>prettamente</strong> <strong>renali</strong> possiamo riconoscere anche alcune <strong>patologie</strong> <strong>ormonali</strong> <strong>e</strong> <strong>non</strong> che possono portare a questa sintomatologia clinica:</p>
<ul>
<li>Sindrome di Cushing</li>
<li>Diabete mellito/insipido</li>
<li>Patologie epatiche</li>
<li>Polidipsia psicogena da stereotipia</li>
</ul>
<p>Come possono gli <strong><u>esami di laboratorio</u></strong> aiutarci nella diagnosi?</p>
<p><strong>Esame</strong> <strong>delle</strong> <strong>urine</strong> <strong>&#8211; </strong>si valuta principalmente il p.s.:</p>
<p><em>&lt; 1.008 (ipostenuria) </em>= il rene funziona bene e risponde all’aumentato carico di acqua, quindi potrebbe trattarsi di pu/pd psicogena</p>
<p><em>1.008-1.014 (isostenuria) </em>= suggerisce che  il rene non stia partecipando attivamente alla filtrazione del sangue, quindi si consiglia di approfondire con valutazione di BUN e CREA ematici</p>
<p><em>&gt; 1.014 (iperstenuria) </em>= il rene è capace di concentrare l’urina; se dopo un test di privazione dell’acqua il p.s. supera 1.020 si propende decisamente per una sindrome psicogena</p>
<p><em>Glicosuria: </em>indica diabete (controllo di glicemia ed insulinemia ematica) o Sindrome di Cushing (controllo di ACTH plasmatico ed eventuale test di soppressione a basse dosi di Desametazone)</p>
<p><em>Proteine</em> <em>urinarie</em> <em>/ Creatinuna urinaria: </em>permette di valutare l’entità del danno glomerulare e, tramite l’elettroforesi delle proteine urinarie, possiamo differenziare il danno glomerulare da quello tubulare</p>
<p>Eventuale presenza di proteine, batteri, muco, emazie o leucociti indicano un danno della parete glomerulare.</p>
<p><strong>Ematologia:</strong></p>
<p><em>Neutrofilia: </em>potrebbe suggerire la presenza di una Sindrome di Cushing se si esclude un normale processo infiammatorio</p>
<p><em>Urea</em> <em>/ Crea sieriche: </em>nel caso di poliuria e polidipsia psicogene o malattie epatiche tendono ad abbassarsi</p>
<p><em>Glicemia</em> <em>sierica:</em> tende ad essere elevata nella Sindrome di Cushing e nel piabete</p>
<p><em>Enzimi epatici: </em>tendono ad essere elevati nelle patologie epatiche, le proteine totali potrebbero essere molto basse / molto alte a seconda della tipologia di danno epatico</p>
<h2>Patologie ormonali causa di PU/PD</h2>
<p><strong>Malattia</strong> <strong>di</strong> <strong>Cushing: </strong>in un soggetto con più di 15 anni, con laminite / infezioni ricorrenti, irsutismo, iperglicemia e dimagramento con perdita di muscolatura, letargia, eccessiva sudorazione possiamo sospettare questa patologia. Nel cavallo questa sindrome è quasi esclusivamente di origine centrale e viene altrimenti detta PPID (Pituitary pars intermedia dysfunction).</p>
<p>Esami di laboratorio indicati:</p>
<ul>
<li><em>dosaggio</em> <em>dell’ACTH:</em> se elevato indica che manca un controllo della funzionalità della ghiandola pituitaria; con valori borderline si consiglia un approfondimento funzionale tramite test di soppressione con desametazone</li>
<li><em>test</em> <em>di</em> <em>soppressione</em> <em>a basse dosi di</em> <em>desametazone:</em> il valore di ACTH pre e post trattamento dovrebbe abbassarsi nel soggetto senza disfunzione della ghiandola pituitaria, con abbassamento conseguente del cortisolo ematico</li>
</ul>
<p>Sono possibili falsi positivi nella stagione autunnale, quindi si consiglia di effettuare questo esame in primavera / estate, inoltre andrebbe valutata attentamente la situazione clinica del soggetto preso in esame in quanto la somministrazione di corticosteroidi in un soggetto a rischio di sviluppare una laminite potrebbe essere controindicata.</p>
<p><strong>Diabete</strong> <strong>mellito</strong> <strong>/ insipido: </strong>si tratta di patologie rare nel cavallo, caratterizzate l’uno da un eccesso di cortisolo che antagonizza l’insulina e contrasta l’effetto dell’ormone antidiuretico (diabete insipido, anche collegato a sindrome di Cushing) e l’altro da una deficienza primaria di insulina (diabete mellito), con il risultato che la glicemia permane alta e di conseguenza, come riscontro diagnostico principale, si rileva, in entrambe le forme, la presenza di glucosio nelle urine che vengono anche prodotte in elevata quantità.</p>
<h2>Patologie epatiche</h2>
<p>Queste patologie devono essere prese in considerazione poiché la sintomatologia appare simile a quella caratteristica delle patologie renali croniche: dimagramento progressivo, scarso appetito, mucose anemiche e problemi cutanei. In questo caso però appaiono di decisiva importanza i riscontri di laboratorio:</p>
<p><strong>Esame delle urine: </strong>presenza di urobilinogeno, ipostenuria, proteine. Questi parametri però riflettono l’effettiva concentrazione ematica (spia del problema metabolico sottostante) e non sono quindi indice di alcuna alterazione  della filtrazione glomerulare renale.</p>
<p><strong>Ematologia:</strong></p>
<ul>
<li><em>emocromicitometrico:</em> anemia di solito non rigenerativa, ipoemoglobinemia, WBC aumentati nelle forme acute</li>
<li><em>biochimico: </em>si riscontrano alterazioni di tutti gli enzimi epatici, abbassamento od innalzamento della Tbil, ipoalbuminemia, ipergamma &#8211; globulinemia (se molto elevate possiamo avere proteinuria), ipoglicemia, aumento di trigliceridi e colesterolo</li>
<li><em><u>fattori della coagulazione</u></em><em>:</em> appaiono alterati con generale aumento del tempo di formazione del coagulo</li>
</ul>
<h2>Polidipsia psicogena</h2>
<p>Alcuni soggetti sottoposti a stabulazione in box per lungo tempo, senza ulteriori possibilità di socializzazione con altri simili,  possono sviluppare delle stereotipie comportamentali ed una di queste potrebbe coinvolgere anche un’abbeverata più frequente rispetto alle effettive necessità fisiologiche. Prima di ipotizzare un problema comportamentale bisogna ovviamente escludere in primis una qualsiasi causa organica sottostante, quindi, se gli esami ematici / urinari appaiono nella norma e le condizioni cliniche ed ambientali lo giustificano, possiamo senz’altro pensare a questa patologia.</p>
<p>Si interviene riducendo le ore di stabulazione (paddock), favorendo la socializzazione con altri animali, riducendo la noia, incrementando il lavoro o introducendo arricchimenti ambientali di vario genere, aumentando le quantità di foraggi anche grossolani che favoriscono una dilatazione dei tempi dedicati al pasto. Come ultima risorsa è possibile limitare l’accesso all’acqua, solo dopo aver attentamente calcolato i fabbisogni di mantenimento per il soggetto in esame in quelle determinate condizioni ambientali.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1700738205234 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725614575911"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1725614581273 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_11-POLIURIA_POLIDIPSIA_ORMONALE_vs_PSICOGENA_NEL_CAVALLO_webpage.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725614590023"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_11-POLIURIA_POLIDIPSIA_ORMONALE_vs_PSICOGENA_NEL_CAVALLO_webpage.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Poluria / Polidipsia ormonale vs. psicogena nel cavallo</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Malattie urinarie nel cavallo e diagnostica di laboratorio</title>
		<link>https://laboklin.com/it/malattie-urinarie-nel-cavallo-e-diagnostica-di-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 13:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1464124</guid>

					<description><![CDATA[Quali possono essere i sintomi caratteristici che fanno pensare ad una patologia coinvolgente l’apparato urinario in un cavallo?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Quali possono essere i sintomi caratteristici che fanno pensare ad una patologia coinvolgente l’apparato urinario in un cavallo?</p>
<p>Poliuria, polidipsia, stranguria, disuria, pollachiuria, perdita di urina con ematuria od atteggiamenti di algia alla minzione, oltre che dimagrimento e scadimento della performance sportiva potrebbero far pensare ad una patologia dell’apparato urinario.</p>
<p>Le principali patologie riscontrabili sono:</p>
<ul>
<li>cistite / urolitiasi / ematuria</li>
<li>insufficienza renale acuta e cronica</li>
</ul>
<p>Anche altre patologie di tipo ormonale possono coinvolgere questo distretto, dando origine a sintomi ad esso correlati, come:</p>
<ul>
<li>poliuria e polidipsia di origine ormonale o psicogena</li>
<li>insufficienza epatica</li>
<li>sindromi cachettiche</li>
</ul>
<p>Queste ultime patologie verranno descritte in un secondo momento.</p>
<h2>Cistite / urolitiasi / ematuria</h2>
<p>La cistite primaria idiopatica è evenienza rara, di solito di origine secondaria a stasi dell’urina per cause neurologiche o per presenza di calcoli con conseguente proliferazione batterica secondaria ed infiammazione.</p>
<p>Per la <strong>diagnosi </strong>possiamo effettuare:</p>
<ul>
<li>esame clinico completo: esame visivo dei genitali esterni, palpazione transrettale ed ecografia o cistoscopia della vescica</li>
<li><strong>esami di laboratorio:</strong>
<ul>
<li><em>emocromo</em> <em>completo</em>: aumento WBC, anemia, aumento AS-amiloide sierica / fibrinogeno</li>
<li><em>esame chimico fisico delle urine con</em> <em>sedimento</em>: presenza di WBC, RBC, cellule di sfaldamento, batteriuria ed alterazione del pH urinario con o senza presenza di uroliti</li>
<li><em><u>esame batteriologico delle urine </u></em><u>con antibiogramma</u> (prelievo con catetere sterile)</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Se si riscontrano uroliti od ematuria, potrebbe trattarsi di una patologia del tratto urinario superiore (nefrolitiasi o nefrite), quindi si consigliano altri approfondimenti.<br />
I calcoli sono molto frequentemente composti da carbonato di calcio, meno comunemente da fosfati.</p>
<p>La <strong>terapia</strong> della cistite batterica si basa sull’utilizzo di antibiotici appropriati (<u>dopo esame batteriologico con antibiogramma</u>) capaci di escrezione o penetrazione a livello del tratto urinario, fluidi, rimozione chirurgica o per via endoscopica dei calcoli quando di grandi dimensioni, correzione alimentare (dieta povera di calcio, acidificazione delle urine tramite cloruro di ammonio per os, stimolazione dell’assunzione di acqua tramite aggiunta di cloruro di sodio nella razione).</p>
<h2>Insufficienza renale acuta</h2>
<p>Si tratta di una patologia relativamente rara nella pratica clinica equina, la necrosi tubulare acuta che porta a questa patologia è infatti di solito secondaria ad altre patologie come coliche, diarrea (cause emodinamiche), tossicosi varie, somministrazione di farmaci, o a gravi patologie acute (setticemie, pielonefrite batterica come per esempio la Leptospirosi).</p>
<p>La <strong>sintomatologia </strong>è molto spesso subdola ed aspecifica: anoressia, dimagramento, debolezza e depressione, spesso non correttamente interpretati poichè presenti altre patologie concomitanti con sintomatologia più eclatante.</p>
<p>La <strong>diagnosi </strong>si basa su:</p>
<ul>
<li>rilievi clinici come disidratazione, polidipsia con poliuria od anuria, piuria, ematuria o grosse alterazioni della frequenza/quantità delle urine</li>
<li>molto raramente dolore a livello lombare</li>
<li>alterazioni all’esame ecografico</li>
<li><strong>esami di laboratorio:</strong>
<ul>
<li><em>emocromo completo: </em>anemia ed aumento dei WBC e AS/fibrinogeno</li>
<li><em> biochimico: </em>alterazione di BUN, CREA, elettroliti</li>
<li><em> esame delle urine: </em>iso od ipostenuria, alterazioni del pH, presenza di proteine / Hb / eritrociti / urobilinogeno / glucosio con alterazioni del sedimento o presenza di pus e batteri</li>
<li>è possibile anche un <em><u>esame enzimatico</u></em> delle urine per controllare i rapporti ggt/crea e prot./crea urinari e la clearance frazionaria degli elettroliti</li>
<li><em><u>elettroforesi urinaria</u></em><em>: </em>permette, con la valutazione delle proteine escrete nelle urine, la stima del danno tubulare associato</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>La <strong>terapia </strong>è essenzialmente di sostegno (fluidi bilanciati e diuretici in caso di grave anuria) e di rimozione o trattamento delle cause primarie di insufficienza renale, con utilizzo di antibiotici appropriati dopo <u>antibiogramma</u> delle urine in caso di pielonefrite batterica.<br />
Di particolare utilità nel monitoraggio della funzionalità renale durante terapia è il rilevamento dall’abbassamento della creatinina ematica e stabilizzazione del p.s. urinario con mantenimento della poliuria e normalizzazione delle caratteristiche dell’urina prodotta.</p>
<h2>Insufficienza renale cronica</h2>
<p>Si tratta di una patologia abbastanza frequente, dovuta principalmente a glomerulonefrite cronica, spesso da immunocomplessi, secondaria a patologie infettive o setticemia, o nefrite cronica interstiziale da cause tossiche od alterazioni emodinamiche secondarie, o ancora pielonefrite cronica ascendente dalle vie urinarie inferiori od ematogena da altri distretti.<br />
Anche alcune malformazioni (rene  cistico, ipoplasia) o neoplasie possono portare a questa condizione cronica.</p>
<p>La <strong>sintomatologia</strong> appare simile a quella caratteristica dell’insufficienza renale acuta  ma ad insorgenza subdola; ai rilievi clinici di quest’ultima potrebbero aggiungersi anche:</p>
<ul>
<li>edema degli arti: causato dalla perdita di proteine plasmatiche (sindrome nefrotica)</li>
<li>ulcere orali, tartaro ed alito urinoso</li>
<li>grosse alterazioni all’esame ecografico renale</li>
</ul>
<p>Le <strong>alterazioni di laboratorio </strong>appaiono più marcate, in virtù della cronicità della patologia:</p>
<ul>
<li><em>emocromo</em><em> completo</em>: anemia anche senza aumento dei WBC</li>
<li><em>esame</em> <em>biochimico:</em> innalzamento di CREA, BUN, K, Ca ed abbassamento dei valori di Na</li>
<li><em>esame delle urine</em>: ipo od isostenuria, proteinuria, piuria, ematuria ed alterazioni del sedimento, degli enzimi urinari e della clearance</li>
<li><em>biopsia</em> ecoguidata delle alterazioni renali con successivo <em>esame</em><em> istologico</em></li>
</ul>
<p>Anche in questo caso la <strong>terapia</strong> è essenzialmente di sostegno e raramente risolutiva, si tratta infatti di una patologia progressiva dove con una gestione alimentare corretta possiamo sostenere il soggetto nel mantenimento dell’omeostasi anche con una funzionalità renale compromessa.</p>
<p>Di ausilio notevole:</p>
<ul>
<li>dieta povera di calcio e proteine, basata su grassi e carboidrati ed adeguatamente supplementata di elettroliti a seconda delle necessità</li>
<li>mantenimento di un’adeguata idratazione e controllo di edemi / anemia</li>
<li>trattamento delle infezioni concomitanti con utilizzo di appropriati antibiotici dopo opportuna <u>coltura batterica delle urine</u></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1700739258904 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615263006"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1725615268785 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_10-MALATTIE_URINARIE_NEL_CAVALLO_E_DIAGNOSTICA_DI_LABORATORIO_webpage.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615278608"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2015_10-MALATTIE_URINARIE_NEL_CAVALLO_E_DIAGNOSTICA_DI_LABORATORIO_webpage.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Malattie urinarie nel cavallo e diagnostica di laboratorio</strong></a></p>

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	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Profili ormonali nella fattrice</title>
		<link>https://laboklin.com/it/profili-ormonali-nella-fattrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 15:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni i monitoraggi ormonali hanno acquisito molta importanza nella gestione del ciclo estrale della fattrice vuota e nella gestione della gravidanza a rischio, ...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Negli ultimi anni i monitoraggi ormonali hanno acquisito molta importanza nella gestione del ciclo estrale della fattrice vuota e nella gestione della gravidanza a rischio, grazie soprattutto alla disponibilità di nuove metodiche di laboratorio più rapide, maneggevoli e meno costose di un tempo.</p>
<p>Noi di LABOKLIN possiamo testare infatti molti ormoni sessuali che permettono di avere informazioni utili riguardanti il corretto funzionamento delle ovaie, l’andamento o la diagnosi della gravidanza, la presenza di patologie come il tumore ovarico o l’insufficienza luteinica, che possono gravemente condizionare la carriera riproduttiva della cavalla.</p>
<p>Vediamo più in dettaglio i singoli parametri, ricordando che si tratta di molecole  molto delicate la cui valutazione avviene con varie metodiche su differenti substrati e non ogni giorno e che può essere richiesto l’invio di campioni refrigerati: quindi bisogna  prestare molta attenzione alla scheda di richiesta esami, cercando di inviare il materiale richiesto nelle 24 ore dal prelievo; <u>in caso di dubbi non esitate a contattarci</u>!</p>
<h2>Ormone luteinizzante (LH)</h2>
<p>Questo ormone è  prodotto dall’ipofisi su stimolazione ipotalamica e permette l’ovulazione e la formazione di corpi lutei nella fattrice, viceversa stimola il tessuto testicolare a produrre testosterone, il quale ha un ruolo attivo nella spermiogenesi e nel comportamento sessuale dello stallone.</p>
<p>Anomalie secretorie di questo ormone determinano cicli anovulatori o follicoli emorragici con cicli estrali ravvicinati nella cavalla o problemi comportamentali da carenza ormonale nel maschio.</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: siero 0,5 ml (<strong>refrigerato</strong>)</p>
<h2>Progesterone</h2>
<p>Permette di valutare la <strong>funzionalità</strong> <strong>del</strong> <strong>corpo</strong> <strong>luteo</strong> sia nella <u>fattrice non gravida</u> (dove bassi livelli suggeriscono la presenza di anestro stagionale o mancanza di ovulazione e viceversa alti livelli indicano la presenza di un corpo luteo persistente) che nella <u>fattrice gravida</u> (dove livelli seriali bassi di progesterone suggeriscono un’anomalia della giunzione utero-placentare con conseguente necessità di ulteriori approfondimenti – es. monitoraggio ecografico della gravidanza).</p>
<p>Materiale richiesto: siero 0,5 ml (metodica: chemioluminescenza)</p>
<h2>Utilizzo della misurazione del progesterone durante la gravidanza</h2>
<p>Dopo l’ovulazione il progesterone è prodotto dal corpo luteo cosiddetto primario fino a circa il 45° gg dopo il quale si ha la formazione dei cosiddetti corpi lutei accessori da ovulazioni  secondarie che si verificano in assenza di estro ma in presenza di un feto vivo e vitale con sviluppo normale di invogli, sotto lo stimolo delle gonadotropine corioniche fetali (eCG) appunto prodotte dalla giunzione utero-placentare.</p>
<p>Intorno al 60°- 90° gg post-ovulazione invece acquistano sempre più importanza altri progestinici, non il solo progesterone quindi, prodotti dalla placenta, che permetteranno il mantenimento della gravidanza fino alla maturità fetale completa, raggiunta la quale il calo di progesterone e dei suoi analoghi determinerà lo sviluppo mammario, la formazione del colostro e alla fine permetterà l’innescarsi della catena di eventi che portano al parto e all’induzione della lattazione.</p>
<p>Appare chiaro quindi come <u>l’utilizzo della misurazione del progesterone come test di gravidanza nella fattrice non risulti appropriato</u>, in quanto può essere espressione di un normale corpo luteo in fase diestrale in una fattrice vuota o di corpi lutei ritenuti in un soggetto che magari è andato  incontro a riassorbimento fetale. I livelli di questo ormone infatti, anche nel soggetto gravido, subiscono molte variazioni e non esiste quindi un valore soglia al di sopra del quale si può essere sicuri della presenza di un feto in utero.</p>
<h2>Diagnosi di gravidanza</h2>
<p>Si utilizzano a questo proposito altri ormoni, espressione di attività della giunzione utero-placentare, ovvero:</p>
<p><strong>Gonadotropina</strong> <strong>corionica</strong> <strong>equina</strong> <strong>/</strong> <strong>Gonadotropina</strong> <strong>sierica</strong> <strong>(eCG/PMSG)</strong>: tra il 45°- 100° gg di gestazione.</p>
<p>Sono prodotti dall’unità utero-placentare e dalle cosiddette coppe endometriali che purtroppo possono persistere anche dopo un eventuale riassorbimento fetale. Per questo motivo possiamo avere dei <u>falsi positivi</u> come possiamo rilevare dei <u>falsi negativi</u> se non si è sicuri delle date dell’ovulazione o in caso di incroci (presenza di feto mulo).</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: siero o plasma da eparina, 0,5 ml (ELISA)</p>
<p><strong>Estrone</strong> <strong>solfato</strong>: dal 110° gg in poi</p>
<p>E’ rilevabile già a partire dal 40°-60° gg post ovulazione ma diventa indicativo di presenza di un feto vivo e vitale, perché prodotto dalle gonadi fetali, a partire dal 110° gg, con  livelli molto alti fino all’ultimo mese di gravidanza.</p>
<p>Sebbene il monitoraggio fetale con ecografia trans-rettale o trans-addominale sia considerato più attendibile per la valutazione della gravidanza a rischio, nei casi in cui ciò non sia possibile la misurazione dell’estrone solfato può dare una indicazione seppur sommaria di vitalità fetale, dove dei bassi livelli in un soggetto precedentemente diagnosticato gravido suggeriscono una sofferenza fetale.</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: siero o plasma da eparina o urina 1 ml (ELISA)  (eseguito di mar e ven)</p>
<p><strong>Testosterone</strong></p>
<p>Secreto principalmente dalle gonadi maschili e in piccole quantità anche dalle ovaie e dalle corticali della fattrice; la sua misurazione seriale può servire, unitamente ai rilievi clinici del caso, a valutare il corretto funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi nella cavalla che mostra comportamenti sessuali o cicli anormali.</p>
<p>C’ è una fluttuazione circadiana con livelli più alti alla sera e più bassi la mattina.</p>
<p><u>Materiale richiesto:</u> siero 0,5 ml (ELISA) (eseguito di mar e ven)</p>
<h2>Neoplasie ovariche</h2>
<p>Nella cavalla il tumore ovarico più frequente è il “<strong>Tumore</strong> <strong>a cellule della granulosa (GCT)</strong>”, facilmente individuabile per le tipiche caratteristiche ecografiche sia in fattrici gravide che non gravide; queste ultime di solito non ciclano normalmente in quanto questi tumori usualmente benigni interferiscono però con le secrezioni ormonali  dell’ovaio  contro-laterale, che può risultare perciò atrofico.</p>
<p>Alcune cavalle affette possono mostrare elevati livelli di <strong>testosterone </strong>con modificazioni comportamentali importanti, pesanti irregolarità del ciclo od anestro, ma i livelli di  questo ormone non sono diagnostici per questo tipo di patologia.</p>
<p>Utile ausilio per la conferma della diagnosi è invece la misurazione dell’<strong>inibina </strong>nella fattrice <u>non gravida</u> che è appunto secreta da queste cellule modificate in senso tumorale.</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: siero 3 ml (Radioimmunoassay)</p>
<p>Un nuovo test disponibile è anche la misurazione dell’<strong>Ormone</strong> <strong>Anti-Muelleriano</strong> <strong>(AMH)</strong> che può essere utilizzato quando l’inibina non dovesse dare risultati definitivi.</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: siero 0,5 ml  (eseguito di mar e ven)</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1700740539288 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615333252"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1725615344577 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/Profili_ormonali_fattrice_webpage.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615354660"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/Profili_ormonali_fattrice_webpage.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Profili ormonali nella fattrice</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sindrome da malassorbimento nel cavallo</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-sindrome-da-malassorbimento-nel-cavallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laboklin &#124; Bad Kissingen &#124; NAH]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 11:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN cavallo/camelidi 2015]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laboklin.com/?p=1521996</guid>

					<description><![CDATA[La sintomatologia tipica di questa patologia, caratteristica del soggetto maturo / anziano con appetito conservato comprende: ...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>La sintomatologia tipica di questa patologia, caratteristica del soggetto maturo / anziano con appetito conservato comprende: dimagramento progressivo, diarrea ricorrente o cronica, debolezza, anemia, ipoproteinemia; in assenza di parassitosi o patologie conclamate a carico di altri organi o difficoltà nella prensione &#8211; masticazione del cibo, questi sintomi devono far sospettare una Sindrome da Malassorbimento.</p>
<p>Si tratta di una sindrome caratterizzata da una diminuita capacità della mucosa del tratto gastroenterico di assorbire i nutrienti alimentari ed è dovuta a molteplici cause, non tutte per ora completamente chiarite. Sebbene non sia tuttora possibile parlare di terapie che ne permettano la guarigione, effettuando una diagnosi corretta è possibile adottare precisi accorgimenti alimentari e terapeutici che possono permettere di stabilizzare il soggetto e di fornirgli una qualità di vita accettabile, anche se spesso la condizione corporea non rientra in un BCS ottimale.</p>
<p>Uno <strong>screening ematologico di base </strong>può evidenziare:</p>
<ul>
<li>leucocitosi e/o neutrofilia</li>
<li>anemia, trombocitopenia</li>
<li>Iperfibrinogenia o livelli elevati di SAA</li>
<li>ipoproteinemia, ipoalbuminemia</li>
<li>enzimi epatici o renali nella norma</li>
<li>esame delle feci di solito negativo</li>
</ul>
<p><strong>Esami collaterali </strong>che possono agevolare la diagnosi sono:</p>
<ul>
<li><u>test di assorbimento orale del glucosio</u></li>
<li>ecografia addominale con addominocentesi ed analisi del liquido peritoneale; gastroscopia con esame istologico della mucosa gastrica; biopsia rettale</li>
</ul>
<p>Una volta approntata una diagnosi, si punta ad una stabilizzazione metabolica del soggetto attraverso una dieta ad alto valore biologico, con pasti frequenti contenenti fibra di qualità, grassi di pronta assimilazione ed aggiunta di carboidrati preferibilmente fioccati od estrusi.</p>
<p>E’ possibile anche impostare una terapia corticosteroidea di lungo corso per os o parenterale, aggiustando di volta in volta dosaggi e tempistica di somministrazione in base alla risposta clinica del soggetto.</p>
<h2>Test di assorbimento orale / tolleranza del glucosio</h2>
<p>Si tratta di validi strumenti diagnostici per tutte quelle patologie croniche del tratto gastroenterico difficilmente visualizzabili direttamente nel cavallo per ovvi motivi dimensionali ed anche per valutare eventuali problematiche metabolico-ormonali.</p>
<p>Attraverso la somministrazione per os in bolo di GLUCOSIO infatti è possibile valutare l’efficienza dell’apparato gastroenterico; scegliendo invece la via endovenosa è possibile valutare il rientro della glicemia a livelli normali (TEST di TOLLERANZA) oppure la risposta all’ insulina (TEST COMBINATO GLUCOSIO-INSULINA).</p>
<h2>Test di assorbimento orale del glucosio</h2>
<p>Consente di valutare in modo semplice e poco invasivo l’integrità e la capacità di assorbimento della mucosa gastroenterica del primo tratto dell’ apparato e con buona approssimazione di intuire quanto grave possa essere il danno funzionale arrecato, focalizzando quindi ulteriori analisi o terapie nel distretto più appropriato…. ricordiamo che il tubo digerente di questi animali supera i 20mt! Si effettua dopo 12h di digiuno stretto, lasciando l’ acqua fino a 2h prima, e si procede come segue :</p>
<ul>
<li>si stima il peso dell’ animale in modo accurato, con l’ ausilio di un metro da sarto rilevando diametro toracico dietro al garrese e lunghezza punta spalla &#8211; natiche [circonferenza(cm) x circonferenza (cm) x lunghezza (cm)] /11,900 = Peso (Kg)</li>
<li>si prepara una soluzione di glucosio 100gr/100Kg di peso vivo al 20% in volume di acqua tiepida</li>
<li>si effettua un prelievo di sangue al tempo “0”, prima di somministrare la soluzione glucosata</li>
<li>si somministra tutta la soluzione in bolo tramite sonda nasogastrica</li>
<li>si effettuano prelievi seriali a: 30’- 60’- 90’-120’-180’ minuti (in condizioni di campo è possibile ridurre a due/tre i prelievi, esempio 0’- 30’-120’)</li>
</ul>
<p>I campioni andrebbero analizzati entro 1h dal prelievo, di solito questo è possibile con un glucometro portatile, altrimenti per l’invio al laboratorio sono da utilizzare le apposite provette con NaF-fluoruro di sodio.</p>
<p><strong>Interpretazione: curva normale </strong>&#8211; se il piccolo intestino funziona a dovere si verifica un picco di glicemia entro le prime 2h, seguito da un abbassamento dato dal conseguente rilascio di insulina, i livelli di glucosio nel plasma si devono normalizzare entro le successive 6h;</p>
<ul>
<li><strong>svuotamento gastrico rotardato: </strong>si possono osservare picchi glicemici di andamento regolare successivi al primo;</li>
<li><strong>malassorbimento grave: </strong>non è possibile rilevare alcun picco glicemico &#8211; di solito in caso di neoplasia grave o processi infiammatori seri. Il più delle volte si hanno invece dei <strong>quadri intermedi </strong>che suggeriscono un malassorbimento parziale che può essere dato da parassiti, gastriti croniche o duodeniti, o da disturbi di transito. Questo test ci dà un vantaggio anche <strong>se è negativo</strong>: significa che la nostra attenzione diagnostica è da spostarsi sul tratto distale dell’intestino ed inoltre, essendo pratico e poco costoso, può essere utilizzato nel corso della terapia per valutare la progressione del paziente.</li>
</ul>
<h2>Test di tolleranza al glucosio</h2>
<p>E’ simile al precedente, solo che in questo caso non mi interessa valutare l’ assorbimento attraverso la mucosa gastroenterica, mi interessa maggiormente la risposta metabolica all’innalzamento della glicemia indotto dall’infusione ev di glucosio ed il rientro nei range di normalità di quest’ultima, con o senza utilizzo di insulina esogena, che deve completarsi nelle 3h nel primo caso ed entro 45min nel secondo.</p>
<p>Si fanno sempre dei prelievi seriali al tempo “0”, a digiuno, poi a 30’-60’-90’-120’-150’-190’ rispettivamente, utilizzando NaF ed avendo cura di spedire velocemente il tutto al laboratorio, l’ esame va completato infatti entro le 24h. Volendo <strong>misurare anche l’insulina endogena</strong>, deve essere mandato al laboratorio un campione di siero REFRIGERATO, per gli esami indiretti è necessario sangue intero in EDTA, per le prove di assorbimento del Glucosio sangue in NaF.</p>
<p>I seguenti parametri calcolati presso LABOKLIN permettono di ottenere una diagnosi affidabile ed economica in corso di <strong>EMS &#8211; Sindrome metabolica equina </strong>e <strong>ECS &#8211; Sindrome di Cushing:</strong></p>
<p>RISQUI = Reciprocal Inverse Square Insulin</p>
<p>I/G Ratio = Insulin/Glucose ratio</p>
<p>MIRG = Modified I/G ratio</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1700740539288 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615333252"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_custom_1729163247723 vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2024/10/Malassorbimento_e_glucosio.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1725615354660"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2024/10/Malassorbimento_e_glucosio.pdf" target="_blank" rel="noopener">La sindrome da malassorbimento nel cavallo</a></strong></p>

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