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	<title>Aggiornamenti LABOKLIN 2019 &#8211; LABOKLIN Europe</title>
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	<description>Laboratory for clinical diagnostics</description>
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		<title>FAQ allergia alimentare</title>
		<link>https://laboklin.com/it/faq-allergia-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 04:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[Sintomi: quali sono i principali sintomi clinici di un'allergia alimentare?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<blockquote><p>
<strong>Sintomi: quali sono i principali sintomi clinici di un&#8217;allergia alimentare? Possiamo avere una sola sintomatologia cutanea o una sola sintomatologia gastro-intestinale?</strong>
</p></blockquote>
<p>I sintomi dermatologici variano ampiamente da un prurito generalizzato, un prurito localizzato, una otite esterna (principalmente cronica), eruzioni cutanee sul dorso o in altri siti e podermatite. I sintomi del tratto gastrointestinale sono generalmente simili a una malattia infiammatoria cronica intestinale, dove in primo piano abbiamo vomito, diarrea e frequenti defecazioni. Per diagnosticare un&#8217;allergia alimentare non è indispensabile che tutti questi sintomi si verifichino contemporaneamente. Alcuni cani tendono di più a soffrire di manifestazioni cutanee, altri soffrono solo di otiti croniche e altri ancora mostrano solamente un cambiamento di consistenza delle feci con defecazioni frequenti. Può quindi verificarsi una sintomatologia prettamente cutanea o al contrario prettamente gastro-intestinale.</p>
<blockquote><p>
<strong>Sintomi: un gatto presenta ulcerazioni cutanee pruriginose per lo più nell&#8217;area della testa / del collo. Può essere questa una manifestazione collegata all&#8217;alimentazione?</strong>
</p></blockquote>
<p>Sì, in presenza di un’allergia alimentare i gatti di solito reagiscono con eruzioni cutanee sulla testa e sul collo. A causa del forte prurito le eruzioni diventano escoriazioni che possono degenerare a ulcerazioni della cute. Ma possiamo assistere anche ad altre reazioni. I gatti usano la loro lingua ruvida per &#8220;grattare&#8221;. Come conseguenza, il prurito nel gatto di solito si manifesta con un aumento della pulizia del loro corpo, leccando maggiormente o rosicchiando la pelle. Come conseguenza abbiamo una alopecia ma la pelle sottostante è di solito completamente intatta. Un&#8217;altra manifestazione clinica è la cosiddetta &#8220;dermatite miliare&#8221;, in cui si notano numerose piccole croste distribuite sul dorso mentre si accarezza l&#8217;animale. Il &#8220;complesso del granuloma eosinofilo&#8221; può essere ugualmente correlata all&#8217;alimentazione: abbiamo spesso ulcere sulle labbra, lesioni della pelle di solito sul ventre o un alterazioni della cute sugli arti posteriori. Soprattutto nei gatti allergici ad un mangime spesso si notano profondi segni di graffi nella zona della testa (escoriazioni) che il gatto si è provocato a causa dell’intenso prurito.</p>
<blockquote><p>
<strong>Diagnosi: come viene diagnosticata un’allergia alimentare e qual’è il test &#8220;golden standard&#8221;?</strong>
</p></blockquote>
<p>Proprio come l&#8217;allergia classica (dermatite atopica), anche l&#8217;allergia alimentare si avvale di una diagnosi clinica. Un&#8217;anamnesi dettagliata supporta la diagnosi che è chiaramente avvalorata da una dieta di eliminazione (= dieta di esclusione) seguita da un test di provocazione.</p>
<p>Il test sierologico alimentare serve a selezionare una proteina e un carboidrato (risultati negativi al test allergico per entrambi gli anticorpi) per la dieta di eliminazione. Il test risulta molto utile anche per quanto riguarda la compliance del proprietario. Questo test non diagnostica una allergia ma serve per selezionare gli allergeni. Il &#8220;golden standard&#8221; rimane sempre la dieta di eliminazione con la successiva dieta di provocazione.</p>
<blockquote><p>
<strong>Diagnosi, IgE / IgG: che differenza fornisce la determinazione delle IgE e IgG nel test allergologico sierologico alimentare? Sono entrambi clinicamente rilevanti? Come deve essere interpretato il risultato se risulta positiva una sola fazione?</strong>
</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;allergia classica (mediata da IgE, reazione immediata) i sintomi compaiono relativamente presto dopo l&#8217;assunzione di cibo; questo rende possibile avere un riferimento diretto all’alimento stesso. Nel caso delle allergie mediate da IgG (reazioni tardive), la diagnosi è più difficile poiché i sintomi possono spesso manifestarsi solo dopo alcuni giorni dall’assunzione del cibo e quindi non è più possibile una relazione diretta con l’alimento. Gli anticorpi IgE pertanto reagiscono molto rapidamente e rappresentano la reazione immediata del sistema immunitario. Gli anticorpi IgG sono associati alla risposta ritardata, ma entrambi sono clinicamente rilevanti e la differenza tra le IgE rispetto alle IgG è spesso clinicamente non distinguibile. Un risultato positivo quindi vale anche per una positività alle sole IgE o alle sole IgG. L’animale dovrebbe quindi sottoporsi a una dieta di eliminazione contenente solo alimenti risultati negativi sia per le IgE che per le IgG.</p>
<blockquote><p>
<strong>Diagnosi: un gatto che manifestava sintomi cutanei tipici, causati da un&#8217;allergia di origine alimentare, trattato con diverse modalità, è negativo al test allergologico sierologico convenzionale. Quali sono le possibili cause?</strong>
</p></blockquote>
<p>Uno dei motivi potrebbe essere che l&#8217;animale è stato trattato con preparati a base di cortisone a deposito contro l&#8217;intenso prurito. Questo ovviamente può alterare notevolmente il risultato del test allergologico (l’interferenza può arrivare fino a 3 mesi!). Inoltre, è possibile che l&#8217;animale soffra di un’allergia alimentare non immuno-mediata &#8211; l&#8217;intolleranza alimentare &#8211; che quindi non può essere diagnosticata con i test allergologici sierologici convenzionali. In questo caso il percorso diagnostico migliore passa attraverso una dieta di eliminazione. Oppure ancora potremmo avere un animale che attualmente è sottoposto a una dieta di eliminazione e quindi non si verifica alcun contatto con gli allergeni responsabili della sintomatologia. In tali casi il test produrrà valori falsi negativi. Per questo motivo si consiglia di eseguire il test allergologico alimentare sempre PRIMA di una dieta.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta di eliminazione: quante fonti proteiche o di carboidrati può contenere al massimo?</strong>
</p></blockquote>
<p>Dovrebbero essere utilizzate solo una fonte di proteine e una di carboidrati. Dopo una dieta di 2 mesi si può quindi provare a inserire un nuovo alimento ogni 14 giorni.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta di eliminazione: possono venir somministrate anche verdura e frutta nel caso di un&#8217;allergia alimentare e, in caso affermativo, quali varietà?</strong>
</p></blockquote>
<p>In linea di principio, nel corso di una dieta di eliminazione non dovrebbero venir utilizzate ne frutta ne verdura. Un problema in particolare lo possiamo avere con le verdure ricche di proteine come ad es. i fagioli o la soia: questi alimenti sono quindi, in linea di principio, da considerare come la carne.</p>
<p>Con la dieta di provocazione possono poi essere gradualmente testate sia la frutta che la verdura (solo un allergene ogni due settimane). Il pericolo maggiore lo abbiamo per lo più nel caso di un animale atopico che allo stesso tempo soffre anche di un&#8217;allergia alimentare: possono verificarsi reazioni crociate soprattutto tra polline e frutti (ad esempio polline di betulla e mele o carote) – questa situazione è nota anche come OAS (sindrome da allergia orale). Il polline di betulla è molto interessante in questo senso, in quanto può innescare la &#8220;sindrome della frutta fresca&#8221;: avremo una forte reattività crociata tra il polline di betulla e la frutta (soprattutto mele) e varie verdure.</p>
<p>Quindi, nel caso di un&#8217;allergia alimentare pura non dovrebbero essere utilizzate verdure contenenti proteine. Inoltre, attenzione ai pazienti che soffrono anche di atopia: si deve sempre essere consapevoli delle reazioni crociate.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta di eliminazione: per quanto tempo dovrebbe essere eseguita per valutarne il successo?</strong>
</p></blockquote>
<p>Per essere significativa, una dieta di eliminazione dovrebbe proseguire almeno per un periodo di 8 settimane (in rari casi, è necessario anche più tempo, ma dopo 2 mesi è già visibile almeno un miglioramento dei sintomi). Altrettanto necessario sarebbe poi procedere con la dieta di provocazione, poiché questo metodo è il &#8220;golden standard&#8221; al fine di diagnosticare senza alcun dubbio un&#8217;allergia alimentare. Tuttavia, il problema qui è di solito che il proprietario è felice che il suo animale sia finalmente privo di sintomi e non vuole quindi esporlo a ulteriori esperimenti.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta: una dieta idrolizzata garantisce l’assenza di allergeni al 100%?</strong>
</p></blockquote>
<p>In una dieta idrolizzata, le strutture che provocano allergia sono scomposte nei loro singoli elementi costitutivi e non vengono riconosciute dal sistema immunitario come un intero allergene. Oltre alle proteine (ad esempio carne, pesce) possiamo trovare anche fonti di carboidrati (riso, soia, ecc.) idrolizzate nel mangime. Tuttavia, ci sono animali che reagiscono anche a questi allergeni idrolizzati, quindi purtroppo non esiste una garanzia al 100%.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta: quali fonti alternative di carboidrati esistono se il mio animale domestico è allergico ai carboidrati convenzionali?</strong>
</p></blockquote>
<p>Si consiglia di cercare fonti alternative di carboidrati ad esempio nei supermercati alimentari ben forniti o nei negozio di alimenti naturali/biologici. Gli esempi includono: quinoa, amaranto, miglio, grano saraceno (questi 4 sono anche privi di glutine), manioca (tapioca), zucca, patate dolci, tapioca.</p>
<p>Attenzione: farro, farro verde, grano duro, kamut, khorassan, piccolo farro/monococco e bulgur sono tutti sottotipi di grano! Il farro è tollerato da alcuni soggetti allergici al grano, ma non esiste una garanzia al 100%.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta: un paziente mangia renna e patate da anni e li ha sempre tollerati benissimo, ma ora nasce il sospetto che possa aver sviluppato un’allergia a questi alimenti. È possibile?</strong>
</p></blockquote>
<p>Certo, ci sono soggetti che soffrono di allergie per le quali devono cambiare e adattare la dieta regolarmente nel tempo poiché attraverso un nuovo contatto allergenico può svilupparsi una nuova sensibilizzazione. È quindi del tutto possibile che da un momento all&#8217;altro un paziente non riesca più tollerare una dieta che ha funzionato per anni.</p>
<blockquote><p>
<strong>Dieta: nonostante le classiche diete ipoallergeniche, non si riesce ad eliminare i sintomi allergici in un dato soggetto. Potrebbe essere che il paziente manifesti una reazione allergica anche a questi alimenti ipoallergenici?</strong>
</p></blockquote>
<p>Sì, è possibile. Ci sono soggetti allergici che non tollerano proprio le diete commerciali. Ciò può essere dovuto allo stoccaggio, alla metodica di produzione, etc. In questi casi gli acari degli alimenti possono essere i responsabili della risposta allergica. Per questi pazienti è necessario passare ad una dieta casalinga (ad esempio: carne di cavallo e patate). Inoltre ora alcuni studi dimostrano che i mangimi commerciali possono essere contaminati da allergeni diversi da quelli contenuti e dichiarati.</p>
<blockquote><p>
<strong>Intolleranza alimentare: è possibile dimostrarla con il test allergologico alimentare? Come agire in un caso di sospetta intolleranza alimentare?</strong>
</p></blockquote>
<p>Poiché l&#8217;intolleranza alimentare non è mediata da anticorpi, non può essere rilevata con il test sierologico convenzionale. Se viene sospettata, l&#8217;animale dovrebbe sempre seguire una dieta di eliminazione. I meccanismi dell&#8217;intolleranza alimentare sono complessi. Possono avere un ruolo: l’intossicazione alimentare (tossine nei mangimi), l’intolleranza farmacologica (ad es. avvelenamento da cioccolato), i meccanismi pseudoallergici (istamina mediati: alto contenuto di istamina nei mangimi), le reazioni metaboliche (intolleranza al lattosio), l’idiosincrasia alimentare (simile all&#8217;allergia alimentare ma senza meccanismo immunologico, ad esempio: additivi per mangimi) e l’intolleranza ai disaccaridi. Un&#8217;allergia alimentare classica invece è mediata dagli anticorpi e gli allergeni possono essere rilevati mediante i test sierologici alimentari.</p>
<p>Presso <strong>Laboklin</strong> puoi trovare:</p>
<p><strong>profilo alimenti comuni / cane e gatto</strong></p>
<ul>
<li>agnello, p.es.: carne di ovino &#8211; montone &#8211; agnello, salsicce, &#8230;</li>
<li>anatra, p.es.: carne di anatra</li>
<li>bovino, p.es.: carne di bovino, trippa, diversi giochi commestibili, nerbo, &#8230;</li>
<li>latte di mucca, p.es.: latte intero, latte UHT, panna, burro, formaggio, ricotta, lattosio,</li>
<li>maiale, p.es.: carne di maiale, orecchie di maiale essiccate, ciccioli, prosciutto, …</li>
<li>pollo, p.es.: carne di pollo, grasso di pollame, …</li>
<li>tacchino, p.es.: carne di tacchino, &#8230;</li>
<li>uova, p.es.: maionese, pasta, dolci, salsiccia, …</li>
<li>pesce bianco, p.es.: pesce nord-atlantico, merluzzo, Haddok / Salmone / Tonno</li>
<li>frumento, p.es.: farina di frumento &#8211; pane e dolci, farro, crusca, semolino,</li>
<li>mais, p.es.: mais, farina di mais, polenta, fiocchi di mais, tortilla, &#8230;</li>
<li>riso, p.es.: riso cotto, cracker di riso, …</li>
<li>soia, p.es.: olio di soia, lecitina di soia, germogli, latte di soia, formaggio di soia, …</li>
<li>patate, p.es.: patatine fritte, farina di mais, polvere di crema pasticcera, addensante, …</li>
</ul>
<p><strong>profilo alimenti esteso cane:</strong><br />
canguro, cavallo, cinghiale, renna, struzzo, amaranto, miglio, pastinaca</p>
<p><strong>profilo alimenti esteso gatto:</strong><br />
cavallo, cervo, cinghiale, coniglio, renna, struzzo, amaranto, miglio</p>
<p><strong>profilo alimenti esotici:</strong><br />
trota, capra, cammello, bufalo, quaglia, Hermetia, patata dolce, topinambur, grano saraceno, fagioli, carote, zucca, zucchine, piselli, lievito</p>
<p><strong>Novità!!! Profilo alimenti completo:<br />
</strong>profilo alimenti comuni + profilo alimenti esteso + profilo alimenti esotici</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702296323574 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702296334555"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_10-FAQ_Allergia_alimentare.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702296343827"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_10-FAQ_Allergia_alimentare.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>FAQ allergia alimentare</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occuparsi di una cucciolata dal punto di vista comportamentale</title>
		<link>https://laboklin.com/it/occuparsi-di-una-cucciolata-dal-punto-di-vista-comportamentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 16:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1460674</guid>

					<description><![CDATA[Potrò sembrare di parte essendo io stessa un veterinario comportamentalista, ma quando si decide di avere una cucciolata sarebbe ottimo consultare un veterinario esperto in comportamento animale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Potrò sembrare di parte essendo io stessa un veterinario comportamentalista, ma quando si decide di avere una cucciolata sarebbe ottimo consultare un veterinario esperto in comportamento animale.</p>
<p>Le conseguenze della giusta scelta dei partner, di una buona gestione della cucciolata e di altri particolari ancora, si ripercuoterà sui futuri cuccioli e le loro famiglie, sulla manifestazione minima delle problematiche classiche dei cuccioli e anche di quelle dell&#8217;età adolescenziale/adulta.</p>
<p>È importante capire a fondo l&#8217;impegno che deriva dal gestire una cucciolata con serietà e senso di responsabilità.</p>
<h2>Sceleta dei partner</h2>
<p>Il veterinario comportamentalista potrà valutare dal punto di vista comportamentale sia la madre che il padre prescelto.</p>
<p>Soggetti adulti, che hanno terminato la fase dello sviluppo, ben socializzati, con un carattere equilibrato, privi di comportamenti che nascondano paura, fobie, possessività, aggressione: queste sono le caratteristiche comportamentali da ricercare nei partner canini.</p>
<h2>Comportamento materno</h2>
<p>Una cagna equilibrata e ben socializzata non dovrebbe manifestare segni di possessività e conseguente aggressività verso i famigliari nei confronti dei suoi cuccioli. Ma è bene che il veterinario comportamentalista parli di questo possibile comportamento materno in modo che la famiglia sappia affrontare questa eventualità senza traumi o errori di comportamento.</p>
<h2>Cassa parto: dove?</h2>
<p>L&#8217;ideale sarebbe in casa, nel posto dove è solita riposare la cagna. Un luogo riparato (sia dai rumori che dalle correnti d&#8217;aria per mantenere i cuccioli al caldo), non di passaggio, di facile accesso al proprietario nel caso in cui la cagna &#8211; soprattutto se primipara &#8211; richiedesse il suo aiuto.</p>
<p>Normalmente la mamma lecca i neonati dopo ogni pasto perché urinino e defechino. Il proprietario può in caso di bisogno aiutare la neo mamma in questa operazione.</p>
<p>L&#8217;importanza del tenere una cucciolata in casa deriva dal fatto che in questo modo i cuccioli saranno esposti fin dalla nascita a rumori e situazioni che ritroveranno poi nelle famiglie adottive.</p>
<p>Dalla terza settimana di vita i cuccioli inizieranno ad analizzare gli stimoli che si verranno a presentare. La presenza della mamma e stimoli adeguati ne permetteranno uno sviluppo equilibrato.</p>
<p>Una madre competente darà sicurezza al cucciolo aiutata anche dai feromoni di appagamento secreti a livello di solco intermammario. Tutto ciò favorisce l&#8217;attaccamento primario tra mamma e cucciolo e ne permette lo svolgimento delle normali attività: dormire, cibarsi, esplorare, giocare.</p>
<p>L&#8217;esplorazione del mondo da parte del cucciolo viene detta &#8220;a stella&#8221; perché egli si allontanerà sempre di più e poi tornerà dalla mamma per ritrovare la sua base sicura dopo ogni nuova interazione. In questo modo il cucciolo costruirà un suo mondo fatto di esperienze positive che rievocherà sempre in futuro. Questa base esperienziale sicura e protetta, data dalla presenza della mamma, gli permetterà di non avere reazioni di paura/fuga/ aggressione in presenza di normali stimoli visivi/sonori/tattili/etc.</p>
<h2>Fasi dello sviluppo comportamentale die cuccioli</h2>
<p>Sono quattro.</p>
<ul>
<li><strong>Fase prenatale</strong></li>
</ul>
<p>È importante assicurare alla futura mamma un ambiente tranquillo, senza stress e accarezzarle regolarmente l&#8217;addome per abituare i cuccioli al contatto.</p>
<ul>
<li><strong>Periodo neonatale</strong></li>
</ul>
<p>Dalla nascita al 14° giorno. I cuccioli nascono ciechi, sordi e impossibilitati a sentire odori. Dormono per il 90% del tempo e per il 95% questo sonno è nella fase REM, periodi di tempo nei quali viene prodotto l&#8217;ormone della crescita (attenzione soprattutto se in casa ci sono bambini piccoli che possono disturbare questo sonno profondo!). Fondamentale e che i cuccioli rimangano sempre vicino alla mamma per avere la fonte di cibo sempre a disposizione e perché in questo modo la loro temperatura corporea si manterrà costante e ottimale.</p>
<p>I cuccioli potranno essere pesati e manipolati delicatamente ma solo quando saranno spontaneamente svegli.</p>
<ul>
<li><strong>Periodo di transizione</strong></li>
</ul>
<p>Dal 14° al 21° giorno, apertura di occhi e comparsa dell&#8217;udito. I cuccioli iniziano a relazionarsi con il mondo e il periodo di sonno diminuisce. La fase REM ora è del 50%.</p>
<ul>
<li><strong>Periodo di socializzazione</strong></li>
</ul>
<p>Dalla 3^ settimana fino al 5°-6° mese (fino al 12° se includiamo la fase adolescenziale). È un periodo molto complesso e delicato, sicuramente perché lungo ma anche perché durante questi mesi si svilupperanno tutti quei processi che influenzeranno poi i comportamenti da adulti.</p>
<p>I cuccioli apprenderanno autocontrolli e le regole di convivenza in gruppo.</p>
<p>Inizialmente i cuccioli dovrebbero prendere confidenza con persone e rumori casalinghi.</p>
<p>Gradualmente i cuccioli andrebbero portati anche all&#8217;esterno della casa, sempre in compagnia della mamma (in macchina per esempio).</p>
<p>L&#8217;acquisizione dell&#8217;inibizione al morso viene trasmessa dalla madre intorno alla 5^-6^ settimana di vita. Se per qualunque motivo la madre non ha potuto assolvere questo compito, bisognerà chiedere l&#8217;aiuto specifico di un educatore cinofilo.</p>
<p>La maggior parte delle patologie del comportamento (sindrome da privazione sensoriale, da iperattività-ipersensibilità, etc.) hanno spesso come causa una cattiva gestione della cucciolata.</p>
<h2>Lo Svezzamento</h2>
<p>Il passaggio dal latte materno dovrebbe avvenire gradualmente a partire non prima della 6^ settimana. Non rispettare questa indicazione favorirebbe aggressività e ansia nella cagna, ansia/insicurezze/minore capacità di apprendimento nei cuccioli.</p>
<p>*** *** ***</p>
<p>Sicuramente vivere l&#8217;emozione di una nascita non ha prezzo ma la responsabilità che ne deriva (anche a livello economico, non dimentichiamolo!) non è da sottovalutare!</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dott.ssa Deborah Fratucello</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702295900910 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702295917877"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_10-OCCUPARSI_DI_UNA_CUCCIOLATA_DAL_PUNTO_DI_VISTA_COMPORTAMENTALE.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702295950901"><div class="wpb_wrapper">
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			<p class="csc-firstHeader"><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_10-OCCUPARSI_DI_UNA_CUCCIOLATA_DAL_PUNTO_DI_VISTA_COMPORTAMENTALE.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Occuparsi di una cucciolata dal punto di vista comportamentale</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esame del midollo osseo</title>
		<link>https://laboklin.com/it/esame-del-midollo-osseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 04:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1460715</guid>

					<description><![CDATA[Una tecnica utile per diagnosticare le anomalie del sangue]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>Una tecnica utile per diagnosticare le anomalie del sangue</h2>
<p>La valutazione dell&#8217;<strong>aspirato</strong><strong> midollare </strong>potrebbe non essere presente tra le scelte diagnostiche primarie dei veterinari, ma è essenziale per diagnosticare molti disturbi. L&#8217;indicazione primaria per l&#8217;aspirazione del midollo osseo è un <strong>risultato anomalo dell&#8217;emocromo completo</strong>, specialmente quando le variazioni sono gravi e persistenti e non sono state identificate cause chiare per queste alterazioni. Va sottolineato che i risultati ematologici devono essere sempre valutati insieme ad altre anomalie cliniche, biochimiche o radiologiche. Ad esempio, potrebbe non essere necessario eseguire un aspirato di midollo osseo in presenza di un&#8217;anemia scarsamente rigenerativa associata ad altri disturbi metabolici primari, come insufficienza renale cronica o ipoadrenocorticismo, poiché è probabile che questi ne siano la causa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tabella seguente fornisce una panoramica delle anomalie rilevate nell&#8217;emocromo completo e all&#8217;esame dello striscio di sangue, che dovrebbero suggerire l‘esecuzione dell&#8217;esame del midollo osseo e la valutazione dei disturbi comuni del midollo osseo che possono causare queste alterazioni.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="214"><strong>INDICAZIONI</strong></td>
<td colspan="3" width="214"><strong>ESEMPI</strong></td>
<td width="214"></td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="5" valign="top" width="214">Pancitopenia (deficit di tutte e tre le componenti cellulari del sangue: globuli rossi, bianchi e piastrine)</td>
<td colspan="3" width="214">Anemia aplastica</td>
<td rowspan="2" width="214">Marcata riduzione del numero di tutte le cellule staminali ematopoietiche.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" width="214">Aplasia pura eritroide (PRCA)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Anemia immunomediata diretta ai precursori (PIMA)</td>
<td width="214">Iperplasia eritroide infettiva, aumento del numero dei precursori eritroidi con arresto della maturazione.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Sindrome mielodisplastica</td>
<td width="214">Midollo osseo normo- ipercellulare, variazioni displastiche sono evidenti in diverse linee cellulari.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Necrosi del midollo secondaria a neoplasia primaria/metastatica, infezione grave</td>
<td width="214">Diminuzione marcata del numero di precursori ematopoietici, necrosi.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="214">Inspiegabili: linfocitosi, granulocitosi, monocitosi, eritrocitosi o trombocitosi.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Neoplasia mieloproliferativa e linfoproliferativa che colpisce una delle linee cellulari del sangue e che viene definita come leucemia cronica.</td>
<td width="214">Aumento di numero delle cellule del midollo osseo differenziate: serie mieloide, linfoide, eritroide o megacariocitica.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214">Evidente presenza in circolo di cellule linfoidi/mieloidi immature.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Leucemia linfoide acuta (ALL) e leucemia mieloide (AML)</td>
<td valign="top" width="214">Aumento del numero di cellule linfoidi immature.</td>
</tr>
<tr>
<td width="214">Iperproteinemia associata a gammapatia mono- o policlonale.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Mieloma multiplo</td>
<td valign="top" width="214">Aumento del numero di plasmacellule.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="214">Febbre autentica di origine sconosciuta.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Agenti infettivi o neoplasia sottostante</td>
<td width="214">Presenza di agenti infettivi o cellule neoplastiche nel midollo osseo.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="214">Stima del deposito di ferro per valutarne una carenza.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Anemia da carenza di ferro</td>
<td width="214">Deposito di ferro minimo o assente (eccetto nei gatti: non hanno ferro evidenziabile)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="214">Stadiazione di una neoplasia maligna.</td>
<td colspan="3" valign="top" width="214">Linfoma, mastocitoma</td>
<td width="214">Valutazione della presenza di cellule neoplastiche nel midollo osseo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito sono riportati i nostri <strong>4 principali consigli </strong>da prendere in considerazione quando si esegue un aspirato di midollo osseo.</p>
<ol>
<li>I campioni per l&#8217;emocromo e lo striscio di sangue periferico devono essere prelevati contemporaneamente all&#8217;aspirato del midollo osseo: questo è essenziale per una corretta interpretazione dei risultati.</li>
<li>Quando possibile, contemporaneamente all&#8217;aspirato del midollo osseo, si deve prelevare una <strong>biopsia del midollo osseo stesso</strong>, in quanto si tratta di tecniche complementari necessarie per un&#8217;interpretazione completa e accurata del processo Il vantaggio dell&#8217;aspirazione del midollo osseo rispetto alla biopsia del nucleo del midollo osseo, è la capacità di distinguere la morfologia cellulare individuale e i rapporti tra le varie linee cellulari (come i rapporti mieloide-eritroide) così come i vari stadi di maturazione. La biopsia del midollo osseo è necessaria per valutare la cellularità complessiva del midollo, la presenza di mielofibrosi o necrosi o ancora di una malattia metastatica, che non può essere sempre valutata da una citologia.</li>
<li>Ulteriori vetrini non colorati devono essere inviati nel caso siano necessarie colorazioni speciali (ad blu di Prussia per il ferro, immunocitochimica in caso di neoplasia probabile/confermata che deve essere ulteriormente caratterizzata).</li>
<li>Le biopsie fissate in formalina devono essere impacchettate separatamente dal campione citologico al fine di evitarne l&#8217;esposizione ai fumi di formalina che possono determinarne una scarsa colorazione</li>
</ol>
<p><strong>Laboklin</strong> <strong>offre</strong> <strong>un</strong> <strong>servizio</strong> <strong>completo</strong> <strong>di</strong> <strong>citopatologia</strong> <strong>e istopatologia!</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702297478790 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702297496143"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/Esame_del_midollo_osseo.pdf"  rel="nofollow" title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702297508326"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/Esame_del_midollo_osseo.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Esame del midollo osseo</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il trasportino / kennel: no, si, perché? Come e quale? Quando il cane rimane solo o anche di notte?</title>
		<link>https://laboklin.com/it/il-trasportino-kennel-no-si-perche-come-e-quale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 04:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1460696</guid>

					<description><![CDATA[Il tanto amato / odiato / incompreso trasportino o kennel.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Il tanto amato / odiato / incompreso trasportino o kennel.</p>
<p><strong>NO</strong> perché il mio cane non lo voglio mettere in gabbia.</p>
<p><strong>SI</strong> perché quando lo lascio solo a casa e durante la notte lo chiudo dentro e non combina danni.</p>
<p>Vi racconto prima la mia esperienza personale.</p>
<p>Ho usato sin da subito il kennel con Zago, il mio cane, 13 anni fa. Appena preso dall’allevatore dovevamo fare un viaggio di 3 ore per tornare a casa, volevo che si sentisse protetto e al sicuro e che non si facesse del male. Mi sono messa il trasportino aperto sulle ginocchia e accarezzavo il nuovo membro della famiglia. All’interno del trasportino avevo messo una copertina e avevo provveduto a spruzzare il DAP (ora ADAPTIL), un aiuto per lui, per sentirsi meno scombussolato grazie ai feromoni che gli avrebbero richiamato le belle sensazioni dell’avere  vicino  la  sua  mamma.</p>
<p>Sinceramente né Zago né io abbiamo mai vissuto il kennel come una gabbia. Lo consideriamo un luogo sicuro, un rifugio in macchina, quando siamo a casa di amici con altri cani/bambini, quando andiamo al ristorante e c’è troppa confusione. La porta non deve essere per forza sempre chiusa.</p>
<p>Non ho mai pensato di considerarlo una scappatoia per evitare che Zago facesse dei danni in casa: chiudercelo per delle ore, assolutamente no. Giustamente, anche quando affrontiamo un viaggio in macchina con il cane viene consigliato di fermarsi ogni ora/ora e mezza, quindi perché pensare a chiudere il mio cane dentro ad una gabbia (perché è questo che diventerebbe) per ore e ore e ore?</p>
<h2>Perché usare il trasportino?</h2>
<ul>
<li>Perché viaggiare in macchina sarà più sicuro.</li>
</ul>
<p>In caso di incidente il cane non rischierà di essere schiacciato (o correrà meno rischi &#8211; chiaramente è consigliato di chiudere il kennel in questi casi) .</p>
<p>Se dovessimo avere bisogno di soccorsi, nessuno avrebbe paura ad avvicinarsi a noi (un cane libero in questi casi può avere reazioni inaspettate, i nostri soccorritori potrebbero avere paura dei cani).</p>
<ul>
<li>Perché in situazioni come ho descritto sopra (a casa di amici o al ristorante), fornire un luogo protetto nel quale il cane si possa rilassare senza preoccuparsi di quello che gli può succedere intorno è fondamentale.</li>
</ul>
<p>Noi siamo la figura di riferimento per il nostro cane, dobbiamo prevenire i suoi bisogni e le sue esigenze. Se in particolari situazioni non ci accorgiamo del disagio del nostro amico e non abbiamo nemmeno pensato di preparargli “una via d’uscita”, dovrà arrangiarsi. “Come spesso succede” penserà lui.</p>
<h2>Ma veniamo alla parte pratica!</h2>
<ul>
<li><strong> </strong><strong>Come</strong> <strong>scegliere</strong> <strong>il</strong> <strong>modello</strong> <strong>giusto?</strong></li>
</ul>
<p>Il trasportino non deve essere né troppo grande né troppo piccolo, il cane deve riuscire a stare seduto, sulle 4 zampe e a girarsi su se stesso. Solo così si potrà sentire protetto durante la sua permanenza all’interno del kennel. Meglio scegliere il modello che si scoperchia, più comodo da pulire e più utile nel periodo di training.</p>
<ul>
<li><strong>Come possiamo portare i nostri cani ad “amare” il kennel? Come convinciamo, sia il cane che noi stessi, che il trasportino è un riparo, temporaneo, sicuro e tranquillo?</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong>Io consiglio di iniziare facendo prendere confidenza al cane con questo nuovo oggetto. Possiamo usare bocconcini, giochini o semplicemente il nostro corpo/la nostra gestualità, dipende dal rapporto che abbiamo con il nostro compagno.</p>
<p>Partiamo naturalmente con il trasportino scoperchiato, possibilmente all’inizio non facciamoci vedere mentre armeggiamo “con questo immenso contenitore che fa paura“.</p>
<p>Possiamo poi sfruttare le ciotole di acqua e cibo: prima magari mettiamole vicino all’apertura e in un secondo momento in fondo al trasportino.<br />
Ci accorgeremo di quanto anche piccoli accorgimenti possano aiutare molto il cane (lui non vede come noi, non capisce quello che diciamo, non capisce il senso di quello che stiamo facendo): ai loro occhi alle volte sembriamo veramente degli alieni!</p>
<p>Bene, quando vedremo che il nostro cane è tranquillo in questa fase, passiamo alla fase successiva: montiamo la parte superiore del trasportino e ripartiamo. Per il cane ora l’oggetto sarà quasi di nuovo sconosciuto, quindi dovrà nuovamente prendervi confidenza: ottimo qualche esercizio che il cane sa già fare, per esempio “Aspetta, metto un giochino dentro… ok, puoi andarlo a prendere! Bravo cane!”</p>
<p>Ripeteremo gli esercizi aggiungendo la porta del kennel, con attenzione arriveremo a chiuderla per qualche secondo, lodando tantissimo il cane e il suo coraggio (senza eccitarlo con gridolini ma con un tono calmo, tranquillo ma felice).</p>
<p>Poco alla volta, con l’aiuto di qualche bocconcino, un kong o un gioco commestibile, prolungheremo la permanenza del nostro cane all’interno del trasportino e saremo pronti per affrontare le più diverse situazioni insieme!</p>
<p>Prendo spunto da una richiesta ricevuta su Facebook: &#8220;<em>&#8230;</em> <em>vogliamo</em> <em>cominciare</em> <em>ad</em> <em>utiliz</em><em>zare</em> <em>il</em> <em>kennel</em> <em>per</em> <em>quando</em> <em>lasciamo</em> <em>il</em> <em>nostro</em> <em>cane</em> <em>a</em> <em>casa.</em> <em>Quando</em> <em>è</em> <em>solo</em> <em>distrugge</em> <em>di</em> <em>tutto.</em> <em>Siamo</em> <em>andati</em> <em>anche</em> <em>dal</em> <em>veterinario</em> <em>perché</em> <em>si</em> <em>mangia</em> <em>di</em> <em>tutto,</em> <em>anche</em> <em>oggetti</em> <em>pericolosi&#8230;</em> <em>consigli?</em>&#8221;</p>
<p><strong>Troppo spesso il kennel viene consigliato per tutta la notte o per le lunghe ore di solitudine diurne.</strong></p>
<p>Rimango sempre sorpresa da come da una parte si considerino i cani degli esseri speciali, capaci di donare infinito amore, indispensabili in attività di ricerca, salvataggio e pet therapy e contemporaneamente si considerino gli stessi soggetti incapaci di adattarsi ad alcuni aspetti della nostra vita quotidiana e, come in questo caso, gli si costringa a rimanere chiusi per ore all&#8217;interno di un contenitore ripetendosi che: &#8220;Tanto non soffre, è la sua cuccia, è per il suo bene, guarda come ci entra volentieri.&#8221;</p>
<p>Qui la mia prima risposta, non certo esaustiva.</p>
<p>Come veterinario che si occupa di comportamento animale consiglio sempre di consultare un collega.</p>
<p>Se da una parte è normale che un cucciolone si comporti così (distrugge, addenta di tutto), dall’altra parte va capito perché: se non vengono soddisfatti i suoi bisogni primari (svago, esercizio fisico e mentale, etc.) è normale che faccia danni. Non sono dispetti o capricci. Molto probabilmente il cane non ha nemmeno null&#8217;altro da addentare quando è solo.</p>
<p>Ricorrere al kennel in questi casi è come quando i genitori parcheggiano i bimbi nel box o simili piuttosto che preparare per loro uno spazio in casa protetto e sicuro.</p>
<p>Ma così cani e bimbi non imparano a vivere, vengono semplicemente limitati e il problema non viene risolto, vi si mette solamente una pezza sopra.</p>
<p>Il kennel usiamolo per la sicurezza del cane quando è in macchina. Per i ristoranti che storcono il naso quando gli diciamo che abbiamo con noi il nostro cane.</p>
<p>Il tempo che dovremmo impiegare ad insegnare al nostro cane a stare in un kennel lo potremo dedicare a preparare uno spazio sicuro per lui in casa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dott.ssa Deborah Fratucello</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702297955298 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702297966761"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_09-Trasportino_kennel.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702297976075"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_09-Trasportino_kennel.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Trasportino / kennel per il cane: no, si, perché? Come e quale? Quando il cane rimane solo o anche di notte?</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sterilizzazione &#8211; castrazione: si, no, quando, perché?</title>
		<link>https://laboklin.com/it/sterilizzazione-castrazione-si-no-quando-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 04:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1460734</guid>

					<description><![CDATA[Sterilizzare-castrare un cane o un gatto: è una delle richieste più frequenti fatte al veterinario.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>Sterilizzare-castrare</strong> <strong>un</strong> <strong>cane</strong> <strong>o un</strong> <strong>gatto:</strong> <strong>è una delle richieste più frequen</strong><strong>ti fatte al veterinario.</strong></p>
<p>La frase che si sente dire più spesso: &#8220;Castralo che si calma!&#8221;<br />
Al giorno d&#8217;oggi la castrazione viene vista troppo spesso come la soluzione ai problemi più disparati dei nostri animali.</p>
<p>Bisogna invece iniziare a pensare che, oltre ad essere un atto medico non scevro da rischi,  le conseguenze graveranno sull&#8217;animale in toto, anche sul suo comportamento.</p>
<p>Non mi soffermerò qui sul discorso etico legato alla prevenzione delle nascite e degli abbandoni, parlerò invece degli aspetti dal punto di vista medico e comportamentale.</p>
<h2>&gt; I PERCHÉ DEI PROPRIETARI:</h2>
<ul>
<li>così si calma</li>
<li>smetterà di montare noi della famiglia/chi ci viene a trovare a casa/etc.</li>
<li>smetterà di mordere/aggredire/etc.</li>
<li>non sporcherà più in casa</li>
<li>non abbaierà più</li>
<li>non dovrò preoccuparmi se scappa</li>
<li>l&#8217;ho adottato e sono obbligato a sterilizzare</li>
<li>altro</li>
</ul>
<h2>&gt;  COSA  IMPLICA  CASTRARE-STERILIZZARE UN ANIMALE?</h2>
<h5> &gt;&gt; VANTAGGI IN GENERALE:</h5>
<ul>
<li>dal punto di vista comportamentale: occorre una attenta valutazione comportamentale del singolo soggetto per assicurarsi che i comportamenti indesiderati abbiano effettivamente come base il fatto che l&#8217;animale sia intero e che quindi questa operazione risulterà utile</li>
<li>vengono eliminati i calori</li>
<li>vengono eliminate le gravidanze indesiderate</li>
<li>se effettuata <strong>entro il secondo calore</strong>, la sterilizzazione riduce del 98,7% il rischio di tumore mammario</li>
</ul>
<h5>&gt;&gt; SVANTAGGI IN GENERALE:</h5>
<ul>
<li>rischi chirurgici e anestesiologici</li>
<li>rischio di incontinenza urinaria (10%)</li>
<li>rischio di osteoporosi</li>
<li>rischio triplo di ipotiroidismo</li>
<li>30% in più di rischi avversi alle vaccinazioni</li>
</ul>
<h5>&gt;&gt; TUMORI:</h5>
<ul>
<li>aumento dell&#8217;incidenza di alcuni tipi di tumore per sterilizzazione in giovane età (altri tumori invece prevalgono in animali interi)</li>
<li>in particolare: se effettuata <strong>entro</strong> <strong>il</strong> <strong>secondo</strong> <strong>calore</strong>, la sterilizzazione riduce del 98,7% il rischio di tumore mammario</li>
</ul>
<h5>&gt;&gt; MALATTIE ORTOPEDICHE</h5>
<p>La sterilizzazione risulta essere un fattore di rischio per la comparsa di displasia delle anche così come per la rottura del legamento crociato craniale</p>
<p>Bisogna quindi valutare attentamente il singolo soggetto e l&#8217;eventuale predisposizione di razza per queste patologie prima di procedere con la sterilizzazione.</p>
<h5>&gt;&gt; COMPORTAMENTO:</h5>
<ul>
<li>possibile comparsa di fobie per temporali e dei rumori intensi per sterilizzazione in giovane età</li>
<li>se parliamo di comportamenti legati alla sfera sessuale (marcature sessuali, vagabondaggio, lotte tra maschi in presenza di femmine in calore, &#8230;) la sterilizzazione sicuramente li riduce o li elimina. In questi casi l&#8217;età del cane non ha una grande influenza. Dobbiamo però accertarci tramite una visita comportamentale che i comportamenti problematici abbiano veramente uno sfondo sessuale. Al contrario, la sterilizzazione può per esempio peggiorare di molto i comportamenti aggressivi come anche i comportamenti dei cani iperattivi, soprattutto se effettuata in animali giovani: i comportamenti indesiderati vengono come &#8220;congelati&#8221;, permangono tali nell&#8217;animale e addirittura possono aumentare d&#8217;intensità/ peggiorare.</li>
</ul>
<p>I <strong>cani maschi sterilizzati </strong>in particolare sembrano avere meno capacità di adattarsi alle situazioni. Questo può generare stress, reazioni di aggressività, paure.</p>
<p>Possono risultare &#8220;strani&#8221; nell&#8217;approccio con i cani interi, genereranno reazioni diverse in questi soggetti che cane e proprietario potranno far fatica a gestire. Da qui nuovamente: stress, paure, etc..</p>
<h2>&gt; QUANDO?</h2>
<p>Sterilizzare troppo presto può aumentare la comparsa nella femmina per esempio di disturbi ansiosi da separazione, fughe, minzioni emozionali; nel maschio potremmo invece avere ad esempio problemi a livello sociale, di concentrazione, memoria, autocontrollo, capacità empatica.</p>
<p><u>È quindi importante permettere al singolo animale di svilupparsi completamente anche a livello comportamentale prima di valutare una sterilizzazione.</u></p>
<h2>&gt; ESISTONO ALTERNATIVE?</h2>
<p>Se per qualunque motivo la sterilizzazione non fosse possibile, il veterinario può aiutare fornendo consigli utili sulla gestione del cane nei periodi &#8220;delicati&#8221;.</p>
<p>*** *** ***</p>
<p>E tu? Hai sterilizzato il tuo cane? A che età? Quale è stata la motivazione per procedere con la sterilizzazione del tuo animale? Hai chiesto al tuo  veterinario  i pro e i contro?</p>
<p>Ai miei tempi&#8230; ho scelto un maschio per non dovermi trovare di fronte alla decisione da prendere con una femmina (consideravo la gestione della femmina in calore più complicata di quella del maschio, ora non ne sono più così tanto convinta).</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dott.ssa Deborah Fratucello</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702367422679 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702367438582"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_08-Sterilizzazione_castrazione.pdf"  title="LABOKLIN aktuell" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702367448350"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_08-Sterilizzazione_castrazione.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sterilizzazione &#8211; castrazione: si, no, quando, perché?</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza dell&#8217;identificazione e del blocco   delle IgE anti-CCD nei test allergologici sierologici</title>
		<link>https://laboklin.com/it/limportanza-dellidentificazione-e-del-blocco-delle-ige-anti-ccd-nei-test-allergologici-sierologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 05:08:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[Laboklin mette a disposizione dei veterinari i test allergologici sierologici più accurati e affidabili.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Laboklin mette a disposizione dei veterinari i test allergologici sierologici più accurati e affidabili. L&#8217;uso del recettore Fc epsilon (FcεR)R) consente una assoluta specificità per le Ig con alta sensibilità. Inoltre, l&#8217;identificazione di anticorpi contro i determinanti di carboidrati cross-reattivi (IgE anti-CCD), consente di rivelare campioni che potrebbero essere soggetti a reazioni falso-positive.</p>
<p>Si ritiene che le IgE anti-CCD siano clinicamente irrilevanti. Tuttavia, sono la causa di falsi risultati multipositivi che complicano l&#8217;identificazione degli allergeni realmente responsabili dei segni clinici della dermatite atopica. I CCD possono comportare una scelta di allergeni scorretta da includere nell&#8217;immunoterapia specifica per allergeni.</p>
<p>Uno studio peer-reviewed recentemente pubblicato (Gedon 2019) dimostra l&#8217;importanza del blocco dei determinanti di carboidrati cross-reattivi (IgE anti-CCD) per rendere più accurata l&#8217;identificazione degli allergeni ambientali responsabili della sintomatologia nei cani atopici. Secondo questo studio, i risultati ottenuti con la tecnologia Heska Allercept FcεR)R combinata con il blocco delle IgE anti-CCD, concordano con i risultati del test cutaneo intradermico (IDT).</p>
<p>Alcuni dermatologi considerano ancora i test cutanei intradermici, i test migliori per identificare gli allergeni da includere in una immunoterapia allergene-specifica (ASIT).</p>
<p>La tecnologia FcεR è la metodica di riferimento nei test in vitro per l&#8217;identificazione degli allergeni da includere in ASIT. Secondo questo studio, si può affermare che i test sierologici usati da Laboklin sono il gold standard tanto quanto il IDT per l&#8217;identificazione degli allergeni che devono essere poi inclusi in una ASIT.</p>
<p>Lo studio mostra anche che la prevalenza di IgE anti-CCD in una popolazione atopica canina è del 38,7%, un dato simile a quello osservato negli esseri umani. Laboklin utilizza il test ELISA Heska CHO per identificare gli anticorpi IgE anti-CCD nei pannelli di pollini e imenotteri. Quando vengono identificati gli anticorpi IgE anti-CCD, il siero viene testato in presenza di una soluzione apposita che blocca i CCD, evitando i potenziali  risultati falsi positivi associati al rilevamento di IgE anti-CCD.</p>
<p>Usando questa  tecnologia, unica  e di precisione, Laboklin consente la corretta selezione degli allergeni clinicamente rilevanti per la successiva preparazione delle ASIT rivolte ai diversi pazienti, evitando i problemi causati dalla presenza di anticorpi anti-CCD.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702368417159 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-top vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h6><strong><span style="color: #808080;">Gedon NKY , Boehm TMSA, Klinger CJ , Udraite L and Mueller RS. Agreement of serum allergen test results with unblocked and blocked IgE against cross-reactive carbohydrate determinants (CCD) and intradermal test results in atopic dogs. Vet Dermatol 2019; 30: 195–e61</span></strong></h6>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_07-L_importanza_dell_identificazione_e_del_blocco_delle_IgE_anti-CCD.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;importanza dell&#8217;identificazione e del blocco delle IgE anti-CCD nei test allergologici sierologici</strong></a></p>

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	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Pettorina per il cane: si o no?</title>
		<link>https://laboklin.com/it/la-pettorina-per-il-cane-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 05:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[Sicuramente la prima domanda che molti si pongono è:  “Perché dovrei usare la pettorina invece del semplice collare?”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Sicuramente la prima domanda che molti si pongono è:  <strong>“Perché dovrei usare la pettorina</strong> <strong>invece</strong> <strong>del</strong> <strong>semplice</strong> <strong>collare?”</strong></p>
<p>La risposta a questa prima domanda la riporto in fondo a questo articolo.</p>
<p>Parto invece dalla seconda domanda che di solito viene fatta:</p>
<p><strong>“A che età è meglio iniziare ad usare la pettorina?”</strong></p>
<p>DA SUBITO! …se è quella giusta!</p>
<p>E ora via alla terza domanda, che tutti dovrebbero porsi, ma che molti, non essendo pratici dell’argomento, tralasciano:</p>
<p><strong>“Quale tipo/modello di pettorina è meglio prendere per il mio cane?”</strong></p>
<p>Possiamo dividere le pettorine in 3 categorie, allego alcune immagini:</p>
<ol>
<li><strong>ascellari</strong>, da evitare perché possono dare fastidio/irritazioni alle ascelle, sono  complicate  e noiose per il cane da indossare (si devono infilare entrambe le zampe anteriori del cane all’interno della pettorina), in cani che tirano al guinzaglio possono dare problemi alle articolazioni delle spalle soprattutto in fase di crescita.</li>
<li><strong>non ascellari</strong>, a seconda della conformazione fisica del cane, meglio se possibile averle entrambe in modo da farle provare al cane e, se non ci sono particolari problemi, si possono alternare, così anche i mantelli più sensibili non rischiano di rovinarsi.</li>
</ol>
<p>&gt; pettorina <strong>alla romana o ad H</strong>, da cercare il modello che ha 2 chiusure e possibilmente 3 anelli, 2 in alto e uno sul petto, come vedete nella foto qui sopra, potrebbero tornare utili.</p>
<p>È bene che ci siano 5 punti di regolazione, per adattarla al meglio ad ogni cane: 1 sullo sterno e 4 ai lati (2 sul collo e 2 sul torace).</p>
<p>Importante scegliere bene la taglia! Di solito si trova un cartellino con le taglie della pettorina in base alle misure del cane.</p>
<p>Il punto di aggancio del guinzaglio deve arrivare più o meno alla fine della cassa toracica, a livello del baricentro del cane.</p>
<p>Come vestizione è comoda perché si infila come un collare, dalla testa, ma per alcuni cani è troppo ingombrante nel momento in cui la si avvicina al loro muso; in questo caso si deve abituare il cane gradualmente!</p>
<p>Attenzione: evitare di attaccare la medaglietta allo stesso anello dove poi andrà il guinzaglio perché farà rumore e perché si potrebbe sbagliare anello di aggancio del guinzaglio: durante la passeggiata l’anello della medaglietta che di solito è più “debole” si potrebbe aprire e ci si troverbbe senza cane al guinzaglio.</p>
<p>&gt; pettorina <strong>svedese</strong> <strong>o norvegese</strong>, i modelli disponibili sono veramente tanti, con fasce più o meno larghe, imbottite, … da provare!</p>

		</div>
	</div>
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			<p>Cercare magari il modello con tre anelli di metallo: 1 in alto e 2 laterali (se poi ce ne fosse uno anche sulla fascia pettorale sarebbe ancora meglio).</p>
<p>L’unico rischio è che al cane possa dare fastidio a livello ascellare, da valutare attentamente la taglia/il modello e la reazione del cane e della pelle/pelo in quella zona con il passare del tempo.</p>
<p>A livello di vestizione richiama un po’ il collare perché è veloce da indossare, è poco ingombrante e quindi accettata più facilmente anche da cani un po’ timorosi, non abituati alle manipolazioni.</p>
<p><em>In</em> <em>ogni</em> <em>caso,</em> <em>la</em> <em>pettorina</em> <em>non</em> <em>deve</em> <em>MAI</em> <em>stringere,</em> <em>non</em> <em>deve</em> <em>essere</em> <em>una</em> <em>scomodità,</em> <em>si deve poter</em> <em>passare agevolmente</em> <em>un dito tra pettorina e cane.</em></p>
<p>Non farla indossare MAI per tutto il giorno al cane: starà molto più comodo se riposerà “nudo” e non si rovinerà il pelo!</p>
<p><em>Si dice che il cane riesca a sfilarsi agevolmente la</em> <em>pettorina,</em> <em>vero!</em> <em>Gli</em> <em>si deve insegnare che non ce</em> <em>n’è bisogno!</em></p>
<p>E se si sanno gestire bene pettorina, guinzaglio e relazione con il proprio cane, non succederà MAI!</p>
<p><strong>Perché il consiglio di cercare le pettorine con più anelli di metallo?</strong></p>
<p>Perché alle volte, con cani che tirano al guinzaglio, avere più punti di appoggio (aggancio) permette di gestirli meglio mentre magari si lavora insieme ad un professionista per cercare di migliorare questo aspetto della relazione!</p>
<p>Ora, veniamo alla prima domanda:</p>
<p><strong>“Perché dovrei usare la pettorina invece del semplice collare?”</strong></p>
<p>Perché il collare non permette ai cani di dialogare tra loro, di esprimersi attraverso il loro linguaggio.</p>
<p>Perché una relazione non può essere basata su un obbligo, una costrizione in un momento così frequente e importante come quello di quando si esce, si va in passeggiata, si conoscono altri cani e il mondo intero.</p>
<p>Pettorina e guinzaglio dovrebbero essere dei prolungamenti delle braccia, delle ancore di sicurezza per proteggere il cane, andrebbero usati come ganci di sicurezza.</p>
<p>Non dovrebbero essere usati come volanti per far andare il cane dove si vuole, per non farlo annusare troppo per terra, per non farlo andare da una parte o dall’altra.</p>
<p>In questa ottica, se si deve “chiedere” al cane di non tirare e lui indossa un collare, quello che arriverà al cane sarà prima di tutto dolore/fastidio.</p>
<p>Se indossa una pettorina sarà: “Cosa c’è che mi impedisce di andare dove voglio? Aspetta che mi giro…oh si è vero! Ho il mio umano dietro!?… ma perché mi guarda sorridendo? andiamo a vedere cosa avrà di interessante da farmi fare &#8230;“</p>
<p>Inoltre il collare può creare problemi fisici a livello di trachea, muscoli, postura&#8230; non è difficile da immaginare, giusto?</p>
<p><strong><em>E ora&#8230; buone passeggiate!!!</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dott.ssa Deborah Fratucello</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702368939317 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702368956572"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_07-La_pettorina.pdf"  title="LABOKLIN aktuell june 2022" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702368971332"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_07-La_pettorina.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Pettorina per il cane: si o no?</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Microbioma intestinale nel cane</title>
		<link>https://laboklin.com/it/microbioma-intestinale-nel-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 06:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei cani i batteri colonizzano molte zone del corpo come la superficie della pelle e tutte le membrane mucose direttamente esposte all'ambiente ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Nei cani i batteri colonizzano molte zone del corpo come la superficie della pelle e tutte le membrane mucose direttamente esposte all&#8217;ambiente (p.es. il tratto respiratorio o quello urogenitale) (fig. 1). L’insieme di tutti questi microrganismi è chiamato microbioma.</p>
<p>Il distretto maggiormente colonizzato dal microbioma è il tratto gastro-intestinale. A partire da aree prive di germi, come lo stomaco e il duodeno, la concentrazione di batteri aumenta fortemente dall&#8217;intestino tenue al colon (1011-1012 batteri / gr. di feci). Studi recenti mostrano che il numero di microbi localizzati nel colon può superare quello delle cellule del corpo della cellula ospite di un fattore 10. Più del 25% delle feci dei cani è costituito da batteri intestinali: gli anaerobi ne costituiscono il 99%, una quota significativamente elevata.</p>
<p>Considerando la totalità di tutti i processi metabolici di questo complesso di batteri, il microbioma intestinale ha una capacità metabolica maggiore rispetto al fegato.</p>
<h2>Importanza e funzione della flora intestinale</h2>
<p>Il contributo che i microbi intestinali portano alla salute del soggetto, è ora confermato da un gran numero di studi scientifici. Si è scoperto che tutta una serie di complessi processi metabolici e immunoregolatori sono influenzati positivamente dalla flora intestinale.</p>
<h2>1.  Resistenza alla colonizzazione</h2>
<p>I batteri commensali intestinali costituiscono un’importante barriera microbica e prevengono l&#8217;insediamento e la moltiplicazione di germi enteropatogeni come Campylobacter o di germi opportunisti come <em>Candida</em> <em>albicans</em>. Questa funzione è principalmente mediata da tre processi:</p>
<ul>
<li>occupazione di recettori sulla membrana mucosa</li>
<li>inibizione della crescita del patogeno grazie alla secrezione di metaboliti batteriostatici o microbicidi</li>
<li>concorrenza per nutrienti, vitamine e fattori che ne promuovono la crescita.</li>
</ul>
<h2>2.   Approvvigionamento di sostanze nutritive</h2>
<p>Una microflora ben consolidata promuove il metabolismo e la circolazione della mucosa intestinale. I prodotti della degradazione batterica di carboidrati e proteine passano per diffusione nelle cellule della mucosa del colon, coprendo oltre il 50% del fabbisogno energetico degli enterociti del colon stesso. Inoltre, gli acidi grassi a corta catena secreti dai batteri, promuovono la peristalsi intestinale e quindi sostengono la funzione digestiva.</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>3.   Sistema immunitario collegato all’intestino</h2>
<p>La flora intestinale è particolarmente importante perché sostiene le difese immunitarie dell&#8217;ospite oltre a fornirgli i nutrienti necessari. Anche la semplice presenza del microbiota intestinale contribuisce ad un costante allenamento del sistema immunitario  intestinale,  mantenendo attiva la difesa immunologica contro i germi estranei.</p>
<p>Inoltre, gli agenti patogeni vengono rimossi attivamente grazie alla stimolazione della sintesi di peptidi antimicrobici come le β-defensine e le immunoglobuline (sIgA).</p>
<h2>Disbiosi intestinale</h2>
<p>Nel caso di squilibri batterici a livello intestinale, la microflora non è in grado di soddisfare i suoi compiti benefici e protettivi sulla mucosa. Una conseguenza di ciò è la riduzione della resistenza alla colonizzazione con conseguente proliferazione di patogeni obbligati o facoltativi come batteri, virus, funghi e parassiti. A causa della ridotta funzionalità della barriera mucosale, gli antigeni, le endotossine e i metaboliti ad azione centrale come le istamine, possono ad esempio passare dal lume intestinale nel corpo e provocare o intensificare i meccanismi patogenetici. Questi includono non solo disturbi gastrointestinali come diarrea, stitichezza e malattie infiammatorie intestinali, anche la comparsa delle sindromi patologiche atopiche come intolleranze alimentari, gli eczemi e i problemi del mantello sono favoriti dalla stimolazione immunologica eccessiva.</p>
<h2>Diagnostica e interpretazione</h2>
<p>Il primo passo per arrivare ad una diagnosi in corso di disturbi gastrointestinali, come per esempio in presenza di diarrea ricorrente, è l’analisi culturale microbiologica delle feci. Questa consente un&#8217;identificazione rapida ed economica di molti batteri enteropatogeni come Salmonella, Yersinia e Campylobacter e di batteri patogeni facoltativi come Klebsiella o E. coli emolitico. Inoltre, in molti casi è consigliata anche l’analisi dei marcatori mucosali, infiammatori e digestivi come la  calprotectina fecale, l’alfa-1-antitripsina, gli acidi biliari e l&#8217;elastasi pancreatica canina (fig. 2). In ogni  caso, dovrebbero venire escluse anche cause parassitarie, mediante esame microscopico o immunologico delle feci.</p>
<p>Se queste indagini non forniscono esiti di particolare rilevanza, alla diagnosi differenziale può venire in aiuto un&#8217;analisi basata sulla biologia molecolare della flora fecale. Un gran numero di batteri anaerobi con proprietà antinfiammatorie, protettive e nutritive per la mucosa (ad es. <em>Faecalibacterium prausnitzii</em>) sono difficili o addirittura impossibili da coltivare. Le indagini microbiologiche convenzionali possono rilevare quindi solo una piccolissima parte del microbiota intestinale (&lt;1%). Di conseguenza, le affermazioni che possono essere fatte con l&#8217;aiuto di tali analisi, riguardanti l&#8217;apporto metabolico delle cellule della mucosa e lo stato attuale della barriera, risultano abbastanza inadeguate.</p>
<p>Basandosi sui metodi biologici molecolari di analisi dei geni 16S-rRNA, i batteri possono venire identificati e quantificati indipendentemente dalle loro condizioni di coltura. Recentemente sono stati pubblicati studi su cani con enteropatie acute e croniche, nei quali sono stati identificati diversi gruppi batterici, principalmente anaerobi obbligati, la cui quantità era significativamente diversa da quella di un gruppo di controllo sano. Queste differenze rendono tali germi adatti ad essere presi come biomarcatori per le indagini sulla disbiosi intestinale. Sulla base di questi risultati, è stato possibile realizzare una metodica di rilevamento in tempo reale basata sulla PCR, adatta in caso di dubbio di disbatteriosi intestinale. Sono state studiate e quantificate le seguenti specie batteriche: <em>Escherichia coli, Faecalibacterium prausnitzii,</em><em> Fusobacteria spp., Blautia spp., Turicibacter spp.,</em><em> Clostridium hiranonis </em>così come il numero totale di germi presenti nell&#8217;intestino (fig. 2).</p>
<h2>Indicazioni per un&#8217;analisi di disbiosi</h2>
<p>In quali casi è utile un esame per testare una eventuale disbiosi intestinale? Qui di seguito i risultati di studi interni su animali per i quali era stata esclusa la presenza di infezioni da batteri enteropatogeni, virus o endoparassiti.</p>
<h2>1.  Disturbi digestivi con insufficienza pancreatica esocrina</h2>
<p>In questi casi vediamo animali con ridotti livelli di elastasi pancreatica nel 38% di tutti i casi di diarrea. L&#8217;immagine della flora intestinale corrisponde a quella di una disbiosi con un numero significativamente ridotto di batteri protettivi per  la mucosa e antiinfiammatori come <em>Faecalibacterium</em><em> prausnitzii </em>(ridotto fino a 10 volte). Al contrario, il numero di germi con potere proinfiammatorio come <em>coli </em>proteolitico, risulta marcatamente aumentato (fig. 2).</p>
<p>Le ragioni di ciò sono molteplici e tutt’ora ancora oggetto di ricerche a causa delle complesse correlazioni. Un fattore di selezione nella composizione del microbiota è rappresentato molto probabilmente dalla situazione metabolica alterata, causata da una difettosa attività digestiva in combinazione con un transito intestinale patologicamente accelerato. Un aumento del contenuto di carboidrati facilmente digeribili, proteine e grassi nell&#8217;intestino tenue e nella zona del colon, favorisce la crescita di germi e batteri responsabili della fermentazione con proprietà proinfiammatorie.</p>
<h2>2.  Processi infiammatori con aumento della concentrazione di calprotectina fecale</h2>
<p>Nel 19% dei casi di aumento della calprotectina fecale vediamo cambiamenti nella consistenza fecale. L&#8217;analisi della microflora per i germi marcatori prescelti, ha rivelato cambiamenti significativi rispetto a quella presente nei cani sani. I cambiamenti risultavano simili a quelli presenti nell&#8217;insufficienza pancreatica esocrina. La differenziazione della genesi non è attualmente possibile a causa del numero limitato di campioni esaminati e sembra essere improbabile anche in futuro nonostante un numero sempre maggiore di animali che potranno venire analizzati.<br />
La causa scatenante in questo caso potrebbe essere, tra le altre cose, una maggiore secrezione di proteine infiammatorie nel lume intestinale.<br />
Quindi, anche senza disturbi digestivi o senza fonti esterne di proteine (mangimi ad alto contenuto proteico), l&#8217;equilibrio batterico può lasciare spazio ad un disordine intestinale con crescita proteolitica eccessiva (fig. 3 e 4).</p>
<h2>Disbiosi intestinale: terapia</h2>
<p>Nel caso in cui venga confermata una disbiosi intestinale, quali terapie risultano utili? Dopo il trattamento sintomatico iniziale con sostanze antinfiammatorie e di sostegno per la mucosa come gli acidi umici, la zeolite o l’argilla curativa, è da valutare anche l&#8217;uso di rimedi terapeutici microbiologici.</p>
<p>Sebbene non sia ancora possibile un&#8217;integrazione diretta del microbiota anaerobico come <em>Faecalibacterium prausnitzii, Blautia </em>o <em>Turicibacter</em>, bisogna tenere anche presente che, date le complesse interazioni all’interno microbioma, non deve essere preso in considerazione necessariamente un singolo gruppo batterico. Qualsiasi interferenza con il microbioma intestinale, sia attraverso la modificazione della dieta, sia con l&#8217;integrazione alimentare con prebiotici o probiotici, influisce direttamente o indirettamente con ogni singolo componente batterico. Pertanto, l&#8217;uso di preparati microbiologici può migliorare significativamente i sintomi clinici così come può prevenire il verificarsi di recidive. Pertanto, anche l&#8217;immunoterapia orale autologa con autovaccini risulta particolarmente adatta  per migliorare la barriera immunologica e mucosale nei casi di carente proliferazione batterica.</p>
<h2>Sommario</h2>
<p>Nonostante le correlazioni causali siano in gran parte ancora oggetto di ricerca, lo studio della composizione microbica delle feci canine fornisce utili informazioni, riflettendo l’insieme di tutti i fattori che influenzano l&#8217;intestino. Grazie alla metodica di <strong>biologia molecolare su cui è basato il nuovo profilo per disbiosi, </strong>è possibile quantificare i batteri anaerobi e aerobi chiave del microbiota intestinale, utilizzando metodi moderni indipendenti dalla cultura. Si potranno così anche rilevare rapidamente e facilmente i disbatteri intestinali. I fattori che suggeriscono di procedere con un&#8217;analisi per disbiosi, sono le malattie gastrointestinali di origine sconosciuta (diarrea cronica, flatulenza, stitichezza, ecc.), i disturbi del sistema immunitario (allergie alimentari, dermatite atopica, problemi al mantello) e le immunodeficienze.</p>
<p>Come procedura non invasiva, il profilo per disbiosi risulta anche utile per il follow-up dopo terapie antinfiammatorie nel caso di malattie infiammatorie intestinali acute e croniche nonché per la valutazione della compromissione dell&#8217;ecosistema intestinale dopo una terapia antibiotica.<br />
Con l&#8217;aggiunta, nel profilo per disbiosi, della determinazione dei marcatori di mucosa e dell’infiammazione (come calprotectina e alfa-1-antitripsina), dell’indagine micologica e microscopica per parassiti, possono venire rilevate simultaneamente, facilmente e rapidamente un gran numero di noxae mucosali e di cause di disturbo della barriera intestinale.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702370930290 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-top vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<h5><strong>Letteratura</strong></h5>
<h6><strong><span style="color: #808080;">Guard BC, Suchodolski JS.: Canine intestinal microbiologyand metagenomics: from phylogeny to function. J Anim Sci. 2016;94: 2247–61. Herstad KMV, Gajardo K, Bakke AM et al.: A diet change from dry food to beef induces reversible changes on the faecal microbiota in healthy, adult client-owned dogs. BMC Vet Res. 2017;13:147. Honneffer JB, Minamoto Y, Suchodolski JS.: Microbiota alterations in acute and chronic gastrointestinal inflammation of cats and dogs. World J Gastroentero. 2014;20:16489–97. Isaiah A, Parambeth JC, Steiner JM et al.: The fecal microbiome of dogs with exocrine pancreatic insufficiency. Anaerobe. 2017;45:50–8. MK AlShawaqfeh, B Wajid et al.: A dysbiosis index to assess microbial changes in fecal samples of dogs with chronic inflammatory enteropathy. FEMS Microbiology Ecology. 2017;11:136</span></strong></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_inner vc_row-fluid vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702370962574"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-Microbioma_cn.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702371016301"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-Microbioma_cn.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Microbioma intestinale nel cane</strong></a></p>

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	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alimentazione e comportamento animale: Quanto sono collegati?</title>
		<link>https://laboklin.com/it/alimentazione-e-comportamento-animale-quanto-sono-collegati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 05:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[L'uomo ha deciso di convivere con cane e gatto inizialmente per motivazioni utilitaristiche ma successivamente anche per compagnia e dedizione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>L&#8217;uomo ha deciso di convivere con cane e gatto inizialmente per motivazioni utilitaristiche ma successivamente anche per compagnia e dedizione.</p>
<p>Questa convivenza, per svolgersi al  meglio per entrambi, deve essere affrontata con coscienza e conoscenze precise.</p>
<p>&gt; MAGGIORI DIFFICOLTÀ</p>
<p>Capire gli atteggiamenti del nostro animale e fargli capire le nostre intenzioni.</p>
<p>&gt; COME CI AIUTA IL MOMENTO DEL PASTO NELLA NOSTRA QUOTIDIANITÀ?</p>
<p>Il momento  del pasto  rappresenta un&#8217;ottima occasione di dialogo, conoscenza reciproca, una base comunicativa da non sottovalutare anche se la finalità primaria rimane quella della perfetta salute del nostro pet.<br />
È un&#8217;occasione per responsabilizzare i bambini, sempre sotto la supervisione degli adulti. È un momento molto gratificante per le persone anziane.<br />
È un&#8217;occasione per ribadire e ripassare le regole di base dell&#8217;educazione alimentare.</p>
<p>&gt; LE REGOLE DI BASE DELL&#8217;ALIMENTAZIONE</p>
<p>Mettere a disposizione alimenti  di  ottima qualità (alimentazione casalinga &#8211; con il supporto di un veterinario nutrizionista &#8211; o industriale &#8211; ma sapendo comprendere e valutare l&#8217;etichetta) e in quantità sufficiente (chiedendo al medico veterinario di fiducia / nutrizionista per conoscere le esigenze del singolo animale).</p>
<p>Non considerare il nostro animale &#8220;quasi come noi persone&#8221;.</p>
<p>Purtroppo le statistiche in merito alle patologie di origine alimentare rimandano una NON corretta nutrizione degli animali da parte di molti proprietari e purtroppo gli effetti di ciò possono non essere immediati.</p>
<p>&gt; EFFETTI DI UNA NON CORRETTA NUTRIZIONE DEI NOSTRI PET</p>
<p>OBESITÀ: non ci accorgiamo di questa condizione del nostro animale perché lo vediamo quotidianamente e quindi il nostro occhio &#8220;si abitua&#8221; gradualmente al suo aumento di peso. Ne conseguono pigrizia, affaticabilità, problemi di costipazioni, problemi cutanei, artriti, problemi cardiaci.</p>
<p>DOLORE: artrosi, artriti, patologie conseguenti a eccesso di vit. A nel gatto, nefriti per eccesso di proteine, osteodistrofie (difettosa formazione del tessuto osseo) per squilibri minerali nell&#8217;alimentazione dei cuccioli.</p>
<p>Tutto questo porta ad alterazioni comportamentali anche gravi/pericolose: il dolore per esempio può portare ad episodi di aggressività improvvisi, senza preavviso e apparentemente senza causa.</p>
<p>&gt; UNA CORRELAZIONE DIRETTA TRA ALIMENTAZIONE E COMPORTAMENTO</p>
<p>&gt;&gt; può esere data dalla presenza/assenza di alcune sostanze:</p>
<ul>
<li>carenza di vit. B1 (cotture ad alte temperature senza supplementazione successiva): depressione, scarso appetito, turbe dell&#8217;orientamento</li>
<li>carenza di triptofano (razioni squilibrate) con conseguente abbassamento dei livelli di serotonina che normalmente inibisce il centro dell&#8217;aggressività</li>
<li>carenza di colina: diminuita risposta agli stimoli e capacità di memorizzazione (importante soprattutto nei cani da lavoro)</li>
</ul>
<p>&gt;&gt; e anche, non meno importante, dalla modalità di somministrazione del cibo:</p>
<ul>
<li>numero dei pasti:
<ul>
<li>solitamente 2</li>
<li>io ne consiglio 3: così rispecchiamo le nostre abitudini, da un punto di vista sociale è un aiuto a condividere questo momento che aiuta a far sentire tutti parte dello stesso gruppo</li>
<li>piccoli e frequenti in casi particolari (obesità, cani che lavorano, cani di grossa taglia per prevenire la torsione dello stomaco)</li>
<li>1: avremo un lungo periodo di digiuno quotidiano e di conseguenza una manifestazione di &#8220;tensione da fame&#8221; che si ripercuote troppo spesso in turbe comportamentali.</li>
</ul>
</li>
<li>i pasti andrebbero dati possibilmente sempre alla stessa ora per rispettare l&#8217;orologio biologico e il carattere abitudinario dei nostri pet.</li>
</ul>
<p>&gt; TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ SVOLTA DAL CANE</p>
<p>Non dimentichiamoci che l&#8217;alimentazione deve variare a seconda dello stile di vita del nostro pet, della sua attività.</p>
<p>&gt; Cani con maggiori/specifici fabbisogni:</p>
<ul>
<li>che lavorano a livello fisico (da slitta per esempio)</li>
<li>che lavorano a livello psichico (cani per ciechi, antidroga)</li>
<li>che lavorano a livello fisico e psichico (da caccia)</li>
</ul>
<p>Un&#8217;attività muscolare richiede un maggior apporto calorico, ma bisogna anche valutare una concentrazione della razione con un aumento dei tenori in proteine, grassi e altri elementi nutritivi.</p>
<p>Un&#8217;attività psichica richiede specifici integratori.</p>
<p>&gt; Negli ultimi periodi si studia molto il microbioma/microbiota anche negli animali d&#8217;affezione. Gli squilibri di questo si ripercuotono sulla corretta funzionalità dell&#8217;organismo in generale, sul sistema immunitario e anche sul comportamento.</p>
<p>*** *** ***</p>
<p>Conosciamo tutti il detto: &#8220;<strong>Mens sana in</strong> <strong>corpore</strong> <strong>sano</strong>&#8220;, giusto?<br />
Per avere un corpo sano dobbiamo partire dalle basi: alimentazione corretta prima di tutto e movimento all&#8217;aria aperta.</p>
<p>Il consiglio quindi è quello di PREVENIRE!</p>
<p>Poniamo attenzione fin da subito a cosa, come, quanto e quando somministriamo a livello alimentare al nostro cane per evitare spiacevoli conseguenze in futuro, sia dal punto di vista della salute fisica che, altrettanto importante, comportamentale del nostro amato compagno!</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dott.ssa Deborah Fratucello</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702372405839 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702372421041"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-Alimentazione_e_comportamento_animale_quanto_sono_collegati.pdf"  title="LABOKLIN aktuell" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702372433768"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-Alimentazione_e_comportamento_animale_quanto_sono_collegati.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alimentazione e comportamento animale: Quanto sono collegati?</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vantaggi della PCR come esame per il rivelamento di dermatofiti</title>
		<link>https://laboklin.com/it/i-vantaggi-della-pcr-come-esame-per-il-rivelamento-di-dermatofiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2019 05:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[La dermatofitosi, nei cani e nei gatti, è una frequente malattia fungina superficiale della pelle. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>La <strong>dermatofitosi, nei cani e nei gatti</strong>, è una frequente malattia fungina superficiale della pelle. Risulta rilevante in quanto è contagiosa, infettiva e può essere trasmessa alle persone.</p>
<p>Nelle specie canina e felina, i tre funghi causativi più comuni di dermatofitosi sono: <em>Microsporum</em> <em>canis</em>, <em>Microsporum</em> <em>gypseum</em> e <em>Trichophyton</em> <em>mentagrophytes</em>.</p>
<p>La dermatofitosi viene diagnosticata utilizzando diversi <strong>test diagnostici comple</strong><strong>mentari</strong>, tra cui la lampada di Woods e l&#8217;esame diretto per rilevare l&#8217;infezione attiva dei peli, la coltura dei dermatofiti per mezzo della tecnica dello spazzolino che porta a diagnosticare le specie fungine coinvolte e monitorare la risposta alla terapia e l&#8217;esame istopatologico con speciali colorazioni per funghi nel caso di noduli o infezioni atipiche.</p>
<p>La <strong>lampada di Wood </strong>e l&#8217;<strong>esame</strong><strong> diretto</strong> hanno un alto tasso di risultati falsi negativi e falsi positivi. Solo il 50% di <em>M. canis </em>sono rilevabili con la lampada di Wood e altri dermatofiti non presentano alcuna fluorescenza.</p>
<p>L&#8217;<strong>esame</strong><strong> microscopico diretto </strong>non è un test sensibile perché le spore sono spesso difficili da vedere e può anche mancare di specificità a causa della presenza di funghi saprofiti lungo il fusto del pelo. I risultati falsi positivi e falsi negativi sono più comunemente dovuti ad attrezzature inadeguate, mancanza di ingrandimento, mancanza di idoneità del paziente, scarsa tecnica o mancanza di esperienza.</p>
<p>La <strong>coltura di dermatofiti </strong>è un test molto sensibile e consente l&#8217;identificazione delle specie. Tuttavia, la coltura fungina richiede conoscenze specialistiche per una corretta valutazione. Inoltre, la coltivazione dei funghi può richiedere fino a 40 giorni.</p>
<p>I <strong>test diagnostici molecolari </strong>forniscono una rilevazione rapida, sensibile e specifica dei dermatofiti.</p>
<p>Il pannello rileva <strong><em>Microsporum</em></strong> <strong><em>spp.</em></strong> <strong><em>e</em></strong> <strong><em>Trichophyton</em></strong><strong><em> spp. </em></strong>utilizzando i test PCR ed ha una sensibilità superiore al 95% ed una specificità del 99%.</p>
<p>Un test PCR positivo può essere il risultato di una infezione attiva, della semplice presenza del fomite o di organismi fungini non vitali derivanti da un&#8217;infezione trattata con successo. Non ci sono prove che la PCR sia influenzata da un trattamento sistemico.</p>
<p>Gli esiti falsi negativi sono molto rari e possono verificarsi a causa di tecniche di campionamento non ottimizzate o nel caso in cui non venga utilizzato un marker per dermatofiti corretto, dato che molte infezioni nei cani sono dovute a patogeni diversi da<em> M. canis.</em></p>
<p><strong>Il test PCR per dermotofiti fornisce un</strong> <strong>esito</strong> <strong>entro</strong> <strong>2-4</strong> <strong>giorni</strong> <strong>lavorativi</strong> (contro la tempistica di 1-3 settimane utilizzando colture fungine convenzionali).</p>
<p>I campioni richiesti sono:</p>
<p>peli provvisti di follicolo pilifero, raschiati e squame cutanei.</p>
<p>Tutti i risultati positivi saranno automaticamente seguiti da una PCR di differenziazione. Questo renderà possibile l&#8217;identificazione dei dermatofiti più comuni, tra cui: <em>Microsporum</em> <em>canis</em>, <em>M.</em> <em>gypseum</em>, <em>M.</em> <em>persicolor</em>, <em>Arthroderma</em> <em>benhamiae</em>, <em>Trichophyton</em> <em>mentagrophytes</em>, <em>T. equinum </em>e <em>T. Verrucosum</em>.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1702373372198 vc_column-gap-10 vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702373392744"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner vc_icon_element-color-custom vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style- vc_icon_element-background-color-grey" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-I_vantaggi_della_PCR_come_esame_per_il_rivelamento_di_dermatofiti__01.pdf"  title="LABOKLIN aktuell" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1702373427243"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2019_06-I_vantaggi_della_PCR_come_esame_per_il_rivelamento_di_dermatofiti__01.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>I vantaggi della PCR come esame per il rivelamento di dermatofiti</strong></a></p>

		</div>
	</div>
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