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	<title>Aggiornamenti LABOKLIN 2016 &#8211; LABOKLIN Europe</title>
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	<description>Laboratory for clinical diagnostics</description>
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	<item>
		<title>Batteriologia</title>
		<link>https://laboklin.com/it/batteriologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 10:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[Per avere un esito attendibile nella rilevazione degli agenti patogeni mediante gli esami batteriologico e micologico (coltura) o tramite la metodica PCR (Polymerase  Chain Reaction), sono importanti sia una adeguata raccolta di materiale che un corretto invio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper" id="wpb-content-root"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Per avere un esito attendibile nella rilevazione degli agenti patogeni mediante gli esami batteriologico e micologico (coltura) o tramite la metodica PCR (Polymerase Chain Reaction), sono importanti sia una adeguata raccolta di materiale che un corretto invio.</p>
<p>I campioni dovrebbero essere prelevati in modo che non avvenga alcuna contaminazione con la flora fisiologica. Le informazioni sulla specie animale e sulla sede del prelievo sono importanti in quanto è possibile e necessario in alcuni casi utilizzare speciali terreni per la coltivazione di determinati batteri.</p>
<h2>Strisci</h2>
<p>Per l’<u>esame</u><u> colturale</u> sono necessari tamponi con terreno di trasporto. Per batteri che sono coltivabili con difficoltà è da  preferire  un terreno di trasporto con carbone (p.es. per <em>Taylorella</em><em> equigenitalis</em>).</p>
<p>Se la rilevazione dell’agente patogeno non avviene tramite coltura ma <u>tramite PCR</u>, è necessario utilizzare un tampone senza terreno di trasporto (p.es. per Clamidia e Micoplasmi).</p>
<p>Per alcuni agenti patogeni sussiste  la possibilità di rilevarli per mezzo di una coltura o di una PCR. A seconda del metodo scelto è necessario inviare il tampone apposito (p.es.: <em>Taylorella</em> <em>equigentialis,</em> <em>Streptococcus</em> <em>equi</em> <em>equi,</em> <em>Rhodococcus equi,</em> <em>Bordetella</em>).</p>
<p><u>Conservazione e trasporto</u>: a temperatura ambiente.</p>
<p><u>Particolarità</u></p>
<ul>
<li><u>Ascessi</u>: il rilevamento colturale è difficoltoso in quanto agenti patogeni già danneggiati o fagocitati non crescono. La cosa migliore sarebbe prelevare con un tampone un campione dell’interno della capsula ascessuale. È raccomandabile anche ricercare gli anaerobi che devono essere richiesti a parte.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><u>Taylorella  equigenitalis </u></em>(<u>CEM</u>):  per l’esame colturale necessitiamo di un tampone con terreno di trasporto con carbone. Il trasporto dovrebbe avvenire con temperatura refrigerata ma non congelata (siberino avvolto nella carta assorbente). La PCR non è riconosciuta come esame per esportazione.</li>
</ul>
<h2>Liquidi</h2>
<p>I l<u>iquidi</u><u> prelevati da localizzazioni sterili</u> (articolazioni, liquido cerebrospinale, cavità addominale) andrebbero conservati a temperatura ambiente, i liquidi prelevati da localizzazioni non sterili andrebbero conservati refrigerati.</p>
<p><u>Puntati, secreti, lavaggi broncoalveolari</u></p>
<ul>
<li>Se in piccole quantità, vanno prelevate con un tampone e questo va inviato nel terreno di trasporto; grandi quantità possono essere raccolte e inviate in una provetta sterile.</li>
<li>La ricerca per Actinomiceti e Nocardia deve essere richiesta a a parte.</li>
</ul>
<p><u>Urine</u></p>
<p>Per la raccolta delle urine, la metodica tramite cistocentesi è quella da preferire. Altre possibilità sono tramite catetere sterile o la raccolta del getto dell’urina.</p>
<p>L’urina può venire inviata in un contenitore sterile o con l’uricult. È chiaramente possibile anche l’invio di un tampone di urina con terreno di trasporto. In questo caso però non potrà seguire la conta degli agenti patogeni.</p>
<h2>Peli e croste per la ricerca di dermatofiti</h2>
<p>Peli con bulbo pilifero e croste vanno prelevati dalla zona periferica della lesione cutanea.</p>
<p>Tali campioni vanno posti ed inviati in buste di carta o fogli di alluminio puliti.</p>
<h2>Feci</h2>
<p>Per molti profili è consigliato inviare il contenitore per feci riempito per i ¾</p>
<p>La conservazione deve avvenire normalmente a temperatura ambiente ma se la raccolta avviene nel fine settimana o nella stagione calda allora il campione deve essere conservato refrigerato. In caso di sospetto di Salmonella le feci non vanno refrigerate.</p>
<h2>Emocoltura</h2>
<p>Il prelievo e riempimento delle bottiglie per emocoltura e la loro conservazione devono avvenire a temperatura ambiente.</p>
<p>Il prelievo di sangue dovrebbe avvenire nel corso di un episodio febbrile. È consigliato l’invio di 2-3 bottiglie per emocoltura (prelievi in diversi momenti, ad intervalli minimi di 1 ora).</p>
<p>La ricerca avverrà sia per batteri aerobi che anaerobi.</p>
<h2>Igiene</h2>
<p><u>Controllo della disinfezione delle superfici</u></p>
<p>Su richiesta vengono inviate speciali piastre con agar. Dopo la pulizia e la disinfezione della superficie, le piastre vengono posizionate per 1-2 minuti con la superficie con agar sulla superficie da esaminare.</p>
<p><u>Controllo degli sterilizzatori</u></p>
<p>Su richiesta vengono inviati i bioindicatori. Questi (vanno mantenuti nella confezione blu nella quale si trovano) vengono aggiunti al materiale da sterilizzare e sterilizzati insieme a questo. Il controllo positivo non deve essere sterilizzato.</p>
<h2>Materiale per l’invio</h2>
<p>Tamponi con e senza terreno di trasporto possono venire richiesti gratuitamente.</p>
<p>Le bottiglie per emocoltura hanno un costo aggiuntivo. Per il loro invio necessitiamo di un ordine scritto.</p>
<h2>Tempistica per la refertazione</h2>
<p>La ricerca di agenti aerobi normalmente necessita di 2-3 giorni mentre la ricerca per agenti anaerobi necessita di 1 settimana.</p>
<p>L’esame micologico ha una durata di 7 giorni; la tempistica per l’analisi di peli o tamponi cutanei per dermatofiti arriva fino a 4 settimane.</p>
<p>Esame colturale per <em>Taylorella equigenitalis</em>: il periodo di incubazione richiesto per l&#8217;esportazione in Canada è di 14 giorni, in Norvegia è 21 giorni, altrimenti è di 7 giorni.</p>
<h2>Costi aggiuntivi</h2>
<p>La differenziazione degli agenti patogeni tramite MALDI-TOFF è compresa nell’esame batteriologico. La differenziazione sierologica (p.es. nel caso  di Salmonelle), l’allestimento dell’antibiogramma così come la determinazione di agenti patogeni multiresistenti (p.es. MRSA, ESBL) hanno un costo aggiuntivo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div style="--wpb-column-gap: 10px" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1710419641381 vc_column-gap-10 wpb_column-gap vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710419657915"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner  vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style-" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_11_batteriologia-1.pdf"  title="LABOKLIN aktuell" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710419677799"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_11_batteriologia-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Batteriologia</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monitoraggio delle terapie nel cane e gatto</title>
		<link>https://laboklin.com/it/monitoraggio-delle-terapie-nel-cane-e-gatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 10:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel  corso  di  alcune  malattie  o  durante  la somministrazione di alcuni farmaci, può/deve essere eseguito un monitoraggio della terapia. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper" id="wpb-content-root"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Introduzione</h2>
<p>Nel corso di alcune malattie o durante la somministrazione di alcuni farmaci, può/deve essere eseguito un monitoraggio della terapia. Questo controllo consiste in primo luogo nel determinare i livelli del farmaco come per esempio durante la somministrazione di antiepilettici. Livelli troppo alti di farmaco possono verificarsi per esempio anche in cani con il difetto genetico di MDR1, rilevante per esempio nel corso di terapie oncologiche. Ma il monitoraggio terapeutico può consistere anche nella determinazione di ormoni endogeni la cui formazione può venire influenzata dai farmaci. Così possono venire evitati iper- o ipo-dosaggi ed i conseguenti gravi effetti collaterali.<br />
In secondo, luogo specifici livelli sierici del farmaco sono necessari per ottenere una terapia efficace.</p>
<h2>Ipotiroidismo nel cane</h2>
<p>Dopo aver diagnosticato un ipotiroidismo nel cane, diversi sono i farmaci a disposizione del medico veterinario.</p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>2 x die 10µg/kg p.v. – Canitroid®</li>
<li>1 x die 20µg/kg p.v. – Leventa®</li>
</ul>
<p>Monitoraggio della terapia:</p>
<ul>
<li>almeno 4 settimane dall&#8217;inizio della terapia</li>
<li>prelievo di sangue 4 ore dopo la somministrazione del farmaco</li>
<li>misurazione della tiroxina totale (T4) nel siero</li>
</ul>
<p>Una settimana dopo l&#8217;inizio della terapia si dovrebbe avere un miglioramento del quadro clinico con aumento dell&#8217;attività dell&#8217;animale; per osservare un miglioramento di altri sintomi come alterazione del mantello o perdita di peso dovremo attendere settimane o mesi. Un livello sierico stabile viene raggiunto solamente dopo diverse settimane di trattamento.</p>
<p>Avvertenza:<br />
il valore della T4 dovrebbe essere compreso tra i parametri di riferimento di 1,3 e 4,5 µg/dl. Se dovesse risultare un valore troppo basso, si può provare ad aumentare la dose. Tenere conto che anche gli anticorpi sono responsabili di un valore ulteriormente ridotto. In questo caso sarebbe eventualmente da prendere in considerazione un cambio di terapia o una preparazione mista con triiodotironina.</p>
<h2>Ipertiroidismo nel gatto</h2>
<p>Per il controllo terapeutico dell&#8217;ipertiroidismo, i gatti devono aver iniziato il trattamento da alcuni giorni. Allo stesso tempo bisognerebbe misurare non solo la tiroxina totale (T4) ma anche i valori renali di urea e creatinina. Dietro ad un ipertiroidismo di  può nascondere una insufficienza renale cronica.</p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>tiamazolo (Felimazole®):<br />
2 x die 2,5 &#8211; 5 mg/gatto,<br />
Un aumento del dosaggio è possibile a dosi di 2,5 mg</li>
</ul>
<ul>
<li>carbimazolo (Vidalta®):<br />
1 x die 10 &#8211; 15 mg/gatto,<br />
Un aumento del dosaggio è possibile a dosi di 5 mg</li>
</ul>
<p>Monitoraggio della terapia:</p>
<ul>
<li>10 giorni dopo la prima somministrazione di carbimazolo (Vidalta®)</li>
<li>3 settimane dopo la prima somministrazione di tiamazolo (Felimazole®)</li>
<li>In seguito ogni 2 &#8211; 4 settimane fino ad un valore stabile della tiroxina totale nel siero</li>
</ul>
<p>Il valore della  tiroxina dovrebbe rimanere nell&#8217;intervallo dei valori di riferimento, tra 0,9 e 2,9 ug/dl. Infine il monitoraggio dovrebbe avvenire dopo tre-sei mesi. Il campione di sangue può essere prelevato indipendentemente dal momento della somministrazione del farmaco; è necessario un campione di siero. I valori renali dovrebbero quindi essere sempre determinati insieme al valore del T4 per modificare eventualmente la dose di farmaco tireostatico.</p>
<h2>Sindrome di Cushing nel cane</h2>
<p>Qualunque sia la causa &#8211; adrenergica o ipofisaria &#8211; è approvato come trattamento per il cane il trilostano (Vetoryl®). Poiché i pazienti reagiscono molto individualmente al dosaggio raccomandato, è obbligatorio un attento monitoraggio.</p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>Vetoryl®: 1 x die 2 mg/kg p.v., in base alle combinazioni disponibili dei formati delle È possibile aumentare la dose fino ad un massimo di 1 mg/kg p.v..</li>
</ul>
<p>Monitoraggio della terapia:<br />
Il controllo della terapia viene eseguita per mezzo di un test di stimolazione con ACTH, il primo controllo deve avvenire 10 giorni dopo l&#8217;inizio della terapia, poi a 4 e a 12 settimane dopo l&#8217;inizio del trattamento o dopo l&#8217;aggiustamento della dose. Se il cane risponde bene alla dose somministrata, i controlli devono essere effettuati ogni 3 mesi.</p>
<p><em>T</em><em>e</em><em>st</em><em> di</em> <em>stimolazione con</em> <em>ACTH</em>:</p>
<ul>
<li>prelievo di sangue, determinazione del cortisolo basale nel siero</li>
<li>iniezione di ACTH (Synacthen®): 5 µg/kg p.v., e.v. o i.m.</li>
<li>prelievo di sangue 1 ora dopo, determinazione del valore di stimolazione del cortisolo nel siero</li>
</ul>
<p>Valutazione:<br />
Il valore del cortisolo post-stimolazione in un cane sotto terapia con Vetoryl® dovrebbe risultare tra 18 e 73 ng/ml. Se il valore di stimolazione risulta maggiore, ma i sintomi clinici come PU/PD e polifagia si sono normalizzati, la dose di Vetoryl® può essere mantenuta. Nel caso in cui i sintomi clinici persistano invece, sarà necessario aumentare la dose. Se il valore di stimolazione risulta inferiore a 10 ng/ml, sussiste il rischio di M. Addison, quindi la dose dovrà essere ridotta. Successivamente dovrà avvenire un controllo utilizzando il test di stimolazione con ACTH da circa 10 a 14 giorni dopo la riduzione della dose.</p>
<h2>Epilessia</h2>
<p><em>Imepitoina</em> <em>(Pexion®):</em></p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>dosaggio iniziale: 2 x die 10 mg/kg p.v.</li>
<li>dose massima 2 x die 30 mg/kg p.v.</li>
</ul>
<p>La dose deve essere regolata a seconda della frequenza delle crisi, una determinazione del livello del farmaco non è significativa a causa della breve emivita dell&#8217;imepitoina nel sangue.</p>
<p><em>Fenobarbital</em> <em>(Luminale®,</em> <em>Phenoleptil®):</em></p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>2 x die 3 mg/kg p.v. fino ad una dose massima di 2 x die 5-15 mg/kg p.v.</li>
</ul>
<p>Monitoraggio della terapia:<br />
3 settimane dopo l&#8217;inizio della terapia, da questo momento si può considerare costante il livello del farmaco nel sangue. Il campione di sangue può essere prelevato indipendentemente dal momento della somministrazione del farmaco, i livelli del farmaco dovrebbero risultare tra 20 e 30 ug/ml.<br />
Dato che la somministrazione di fenobarbitale può portare ad un aumento dei valori epatici e può indurre una pancreatite, dovrebbero essere controllati anche sia gli enzimi epatici che i trigliceridi.<br />
Se, nonostante valori di controllo accettabili, abbiamo ancora ulteriori attacchi epilettici, può venir presa in considerazione una combinazione con il potassio bromuro (Libromide®).</p>
<p><em>Potassio</em> <em>bromuro</em> <em>(Libromide®):</em></p>
<p>Dosaggio:</p>
<ul>
<li>monoterapia: 2 x die 30-40 mg/kg p.v.</li>
<li>terapia in combinazione con fenobarbitale: 1 x die 30 mg/kg p.v.</li>
</ul>
<p>Il primo monitoraggio della terapia può avvenire solo dopo circa 3 mesi dall&#8217;inizio del trattamento dato che solo allora avremo una concentrazione sierica stabile che dovrà risultare tra i 1200-3000 ug/ml. Si misura il bromuro nel siero, il momento del prelievo sarà indipendentemente dal momento della somministrazione del farmaco. Dato che il potassio bromuro è escreto per via renale, la sua somministrazione è da prendere in considerazione soprattutto in pazienti con danno epatico. Per i gatti il bromuro di potassio non è adatto a causa del ristretto indice terapeutico.</p>
<h2>Ciclosporina A (Atoplus®, Sporimmune®, Cyclavance®)</h2>
<p>Questo principio attivo è utilizzato in caso di atopie e di altre malattie immuno-mediate. Oltre al suo effetto desiderato di immuno-soppressione, può indurre un diabete di tipo II a causa della insulino-resistenza. Come effetto collaterale aggiuntivo per i proprietari, può causare anche iperplasia nella zona della bocca.</p>
<p>Dosaggio Terapia iniziale:</p>
<ul>
<li>cane: 1 x die 5 mg/kg p.v.</li>
<li>gatto: 1 x die 7 mg/kg p.v.</li>
</ul>
<p>Terapia di mantenimento:</p>
<ul>
<li>cane: 5 mg/kg p.v. ogni 2-4 giorni</li>
<li>gatto: 7 mg/kg p.v. ogni 2-4 giorni</li>
</ul>
<p>Monitoraggio della terapia:<br />
1-2 giorni dopo l&#8217;inizio del trattamento; il campione di sangue viene prelevato prima della somministrazione del farmaco per determinarne il livello minimo. Deve essere inviato necessariamente sangue intero in EDTA. Altri farmaci possono influenzarne notevolmente la farmacocinetica e quindi i livelli di attività. A seconda del quadro clinico dovrebbe quindi venire controllato periodicamente il livello del farmaco che nel cane dovrebbe risultare tra i 100 e 500 ng/ml e nel gatto tra i 250 e i 1000 ng/ml. A causa del rischio di diabete mellito sopra descritto, dovrebbero venire misurati regolarmente anche il glucosio e le fruttosamine.</p>
<h2>Terapia di pazienti oncologici</h2>
<p>Le mutazioni del gene MDR1 influenzano in molte razze, soprattutto nel caso dei cani da pastore, il metabolismo non solo della loperamide ma anche di numerosi altri farmaci. Si raccomanda in questi casi l&#8217;esecuzione del test genetico per la rilevazione / esclusione della mutazione MDR1. Nel caso di animali portatori della mutazione spesso è sufficiente una riduzione del dosaggio del farmaco del 10-15%, soggetti invece omozigoti affetti devono essere trattati con una riduzione del suo dosaggio del 25-30%.</p>
<p>Farmaci coinvolti:</p>
<ol>
<li>antracicline: doxorubicina, daunorubicina, epirubicina</li>
<li>altri antibiotici antitumorali: dactinomicina, mitoxantrone</li>
<li>alcaloidi della Vinca: vincristina, vinblastina, vinorelbina</li>
<li>podofillotossina: etoposide</li>
<li>taxano: docetaxel, paclitaxel</li>
<li>actinomicine: dactinomicina</li>
</ol>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div style="--wpb-column-gap: 10px" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1710490629216 vc_column-gap-10 wpb_column-gap vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710490644829"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner  vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style-" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_10_monitoraggio_delle_terapie.pdf"  title="LABOKLIN aktuell" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710490655809"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_10_monitoraggio_delle_terapie.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Monitoraggio</strong> <strong>delle</strong> <strong>terapie</strong> <strong>nel</strong> <strong>cane</strong> <strong>e gatto</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pancreatite e insufficienza pancreatica: come ci aiutano PLI,	TLI, vitamina B12 e Co?</title>
		<link>https://laboklin.com/it/pancreatite-e-insufficienza-pancreatica-come-ci-aiutano-plitli-vitamina-b12-e-co/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 11:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pancreas è un organo molto importante per la digestione in cani e gatti, è composto da una parte esocrina e una endocrina.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper" id="wpb-content-root"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Il pancreas è un organo molto importante per la digestione in cani e gatti, è composto da una parte esocrina e una endocrina. Il pancreas esocrino, come ghiandola sierosa, secerne enzimi essenziali per la digestionedi tutte le classi rilevanti di sostanze nutritive. Considerato anatomicamente, il pancreas esocrino è costituito da acini e dotti. Gli enzimi vengono prodotti dalle cellule ghiandolari negli acini e sono poi immagazzinati in granuli.</p>
<h2>1. Pancreatite</h2>
<p>La pancreatite è un&#8217;infiammazione molto dolorosa del pancreas causata da una precoce attivazione e liberazione degli enzimi proteolitici dagli acini.</p>
<p>Come conseguenza abbiamo distruzione locale e sistemica dei tessuti provocata dagli enzimi pancratici stessi ed anche per mezzo di mediatori dell&#8217;infiammazione che vengono liberati durante il processo. Vengono colpiti principalmente cani e gatti di media età / anziani. Abbiamo anche alcune predisposizioni di razza: Schnauzer nano, Yorkshire Terrier, Barbone. Nei gatti il Siamese sembra la razza più colpita.</p>
<p>Il verificarsi della pancreatite nei piccoli animali è nota da tempo. Inizialmente i segni di infiammazione del tessuto pancreatico sono stati osservati più facilmente casualmente durante le necroscopie di cani e gatti. Ciò ha portato a supporre che la pancreatite in cani e gatti si verificasse molto più spesso di quanto si pensasse. Molti gruppi di ricerca hanno contribuito ad una migliore comprensione di questa malattia, ma nonostante ormai sia riconosciuto che le malattie del pancreas esocrino, in particolare la pancreatite, sono molto più comuni in cani e gatti di come si pensava originariamente, la loro diagnosi clinica e trattamento non sono diventati più facili.</p>
<p>La natura dei sintomi è molto aspecifica, possiamo avere anoressia, vomito, dolore addominale, debolezza, diarrea, (ittero nel gatto), ma non tutti  i sintomi compaiono sempre insieme e nel corso di decorsi lievi possono anche non essere rilevabili alterazioni. Nel gatto i sintomi clinici sono ancora meno chiari rispetto al cane. La pancreatite dovrebbe quindi venire presa in considerazione nelle diagnosi differenziali in tutti i casi di disturbi gastrointestinali.</p>
<h2>2. Pancreatite diagnosi / diagnostica ‒ di laboratorio</h2>
<p>Emocromo e biochimico mostrano solitamente solo alterazioni aspecifiche che sono da ricondursi eventualmente alla presenza di vomito e diarrea. Queste alterazioni non aiutano nella diagnosi ma sono utili per valutare lo stato di salute del paziente.</p>
<p><strong>2.1 Amilasi / Lipasi</strong></p>
<p>Questi due enzimi non sono specifici del pancreas ma li ritroviamo anche nell&#8217;intestino, nella muscolatura, nelle ghiadole salivari e nel fegato. La sensibilità della lipasi nel cane è del 55% circa. Un aumento della lipasi di circa 3 volte è relativamente specifica nel cane ma possiamo avere una pancreatite anche se l&#8217;attività della lipasi non risulta aumentata. Nel gatto amilasi e  lipasi sono  ancora meno specifiche che nel cane. Entrambi  questi enzimi possono essere aumentati nel corso di patologie a fegato e reni, neoplasie o dopo somministraztione di glucocorticoidi e chetoacidosi diabetica.</p>

		</div>
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			<p><strong>2.2 TLI (immunoreattività tripsinosimile)</strong></p>
<p>Con questo paramentro vengono misurati la tripsina e il suo precursore inattivo, il tripsinogeno. Il tripsonogeno viene sintetizzato esclusivamente dal pancreas. Tuttavia, solo circa il 30-60% di tutti i cani e gatti con pancreatite mostrano un aumento di questo valore. Probabilmente ciò è dovuto alla emivita molto breve dell&#8217;enzima (&lt;20 minuti). Anche l&#8217;assunzione di cibo e le patologie renali portano ad un aumento di questi valori. Il TLI è un indicatore migliore per quanto riguarda l’insufficienza del pancreas esocrino.</p>
<p><strong>2.3 PLI (immunoreattività  della  lipasi pancreatica)</strong></p>
<p>La lipasi pancreatica è sintetizzata esclusivamente nelle cellule acinose del pancreas. Fisiologicamente piccole quantità di lipasi pancreatica si ritrovano nella circolazione periferica. Se nel corso di una pancreatite si ha la distruzione delle cellule acinose, la lipasi pancreatica raggiunge livelli elevati in circolo. Il grado di aumento della sua concentrazione è correlato con il grado di infiammazione e quindi di distruzione delle cellule del pancreas. La determinazione della immunoreattività pancreatica si basa sulle caratteristiche strutturali che sono specifiche per la lipasi pancreatica. Questa è una differenza fondamentale rispetto ad altri esami che misurano l&#8217;attività della lipasi. L&#8217;attività è la medesima per ogni lipasi, indipendentemente dal tessuto di origine. Sono stati sviluppati specifici test per quantificare la lipasi felina (fPLI) e canina (cPLI). La specificità nel cane è circa del 71% e la sensibilità del 93%. Nel gatto la specificità è circa del 91% e la sensibilità del 67%. La determinazione della PLI non viene influenzata da una eventuale somministrazione di enzimi sostitutivi e anche emolisi e lipemia non influenzano la sua determinazione. La PLI è molto stabile. La determinazione della PLI nel siero di cani e gatti è ad oggi riconosciuta come il test più affidabile, non invasivo per la diagnosi di pancreatite.</p>
<h2>3. Insufficienza pancreatica esocrina (EPI)</h2>
<p>In corso di EPI la sintesi e la secrezione degli enzimi pancreatici è insufficiente e questo porta a maldigestione e malassorbimento. I sintomi clinici compaiono quando il tessuto funzionale è ridotto al 10-15%. Una EPI riflette il fatto che gli animale abbiano un consumo di cibo normale o aumentato nonostante mostrino un calo di peso. Spesso questi animali hanno diarrea cronica e il mantello appare trascurato e poco brillante. Le feci nel cane spesso non sono formate, risultano molto voluminose e, a seconda della dieta, giallastre &#8211; grasse con particelle di cibo non digerito. Una EPI può essere congenita o acquisita. Nel Pastore tedesco e nel Collie sappiamo che esiste un difetto genetico che porta all&#8217;atrofia degli acini pancreatici (PAA). I soggetti colpiti si ammalano già in giovane età e possono dimagrire fino a risultare scheletrici.<br />
Molto spesso la EPI è una conseguenza di pancreatiti croniche recidivanti che non sono state riconosciute e trattate. Pertanto in questo caso saranno colpiti per lo più soggetti di media età e anziani. In rari casi anche una neoplasia del pancreas può portare ad EPI. Se la EPI è una conseguenza di una pancreatite cronica recidivante, secondariamente può svilupparsi un diabete mellito. Quasi sempre la EPI è associata ad una carenza di vitamina B12 dato che nel pancreas vengono sintetizzati anche fattori intrinseci che sono necessari per il riassorbimento della vitamina B12 nell&#8217;ileo. Inoltre mancano anche sistemi tampone e sostanze antimicrobiche, che sono sempre prodotti del pancreas esocrino.</p>
<p>Pertanto nel corso di EPI molto spesso si osserva anche una malattia dell&#8217;intestino (IBD = inflammatory bowel disease).<br />
Nel gatto la EPI si verifica molto raramente ed è per lo più conseguenza di una pancreatite cronica o anche di una ostruzione del deflusso ghiandolare (adenocarcinoma).</p>
<h2>4. Diagnosi di EPI</h2>
<p><strong>4.1 Biochimico e emocromo</strong></p>
<p>Molto spesso poco indicativo.</p>
<p><strong>4.2 TLI (immunoreattività tripsino simile)</strong></p>
<p>Come abbiamo accennato parlando di pancreatite, il TLI determina la tripsina e il suo precursore inattivo, il tripsinogeno, nel siero di cane e gatto per mezzo di test specie-specifici. È il test di scelta quando si tratta di diagnosticare una insufficienza pancreatica esocrina. La sensibilità e la specificità del TLI nel cane sono di circa il 100%. Nel gatto la sensibilità del TLI è sconosciuta, la specificità è del 85-100%. La EPI è caratterizzata da una diminuzione della concentrazione sierica di TLI, ma  nonostante questo  una diminuzione del solo TLI senza  sintomi clinici non è indicativa di EPI e dovrebbe essere confermata dopo alcune settimane. Solo un durevole abbassamento della concentrazione di TLI è indicativo di EPI.</p>
<p>Attenzione: l&#8217;animale deve essere a digiuno (almeno da 8 ore, meglio se da 12 ore) in quanto l&#8217;assunzione di cibo porta a valori falsamente aumentati di TLI. Falsi valori aumentati li ritroviamo anche in caso di insufficienza renale e in cani altamente cachettici.</p>
<p><strong>4.3 Elastasi pancreatica</strong></p>
<p>L&#8217;elastasi pancreatica è una endoproteasi resistente alla  digestione  che viene prodotta esclusivamente dalle cellule acinose del pancreas. Può venire determinata al momento solo nelle feci dei cani. Un test corrispondente nel gatto non esiste. In corso di insufficienza pancreatica esocrina, l&#8217;elastasi fecale pancreatica è notevolmente ridotta, ma può esserlo anche in animali sani, per questo un esito positivo dovrebbe venire confermato dalla successiva determinazione della TLI. (La specificità è circa del 50%). Va notato che in caso di pazienti con diarrea andiamo incontro ad un “effetto diluizione”. In questi cani il test dovrebbe essere ripetuto e dovrebbe venire misurata la TLI nel siero.</p>
<p><strong>4.4 Vitamina B12 (Cobalamina) / Acido folico</strong></p>
<p>Sono entrambi vitamine idrosolubili del gruppo Non possono venire sintetizzate dall&#8217;organismo e devono essere assunte con l&#8217;alimentazione.</p>
<p>I cibi commerciali normalmente contengono quantità sufficienti di entrambe le vitamine così che una carenza alimentare è improbabile, a meno che un animale non venga alimentato esclusivamente con una dieta vegetariana. La vitamina B12 è legata alle proteine alimentari e deve venire scissa da queste tramite gli enzimi pancreatici e venire poi legata a fattori intrinseci che provengono sempre dal pancreas per poter essere riassorbita dall&#8217;ileo.</p>
<p>Nel corso di insufficienza pancreatica non vengono sintetizzati sufficienti fattori intrinseci cosí che il riassorbimento della vitamina B12 da parte dell&#8217;ileo è ridotta. Molti batteri intestinali metabolizzano la vitamina B12, così che questa diminuzione viene ulteriormente aggravata. L&#8217;acido folico viene assorbito nell&#8217;intestino tenue prossimale attraverso recettori specifici. Se in questo tratto intestinale abbiamo una malattia che porta a danni di questi recettori, può verificarsi una carenza di folati. In caso di aumento di colonizzazione dell&#8217;intestino tenue può verificarsi anche un eccesso di folati dato che i batteri intestinali possono sintetizzare l&#8217;acido folico.</p>
<p>Dato che in corso di EPI spesso si ha una flora intestinale alterata, diagnosticamente sono di aiuto anche alterazioni nella concentrazione di acido folico e vitamina B12. Queste correlazioni rendono chiaro che una EPI può portare facilmente a una diminuzione di vitamina B12 e ad un aumento di acido folico nel siero. Per questo si consiglia il controllo di entrambe le vitamine in tutti i pazienti con sintomi gastro-intestinali e/o sospetto di EPI.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div style="--wpb-column-gap: 10px" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1703159848122 vc_column-gap-10 wpb_column-gap vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1703159716874"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner  vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style-" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_07_pancreatite_e_insufficienza_pancreatica.pdf"  title="" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1703159729833"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_07_pancreatite_e_insufficienza_pancreatica.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pancreatite e insufficienza pancreatica: come ci aiutano PLI, TLI, vitamina B12 e Co?</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologia</title>
		<link>https://laboklin.com/it/patologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2016 13:28:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2016]]></category>
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					<description><![CDATA[L’esame microscopico di sezioni di tessuto dopo fissazione in formalina (10%) e inclusione in paraffina, è utile p.es. per la diagnosi di tumori, disturbi di organi/cute o infiammazioni e infezioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper" id="wpb-content-root"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Istologia</h2>
<p>L’esame microscopico di sezioni di tessuto dopo fissazione in formalina (10%) e inclusione in paraffina, è utile p.es. per la diagnosi di tumori, disturbi di organi/cute o infiammazioni e infezioni.</p>
<p>Tutti i preparati vengono colorati come da metodica standard con H.E. (ematossilina-eosina). A seconda della necessità sono disponibili numerose colorazioni speciali (p.es. per il rilevamento di funghi, micobatteri, mastociti).</p>
<p>Precauzioni da prendere nel prelievo/invio dei campioni:</p>
<ul>
<li>inviare un <u>numero sufficiente</u> di campioni rappresentativi</li>
<li><u>evitare artefatti</u> che possono influenzano l’esame istologico: elettrocoagulazione, lacerazioni, contusioni, autolisi</li>
<li><u>dimensione</u> ideale del campione: 0,4 &#8211; 1,0 cm (tessuto sufficiententemente grande per la valutazione, abbastanza piccolo da permettere un fissaggio corretto; in caso di dubbi o necessità particolari contattateci). La valutazione dei margini del campione richiede es. l’invio del campione in toto.</li>
<li>la <u>fissazione in formalina</u> è essenziale! Il rapporto tra volume di formalina e grandezza del tessuto dovrebbe essere di 1:10, meglio se di 1:20. Non utilizzare altre sostanze come es. alcool, meglio in questi casi inviare il campione non fissato (24 ore solitamente non costituiscono un problema). Se la temperatura esterna scende sotto 0°C, aggiungere una piccola quantità di alcool per evitare il congelamento del campione.</li>
<li>l’<u>anamnesi</u> è fondamentale (compilare il modulo di richiesta esami): es. specie, età, trattamenti eseguiti, quadro clinico, localizzazione del prelievo, domande, diagnosi differenziali</li>
<li>per un campione correttamente inviato e fissato, il <u>referto</u> da parte del laboratorio viene emesso il giorno lavorativo successivo (dal lunedì al venerdì) a quello del ricevimento del campione. Eccezioni si possono avere nel caso di campioni non fissati o duri (che quindi devono essere decalcificati) oppure nel caso in cui siano necessarie colorazioni speciali.</li>
</ul>
<h2>Citologia</h2>
<p>L’esame microscopico di campioni posti su vetrino, dopo asciugatura all’aria, è utile per la valutazione delle cellule (cellule infiammatorie, tumorali, cellule di organi).</p>
<p>I vetrini vengono colorati secondo le procedure standard con la colorazione di Pappenheim. È comunque possibile anche la valutazione di campioni inviati già colorati con Diff-Quick®. In caso di necessità vengono eseguite <u>colorazioni speciali</u> (p.es. per funghi, micobatteri, rame).</p>
<p>Precauzioni da prendere nel prelievo/invio dei campioni:</p>
<ul>
<li><u>tecniche</u> possibili: striscio per aspirazione / punzione, per apposizione, mediante l’utilizzo di cytobrush o tamponi</li>
<li>per <u>evitare l’autolisi</u> (per lo più in caso di prelievi di urina e liquor) i preparati citologici dovrebbero essere preparati direttamente in clinica</li>
<li>evitare gli <u>artefatti</u>, in particolare strisci troppo spessi o che vengono schiacciati</li>
<li>asciugare gli strisci all’aria, non utilizzare calore, non coprirli</li>
<li>inviare insieme ai vetrini anche i puntati/fluidi prelevati</li>
<li>centrifugare i fluidi prelevati poveri di cellule (chiari) e strisciare il <u>sedimento</u> su uno o più vetrini (indicare “sedimento” nel modulo di richiesta esami)</li>
<li>fluidi prelevati con presenza di <u>sangue</u> dovrebbero essere inviati in provette con EDTA per evitare la coagulazione</li>
<li>indispensabile indicare l’<u>anamnesi</u> (compilare il modulo di richiesta esami)</li>
<li>i <u>referti</u> citologici vengono emessi solitamente il giorno stesso dell’arrivo del campione al laboratorio (dal lunedì al venerdì)</li>
</ul>
<p>Il <strong>costo</strong> di un esame istologico o citologico dipende dal tipo di campioni inviati / dal numero di diagnosi. P.es.: l’invio di numerose biopsie cutanee nel caso di un problema dermatologico verrà fatturato come un esame singolo. Nel caso in cui insieme venga inviato anche un tumore, avremo un costo doppio.</p>
<p>Il <strong>materiale necessario</strong> <strong>all’invio</strong> di questi campioni (moduli, contenitori con formalina, vetrini, materiale per l’invio tramite corriere) possono venire richiesti gratuitamente.</p>
<p>Nel caso ci sia bisogno di <strong>esami aggiuntivi</strong>, dovrà essere inviato il materiale idoneo,  p.es.  tamponi con terreno di trasporto per un esame batteriologico.</p>
<h2>Immunoistochimica</h2>
<p>Obiettivo: rilevare gli antigeni per mezzo di anticorpi nelle sezioni dei blocchi di paraffina, dopo valutazione istologica. L’immunoistochimica completa l’esame istologico nel caso di tumori e nel caso di necessità di rilevazione di agenti infettivi nei tessuti. Questo esame <strong>non</strong> <strong>è adatto </strong>per la diagnosi di malattie autoimmuni.</p>
<p>Rilevamento dell’origine cellulare in casi di tumori, p.es.:</p>
<ul>
<li>citocheratina (tessuto epiteliale)</li>
<li>vimentina (tessuto mesenchimale)</li>
<li>melan A (melanociti)</li>
<li>CD2/CD79a (linfociti T/B)</li>
</ul>
<p>Esame dei pattern di espressione per indicazioni prognostiche/terapeutiche, p.es.:</p>
<ul>
<li>c-Kit, Ki-67 (mastocitoma nel cane)</li>
<li>Cox-2 (tumori della vescica e dell’intestino)</li>
</ul>
<p>Rilevamento di agenti infettivi nei tessuti, p.es.:</p>
<ul>
<li>Herpesvirus felino, Parvovirus, FIP</li>
</ul>
<h2>Clonalità / PARR</h2>
<p>Una grande importanza ha acquisito il test PARR (<strong>P</strong>CR for <strong>A</strong>ntigen <strong>R</strong>eceptor <strong>R</strong>earrangement), un esame di biologia molecolare per determinare la clonalità linfocitaria in cani e gatti.</p>
<p>Nel caso in cui venga rilevata una proliferazione monoclonale delle cellule B o T, è molto probabile un linfoma che trae origine da uno di questi particolari cloni.</p>
<p>Il grande vantaggio di  questa tecnica è  che possono essere utilizzate direttamente le cellule sospette (da un blocco di paraffina o da un vetrino colorato o meno) senza necessità di un nuovo prelievo. Per questo esame sono adatti tessuti/fluidi prelevati, incluso il sangue, nei quali i linfociti risultino abbondanti.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div style="--wpb-column-gap: 10px" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1710491937633 vc_column-gap-10 wpb_column-gap vc_row-o-equal-height vc_row-o-content-middle vc_row-flex"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710491950612"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_icon_element vc_icon_element-outer vc_do_icon vc_icon_element-align-center"><div class="vc_icon_element-inner  vc_icon_element-size-xl vc_icon_element-style-" ><span class="vc_icon_element-icon fas fa-file-pdf" style="color:#e51e1e !important"></span><a class="vc_icon_element-link" href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_05_Patologia_Maggio.pdf"  title="LABOKLIN aktuell june 2022" target="_blank"></a></div></div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-10 vc_col-has-fill"><div class="vc_column-inner vc_custom_1710491969865"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_05_Patologia_Maggio.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Patologia</strong></a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dermatofiti, Sarcoptes e Demodex – sulla traccia di prurito e alterazioni della pelle tramite la PCR–reazione a catena della polimerasi</title>
		<link>https://laboklin.com/it/dermatofiti-sarcoptes-e-demodex-sulla-traccia-di-prurito-e-alterazioni-della-pelle-tramite-la-pcr-reazione-a-catena-della-polimerasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[LABOKLIN &#124; Bad Kissingen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 15:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti LABOKLIN 2016]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging-wp-int.laboklin.com/?p=1462046</guid>

					<description><![CDATA[Nel campo della diagnostica clinica la PCR-reazione a catena della polimerasi ha fatto breccia già da tempo guadagnando sempre più importanza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper" id="wpb-content-root"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dt-default" style="margin-top: 0px;margin-bottom: 0px"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Nel campo della diagnostica clinica la PCR-reazione a catena della polimerasi ha fatto breccia già da tempo guadagnando sempre più importanza. Così, con l’aiuto di esigue quantità di DNA che andiamo ad amplificare, riusciamo a trovare il patogeno ricercato nel campione di materiale appropriato nel più breve tempo possibile e senza problemi. Inoltre, data l’elevata specificità della  PCR,  l’amplificazione viene effettuata solo se la specifica sequenza che ricerchiamo viene rilevata realmente.</p>
<p>Decisiva per avere successo nella ricerca del patogeno tramite PCR è tuttavia anche la scelta del materiale corretto. Non tutti i patogeni si trovano nel sangue o vengono eliminati attraverso secreti / escreti.</p>
<h2>Dermatofitosi</h2>
<p>Le dermatofitosi si rilevano in tutto il mondo, si verificano in mammiferi, uccelli e rettili e risultano essere tra le malattie infettive più frequenti nella medicina umana. A causa della grande diversità in termini di sintomi clinici possibili, le dermatofitosi sono nel cane e nel gatto ancora difficili da diagnosticare: se da una parte vengono facilmente sopra diagnosticate, dall’altra parte non vengono affatto riconosciute.</p>
<p>Pertanto, in aggiunta alla classica coltura fungina, la PCR costituisce una nuova procedura diagnostica promettente.</p>
<p>Con la PCR vengono riconosciuti e differenziati sicuramente almeno i seguenti funghi  cutanei:  <em>Microsporum  (M.)  canis, </em><em>gypseum, M. persicolor, Trichophyton</em> <em>(</em><em>T.</em><em>)</em><em> mentagrophytes</em> <em>e T. equinum</em>.</p>
<p>La differenziazione delle specie dei dermatofiti è in conclusione possibile solo dopo un esito positivo alla PCR (rilevante p.es. per determinare la fonte dell’infezione).</p>
<p><u>Metodica</u>: PCR, se positiva sequenziamento</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: peli con bulbo, raschiati cutanei profondi, forfora, croste, unghie</p>
<p><u>Specie</u>: cane, gatto, coniglio, cavia, cavallo e altri</p>
<p>Tempistica: 2-4 giorni lavorativi</p>

		</div>
	</div>
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			<h2>Rogna sarcoptica</h2>
<p>La rogna sarcoptica è causata dai cosiddetti acari scavatori che scavano dei tunnel nello strato corneo della pelle.</p>
<p>Questi parassiti preferiscono la cute con poco pelo cosicchè li possiamo trovare più frequentemente sul margine  delle orecchie, sui gomiti, sul ventre  e sui garretti (classiche localizzazioni preferite). Con la diffusione della malattia vengono però colpite anche ampie zone del corpo. Questo acaro (<em>Sarcoptes scabiei var.</em><em> canis</em>) colpisce soprattutto i cani ma può anche essere trasmesso temporaneamente a gatti e uomini. Nel cane, accanto al forte prurito che peggiora solitamente con il caldo, troviamo lesioni della cute nelle zone elencate poco sopra.</p>
<p>Fino ad oggi la diagnostica di laboratorio offriva il rilevamento tramite microscopia (da raschiati cutanei superficiali) e la determinazione anticorpale sierologica mediante ELISA. Recentemente tuttavia è possibile richiedere regolarmente il <strong>rilevamento</strong> <strong>diretto</strong> <strong>dell’acaro</strong> <strong>tramite</strong> <strong>la</strong> <strong>PCR</strong><strong> realtime </strong>che, a differenza della metodica ELISA, è adatta anche per il monitoraggio della terapia.</p>
<p><u>Metodica</u>: PCR realtime</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: raschiati cutanei (superficiali e profondi!)</p>
<p><u>Specie</u>: cane, gatto, coniglio, cavia, furetto e altri</p>
<p><u>Tempistica</u>: 1-3 giorni lavorativi</p>
<h2>Demodicosi</h2>
<p>L’acaro della pelle (<em>Demodex</em> <em>canis</em>) si trova in piccole quantità in tutti i cani sani. Nei cani  con  sistema immunitario indebolito (p.es. in situazioni di stress, in animali giovani o adulti con malattie sistemiche) c’è una proliferazione degli acari nei follicoli piliferi. La forma giovanile localizzata si manifesta con zone glabre spesso rotonde per lo più sul muso e sugli arti anteriori. Queste lesioni guariscono negli animali giovani per lo più spontaneamente. Se però subentra una forma generalizzata della malattia nella quale sono interessate estese parti del corpo, negli animali giovani si sospetta una componente genetica e negli adulti una sottostante patologia. A complicare il quadro clinico possono comparire infezioni secondarie accompagnate da prurito.</p>
<p>Oltre ai raschiati cutanei profondi, per identificare direttamente  l’agente patogeno, recentemente è possibile anche richiedere la <strong>rilevazione tramite PCR</strong>: per differenziare lievi manifestazioni cliniche irrilevanti da infezioni massive viene eseguita una  PCR realtime semi- quantitativa. Vengono identificate tutte le specie fin’ora conosciute nel cane (<em>Demodex</em> <em>(D.)</em> <em>canis,</em> <em>D. injai und D.</em> <em>cornei</em>) e nel gatto (<em>D.</em><em> cati, D. gatoi und D.</em> <em>felis</em>).</p>
<p><u>Metodica</u>: PCR realtime, semiquantitativa</p>
<p><u>Materiale richiesto</u>: raschiati cutanei (profondi!)</p>
<p><u>Specie</u>: cane e gatto</p>
<p><u>Tempistica</u>: 1-3 giorni lavorativi</p>

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			<p><a href="https://laboklin.com/wp-content/uploads/2023/03/2016_02_Laboklin_Aktuell_Dermatofiti_Sarcoptes_Demodex_PCR.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dermatofiti, Sarcoptes e Demodex – sulla traccia di prurito e alterazioni della pelle tramite la PCR–reazione a catena della polimerasi</strong></a></p>

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